FRANCO MATTEUCCI.

TRE CADAVERI SOTTO LA NEVE.


LE INDAGINI DELL'ISPETTORE SANTONI 3.
2015 Newton Compton Editori, Roma.
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Versione realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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IL GIALLO E' SERVITO: DA FRANCO MATTEUCCI, AUTORE FINALISTA AL PREMIO STREGA, ECCO LE INDAGINI DELL'ISPETTORE PI AMATO DAGLI ITALIANI.
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UN ROMANZO CHE CATTURA, CHE SQUARCIA UN VELO SUI VIZI E SUI SEGRETI DI UNA PICCOLA COMUNIT DI PROVINCIA, CHE APPASSIONA E INTRIGA, CHE SI NUTRE DI INDIZI CHE IL DISGELO POTREBBE CANCELLARE.
MAURO CASTELLI, IL SOLE 24 ORE.
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 NEL SAPER COGLIERE IL VALORE NON SUPERFICIALE DEI DETTAGLI, CHE MATTEUCCI, GIOVANDOSI DELLA CONCRETEZZA IMPOSTA DAL GIALLO, TROVA LA SUA CIFRA NARRATIVA PI CONVINCENTE.
GIORGIO MONTEFOSCHI, CORRIERE DELLA SERA.
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AVVERTENZA.
Questo libro  un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell'immaginazione dell'autore o sono usati in maniera fittizia.
Qualunque somiglianza con fatti, luoghi o persone, reali, viventi o defunte  del tutto casuale.
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Ad Azzurra.
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Capitolo 1.
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Lupo Bianco non riusciva a capire se fosse a testa all'ingi, all'ins
o messo in orizzontale. Immagin che a Valdiluce fosse scattato
l'allarme e ripass mentalmente quello che stava accadendo. Tutti
conoscevano la zona della valanga, ma individuarlo sotto la neve era
come trovare un ago nel pagliaio. Il rilevatore GPS inserito dentro i
suoi scarponi avrebbe funzionato? Nel dubbio, non poteva mollare:
doveva scavare un tunnel che lo portasse fuori.
Sotto una valanga, bisogna fare subito la pip per capire in che
posizione ti trovi, glielo ripeteva sempre, suo padre Alfonso. Non
c'erano alternative, e Lupo Bianco ci prov. Il liquido, attratto dalla
forza di gravit, gli sembr che scendesse verso l'ombelico: quindi
era probabile che si trovasse a testa all'ingi... Inizi a scavare nella
direzione dei suoi scarponi, ma i fiocchi di neve si erano trasformati
in un blocco di ghiaccio. Gli mancava il respiro. Lo sapeva: sotto
una valanga, dopo venti minuti al massimo, si moriva. Iniziava
ad avere freddo, infil la mano nella tasca esterna dello zaino che
gli era rimasto attaccato alle spalle. Recuper il tubetto di latte
condensato Nestl, lo succhi. Gli dette vigore, lentamente riusc
a girarsi, a mettere i piedi verso terra e la testa verso il cielo. Si
attacc alla realt come uno scalatore alla roccia. Ricostru tutti i fatti
degli ultimi minuti: aveva seguito, in servizio di ordine pubblico,
la manifestazione di protesta contro il centro radar, organizzata
dagli abitanti di Valdiluce, a duemila e trecento metri di quota,
sul Dente della Vecchia. Si parlava di radiazioni, di pericolo per la
salute. Malattie strane, l'acqua dei laghi alpini che non ghiacciava
pi. I manifestanti erano tornati a valle con gli sci, Lupo invece si
era trattenuto per controllare a fondo il cubo orrido del famigerato
centro radar. Non erano evidenti parabole o altro: in paese si diceva
che le attrezzature elettroniche fossero state celate dietro le rocce.
Il cielo stava diventando gonfio di nuvole e lui aveva notato un
puntino nero tra i nembi, un suo vecchio amico: il falco Trogolo.
Da quando il rapace era stato liberato dalla catena, sembrava che
per gratitudine volesse proteggerlo. L'animale con un colpo d'ala
si era avvicinato a Lupo Bianco: becco giallo, zampe dello stesso
colore, pupille azzurre. Aveva planato sul centro radar e le sue
penne avevano sfavillato. Improvvisamente ci fu un botto terribile,
un'esplosione. Lupo ebbe appena il tempo di un'imprecazione, il
falco di volar via. Proprio sopra la sua testa, un cannoncino anti
valanga aveva esploso un colpo a sorpresa e per la vibrazione si era
staccato un costone di ghiaccio che aveva formato una slavina. Nella
neve in tempesta gli sci Dynastar si erano piegati scricchiolando,
l'ispettore aveva perso il senso della gravit, sbracciandosi per
mantenere l'equilibrio, ma poi la massa di neve se l'era mangiato. Il
silenzio dopo il boato era opprimente, come il peso che caricava il
suo corpo. Adesso giaceva perso, ed ebbe davvero paura. Di morire.
Lui che aveva sempre affrontato tempeste, scalate spericolate, che si
era affidato alla sua forza animalesca, al suo fiuto, per la prima volta
in vita sua comprese che ci che gli stava capitando era superiore
a qualsiasi immaginazione. Forse era l'inizio della fine. Aspettava
con terrore di sentire quel caldo anomalo, lo strano paradosso che
nasceva ai primi sintomi d'assideramento. Sarebbe venuta anche
a lui la voglia di spogliarsi per l'ipotermia? Per scacciare questo
pensiero, prov a concentrarsi di nuovo sugli avvenimenti che lo
avevano ridotto in quella situazione. Era lampante che il colpo del
cannoncino anti valanga non potesse essere partito accidentalmente,
impossibile pensare a un errore umano. Ma chi lo aveva messo in
funzione, senza seguire le rigorose procedure di sicurezza? Lupo
sentiva un intenso dolore a un occhio, nella caduta si era fatto male,
colpito dalla manopola della racchetta. Il suo corpo atletico aveva
retto all'impatto, sicuramente si era procurato qualche livido, ma
forse non aveva niente di rotto. Era stato fortunato. Molti ci lasciavano
la pelle, uccisi gi dal vuoto d'aria che precedeva la valanga:
ti spezzavi l'osso del collo e morivi all'istante.
Finalmente sent un ronzio costante sopra la coltre: doveva essere
il drone di Carlo Nardello, un mini elicottero pilotato a distanza,
dotato di telecamera e sensori che si usava per trovare i dispersi
sotto le valanghe. Nel primo intervento del soccorso alpino, il drone
si alzava, scansionava dall'alto la zona in cerca del segnale GPS
degli alpinisti rimasti sepolti. Il falco Trogolo seguiva quello strano
oggetto, che sembrava un uccello meccanico: si abbass, una virata
secca, e sfid per un attimo il mini elicottero, ma poi plan su una
nuova traiettoria, allontanandosi sdegnato. Lupo riusc, sintonizzandosi
sul ronzio del drone, a capire bene quale fosse la sua vera
posizione sotto la valanga: tutto sbagliato. Sorrise. La leggenda
della pip non aveva funzionato. Di nuovo si gir su se stesso e
ritrov il verso giusto. Ma era esausto. Mentre la batteria della sua
vita si stava scaricando, percep come in un sogno il rumore di un
elicottero, i soccorritori che urlavano, le voci sempre pi vicine.
Poi qualcosa di caldo: non era una mano, n un braccio, ma una
lingua frenetica e bollente che lo stava leccando: il cane lupo Rip.
Gli nett la faccia dalla neve, sent l'energia della vita, animale, il
fiato caldo di chi voleva salvarlo, la forza spettacolare della realt.
E Lupo Bianco vide oltre al faccione del cane anche un paio di
scarpette, gli immancabili mocassini bagnati del suo assistente
Kristal Beretta. Poche parole pronunciate con apprensione.
Ha freddo, ispettore?.
Fu trascinato fuori dai soccorritori. Dal respiro dei suoi colleghi
maestri di sci usc una nuvola di Ginpin, il liquore di Valdiluce.
Ormai aveva veramente riacciuffato la vita. Il dottor Franzelli,
medico condotto, gli scosse di dosso la neve.
Ha avuto un gran culo che funzionasse il gps!.
L'ispettore Marzio Santoni, detto Lupo Bianco, comandante
della stazione di polizia di Valdiluce, fu messo su una barella e
poi caricato sull'elicottero. La sua mente non aveva mai smesso di
funzionare. Soprattutto un pensiero gli ronzava in testa, proprio
come il drone: "Perch qualcuno ha innescato il cannone anti
valanga per uccidermi?".
...
Capitolo 2.

La lama era uscita all'improvviso, lucente, sembrava una biscia
illuminata dalla luna. Che cosa voleva farle quell'uomo, cui aveva
dato per tanti anni amore ed amicizia? Le stava incidendo la pelle
vicino alla bocca. Un gioco perverso? L'acqua si color di rosso,
ancora sangue nello stesso luogo dove tanti anni prima aveva perso
con lui la verginit. L'uomo la fissava con occhi che non gli aveva
mai visto: due biglie gelate. Lei in quel momento avrebbe preferito
che li chiudesse, come faceva quando raggiungeva l'orgasmo, e che
smettesse di annaspare con il fiato rabbioso di un animale. Avrebbe
voluto che la sua mano callosa ritrovasse la strada della carezza.
Invece lui la usava come una mazza per sfondare la vetrina di una
gioielleria. Inutile chiedere aiuto alla luna piena, riflessa nell'acqua:
era solo una sfera imbrattata di rosso. Quell'uomo, sempre
sottomesso, appariva per la prima volta eccitato da uno sfolgorante
dominio. Nei muscoli d'acciaio, ribelli a qualsiasi tentativo di dolcezza,
fece esplodere tutta la polvere da sparo che aveva raccolto
in una vita. Anche la sua voce, appena accennata, ora sembrava
corrotta dalla brutalit. Lui che s'intimoriva di tutto, che vibrava
di emozioni anche pavide, era diventato una belva sanguinaria.
Sulla lama che le incideva il volto come la corteccia di un albero, si
scolorivano i riflessi e i ricordi. Pu amare un killer, pu mostrare
piet? Perch mai doveva ucciderla? Forse era stato pagato da
qualcuno? Poteva un uomo schivo, puro come l'acqua di fonte,
ammazzare una vecchia amica? Anzi, una vecchia amante? Forse
si era incazzato per quel piccolo peccato... ma un tradimento pu
scatenare una vendetta cos crudele? Tent di togliersi il pezzo sopra
del bikini celeste, forse avrebbe dovuto spogliarsi come lui aveva
chiesto. Ma da anni non facevano pi all'amore: era un patto mai
violato, che aveva mantenuto in vita la loro complicit. L'uomo le
afferr la mano con una forza che sembrava venire dallo spazio,
le riaggiust la spallina del reggipetto con un rigore maniacale e
spar un sorriso da demone. Si conoscevano da sempre, da quando
erano bambini, con lui aveva provato il primo piacere, poi l'amore,
poi l'amicizia eterna. Il bagno sotto la luna era un rito antico, nel
luogo pi nascosto del mondo. Come due ragazzini in una tinozza.
Ogni mese si vedevano l, per giocare e sognare guardando le
immagini del futuro. Quell'occasione delicata, sempre mantenuta
nel riserbo, stava trasformandosi in tragedia. Lei cerc un punto
di luce, sapeva che ormai era senza speranza, niente l'avrebbe pi
salvata. L'acqua la lambiva sempre di pi, il vecchio compagno di
giochi la stava spingendo sotto la superficie. Lei ingoiava il sangue
del suo corpo, gorgogliando. Era come affogare nella sua stessa
sostanza. Allora si lasci andare, senza alcuna opposizione, pens
che forse la sua morte sarebbe servita a cancellare in fretta e per
sempre quel tradimento.

Stava nevischiando e l'asfalto era scivoloso. Non era stato facile
per Lupo Bianco, dopo poche ore dall'incidente, rimettersi in sella
alla sua Vespa bianca. Le contusioni che si era procurato sotto la
valanga erano molto dolorose, ma non poteva lasciare spazio al
criminale che aveva tentato di ucciderlo. Non era al massimo del
suo splendore, la visuale un po' confusa, sul seggiolino di cuoio
del suo scooter suonavano in concerto tutti i lividi bluastri che
avevano annerito il suo corpo. Giunse con fatica al casotto del
servizio valanghe. Erano fermi ad aspettarlo il suo assistente Kristal
Beretta e Carlo Nardello, ex carabiniere, il coordinatore di tutti i
mezzi di soccorso, compreso il drone, ma soprattutto la persona
che aveva la responsabilit di attivare i cannoncini in caso di pericolo
di valanghe.
Ispettore, come si sente?.
Se c'era una cosa che irritava Santoni era quella di indugiare sulle
questioni personali. Se stava l voleva dire che non era morto. Tagli
corto e si rivolse brusco a Kristal, che gi profumava di Pocket
Coffee: Ha eseguito gli ordini?
Certamente, dopo che l'ho accompagnata al pronto soccorso ho
sigillato l'ingresso del casotto.
Nonostante il nastro usato da Kristal, l'uscio era semichiuso e
il vento lo faceva sbattere. Il lucchetto che difendeva la porta era
stato violato con facilit. Per spezzarlo era bastata una racchetta
da sci. Si vedeva con chiarezza il segno del bastoncino sullo stipite.
Santoni era sconcertato.
I cannoni anti valanga, lo dice la parola stessa, sono alla stregua
di armi e dovevano essere adeguatamente vigilati.
Carlo Nardello, nonostante fosse uscito dalle forze dell'ordine,
manteneva una certa formalit da carabiniere. Magro, leggermente
stempiato, profumava di sapone di Marsiglia. Un bell'uomo, con gli
occhi che dominavano su tutto, di un azzurro speciale. Sembrava
realmente dispiaciuto.
Ha ragione, ispettore! Ma era impensabile che qualcuno tentasse
di mettere in funzione un cannoncino anti valanga senza l'approvazione
della Protezione civile. Solo un pazzo poteva farlo, anche
perch non  cos facile azionarlo: ci sono tanti codici di sicurezza
da attivare... non capisco proprio come possa essere accaduto.
Lei dove si trovava quando  partito il colpo?
Ero nel mio ufficio, stavo controllando e mettendo a punto
la telecamera del drone. Qui al casotto, mi capiter di venirci al
massimo tre-quattro volte l'anno.
Kristal fece a Nardello una domanda un po' precipitosa: Qualcuno
pu testimoniare che il 15 febbraio alle ore 15:30, quando 
esploso il colpo, ti trovavi nel tuo ufficio?.
Carlo Nardello si incup: si metteva in dubbio la sua buona fede?
Rispose con disprezzo: Kristal, chiedilo a Rip, il mio cane. Lui te
lo confermer.
Lupo Bianco tralasci la reazione stizzosa di Carlo, ma la domanda
di Kristal non era peregrina.
Adesso entriamo e facciamo il sopralluogo. Kristal, ha informato
anche Franco Pieretti della Scientifica?
Sta arrivando.
A Nardello non era piaciuto affatto l'atteggiamento di Beretta.
Per evitare che ci fossero dei dubbi, disse con aria seccata: All'ora
dell'esplosione mi trovavo in ufficio, non solo con Rip, ma anche
con Prandini, il pilota dell'elicottero, che potr testimoniare. E
comunque, dopo pochi secondi dalla slavina, ho fatto decollare il
drone che ha poi rintracciato il segnale GPS di un certo ispettore
Marzio Santoni, detto Lupo Bianco. Se  qui presente, vivo e vegeto,
 soprattutto per merito mio.
Kristal e Santoni sorrisero. Prima di entrare nel casotto, notarono
che sul pavimento non risultavano orme, era come se fosse stato
passato uno straccio. Indossarono dei sacchetti di plastica sulle
scarpe. L'interno, in legno d'abete, aveva un arredo essenziale:
una ricetrasmittente spenta, un librone con dei grafici, bollettini
meteo, un computer acceso, un binocolo su un cavalletto, un poster
con l'immagine di una valanga, una grande finestra che dava sulle
montagne di Valdiluce. Lupo Bianco annot mentalmente che
nell'aria era rimasto un odore sottile di cloro. Nessun altro segno.
La persona che era penetrata nel casotto sembrava che non avesse
addosso deodoranti o altre essenze. Nardello era nervoso, come se
qualcosa lo preoccupasse. All'improvviso si lanci verso il computer:
voleva cancellare qualche traccia che poteva compromettere la
sua posizione? Lupo Bianco lo blocc, aiutato da Kristal.
Fermo! Non tocchi niente. Dobbiamo far analizzare tutto dalla
Scientifica.
Ispettore, la schermata che c' adesso non l'ho mai vista.
Si spieghi meglio.
Penso che qualcuno sia riuscito a entrare nelle pagine riservate
del sito della Protezione civile.
L'ex carabiniere era molto agitato. Lupo lo trattenne con la sua
voce ferma: Signor Nardello! Con calma: mi spieghi come funziona
la procedura di attivazione.
Quando viene deciso di procurare delle valanghe artificialmente,
io opero solo dopo che la Protezione civile ha inviato l'ok per
azionare il cannone.  come togliere la sicura ad un'arma.
La Protezione cosa le invia esattamente?
Un codice segreto che varia di volta in volta.
Quindi lei non sarebbe stato in grado di attivare il cannoncino
perch la Protezione civile, non essendoci stato alcun allarme, non
le poteva aver mandato la password, giusto?.
Nardello lanci un sospiro di sollievo, quella circostanza confermava
la sua estraneit ai fatti.
Esatto. Qualcuno invece ha forzato il sito e ha trovato i codici
di sblocco.
Chi, oltre a lei, potrebbe conoscere la procedura?
La Protezione civile, il colonnello Marco Fantini, responsabile
del centro radar... e forse chi ha costruito l'impianto....
Kristal ingoi un Mon Chrie. Era vestito di tutto punto come
sempre: giacchetta marrone, cravatta gialla, pantaloni azzurri,
mocassini da cittadino, sulle spalle una giacca a vento leggera. Si
pass le mani sui capelli a spazzola. Gli piaceva farlo ogni volta
che partiva una nuova indagine.
Carlo, tu usi il computer tutti i giorni anche per montare i filmati
che realizzi con il drone. Perch non dovresti essere in grado di
entrare in un sistema e modificarlo?, domand con aria furba.
Nardello osserv Kristal con una certa violenza nello sguardo.
Ma ce l'hai con me? Io al massimo posso essere un abile utilizzatore
di computer, certo non sono un informatico e tantomeno
un hacker. Ed  quello che bisogna essere, per fare un'operazione
del genere.
Lupo Bianco, per raffreddare la situazione, si mise a guardare
con attenzione l'ambiente: al centro della scena troneggiava un
binocolo Zeiss su un cavalletto. Con molta cautela - senza sfiorarlo
per evitare che qualche impronta potesse essere coperta, e
senza appoggiarci gli occhi - riusc a capire che il cannocchiale
era puntato esattamente sul crinale del Dente della Vecchia, dove
si trovava lui al momento dell'esplosione. Quindi qualcuno lo
aveva seguito con lo sguardo e, appena l'ispettore si era fermato
sotto la bocca del cannone, aveva azionato il computer, facendo
partire il cannoncino e scatenando la valanga. Un agguato in piena
regola. Marzio inizi a disporre sulla sua piattaforma mentale tutti
gli indizi che aveva a disposizione. Si ricord un dettaglio finora
trascurato: quando era giunto sul luogo della manifestazione,
aveva imposto ai dimostranti di riunirsi solo sul lato destro del
Dente della Vecchia, perch sul versante sinistro, quello pi vicino
al cannoncino anti valanga, si era accumulato un mammellone
di neve trasportato dal vento. Troppo pericoloso per sostenere
il peso di almeno cinquanta persone. A questo punto l'ispettore
Santoni non poteva pi trascurare una domanda che gli premeva
in testa: e se non fosse stato lui l'unico obbiettivo dell'attentato,
come gli era sembrato dall'inizio? Se il criminale avesse avuto
il progetto di commettere una strage? Magari, provocando una
valanga che sarebbe potuta sembrare spontanea? E il disegno
scellerato non era andato in porto solo perch i dimostranti non
si erano disposti, come era previsto, sul crinale sinistro. Quindi
la decisione di eliminare Lupo Bianco era nata come soluzione di
ripiego, perch solo lui si era trovato a portata di tiro? Il progetto
era stato studiato nei minimi particolari e realizzato da un cecchino
informatico. Il casotto si trovava vicino alle piste, lontano dalle
case, accanto a un enorme parcheggio della cabinovia. Non era
difficile mimetizzarsi nel gran traffico di sciatori e di auto.
Probabilmente l'attentatore si era introdotto con facilit nel locale
durante l'ora di pranzo e aveva aspettato con pazienza, osservando
la manifestazione con il binocolo, pronto a far partire la valanga
dal cannoncino. Un fatto era uccidere Lupo Bianco e un altro
commettere una strage. Tutto doveva essere dimostrato, ma se il
piano fosse stato quello di colpire decine di persone, cambiava
completamente lo scenario. E dalle deduzioni di Santoni, non
sembrava un'ipotesi cos peregrina. Lupo Bianco decise di non
parlarne con nessuno, fino a quando non avesse raggiunto qualche
risultato concreto nell'indagine.
...
Capitolo 3.

Il maresciallo Pieretti della Scientifica, profumato di bagnoschiuma
al pino silvestre, fece i primi rilievi nel casotto del servizio anti
valanghe. Cerc delle tracce sui tasti del computer e sul binocolo.
Niente. Pieretti spieg con una certa delusione: Tutti in montagna
indossiamo i guanti, da sci, per il freddo,  un'abitudine che
diventa regola quando uno non vuole lasciare le proprie tracce.
Facile e stupido. Poi si fiss a studiare il pavimento, e prosegu:
Sulla strada del parcheggio vicino al casotto  stato versato molto
sale per sciogliere ghiaccio e neve, e quella poltiglia schifosa si
appiccica alle scarpe...  difficile che la stanza non fosse piena di
pedate. Quindi uscendo l'intruso ha dovuto usare qualcosa per
pulire il pavimento dalle sue impronte. Ma non mi sembra uno
straccio. Si pieg sulle ginocchia. Vedete in questo punto? Sul
legno  rimasta una strisciata di colore nero. La studi con molta
attenzione.
A occhio, con un'approssimazione al 70 per cento, potrei affermare
che l'intruso ha ripulito il pavimento con un paio di guanti
da sci, strusciandoli con le mani. Con veemenza.
Kristal intervenne: I guanti potrebbero essere stati buttati nelle
vicinanze?.
Pieretti era il collaboratore pi appassionato che si potesse
immaginare.
Setaccer con cura tutta la zona e controller anche i bidoni
della spazzatura, poi vi far sapere. Sono sicuro che di cartine di
cioccolatini ne trover molte, e non si dovr fare l'analisi del dna
per sapere di chi sono.
Beretta sorrise.
Ah, ma io provvedo sempre a gettarle nella spazzatura!.
Appunto.
Il collega della Scientifica quel giorno era in gran forma e uscendo
lanci un'altra battuta: Il nome della sua indagine potrebbe essere:
L'ispettor Santoni e il misterioso caso dei guanti da sci.
Marzio per non sorrise: era sempre pi teso. Gli indizi che andava
raccogliendo portavano a uno scenario pi complesso del solito.
Doveva procedere con molta cautela e grande lucidit.
Kristal, mi raccomando, non spenga il computer. Convochi un
esperto della polizia postale per verificare tutte le tracce informatiche.
Il binocolo lo metta dentro una busta sigillata e lo riponga
nella cassaforte del posto di polizia, a disposizione di Pieretti.
Improvvisamente squill il cellulare di Beretta. La voce rimbalzava
dal microfono, concitata. L'assistente riassunse la conversazione: Era
Boris del noleggio sci: mi ha detto che la libraia Leni Sarti ieri aveva
affittato gli sci e gli scarponi per partecipare alla manifestazione sul
Dente della Vecchia, ma in serata non li ha riconsegnati. Il telefonino
della donna  staccato. Boris  andato anche a casa sua, ma non ha
trovato nessuno, e ora ha paura che le sia successo qualcosa. Dice
che non  da lei scomparire in questa maniera, senza dare notizie.
Lupo cerc di sdrammatizzare.
Forse si sar dimenticata di riportare gli sci, avr passato la
notte con qualcuno. Magari sul tardi riconsegner a Boris tutto il
materiale....
Kristal aggrott la fronte.
E se fosse stata travolta anche lei dalla valanga?.
Carlo Nardello, che era ancora presente, intervenne deciso: Il
drone ha scandagliato tutta la zona e ha ricevuto solo il segnale GPS
dell'ispettore Santoni. Escluderei decisamente che ci possa essere
qualcun altro sotto la neve.
Kristal ingoi un gianduiotto, era il cioccolatino preferito quando
ragionava.
Vedi, Carlo, il mondo non  fatto solo di gente tecnologizzata
come te. Leni, ad esempio, non mi sembra il tipo da indossare un
segnalatore GPS e quindi non darei per scontato che non sia sotto
la valanga. Certo, ormai sarebbe morta....
Anche questa poteva essere un'ipotesi. Lupo Bianco conged
Nardello e dette a Kristal altri ordini: Allerti la squadra di soccorso,
devono continuare le ricerche sotto la valanga. Noi intanto
andiamo a interrogare Boris. Perch  cos preoccupato? Conosce
bene Leni?.
A queste domande Beretta non replic, ma propose al suo superiore:
Andiamo con la mia macchina, ispettore: la Vespa non mi
sembra indicata, viste le sue condizioni.
Sul telefonino di Santoni era arrivato da tempo un sms. Era della
sua fidanzata Ingrid Sting, campionessa di sci. Lo apr:

Come hai fatto a finire sotto una valanga? Preparati alle mie coccole. Parto
subito per essere da te!

Gli sembr un'idea balzana. Ingrid si trovava ad Are, in Svezia,
per una prova della Coppa del Mondo! D'istinto, Marzio pens di
scoraggiarla, era stupido abbandonare una competizione sportiva
cos importante solo per questo. E poi, lui si sentiva gi meglio, era
preferibile incontrarsi in un momento pi tranquillo per entrambi.
Lupo intuiva che Valdiluce stava cominciando a essere avvolta da
un'aria di mistero che l'avrebbe condotto molto lontano. Per la
prima volta in vita sua qualcuno aveva tentato di ucciderlo e forse
la presenza di Ingrid gli avrebbe potuto creare qualche impaccio.
Certo, la sua travolgente vitalit, il sorriso, quel suo profumo di
rosa bianca, gli mancavano, e anche il suo corpo. Ma, come sempre,
decise per il meglio e rispose:

Sto bene, gi in piedi, vediamoci dopo le gare.

Non hai voglia di vedermi?

Certo.

Troppo tardi. Sto salendo in aereo. A presto, amore.

Lupo ebbe un attimo di disorientamento. Era difficile trattenerla
quando aveva preso una decisione. Alla fine replic:

Ti aspetto.

Non poteva fare diversamente. Ingrid ormai era la sua donna,
la fidanzata ufficiale, e lui doveva abituarsi sempre di pi alla sua
presenza. Magari un giorno sarebbero vissuti per sempre insieme.
Lupo ebbe un ulteriore sussulto. Ci sarebbe mai riuscito? Lui che
seguiva il fischio del vento? Che campava di niente ed amava tuffarsi
nudo nella neve? Che divideva la casa con un topo e un formicaio?
E soprattutto, lui che aveva ancora la tv in bianco e nero e una
vecchissima lavatrice che perdeva sempre acqua?
...
Capitolo 4.

La Suzuki Samurai rossa di Kristal non era pi morbida del
seggiolino della sua Vespa. Mentre sobbalzava sui lividi, Lupo
torn a rivedere tutti gli indizi che aveva distribuito con ordine
nella mente. Durante la manifestazione sul Dente della Vecchia,
aveva notato che Leni Sarti, presentissima con il suo megafono a
lanciare slogan, si era infilata addosso - come un uomo-sandwich
- un grande cartellone su cui era raffigurato un volto coperto da
una maschera antigas nera. Non doveva essere facile sciare con
quell'ingombro addosso, forse magari era caduta e si trovava ferita
in qualche burrone.
Kristal, chiami il soccorso alpino e dica loro di concentrare le
ricerche a fondo valle. Se Leni non  rimasta sotto la slavina, potrebbe
trovarsi nella parte bassa del canalone.
Kristal si blocc su un pensiero che gli stava creando preoccupazione.
Cosa diavolo stava succedendo a Valdiluce? Ferm la
macchina e guard a lungo Lupo Bianco, quasi cercasse da lui una
risposta rassicurante.
Ispettore, pensa che dopo il suo attentato, anche a Leni possa
essere successo qualcosa di grave?
Forse ci stiamo agitando per niente, magari riapparir sana e bella
come sempre. Ma noi siamo poliziotti e dobbiamo pensare sempre
al peggio... e se poi viene il meglio, saremo i primi a esserne felici.
Leni ultimamente  stata avversata da tante persone. I suoi nemici
sono aumentati....
Ovvero?
Alcuni albergatori non sono d'accordo con la sua attivit di
contestatrice, l'accusano di rovinare il turismo a Valdiluce. Ovviamente
con questa storia delle radiazioni che uccidono, il lavoro 
diminuito, soprattutto durante le settimane bianche.
Stava nevicando leggermente. Lupo Bianco si fiss sul movimento
dei tergicristalli della Samurai rossa che cigolavano sul
vetro. La libraia Leni Sarti - detta "Orsa" per il suo carattere
selvatico e solitario - era uno dei personaggi pi noti di Valdiluce,
il leader riconosciuto dei contestatori del centro radar. Era lei
che aveva iniziato la campagna contro le radiazioni che stavano
contaminando le valli circostanti. Instancabile ed agguerrita. Con
un azzardo questo elemento poteva collegare il tentato omicidio
di Lupo Bianco con l'eventuale scomparsa di Orsa. Poteva esserci
qualcuno che, per motivi ancora da scoprire, voleva eliminare chi
si era schierato contro il centro radar: da una parte Santoni come
poliziotto e dall'altra Leni come agitatrice. Era una donna vicina
ai quaranta anni, di una bellezza eccentrica, i ciuffi dei capelli cadevano
neri come tanti nuvoloni su una faccia scolpita dal vento.
Aveva una caratteristica che aveva meravigliato sempre Santoni
e che a Valdiluce veniva considerata un po' magica: il suo corpo
produceva mille odori. Profumava di selvatico, talvolta sapeva di
cardo fiorito, altre volte di tuberosa; quando aveva voglia di fare
all'amore, dicevano alcuni, le usciva dal seno l'odore aspro del geranio.
Nelle feste indossava spesso l'abito tradizionale bavarese, il
cosiddetto dirndl, con una certa malizia, soprattutto per mettere in
risalto il suo petto esuberante. Talvolta, nelle giornate di sole, vestiva
i lederhosen, un pantalone corto da uomo, in cuoio tipico tirolese,
con delle splendide bretelle colorate, camicie svolazzanti, calzettoni
bianchi messi su degli scarponcini da alpinismo leggero. Aveva
un corpo sottile ma ben delineato, soprattutto quando al posto
degli stivali indossava i tacchi. Difficile non notarla. Anche Lupo
Bianco, nei pochi incontri casuali che aveva avuto, ne era sempre
rimasto affascinato. Bella e schiva. Mai si erano lasciati andare a
una confidenza, appena un sorriso. Si capiva che anche la libraia
era attratta dalla bellezza non addomesticata di Lupo Bianco, ma
era in qualche modo respinta dal suo ruolo di poliziotto. Santoni
aveva ricevuto da poco una lettera anonima che raccontava fatti
legati a Orsa, soprattutto alcuni suoi costumi sessuali e pratiche
esoteriche. Eppure Leni non aveva avuto alcun precedente con la
giustizia e Santoni quel foglio lo aveva relegato tra i tanti messaggi
anonimi indegni di nota. La Sarti aveva s numerosi amanti, ma
rimanevano sempre nell'mbito delle dicerie: nessuno poteva affermare
di averla vista con un uomo. N qualcuno era al corrente
della sua vita privata. Era una donna odiata dalle paesane, perch
la pensavano un po' strega. E certi suoi comportamenti non la
aiutavano a farla sembrare normale. Quando per si parlava di
radiazioni e della battaglia che si doveva portare avanti contro le
autorit del centro radar, Leni, con il suo eloquio appassionato,
con quel suo fascino rivoluzionario, riusciva a riunire gran parte
degli abitanti pi impegnati, e a far dimenticare le sue stranezze.
...
Capitolo 5.

Boris Osmanovich stava pregando verso la Mecca, davanti al box
del suo noleggio sci. Di Bihac, musulmano, quarantacinquenne, era
venuto a Valdiluce alcuni anni prima come skyman di una squadra
di atleti per una Coppa del Mondo, ed era rimasto in paese perch
si era innamorato di una ragazza, poi di un'altra e di un'altra ancora.
Una catena di donne che sembrava non finire mai. Boris era
inginocchiato sulla neve. Sembrava che quella posizione l'avesse
presa al volo, appena aveva sentito arrivare la macchina di Kristal.
Possente, atletico, un volto con una smorfia un po' volgare, un paio
di sopracciglia folte e spettacolari che doveva aver lasciato libere
di crescere per anni. Indossava la tuta blu da meccanico e - su
tutte le sue caratteristiche di maschio leggermente orrido, quasi
un mangiafuoco - dominava una calvizie molto pronunciata al cui
centro era stampata, enorme, una lingua di fuoco, una voglia rossa di
vino, un angioma probabilmente, che gli era costato il soprannome
di "Gorbaciov". Kristal e Lupo Bianco aspettarono che finisse le
sue preghiere. Boris si deterse il volto e le mani, la bocca, il naso,
le braccia, le orecchie, le caviglie con la neve fresca. Finalmente
termin le sue abluzioni. Intuiva la curiosit dei due poliziotti.
Il lavaggio va fatto con acqua, ma io uso la neve, anche se il Corano
non ne parla mai... viene dal cielo ed  bianca come la veste
dei fedeli che vanno alla Mecca.
Parlava un ottimo italiano, con un lieve accento slavo. Apr la porta
del container. Emanava un odore strano, un mix di sciolina e cuoio.
Prego, accomodatevi, signori poliziotti.
A Lupo sembr di entrare in un'enorme scatola zeppa di lapis
colorati. Schierati come tanti soldatini, decine di paia di sci, divisi
con cura per altezza; sul fondo un'enorme rastrelliera con altrettanti
scarponi di tutte le misure; al centro una sciolinatrice, accanto un
banco pieno di attrezzi - martelli, lime, cacciaviti - che dovevano
servire per adattare gli scarponi agli attacchi degli sci; una piccola
seggiola di legno sgangherata e sporca, di fronte a un tavolino lindo
di plastica, su cui era appoggiato un computer acceso. Una vecchia
stufa a legna non riusciva a dare calore, ma illuminava l'ambiente
con le sue fiamme rosse. Un lettino sbucava da dietro un paravento
di lamiera. Quel box era tutto per Boris: casa e bottega. Lupo
Bianco non aveva mai avuto a che fare con lui, ma sapeva che era
un uomo tranquillo, anche se un donnaiolo. In attesa di avere la
cittadinanza italiana, con i permessi di soggiorno riusciva a coprire
un anno di lavoro, si era ben inserito nel tessuto del paese, e con
il guadagno viveva una vita dignitosa. Anche lui era un accanito
sostenitore della chiusura del centro radar. Forse per questo frequentava
Leni Sarti e si era preoccupato della sua sorte. O magari
c'era qualcosa di pi?
Perch voi poliziotti siete venuti qui?.
Kristal lo squadr con irritazione.
Hai detto al telefono che eri preoccupato, che hai paura che sia
accaduto qualcosa a Leni Sarti. Non te lo ricordi?.
Boris allung un sorriso di circostanza, ma sembrava teso, gli
occhi grigi vagavano intorno, a cercare una scusa.
Mi dispiace, non volevo creare allarme, sono andato troppo di
fretta. Forse Leni arriver presto. Ho fatto scoppiare un casino
per nulla.
Gorbaciov intercalava lunghe pause, era certamente a disagio. Si
stava rimangiando la parola. Aveva azzardato troppo a denunciare
subito la scomparsa della libraia?
Era meglio usare i metodi spicci del poliziotto. Lupo Bianco blocc
Kristal, che stava per fare un'altra domanda.
Boris, ci favorisca il passaporto.
Lui lo tir fuori dalla tasca della tuta blu. Kristal lo sfogli con
attenzione, poi sbott:  tutto scaduto: passaporto e permesso
di soggiorno!.
L'ambasciata mi ha garantito che tra pochissimi giorni arriver
il rinnovo. Stessa cosa per il permesso di soggiorno: lo sto per
richiedere, vi do la mia parola.
Lupo Bianco lo fiss con la faccia da questurino.
Boris,  inutile che ci prendi per il culo! Prima ci chiami preoccupato,
noi ci precipitiamo e al nostro arrivo fingi che  stato un
equivoco, che non  successo niente. Sai che nelle tue condizioni
possiamo procedere all'espulsione dall'Italia?.
Il noleggiatore si accomod sulla seggiola traballante, lo schermo
del computer gli illumin un volto luciferino ma pallido.
Ok, vi spiego tutto, ho sbagliato io, lo so... prima vi telefono per
paura che sia successo qualcosa e poi lo nego....
Appunto.
Boris si sgonfi leggermente: gli costava dire la verit. Si avvicin
alla rastrelliera degli sci.
Vede, ispettore, questo spazio rimasto libero?  quello degli sci
Rossignol modello Temptation, nuovissimi, con attacco Marker,
che ho dato a Leni.
Boris si muoveva leggermente curvo, come un orso. Si spost allo
scaffale degli scarponi.
In questo posto vuoto avrei dovuto avere un paio di Atomic
Lady. Ho dato a Leni il top dell'equipaggiamento. Ed  la prima
volta che mi cpita una cosa del genere. La sera ho sempre chiuso il
box con tutto il materiale al completo.  come se fossero due denti
mancanti. Tra l'altro, il valore della merce  sui mille euro... Certo,
a Orsa non faccio pagare niente di noleggio. Quindi capisce che la
mia preoccupazione non  solo economica. Leni avr sicuramente
avuto un problema... non  il suo modo di fare, sparire cos. Mi
avrebbe sicuramente telefonato, se avesse avuto un'emergenza.
Avanti, Boris, ci spieghi tutto.
Mi aveva confessato di aver ricevuto delle minacce.
Da chi?
Non me lo ha detto. Ma si capiva che aveva paura.
Quando gli ha parlato di questi timori?
Ieri, mentre prendeva gli sci, mi ha guardato e ha detto una frase
brutta: "Valdiluce mi vuole morta".
Kristal si accost a Boris.
E non ti ha specificato un nome?
No, io gliel'ho chiesto, ma Leni  diventata muta. Gi mi aveva
detto tanto, rispetto al suo solito....
Ti ricordi cosa indossava?
Certo, ho notato che era molto pi sobria del normale: un paio
di pantaloni blu, una giacca a vento nera, un maglione a collo
alto celeste. L'ho presa in giro perch sembrava una suora. Le 
piaciuto il paragone e mi ha detto di sentirsi una missionaria che
combatteva contro il diavolo. Aveva con s una specie di rotolo di
cartone, penso che fosse uno striscione.
Lupo Bianco tocc l'occhio tumefatto: l'ematoma nero dava al
suo volto un'accentuazione cattiva. Anche la voce divent fredda:
Perch ha avuto paura di raccontarci subito queste cose? Qualcuno
le ha ordinato di non parlarne?
No, no, nessuno! Dopo la telefonata che ho fatto a Kristal, ho
saputo dalla gente che qualcuno aveva cercato di uccidere lei sotto
la valanga, ispettore. Allora ho capito che il gioco si era fatto pericoloso,
e poi anche Leni  scomparsa. Troppe cose brutte tutte
insieme. Ho avuto paura di infilarmi in un guaio a parlare con voi
poliziotti.
Non ha un'idea su cosa le potrebbe essere successo?
No. Era molto preoccupata, le avevo chiesto se voleva mangiare
una pizza con me....
Il giorno dell'attentato?
Esatto. Mi ha risposto che di sera non poteva, che aveva un impegno
molto importante. Forse con un uomo, ho pensato.
Doveva avere una certa confidenza con Leni, visto che non le
faceva pagare l'affitto degli sci. La frequentava?
Difficile dirlo....
Kristal fu pi esplicito: Gorbaciov, ti scopi Leni?.
Boris rimase in silenzio. Lupo Bianco lo guard nervoso, gi era
pieno di dolori, l'occhio era gonfio, sulla spalla destra gravava
ancora la valanga, c'era di che irritarsi.
Insomma, mi dia una risposta:  andato a letto con la Sarti?.
Gorbaciov si alz, era un omone, una macchina di muscoli pronta
a scattare, nel bene e nel male. Sorrise. Si guard intorno, forse
aveva trovato la risposta giusta.
Non si pu dire n s, n no.
Adesso ti portiamo al posto di polizia, cos smetti di giocare ai
quiz!.
La verit,  la verit....
Boris emise un rumore gutturale, poi oscill le braccia come un
pendolo, e dal petto gli sbuc un ciondolo. Sembrava una piastrina
identificativa di un militare. Sia Kristal che Lupo rimasero bloccati
da quella strana apparizione. Boris ne approfitt. La mostr ai due
poliziotti.
 una bandiera gialla e blu con una fila di stelle, lo stemma
nazionale della Bosnia.
Boris, ci vuoi dire che cosa  accaduto tra te e Leni?
Lei voleva fare, ma poi al momento, non ha fatto. E io non volevo
raccontare la mia brutta figura. A due poliziotti italiani.
Kristal aggiunse con un pizzico di malizia: Perch? Hai avuto
dei problemi?.
Gorbaciov spalanc gli occhi come due vulcani.
Cosa hai capito? Io sono normale, lei era strana.
Kristal continu: E perch allora avresti fatto una brutta figura?
Noi bosniaci siamo cos, un uomo nudo e una donna nuda che
non fanno all'amore  una brutta cosa, soprattutto per il maschio.
Non pu accadere.
Lupo blocc Kristal, che stava per formulare un'altra domanda. Si
stava affondando troppo nella privacy del noleggiatore, e ci sarebbe
stato tutto il tempo per capire e sapere. Anche perch sulla scomparsa
di Orsa non c'erano certezze: poteva essere semplicemente
andata in vacanza da qualche parte o essersi rifugiata in uno chalet
con un suo amante. Della riconsegna degli sci poteva benissimo
essersi scordata, anche se Boris lo aveva escluso decisamente: non 
il suo modo di fare, sparire cos. Lupo decise di aspettare gli eventi,
anche se dai pochi indizi raccolti qualche nuvola scura si stava
affacciando all'orizzonte.
Va bene, si tenga a disposizione in questi giorni... Ah, ma tanto
lei non si pu muovere con il passaporto e il permesso di soggiorno
scaduto.
Gorbaciov si volt verso Lupo Bianco e Kristal. Aveva un'aria
dimessa, implorante.
Voi poliziotti non direte a Valdiluce della mia brutta figura,
vero?.
Boris odorava di sudore e di legna bruciata nella stufa.
...Soprattutto al Dogana... quello lo racconta a tutto il paese.
Kristal e Lupo non risposero e uscirono dal noleggio.
...
Captolo 6.

Paride Berti - il benzinaio di Valdiluce detto "Dogana" - era
rimasto con la pompa della benzina sospesa a met. La agitava
sopra la Vespa bianca di Marzio Santoni seguendo il ritmo del suo
discorso. Sotto all'odore forte di carburante ed olio motore, sapeva
anche di salsicce crude, piadina e vino.
Ispettore, non  possibile che non sappia niente del guanto da
sci di Orsa!.
Lupo Bianco era come sempre irritato da quell'ometto sporco di
morchia, il vero centro informazioni di tutta la valle. Ovviamente
conosceva ogni dettaglio della presunta scomparsa di Leni Sarti.
 mai possibile, ispettore, che non abbia notato che per tre giorni
al mese Orsa tiene un guanto di camoscio chiaro sulla mano sinistra
e d'estate uno di seta? Sempre color carne, forse per questo non
l'ha visto..., disse stupito dalla mancanza di spirito d'osservazione
di Santoni.
Lupo Bianco lo squadrava in silenzio, sapeva gi che avrebbe
avuto spontaneamente dal Dogana un rapporto assai esauriente.
Il benzinaio infil finalmente nel serbatoio della Vespa la pompa.
Il bello  che Leni ogni mese, dopo tre giorni, toglie il guanto e
sulla sua mano - io la guardavo sempre con attenzione - non c'
nessun segno evidente, nessuna cicatrice o ferita.  tutto normale.
Il Dogana smise di pompare la benzina, si pass una manata sul
cappello sporco e guard verso l'orizzonte. Nessuno ha capito
perch lo faccia.  il vero mistero di Valdiluce. Che ne pensa lei,
ispettore?
Decidilo tu.
C' chi dice che  una malattia mensile, chi un rito delle streghe
che si coprivano una mano per far sapere di avere le mestruazioni,
o un segno di lutto che lei indossa per ricordare un avvenimento
drammatico della sua vita. Qualcuno sostiene che Orsa una volta
era rimasta incinta ma poi il bambino non sarebbe mai nato....
Paride, oggi hai bevuto troppo? Mi pare che tu stia dicendo
delle sciocchezze.
Il Dogana chiuse seccamente il serbatoio della benzina, offeso.
Ispettore, lei potr pensare tutto quello che vuole, ma Orsa il
guanto se lo mette davvero, ogni mese, per tre giorni. Lei  l'unica
persona di Valdiluce che non l'ha mai notato. Eppure  un poliziotto
e dovrebbe stare attento a tutte le diversit delle persone.
Quando uno  strano, finisce sempre per commettere cose strane.
Il Dogana guard con aria di sfida Lupo e poi pronunci, con una
piccola smorfia sulle labbra, la solita volgarit: Lei si sar perso
nella scollatura della Sarti e non avr avuto tempo per notare le
sue mani....
Lupo esplose: Berti, adesso basta. Sai bene che in qualsiasi
momento ti posso far del male. Basterebbe che prendessi per vera
l'ultima lettera anonima e decidessi d'iniziare un'indagine: si dice
che ti sei calato i pantaloni davanti a una coppietta che amoreggiava
in macchina, sul piazzale della cabinovia, alle 23:30 di sabato
scorso....
Paride si raggomitol come fa il tubo della pompa della benzina
nella colonnina del distributore, perse per cos dire consistenza,
cambi immediatamente espressione: da spavaldo a contrito. Una
faccetta da finto ingenuo che avrebbe meritato uno schiaffo.
Mi scusi, ispettore, io l'aggiorno, collaboro con le forze dell'ordine,
non voglio che qualcuno che non  riuscito ad ammazzarla
sotto la valanga ritenti l'impresa. Noi a Valdiluce ci teniamo tanto
al grande Lupo Bianco. Ma sotto quel guanto di Leni sta la chiave
di tutto ci che sta accadendo... per questo volevo che sapesse....
Il benzinaio si guard in giro: non c'era nessuno, ma era sempre
meglio essere prudenti. Valdiluce aveva occhi e orecchie ovunque.
Si avvicin a Santoni con aria circospetta: Sono sicuro che Orsa
nei giorni in cui indossa il guanto partecipa a qualche messa nera,
evoca Satana e si accoppia con il demonio. Sotto il guanto nasconde
le fiamme dell'Inferno che hanno scottato la sua mano sinistra,
quella del cuore.
Lupo, da detective, non poteva permettere una simile baggianata:
Hai detto che la mano, dopo che si toglie il guanto, risulta normale.
E le scottature che fine farebbero?
Ispettore, quella donna  una strega e con i suoi intrugli di piante
officinali riesce a togliersi le ferite. Non ha mai visto Orsa andare
per prati e boschi a raccoglier erbe e foglie?.
Lupo pens che era inutile continuare quel folle dialogo e lo
tronc mettendo in moto la Vespa dopo aver pagato la benzina.
Ispettore, lei non mi crede, ma ormai la collana si  rotta e con lo
spargimento di tante perle, ne avr di cose da fare. Lupo prov a
partire, ma il Dogana gli mise le mani sul manubrio. Una notizia
fresca gliela do, di quelle che piacciono a lei. Ieri sera  passata
verso le 18:30 la vecchia Panda bianca di Gorbaciov a tutto gas,
ma alla guida c'era Paolo Sormi, il fotografo... Era cos agitato che
sembrava quasi l'avesse rubata. Il fatto strano  che Gorbaciov e
Sormi sono stati visti varie volte parlottare tra loro fuori dal paese,
storie di incontri segreti....
Lupo lasci il Dogana ai suoi sproloqui e si avvi verso il posto
di polizia. Il vento aveva sgombrato il cielo: era diventato azzurro
profondo. Si lasci per un attimo andare alla bellezza della natura,
con la sua Vespa stava percorrendo la strada statale tra due enormi
pareti di neve. Sembrava di viaggiare in una pista di biglie. Con un
certo piacere pens che ormai mancava poco all'arrivo di Ingrid,
inspir una striscia di ossigeno. Si sent per un istante beato, il mondo
lo contornava con una favola. Sul piazzale parcheggi la sua Vespa.
Nel posto di polizia lo stavano aspettando Kristal e il colonnello
Marco Fantini, il responsabile del centro radar del Dente della
Vecchia. Lupo lo aveva visto poche volte. Fantini aveva capito la
gravit e l'ufficialit dell'incontro perch si era presentato in divisa.
Mi scusi, colonnello, sbrigo una cosa e arrivo subito da lei.
Santoni si chiuse nell'ufficio di Kristal. Aveva una domanda da
fare subito al suo assistente.
Lei ha mai sentito parlare del guanto di Orsa?.
Kristal sorrise.
Certo.
L'ha mai visto in quei tre famosi giorni in cui lo indosserebbe?
S, sulla mano sinistra: d'inverno  da sci e d'estate di seta. Color
carne.
E lei ha capito perch la Sarti lo fa?
In paese si parla di misteri, di demonio, ma io penso che sia solo
un modo che si  inventata per mettersi al centro dell'attenzione.
Secondo me  una grande esibizionista, ha qualcosa dell'attrice di
teatro. Ma lei davvero non ha mai notato il guanto?.
Lupo tagli corto e si avvi verso la sua stanza dove lo stava
aspettando il colonnello Fantini.
Ispettore, gli grid dietro l'assistente, inseguendolo. Pieretti
ha trovato una poltiglia nera che potrebbe essere quella di un paio
di guanti distrutti da un agente chimico, forse qualcosa che usano
i militari. Comunque l'analizzer sperando di trovare qualche
traccia utile.
Benissimo, esclam Lupo Bianco.
Eccoci qua, colonnello Fantini....
Santoni l'osserv con attenzione. Il militare non aveva, al primo
impatto, un'aria simpatica. Odorava di naftalina, aveva una faccia
smagrita, stretta da una morsa che si era formata negli anni - marce,
ordini e contrordini, rigore - aveva insomma la mascella di chi
obbedisce ma che sa anche imporsi. Pieno di s e del suo ruolo,
pronto a sfidare chiunque lo ostacolasse nel suo cammino. La sua
voce era stentorea.
Mi scusi se la interrompo subito, ispettor Santoni, ma devo farle
una doverosa premessa: io potr rispondere alle sue domande in
maniera parziale perch devo sottostare al segreto militare.
Lupo compose una specie di sorriso educato.
Per carit, non le chiederemmo mai di rompere il segreto militare!
Anche se noi sappiamo, da una dichiarazione pubblica del
ministero, in sostanza a che cosa serve il centro radar.
Lupo tir fuori dalla sua scrivania un documento, lo lesse con
attenzione:

Il centro radar del Dente della Vecchia fornisce i dati sulla traiettoria di
eventuali missili d'offesa al centro di controllo del Poligono e alle altre
postazioni radar e ottiche per assicurarne continuamente l'inseguimento. Fino
all'abbattimento dello stesso.

Corretto.
A noi questo basta. Ma vorremmo invece sapere se  a conoscenza
dei codici che consentono l'attivazione dei cannoncini anti valanga.
Il colonnello rispose irritato: Assolutamente no! Anche se sono
effettivamente pericolosi come delle armi, noi non c'entriamo
niente.
Kristal guard Lupo. Persino lui era disorientato dai modi bruschi
del colonnello. Per ammorbidirlo, Beretta gli offr un gianduiotto.
Prego, favorisca.
Grazie, non posso accettarlo perch sono a dieta, ma apprezzo
molto il gesto. Kristal aveva aperto una breccia nel duro cuore del
militare? Il colonnello cap di aver esagerato e distese un discorso
pi approfondito ed esauriente: Questo equivoco dei cannoncini
esiste da alcuni anni. In realt, noi abbiamo solo provveduto
all'acquisto e a metterli a disposizione per la Protezione civile di
Valdiluce.  stato un gesto per cos dire distensivo, un tentativo
per far accettare la nostra presenza nella valle, che non  molto
ben vista. Ma non siamo responsabili del loro funzionamento, n
vogliamo neanche averci a che fare.
D'accordo... comunque, lei ieri pomeriggio dalle 12:00 alle
18:00 dove si trovava?.
Il colonnello finalmente sorrise, la domanda lo divertiva. Kristal
aggiunse con un certo sarcasmo: Spero che ci possa dare una
risposta o rientra anche questo nel segreto militare?
Per carit, stavo nel centro radar con i miei colleghi e ho vissuto
con loro il dramma della valanga, abbiamo seguito sulle vostre radio
il salvataggio dell'ispettore Santoni. Per fortuna  tutto finito
bene, no?
Qualche dolore ed un occhio nero. Mi dica, colonnello Fantini,
avete fatto dei lavori di ristrutturazione di recente al centro: posso
sapere a cosa sono serviti?
Abbiamo costruito una schermatura pi efficace che ha diminuito
del cinquanta per cento eventuali radiazioni. Quindi non solo siamo
nella norma, ma grazie agli ultimi lavori siamo ancor pi protetti...
non si capisce la ragione di queste manifestazioni contro di noi.
La societ che ha eseguito l'appalto?
 l'Air Snow. Noi siamo accusati dagli abitanti di Valdiluce di
essere degli inquinatori, non solo cerchiamo di tutelare l'ambiente,
ma anche di favorire l'occupazione della gente della zona. Abbiamo
scelto l'Air Snow proprio perch  di Valdiluce.
Kristal intervenne: L'Air Snow di Alessandro Poltronieri?
Esatto,  una ditta specializzata nella schermatura anti radiazioni,
anche nucleari, e lavora in tutta Europa.
Bussarono alla porta del posto di polizia.
Kristal, vada a vedere chi .
Fantini non aveva mai perso il suo aplomb. Rimase solo con Lupo
Bianco. Un'occasione da tentare: Colonnello, cosa ne pensa di
queste radiazioni che molti affermano siano dannose per la salute?
Me lo dica con franchezza.
Caro ispettore,  come se chiedesse all'oste com' il suo vino.
Non potr che rispondere: ottimo.
Santoni apprezz quella risposta. Poteva anche voler dire che non
era oro tutto quello che rifulgeva, per volle comunque approfittare
di quel momento di confidenza. O almeno cos gli sembrava: Ma
lei, colonnello, ha qualche idea di chi potrebbe aver causato un
atto dinamitardo che poteva anche concludersi con una strage?
No, immagino solo che qualcuno voglia alimentare il caos,
e potrebbero esserci industrie elettroniche internazionali che
spingono per cambiare gli impianti con i loro prodotti... magari
qualcuno vuole che Valdiluce sia screditata a vantaggio di altre
stazioni invernali, o ancora.... Qui si interruppe, come se facesse
implicitamente appello al segreto militare.
Va bene, la ringrazio.
Lupo conged il colonnello Fantini, cap che da lui non avrebbe
mai saputo di pi.
Rientrando nella sua stanza intravide, nell'ufficio di Kristal,
Giorgio Lozzi detto "Mentina", l'autista del bus di linea che collega
Valdiluce a Ortana. Riportino di capelli, occhi leggermente
spiritati, sulla bocca un mezzo toscano acceso. L'odore di sigaro
era venato di Ginpin e della solita caramella alla menta. Un mix
disgustoso. Giorgio, invece, era sinceramente felice di vedere il suo
amico ispettore vivo e vegeto.
Lupo, che paura mi hai fatto! Ma l'occhio  grave?
No, Mentina, dimmi.
Kristal riassunse quello che Giorgio Lozzi era andato a denunciare:
Ieri sera ha notato un tipo strano che  salito all'ultima corsa
del bus....
Lozzi si riappropri della parola: ...Stavo per partire alle 18:00 in
punto, anzi le porte le avevo gi chiuse ed ingranato la prima, quando
ho sentito bussare, ho riaperto e mi  apparso un tipo veramente
strano, che non ci azzeccava niente con quelli che vengono a sciare
a Valdiluce.
Sapresti descriverlo?
Biondo, con i capelli lunghi, magrissimo, con un paio di jeans,
per non blu scuro, pi slavati. Indossava una vecchia giacca a
vento con la tasca sul petto, di quelle che usavano i nostri nonni.
Chiss da dove arrivava? Non ha detto una parola, secondo me
non sapeva l'italiano. Aveva a tracolla una macchina fotografica,
quella mi  sembrata moderna.
Ho capito, magari era un turista... non vedo che cosa ci possa
essere di strano.
Lupo, sai che altrimenti non sarei qui. Quel signore era tutto
inzuppato d'acqua, come se avesse fatto un bagno in qualche lago
o piscina. Sembrava dolente, si  seduto sulla poltrona del bus con
difficolt.
Tu che idea ti sei fatto?.
Mentina aspir con il sigaro tutta la sua immaginazione. Poi la
spar in faccia a Santoni: Sembrava che qualcuno l'avesse picchiato
dopo aver tentato di affogarlo.
Addirittura!.
Lupo Bianco si ricord di quello strano odore di cloro che aveva
sentito nel casotto della Protezione civile. Forse Mentina aveva
visto giusto a venire nel posto di polizia.
Non ha detto una parola?
Niente, ho cercato di parlargli, ma ha solo annuito quando gli
ho dato il biglietto. Ha pagato e si  messo sulla poltrona del bus,
rannicchiandosi come un gatto malato. Gli ho anche chiesto se si
sentisse poco bene. Non ha risposto.
Dove  sceso?
A Ortana. Con fatica  riuscito ad alzarsi, poi  andato traballante
verso la stazione ferroviaria.
Aveva altre caratteristiche che ti hanno colpito?
S, puzzava di acqua marcia.
Santoni si sofferm a pensare: poteva essere lui ad aver attivato
Il computer del cannoncino anti valanga?
Mentina, quell'uomo bagnato aveva con s un telefonino, un
tablet o un computer?
S, lo stavo per dire, lungo tutto il viaggio  stato a smanettare
con uno di questi grossi telefonini che fanno tutto, anche il caff.
Kristal domand ad alta voce: Ma chi diavolo poteva mai
essere?.
Mentina fiss a lungo Lupo. Negli occhi gli giravano tanti pensieri,
molti alcolici, altri strampalati. Poi uno si concretizz sulle
sue labbra: Per me era sicuramente una spia russa.
...
Capitolo 7.

Si erano spogliati subito, senza dirsi una parola. Il corpo nudo di
Ingrid Sting era strabiliante. Mostr spavalda il sedere. Atletico,
perfetto, levigato come una scultura, toccarlo sembrava un azzardo,
sciupare una bellezza della natura, ma lei gli prese la mano per
farselo accarezzare, e gli si offr senza pudore. Lupo lo strinse a s,
con quella delicatezza che gli apparteneva. Ingrid era incandescente.
Si stese sul pavimento.
Ti prego, Lupo, dai.
Sembrava pi intraprendente del solito e gli bisbigliava delle parole
nell'orecchio, oscene. Una trovata che sorprese Lupo Bianco.
Lei gli afferr la testa e la port sul suo sesso, lui inizi a baciarla.
Ingrid non aveva la solita leggerezza, si mosse rabbiosa, quasi che
l'eccitazione le stesse facendo perdere la ragione. La campionessa
del mondo di discesa libera aveva infiammato i suoi muscoli, fece
un intreccio di mosse a sorpresa, come se stesse scaricando tutta
l'energia in uno slalom. Marzio era ancora dolorante per gli effetti
della valanga, gli era difficile seguirla. Fu disarcionato, scivol.
Mentre cercava di riappropriarsi di lei, gli cadde l'occhio sul formicaio
che stava vicino al caminetto. Le formiche che normalmente
viaggiavano su file ordinate a lavorare sui tronchi, erano stranamente
tutte appiccicate sul vetro della teca, una nuvola nera rivolta
verso di loro. Sembrava che li stessero spiando, come tante comari
pettegole e curiose. E lui sapeva che le formiche erano animali da
non sottovalutare, mai. Si blocc. Il pretesto fu quello, ma in realt
c'era qualcosa che lo stava mettendo a disagio. La sua fidanzata
non gli sembrava pi la stessa. L'ispettore, impalato, smise di colpo
tutte le affettuosit.
Lupo, ti prego, non adesso....
Il corpo di Ingrid era disteso nella stanza come un fiore spampanato.
Profumava di calore domestico, con una punta di pianta
acquatica. Marzio s'invent una giustificazione cos banale da peggiorare
la situazione: Mi spiace, il pavimento  duro, ho qualche
livido che mi fa ancora male. Andiamo a letto.
Ingrid apr gli occhi pastosi e freddi come se fosse stata svegliata
di soprassalto. I suoi piedi nudi si puntarono contro il pavimento di
legno d'abete, con stizza, e alzandosi dette un'occhiata sprezzante
alle formiche.
Non  che escono dalla teca e ci invadono casa?
Impossibile, sta' tranquilla.
E quel topo come mai non l'ho ancora visto? Tienimelo lontano
altrimenti lo infilzo con un tacco!. Anche Lupo Bianco si domand
che fine avesse fatto Mignolino, suo compagno di vita insieme
alle formiche. Se fosse stato in zona, l'animale non avrebbe perso
l'occasione per spaventare Ingrid, invece il pezzo di formaggio che
aveva lasciato nella ciotola non era stato neppure assaggiato. In
piedi, nuda, la ragazza illumin con la sua pelle candida il salottino
semplice della casetta di Lupo. Santoni cap che era furiosa e che lo
aspettava ancora l'ispezione finale, quella che pi temeva: Lupo,
me l'avevi promesso. Diavolo! Hai ancora la tv in bianco e nero e la
vecchia lavatrice! Lo straccio per terra vuol dire che perde acqua?
 possibile che non mi accontenti mai? Se mi vuoi nella tua vita,
un giorno dovrai cambiare. Per forza!.
All'ispettore Marzio Santoni detto Lupo Bianco, chiuso nell'angolo,
non rimaneva che una chance. Sciolse i capelli biondi, l'occhio
azzurro ancora sano s'illumin di una luce leggermente perversa.
Si avvicin a Ingrid mostrando i muscoli, scolpiti dalla neve e dal
vento... insomma anche lui non era da meno per bellezza. Baci
sulla bocca la sua ragazza, che era rimasta imbambolata ad ammirarlo.
Poi l'afferr sulle braccia e la port sul letto. L'amplesso fu
pi tecnico, meno appassionato. Ingrid gli fece cose nuove, sembr
pi ardita ed esperta, cose da arrossire, utilizz la bocca come non
aveva mai fatto e lo penetr nel suo intimo con un'invadenza che
lo mise a disagio. Lupo invece preferiva fare all'amore semplice,
come una ventata che ti prendeva e senza tanti orpelli ti trascinava
verso il piacere. In pi, lei pretese di fare sesso protetto. Era giusto
perch un'eventuale gravidanza non potevano ancora permettersela,
ma certo quel supporto di plastica tra loro era una barriera
in pi. Comunque la costruzione di tutti quei giochi complessi
gli fece perdere l'ardore. Tanto che Ingrid pens che Lupo fosse
ancora sotto choc per la valanga. E non lo volle scoraggiare: 
stato magnifico, Marzio.
S, bellissimo.
Formiamo una bella coppia. Poi Ingrid si rabbui: Non voglio
che qualcuno ti faccia male. Perch hanno cercato di ucciderti....
Appoggi lo sguardo sulla finestra con aria triste, ma per fortuna
improvvisamente scatt su, felice: Lupo, guarda, Trogolo  venuto
a salutarmi.
Usc all'esterno, sul terrazzino. Il falco che Lupo aveva liberato
dalla catena insieme a Ingrid volteggiava nel cielo, formando cerchi
precisi e lenti. Nell'ultima luce del tramonto.
Trogolo  felice di essere libero e ci vuole bene.
Ingrid sembrava diversa, forse le esperienze ed il successo nello
sport la stavano cambiando. A sera, lei e Lupo si addormentarono
abbracciati mentre fuori nevicava. Lui, come tutti gli animali, aveva
il sonno velato, e a notte fonda si svegli di soprassalto sentendo uno
strano rumore che veniva dalla catasta di legno. Uno scricchiolio
sospetto. C'era qualcuno in casa? Forse era rientrato Mignolino?
Si alz cauto, ispezion con cura il camino e il formicaio. Anche
Ingrid si era svegliata e aspettava che Marzio le dicesse qualcosa,
preoccupata. C'era uno strano silenzio. Finalmente Lupo riapparve
trionfante in camera, teneva qualcosa tra le braccia, appoggiato su
una coperta. Ingrid scatt in piedi terrorizzata.
Il topo no, sul letto poi....
Ingrid afferr da terra una delle scarpe a spillo e inizi a brandirla
come un'arma. Lupo continu ad andare avanti imperterrito e appoggi
la coperta sul letto. Ingrid smise di urlare. Sul plaid giaceva
un esserino arrotolato. Sembrava un beb.
Che tenero! Ma cos'?
Un riccio.
 meraviglioso. Dorme?.
Lupo era sorpreso per quella presenza. Un riccio. Come poteva
essere capitato l? Forse si era svegliato dal letargo? Ormai gli
animali stavano cambiando abitudini, si facevano pi intraprendenti
e venivano in contatto con gli uomini sempre pi spesso.
Forse costretti dalla fame. Lupo fece un rapido calcolo: il riccio
era onnivoro e tra i suoi cibi preferiti c'erano i topi. Anzi, erano i
loro nemici principali, un po' come per i gatti. Impallid. E se quel
tenero animaletto, come lo definiva Ingrid, avesse mangiato il suo
Mignolino?
Arturo, lo chiameremo Arturo!.
Ingrid con cautela prov a passare un dito sulla corazza di aculei.
Sembrava una fortezza inespugnabile. Ma, a un tratto, il riccio apr
un piccolo squarcio, quasi che per curiosit volesse vedere con chi
aveva a che fare, sbuc per un istante il suo musetto a punta con gli
occhietti vivaci e furbi.
 un amore!, esclam lei.
Quel riccio era un vero seduttore, imbattibile con le donne. Anche
se Ingrid doveva ripartire all'alba, pass tutta la notte a coccolare
il suo Arturo. La bestiola non mostr pi il musetto incantatore,
ma lei era comunque felice. Forse le sembrava un'evoluzione verso
il progresso: in casa Santoni si passava dal topo schifoso al riccio
simpatico, poi dalla Tv in bianco e nero a quella a colori, poi dalla
lavatrice scassata ad una nuova... Lupo invece cercava di placare
il suo dispiacere: Mignolino era un amico simpatico e forse non
l'avrebbe pi rivisto.
Fecero una colazione veloce con succo di mirtillo e pane e marmellata
di lamponi. Poi arriv l'auto della federazione di sci a
riprenderla. Ingrid sembrava pi dispiaciuta di abbandonare il
riccio Arturo che il suo Lupo. Si raccomand a lungo perch lo
tenesse con cura e ripart lasciando dietro di s una sfera d'energia
e di passione. Santoni invece si sentiva triste. La neve aveva
gi coperto la strada, il bianco sotto il lampione pulsava come un
cuore. Lui cercava di sviare, di eliminare quel pensiero, ma non
riusciva a nasconderlo, nell'aria c'era il presagio di qualcosa che
stava finendo... Per fortuna, le trombe possenti dello spazzaneve
Schmidt lo scossero da quello stato malinconico. Alvaro Sernesi,
il conducente del mezzo, grid a voce ancora pi alta del clacson
e del motore: Lupo, vieni che ti devo parlare!.
L'ispettore si affacci alla finestra. Faceva impressione vedere in
azione quel mostro meccanico. Divorava la neve con la turbina e la
lanciava sul bordo della strada. Alvaro si sbracciava dal finestrino
con la sua faccia da montanaro, sembrava incorniciato dentro una
foto pubblicitaria di un amaro alpestre. L'uomo spense il motore
dello spazzaneve. Santoni attravers il giardino completamente
ricoperto di neve fresca, ne afferr al volo un pugno e se la pass
sul collo, come faceva sempre per svegliarsi e per dare al giorno un
altro ritmo. Alvaro Sernesi piomb gi dalla cabina con un salto
atletico. Alto, occhio di furetto, fisico scattante. Dallo spazzaneve
scodinzol gi anche Terry, il suo spinone, il cane da caccia pi
famoso di Valdiluce. Mai si era vista una coppia cos solidale. Alvaro
al solito era vestito da cacciatore: tuta mimetica, cappello con lo
stemma di un beccaccino, sul cinturone c'era infilato un coltello
Pattada, una delle lame pi pericolose ed affilate del mondo. Da un
rigonfiamento sotto l'ascella s'intuiva l'ingombro di una pistola e
sul sedile di guida si vedeva il calcio di un fucile. Alvaro Sernesi,
detto "Mitraglia", era armato come un guerrigliero. Tutto in regola,
anche se non si sapeva bene che uso facesse del suo porto d'armi
per la caccia. Meglio non indagare. Certo, era un tipo che aveva
vissuto gran parte della sua vita a squartare animali. Odorava di
sangue, spesso mischiato al deodorante per auto che ciondolava
nella cabina dello spazzaneve. Viveva una vita solitaria, difficile
immaginarlo con una moglie. Durante il giorno quando non girava
con lo spazzaneve, svolgeva il lavoro classico del netturbino: si muoveva
con un piccolo furgone, sempre con la sua scopa di saggina,
a raccogliere a domicilio l'immondizia. Quando invece era libero,
usava una vecchia slitta trainata da un cavallo.
Lupo, sono nella merda. Ho saputo qualcosa che non dovevo
sapere.
Dimmi, fece perentorio Santoni.
Ci dobbiamo vedere in una zona neutra, lontano dal paese.
Entra da me.
Mica son cos matto!. Mitraglia si guard in giro, per paura che
qualcuno lo udisse. C'erano solo dei corvi che volteggiavano sul
prato. Sai dov' la mia casaccia?, aggiunse.
Lupo annu. La conosceva bene: era una baita di legno in cui Alvaro
teneva tutti gli attrezzi da lavoro, le armi, e aveva una specie
di macello rudimentale dove faceva a pezzi la cacciagione per poi
conservarla nei suoi numerosi freezer. L'ispettore Santoni l'aveva
visitata pi volte, per verificare che non ci fosse la presenza di selvaggina
di specie protette, ma Mitraglia - che praticava il bracconaggio
come un'arte - era pi astuto di tutti e Marzio non ci aveva mai
trovato niente di illegale. Alvaro sembrava pi esagitato del solito.
Vieni alla casaccia a piedi, di notte, attraverso il bosco, lascia
quella Vespa puzzolente e rumorosa a casa: non voglio che nessuno
sappia che sei stato da me. Stasera alle 21:30 precise, fai tre fischi,
cos ti apro.
Lupo lo guard con aria ironica.
Mi auguro che tutte queste precauzioni abbiano senso, perci
stasera devi stupirmi.
Non c' niente da scherzare, quello che ho in mano  una bomba
ad orologeria. Pu scoppiarmi in mano da un momento all'altro.
Lupo cap che Mitraglia faceva sul serio. Non lo aveva mai visto
cos febbrile. Lo spazzino appoggi le mani sul coltello. Con aria
di sfida. Non voglio rimetterci le penne, come stava per capitare
a te.  molto pericoloso, ma sono costretto a farlo. Altrimenti col
cazzo che avrei informato un poliziotto!.
...
Capitolo 8.

Ispettore, per rimettersi in forma da tutte le botte nell'incidente,
le ci vorrebbe un trattamento di Green Forrest: sale di montagna
per tonificare la pelle ed un massaggio al pino mugo. Infine per lo
sblocco articolare ed energetico, un bel trattamento con sacchetti
di lino ripieni di fieno, applicati caldi sul corpo.
Alessandro Poltronieri, proprietario del Grand Hotel Regina di
Valdiluce - cinque stelle, spa, fitness, centro massaggi - odorava di
tabacco dolce mischiato a qualcosa che assomigliava all'odore che si
trovava nelle palestre. Forse aveva da poco fatto la sauna, visto che
indossava un accappatoio bianco. Un modo decisamente villano
per ricevere i due poliziotti. In pi, Lupo Bianco fin da bambino
aveva sempre avuto una personale ripulsa per l'accappatoio: forse
lo riteneva un indumento borghese, poco adatto a un montanaro
come lui. Poltronieri continu imperterrito: ...Altrimenti, Santoni,
dovrebbe provare la piscina Salounge, dove  possibile respirare
aria marina purissima. Pensi che trenta-quarantacinque minuti
trascorsi in quell'ambiente saturo di cristalli salini dell'Himalaya,
danno gli stessi effetti benefici di un soggiorno al mare di tre giorni.
Alessandro Poltronieri parlava con molta enfasi, sembrava un
venditore di tappeti in tv. Con aria guardinga infil una mano
nel cassetto della sua scrivania antica, poi tir fuori una tesserina
colorata che allung a Santoni.
 per lei, ispettore. Un mio omaggio. Una carta che le permetter
di utilizzare tutti i servizi del nostro Grand Hotel Regina gratuitamente,
per un anno. Anche se lei  gi un bel ragazzone forte ed in
piena salute, ne trarr sicuri benefci.
Santoni fu risoluto.
La ringrazio, ma purtroppo ho poco tempo per certe attivit.
Guardi che questo omaggio lo stiamo facendo a molti paesani,
non solo alle autorit, ma anche ad amici. Pensi, ad esempio, a
Leni Sarti: anche lei ne ha una che usa quotidianamente, con molta
soddisfazione. A proposito, si sa qualcosa della sua scomparsa?.
Santoni rimase in silenzio. Kristal invece aggiunse un laconico:
Ancora niente, sotto la valanga comunque non  stata trovata.
Lupo fulmin con lo sguardo il suo assistente. Alessandro Poltronieri
insistette: Ispettore, se lei non la gradisce, mi consentirebbe
di offrire la card a Beretta? Vale ovviamente per l'ingresso libero
anche in coppia.
Santoni non rispose. Kristal ebbe un attimo di debolezza, pens
che la sua fidanzata Chiara De Finis lo avrebbe considerato il pi
bel regalo della sua vita. Per addolcire l'amarezza della decisione,
ingoi un Mon Chrie e disse un po' rattristato: Lavoro sempre con
l'ispettore e purtroppo anche io ho poco tempo per certe attivit.
Alessandro Poltronieri ripose nel cassetto la card, con gesto indispettito.
Non era abituato a essere contraddetto. Giovane, alto,
una faccia di gomma, da fumetto, pallido con occhi acuti, di un
celeste strano, che spiccavano come due fulminanti. Nonostante
la sua aria gentile, esprimeva una forte violenza repressa. Come
tutti i manager teneva nascosto, dietro il sorriso appena concesso,
un angolo dove soggiornava la iena, pronta ad apparire con la sua
smorfia crudele. A Santoni d'istinto non piaceva quell'Alessandro
Poltronieri. Un corsaro che gestiva probabilmente gli interessi
economici e gli investimenti della malavita, anche se nessuno era
riuscito a incastrarlo. Si era messo nell'edilizia specializzandosi nelle
costruzioni di strutture sofisticate anti radiazione. Sicuramente
rappresentava la nuova generazione della criminalit, difficile da
distinguere dagli altri faccendieri legati al mondo della finanza.
Sicuro di s fino al punto di lanciarsi in scatti improvvisi, eccentrici,
un modo di parlare lezioso, accentuato platealmente dalla
cadenza meridionale. Alessandro Poltronieri non si nascondeva,
anzi sembrava che facesse di tutto per sembrare gay. Lupo l'osserv
con aria fredda, l'unico suo occhio sano era doppiamente severo.
Non amava che uno esibisse la propria diversit, anche perch un
detective non crede mai a ci che  troppo palese. Da sospettare
sempre un atteggiamento esagerato, chiss quel giovanotto quanti
misteri nascondeva sotto l'accappatoio, ben pi importanti della
sua identit sessuale.
Alessandro Poltronieri,  lei che ha costruito con la sua societ
Air Snow il nuovo sistema anti radiazioni del centro sul Dente
della Vecchia?.
L'uomo non sembr sorpreso della domanda. Si diceva che i
rappresentanti pi in vista della nuova generazione della malavita
trascorressero ore con dei consulenti a studiare documenti fiscali,
fascicoli, informazioni, per essere sempre pronti ad affrontare
qualsiasi evenienza.
Certo,  stata un'opera straordinaria, innovativa, una schermatura
che....
Quale  stato il costo complessivo dei lavori?
Venti milioni e settecentomila euro.
Lupo pens che la cifra fosse molto significativa, ma considerando
che i lavori di costruzione erano stati fatti ad alta quota, con
l'utilizzo di elicotteri, poteva essere giustificata.
Con gara d'appalto o per affidamento diretto?
Ispettore, sono finiti i bei tempi: appalto con gara europea. E
noi l'abbiamo vinta regolarmente.
L'Air Snow ha anche messo in opera i cannoncini anti valanga?
Assolutamente s. Sempre su incarico del ministero, che li ha
offerti alla Protezione civile di Valdiluce....
Lei, o qualche suo collaboratore, conosce la sequenza dei codici
per attivarli?
Solo nella fase iniziale, per effettuare le prove di innesco, ma
credo che dopo siano stati tutti modificati. Da quando li abbiamo
attivati, non abbiamo pi avuto a che farci. Pochissima manutenzione
e basta.
Anche a Poltronieri non piaceva l'ispettore Santoni. L'antipatia era
reciproca. Usava modi troppo rudi ed essenziali per i suoi gusti. Ma
chi credeva di essere? Tent di tagliare corto:  stato un piacere
vedervi. Vi auguro buon lavoro. Mi pare di aver accontentato la
vostra inestinguibile curiosit.
Non ancora. Dove si trovava il giorno in cui  esploso il cannoncino
anti valanga, dalle 15:00 alle 18:00, del 15 febbraio?
Ero a Mosca per un incontro di lavoro. Abbiamo in ballo la
schermatura di una centrale nucleare. Un appalto importante.
Poltronieri tir fuori dal cassetto il biglietto aereo.
Questi sono i documenti del viaggio. Comunque il 15 febbraio
ci saranno almeno trenta persone che mi hanno visto lontano da
Valdiluce, dall'autista che mi ha accompagnato all'aeroporto,
all'equipaggio del volo, alle hostess di Mosca, a....
Ok, e quando  rientrato?
Il 16 marzo alle 15:30, ero gi qui a Valdiluce, in albergo. Adesso
vi chiedo scusa ma devo uscire per un appuntamento.
Era tutto in regola, ogni cosa al posto giusto. Certo, questo Poltronieri
e l'Air Snow potevano essere tutto e il contrario di tutto.
Difficile immaginarlo per a smanettare sul computer per far partire
una valanga. A cosa poteva mai servire all'Air Snow creare del
caos su una postazione radar che gli aveva procurato un bel po' di
denaro? Difficile dirlo. Ma Lupo sentiva che in quel luogo - dentro
e fuori il Grand Hotel Regina, sotto la copertura dell'Air Snow -
si nascondeva qualcosa di losco. Kristal e Lupo attraversarono i
magnifici corridoi dell'albergo, contornati da candelabri preziosi,
quadri antichi, caminetti accesi ovunque, una leggera musica rilassante
che accompagnava le decine di ospiti, tutti rigorosamente
felici nei loro accappatoi bianchi. Kristal si avvicin a Santoni, gli
offr un gianduiotto, ma Lupo lo rifiut con un sorriso.
Ispettore, posso contare sulla sua discrezione?
In che senso?
Se dovesse incontrare la mia fidanzata Chiara, mi promette che
non le dir mai che ho rifiutato la card di accesso gratito alla spa
del Grand Hotel Regina?
Vede, Kristal, non deve preoccuparsi. Se analizza bene la questione,
vedr che in realt Poltronieri non ci ha offerto niente di
gratis: voleva solo iniziare la sua opera di corruzione, fare un primo
passo per comprarci. Quindi capisce quanto ci sarebbe costato
accettare la tessera? Avremmo pagato salata la sua generosit,
chiaro? Si tranquillizzi. Se poi la sua ragazza vuole spendere soldi
nella spa del Grand Hotel Regina,  libera di farlo, ma se fossi in
lei le consiglierei di fare un trenta chilometri di sci di fondo nella
valle dell'Eco:  pi salubre e completamente gratito.
...
Capitolo 9.

Lupo,  una piazzola strana, penso che sia stata fatta da poche
ore, la sto inquadrando con la telecamera del drone, in diretta.
Come fa a sapere che  recente?.
Il walkie-talkie gracchiava la voce eccitata di Carlo Nardello: Ne
sono sicuro perch esplorando la zona, per le ricerche di Leni Sarti,
ci sono passato anche ieri con il drone, ho la registrazione video e
non c'era niente di tutto ci.
Cos'ha di particolare questo posto?
Quello che mi ha colpito  questo abete completamente scuoiato,
senza rami, uno stuzzicadenti in mezzo a tutti gli altri... sembra sia
stato centrato da un fulmine, per questo l'ho notato. Strano - ho
pensato - in queste ventiquattro ore non c' stato nessun temporale.
Adesso sto scendendo in basso con il drone, sotto c' un ammasso
di neve alto almeno un metro e mezzo, coperto dai rami di abete.
Intorno sono stati tagliati alcuni alberi per creare lo slargo. Sulla
sommit di questo cumulo  stato piantato un ramo, a mo' di croce.
Forse  un altare?.
Carlo Nardello era emozionato nel raccontare in diretta a Santoni
le immagini che trasmetteva il drone.
In che zona si trova?
La Verginetta, accanto al lago Turchino. Proprio nel punto in
cui parte il sentiero che conduce al centro radar.
Sta registrando ogni cosa?
Certo. Il cumulo, a guardarlo meglio, sembra una neviera, quella
che facevano i nostri nonni per mantenere la neve pi a lungo,
fino all'estate. Tante frasche d'abete messe una sopra l'altra, che
formano quasi una costruzione scenografica....
Intervenne Kristal: Non  che stanno girando un film da quelle
parti?.
Santoni fu d'accordo: Si informi subito se a Valdiluce sta operando
una troupe cinematografica.
Ma Beretta si lasci prendere un po' troppo dall'immaginazione:
Magari  un fantasy, come quelli che vanno di moda oggi, tipo Il
trono di spade. Con una scenografia che ricorda il cerimoniale di
pratiche esoteriche o demoniache....
Lupo Bianco decise di fermarlo: Va bene, Kristal! Comunque
noi andiamo alla Verginetta. Ci raggiunga anche lei, Carlo.
Arrivo. Anche se in qualche modo sono gi sul posto, attraverso
la telecamera del mio drone.
Nardello era giustamente eccitato e orgoglioso, il suo drone si stava
rivelando un collaboratore prezioso, meno impegnativo e costoso
di un elicottero; in pi era agile, silenzioso e poco inquinante.
Ma da dove lo sta pilotando?
Dalla sala operativa. Saranno circa cinque chilometri e mezzo
di distanza.
Incredibile!.
Sul walkie-talkie usc un'imprecazione di Nardello: Ma porca...
Cazzo, non  possibile, ancora lui, l'ammazzo. Ci metto un mitra
sul drone!.
La radio emise una serie di suoni strani, evidentemente Nardello
stava manovrando con difficolt.
Che succede? Carlo?
 quel maledetto falco Trogolo.  gi la seconda volta che cerca
di abbattermi il drone. Per fortuna sono riuscito ad atterrare subito.
Comunque se quel falco me lo butta gi, sar lei a rimborsarmi i
ventimila euro del mezzo, perch l'assicurazione di certo non lo far.
Non  previsto il caso di un falco che faccia precipitare un drone.
E perch dovrei essere proprio io?
 lei che l'ha salvato insieme alla sua fidanzata liberandolo dalla
catena, e quindi siete i responsabili... se fa qualche danno  solo
colpa vostra.
Lupo sorrise, ma tagli corto: non era il momento di perdere
tempo in scempiaggini.
La scena era decisamente strana, qualcosa di mai visto, gli elementi
erano quelli descritti con precisione da Carlo Nardello. Un abete
altissimo completamente privo della corteccia, come se fosse stato
sbarbato da un rasoio, solo la cima era stata salvata. Kristal era
suggestionato da quell'immagine. Mangi due Mon Chrie di sguito.
Sembra l'albero della cuccagna, quello che si usa durante la festa
di San Gualberto a Valdiluce, comment.
Anche Santoni ne era sconcertato. Come diavolo era riuscito
qualcuno a spelare un abete senza abbatterlo a terra? Sicuramente
i rami tolti dall'albero erano stati disposti con cura sulla montagnola
di neve. Kristal scattava foto su foto mentre parlava ad alta
voce: Questo cumulo ricorda effettivamente una neviera. Guardi,
ispettore: hanno lisciato la neve tutto intorno, ma non hanno usato
pale, si sono serviti solo dei rami di abete o di qualche scopa di
saggina. La neve  molto fresca, leggera.  tutto liscio e pulito.
Magari  la scena predisposta per un documentario sulle vecchie
tradizioni dei montanari.
Probabile, ma perch parla al plurale?
Secondo lei per fare tutto questo casino  bastata una sola persona?
Per me erano almeno due o tre.
Sul cellulare di Beretta arriv un messaggio, che lesse subito a
Santoni:

Per quanto si  potuto sapere, nessuno ha chiesto il permesso alla Guardia
forestale o al Comune di girare un film nel bosco, n un documentario. Negli
alberghi, dopo la manifestazione del 15 febbraio contro il centro radar, non
risulta la presenza di fotografi o cameraman.

Quella composizione piena di simboli aveva allora un significato
preciso: sembrava costruita solo per creare una cornice degna intorno
all'ammasso di neve che giaceva al centro. Cos'era nascosto
sotto i rami dell'abete?
Osservando le immagini che Carlo Nardello aveva ripreso il giorno
prima e che stava mostrando a Kristal e Marzio sul suo tablet, si
capiva benissimo che erano stati tagliati molti piccoli alberi per
fare spazio a quella specie di altarino votivo.
Vede, questo  il fermo immagine ripreso ieri. Qua c'erano molti
alberelli, arbusti... nessun abete scuoiato, ma confrontando con
l'immagine di oggi, sempre dall'alto, si capisce che  stato fatto un
taglio del bosco per dare spazio a questo tumulo.
Ormai si incominciava a dare il valore giusto alla montagnola,
tutti pensavano la stessa cosa: non poteva che essere una tomba
o un monumento funebre e non era stato un lapsus di Nardello,
quando invece di chiamarlo cumulo, lo aveva definito tumulo.
Mancava all'appello da ore una persona: non ci voleva Sherlock
Holmes per capire che con tutta probabilit sotto i rami di abete si
nascondeva qualcosa di importante. Non poteva essere lo scherzo
di qualche buontempone. Kristal e Lupo Bianco perlustrarono con
molta cura la zona circostante per vedere che non fossero presenti
tracce da catalogare con la bomboletta di Snow Impression Wax, il
prodotto che consentiva di solidificare le orme sulla neve: la coltre
era stata lisciata come la terra di un campo da tennis. Nessuna
impronta in giro.
Arriv la squadra di soccorso dei maestri di sci che Santoni aveva
subito precettato. Ordin loro di indossare delle ciaspole per
evitare di confondere l'area distribuendo in giro zampate di vario
tipo. Prima di scavare nel cumulo, la squadra dei soccorritori sond
la neve con le lunghe aste di carbonio, sottili ma robuste, che
si usavano nelle valanghe. Si cap subito dalle prime reazioni dei
maestri di sci che sotto quelle frasche d'abete la neve nascondeva
qualcosa, con ogni probabilit un cadavere, comunque c'era un
ostacolo. Kristal con la sua macchina fotografica stava documentando
tutte le azioni di scavo. Carlo Nardello stava riprendendo
con una piccola telecamera. Si inizi a togliere la neve con molta
cautela. Chi aveva fatto quel lavoro aveva una precisione maniacale.
La montagnola, dopo che furono rimosse le varie frasche, sembrava
compatta, come se la neve fosse stata modellata fino a dargli la
sagoma di un piccolo cono. Sulla sommit era stato disegnato una
specie di cerchio, simile alla bocca di un vulcano o di un forno, tipo
quelli che si usano in campagna. E al centro c'era un ramo d'abete
piantato in profondit.
...
Capitolo 10.

Fu un brutto momento vedere apparire dalla neve il corpo seminudo
di Leni Sarti. Il volto della libraia di Valdiluce risultava deformato,
gonfio, e aveva un'espressione terribile, come se lanciasse
un grido. Kristal e Santoni chiesero alla squadra di allontanarsi, di
recintare la zona e di impedire a chiunque di avvicinarsi. Dopo un
paio d'ore, arriv Franco Pieretti della Scientifica, che con molta
cura fece affiorare dalla neve il corpo. Schiuma mucosa alle narici
e alla bocca. Santoni ne aveva visti di cadaveri e quel segno esterno
poteva da solo certificare una morte per annegamento. La schiuma
normalmente aveva un colore niveo, ma in questo caso era molto
pi rosea, forse combinata con il sangue che era uscito copioso
dalla bocca e dalle labbra, dove sembrava che l'assassino avesse
infierito con un coltello. Leni indossava solo un bikini celeste.
Alcuni graffi sul volto, altri segni d'arma da taglio sul corpo, non
parevano frutto di accanimento, perch non era mai stata affondata
la lama, solo colpi sfuggiti mentre l'assassino cercava forse di
bloccarla. Sul costume, invece, nessuna traccia di sangue, come
se le fosse stato rimesso dopo l'omicidio. Anche il corpo era stato
pulito e lavato. Lupo Bianco lo dedusse da un forte odore di varechina
o di qualche sostanza simile. Franco Pieretti era silenzioso,
e seppure abituato a veder uscire corpi da sotto la neve e non solo,
questa volta sembrava incredibilmente emozionato. C'era un'aria
strana in quelle spoglie cos martoriate, qualcosa che faceva temere
bizzarri e oscuri rituali. Lupo si lasci andare alle prime considerazioni:
Leni, che in paese era considerata un po' una strega, aveva
partecipato a qualche rito satanico dove la violenza aveva preso il
sopravvento? Un sabba in cui il coltello si era accanito senza riuscire
a fermarsi? O semplicemente, era stata uccisa con un disegno
studiato a tavolino, premeditato? Effettivamente ogni dettaglio non
sembrava casuale... Su quel corpo pallido faceva ombra qualcosa
di pi complesso. Gi di per s il fatto di trovare nel bosco, accanto
a un albero scuoiato, sotto un cumulo di neve, il cadavere di una
donna in bikini, affogata, con la pelle successivamente lavata da
qualche detergente chimico, tagliuzzata ma senza mai affondare il
coltello, vicino allo stradello che portava al centro radar del Dente
della Vecchia... C'era da perdere la testa. Un mucchio di simboli,
situazioni, ambientazioni che disorientavano. E poi, come c'era
finito lass il corpo di Leni? Sulla neve non si evidenziava alcun
segno di ruote, pedate, cingoli. Tutto perfetto, con la coltre senza
una piega. Sembrava che Orsa l'avessero calata dal cielo.
Guardi, ispettore!. Pieretti con il suo pennello aveva spazzolato
la neve fino a ripulire completamente la mano sinistra di Leni.
Indossa un guanto. Era di camoscio, color carne, da sci, imbottito,
di marca Reusch. Kristal comment:  il famoso guanto di Orsa.
Evidentemente  stata uccisa in uno di quei tre giorni....
Si era formata una strana attesa. Lupo ordin: Pieretti, tolga il
guanto dalla mano di Leni Sarti.
Beretta era in preda ad uno strano turbamento: Ispettore, siamo
sicuri che si pu fare? Leni ci teneva tanto a nascondere questo
suo segreto....
Santoni rispose irritato: Ha ragione, Kristal, non possiamo farlo,
chiamiamo la polizia!.
Mi scusi, ispettore.
Nell'attimo in cui Pieretti inizi a sfilare il guanto, il sole filtr
attraverso gli aghi dei pini aggiungendo dei riflessi da sogno, come
se ci fosse stata una cascata di diamanti. Kristal si volt verso il
cielo, poi abbass gli occhi, guardingo.
Si apr il sipario su qualcosa di eccezionale: le unghie della mano
di Orsa erano finemente decorate, ognuna aveva un suo disegno
particolare. Strani fotogrammi che si avvicendavano con colori
sgargianti: alcuni leggermente in rilievo, tutti dipinti con gran
dettaglio. La sequenza di un film da interpretare. Pieretti pose la
lente di ingrandimento al centro e con Lupo e Kristal si strinsero
per vedere insieme le immagini. L'assistente tir fuori il registratore
e catalog ciascuna composizione: i colori erano cos vivaci che
sembravano essere stati fatti da poche ore.
Sul pollice si vede una figurina femminile in bikini celeste, sembra
una Barbie, intorno c' una specie di bambagia....
Acqua, o forse nebbia?.
Lupo intervenne per aggiungere altri dettagli e sensazioni: A me
sembra che sia immersa in un liquido verde....
Ai piedi della figurina femminile c' come una pozza, sembra
che il liquido sgorghi da l e si diffonda su tutta l'unghia. Da sopra
scende un raggio di luce.
I tre poliziotti si bloccarono. Soprattutto Lupo Bianco cap che
sul pollice era raccontato qualcosa di pi di un disegno decorativo.
Era cos evidente la preoccupante somiglianza con l'immagine di
Leni Sarti morta affogata, con indosso il suo bikini. Se il guanto di
Leni, come si diceva a Valdiluce, nascondeva un mistero, quello
che avevano scoperto oggi lo era ancor di pi. Lupo era inquieto:
Kristal, Pieretti, so che siete agenti fidati, ma mi raccomando: tutto
ci che stiamo vedendo deve restare segreto. La mano non deve essere
visibile. Anche quando arriver il dottor Franzelli e Don Angelo o
chinque altro, rimettiamole il guanto: nessuno deve vedere le unghie.
Solo quando giungeranno il capo della polizia Vallesi e il magistrato...
E il corpo deve essere trasportato con cautela all'obitorio in citt. A
Valdiluce c' troppa attesa su questo benedetto mistero della mano
di Orsa, non vorrei che ci fossero fughe di notizie, o che qualcuno
aggiunga fantasie strane. Ovviamente fotografiamo i disegni con le
lenti addizionali.
Kristal sembrava impaziente: Ispettore, possiamo catalogare anche
le altre unghie?
S, ma prima, Pieretti, controlli anche l'altra mano.
Lui si spost sull'altro braccio, guard a fondo, poi disse: No,
niente di particolare, come vedete le cinque unghie della mano destra
sono dipinte di un colore unico, verde. Sembra che anche questo
smalto sia stato messo da poco.
Ok, Kristal, andiamo avanti.
Sull'indice  rappresentato un albero, senza rami, infilato in un
cumulo di neve con intorno un gruppo di donne nude che danzano,
una specie di sabba, tutte hanno in mano un ramo che sembra una
frasca d'abete.
Lupo ragion ad alta voce: Anche questo  un riferimento all'abete
scuoiato. Ci troviamo di fronte a delle immagini che riprendono
alcuni elementi presenti sulla scena del crimine. Almeno quelle del
pollice e dell'indice raccontano qualcosa che abbiamo gi visto. La
terza?
Sul medio  dipinta una racchetta da sci piantata su una montagnola
di neve. Non c' nessun altro oggetto, tutto su fondo azzurro.
Il cumulo  identico a quello sotto cui  stata sepolta Leni, ma la
racchetta da sci cosa mai significher?.
Santoni invit il suo assistente a procedere.
Sull'anulare si nota un vulcano innevato e tra le fiamme brucia un
uomo stilizzato su una catasta di legno... sembra un rogo medievale.
Ancora questa immagine a forma di cono....
Sul mignolo  difficile capire bene, forse  la figurina di un aereo
che volteggia nell'aria, un deltaplano? O un falco?.
Lupo dette un'altra interpretazione: No, a me sembra un uomo che
si sbraccia e sta volando da una rupe, o dalla cima di una montagna.
I tre poliziotti restarono in silenzio. Per qualche minuto. Adesso
Lupo aveva in mano il segreto di Orsa. Sembrava il racconto figurato
di un cantastorie. Cinque disegni che potevano evocare fatti reali.
Raccontavano il passato? Certo il primo e il secondo rappresentavano
fatti gi accaduti, come la morte di Leni. Ma sulle altre tre si apriva
una serie di rompicapi che non avrebbero reso facile l'indagine.
Cinque immagini che potevano diventare la chiave di volta per
conoscere l'assassino. O gli assassini.
Kristal continuava ad essere ipnotizzato dalle unghie.
Questo  un lavoro eccezionale, non pu che essere opera di una
nail artist.
Cio?
Un'artista delle unghie, una che le decora come se fossero un
quadro, usando la tecnica della micro pittura.
Lupo ormai era avvezzo alle sorprese di Kristal: Ma come fa a
sapere tutte queste cose?
La mia fidanzata ne  appassionata. Comunque queste unghie
sono cos spettacolari che anche Lady Gaga se le sognerebbe....
...
Capitolo 11.

Adesso lo tolgo....
Ugo Franzelli - medico condotto di Valdiluce, pittore per hobby,
che sapeva di acqua ragia - allung la mano per tirar via il guanto
di Leni, ma Lupo fu quasi sgarbato, bloccandolo con una presa
energica.
Fermo, non lo pu rimuovere!.
Ma scusi, come faccio a stilare il certificato di morte senza vedere
tutti i dettagli del cadavere?
Lei deve solo constatare che Leni  deceduta. Poi sar il medico
legale che....
...Santoni, mica mi vorr rompere i coglioni con i suoi predicozzi
spiegandomi qual  il mio ruolo?.
Franzelli era veramente furioso. Aveva dato un'occhiata di sfuggita
al corpo di Leni, senza mostrare la minima emozione: subito
il suo interesse era caduto su quel maledetto guanto, un'attrazione
morbosa. E quel divieto di Lupo Bianco lo aveva irritato.
Sotto il guanto non si nasconder certo il terzo segreto di Fatima,
sar sempre qualcosa di umano. E comunque impedendo
di far sapere a tutti cosa Orsa nascondeva, alimenter ancor pi
il pettegolezzo. Gi se ne facevano allora di fantasticherie, pensi
adesso che  morta. Alimenter l'onda delle maldicenze. Invece se
dicesse cosa c' sotto il guanto, pian piano l'interesse andrebbe a
scemare. Ma  inutile spiegarlo a un poliziotto testardo come lei!
Lo decider il magistrato, nel frattempo lei proceda solo con il
suo lavoro.
Leni  morta per affogamento. Su questo non c' dubbio. Magari
nel vicino lago Turchino. Lo sa che Orsa aveva scelto quel posto
come una specie di laboratorio personale? Ci trascorreva molto
tempo.
Lupo Bianco non voleva che il dottor Franzelli andasse troppo
avanti nelle sue illazioni. Da quel momento in poi tutti avrebbero
messo di mezzo quel laghetto misterioso, distante non pi di quattrocento
metri da la Verginetta. Da alcuni anni - pi precisamente
da quando c'era il centro radar - le acque del lago Turchino non
ghiacciavano pi. Era il luogo preferito dalla libraia e le malelingue
in paese dicevano che Leni era stata vista bagnarsi nel lago anche di
notte, con indosso magari proprio quel suo bikini celeste. L'acqua
conteneva energie strane, e spesso uscivano dei vapori che assomigliavano
a dense nebbie, ma nessuno oltre a Leni osava farci il
bagno, perch si incominciava a sospettare che stesse diventando
radioattivo. Infatti la zona era transennata per impedirne l'accesso,
solo lei possedeva le chiavi per entrare. Ufficialmente per effettuare
i suoi studi sulla vita dei tritoni alpini, su cui stava realizzando un
libro. Ma le riflessioni di Santoni furono interrotte dalla voce di
Franzelli, che url: Diavolo, ma le hanno tagliato la lingua! Guardi,
ispettore, non c' pi. Che brutalit,  stata recisa di netto!.
Franzelli finalmente mostr un po' di emozione. Santoni aveva
sospettato che potesse esserci qualcosa di strano: la bocca era stata
ferita in pi parti, ma non aveva osato verificarlo, e ora purtroppo
ne aveva la triste conferma. Tagliare la lingua ad una persona era
normalmente un messaggio mafioso - significava che qualcuno
aveva parlato troppo, commesso un tradimento - ma poteva essere
anche un avvertimento per un'intera comunit: state attenti che, se
chiacchierate troppo, farete questa fine. Difficile per collocare un
simile gesto nel contesto di Valdiluce, eppure quell'atto era molto
esplicito. Non si capiva se la lingua le fosse stata tagliata prima o
dopo la morte. Lupo non riusciva ad immaginare che l'omicidio
di Orsa fosse stato compiuto da pi persone. Poteva essere stato
concordato da un gruppo che la voleva morta, ma l'esecutore non
poteva che essere stato uno: era troppo precisa e perfetta la messa
in scena per un omicidio rituale o di branco. Non c'era una sbavatura.
Santoni sapeva che pi persone su una scena del crimine
portano sempre una certa confusione. Inoltre non si sarebbero
trovate tante lesioni procurate da un coltello sul volto e sul corpo
di Leni. Era chiaro che per mozzarle la lingua, in gruppo, sarebbe
bastato immobilizzarla, invece l'assassino da solo aveva ben faticato
con il pugnale per arrivare a centrare il suo bersaglio, coprendola
di tagli e taglietti.
La scena dell'omicidio stava diventando sempre pi frequentata:
ora erano arrivati anche il pm di turno, i carabinieri e altri colleghi
di Pieretti della Scientifica. Kristal provvedeva con grande abilit
a intrattenere i rapporti con tutti: era come ricevere tanti ospiti,
ciascuno voleva dire la sua. Lupo Bianco preferiva restare da solo.
Sapeva che per lui era il primo momento, quello drammatico
dell'incontro con la salma, il pi significativo, con le sensazioni che
portava, gli odori, la raccolta degli elementi, la libert di pensare
con la propria testa, poi con il sopraggiungere delle autorit tutto
diventava pi difficile da gestire. Inoltre, sul fondo della scena del
crimine, ben trattenuti da un nastro della polizia, gi trafficavano
i primi giornalisti e cineoperatori. Un confronto che Santoni aveva
sempre evitato, non per timidezza ma perch sapeva che una
notizia anticipata su un giornale poteva distruggere il lavoro di un
detective. Quante indagini erano state rovinate dall'invadenza dei
quotidiani e della televisione! Con orrore pens a cosa sarebbe
successo se la sequenza delle cinque unghie decorate fosse finita in
pasto a qualche trasmissione televisiva. In quel momento Pieretti
si avvicin a Santoni, aveva in mano un tablet.
Ispettore, dal laboratorio mi hanno mandato le analisi della
coppia di guanti trovati distrutti da un agente chimico accanto al
casotto del servizio anti valanghe e che pensiamo siano serviti per
pulire il pavimento dalle orme. Non c' nessuna traccia visibile.
Dall'esame che abbiamo svolto sul binocolo, si conferma che non ci
sono impronte digitali, per  stato trovato un piccolo frammento
di una sostanza appiccicato sulla ghiera della messa a fuoco. Residui
che sembrerebbero di un dolce - la composizione chimica parla
di mandorla, zucchero, miele, albume, cioccolato - e farebbero
pensare a un torrone, o pi probabilmente a un torroncino. Le
azioni dell'attentatore quindi potrebbero essere state queste: ha
indossato i guanti per fare tutte le sue operazioni sul computer
e sul binocolo, durante la lunga attesa prima di far esplodere il
cannoncino, potrebbe essersi mangiato un torroncino. Magari un
piccolo residuo del dolcetto si  appiccicato sul guanto e per questo
ne  rimasta una traccia sul binocolo. Anche se non  da escludere
che possa essere una vecchia impronta, lasciata da qualcun altro.
Grazie, Pieretti, mi sembra un dettaglio davvero importante. Mi
raccomando, faccia eseguire un'attenta autopsia. Dobbiamo capire
dove  morta Leni, se nel lago Turchino o in qualche altro luogo.
Mi sembra per ora il dato pi urgente. Appena lo sa, mi chiami.
Ok.
All'improvviso Don Angelo, il parroco di Valdiluce, si fece avanti
strepitando contro Lupo Bianco, e neppure Kristal riusc a trattenerlo:
Quell'albero cos denudato conferma l'oscenit di qualche
pratica esoterica. A Valdiluce covano da tempo le fiamme del
demonio....
Il prete pareva un invasato. I suoi occhi erano spalancati e continuava
a mostrarsi fuori luogo, come sempre. Aveva trovato un
tema che lo infervorava e sembrava che ne fosse attratto in maniera
irresistibile. Possibile che in tutto quello che accadeva nel paese
ci fosse solo lo zampino del diavolo? Lupo si spost verso Kristal
e gli chiese di informarsi subito se Carlo Nardello avesse anche
lui l'abitudine di mangiare i torroncini, visto che era l'unico che
frequentava il centro an ti valanghe. Poi affront il prete: Don
Angelo, non le pare di essere un po' eccessivo?
Caro ispettore,  lei che non vuole vedere la realt.  come un
bambino che crede solo alle favole.
Lupo non rispose, comunque sarebbe stato da stupidi non vedere
nella morte di Leni un riferimento a certi rituali magici ed esoterici.
Don Angelo sbuff e cerc ancora l'attenzione di Santoni: Lei
ha sempre trascurato il circolo delle mirtillaie, ma dentro la baita
ogni sera quelle donne sconce si riuniscono e mettono in piedi riti
osceni, dei veri e propri sabba, praticano la lussuria e partecipano
a convegni con il diavolo. Ma ci vorr un miracolo per smuoverla?
Un intervento divino per costringerla ad investigare su quel gruppo
di megere, pi streghe di quanto immagini?. Il parroco sembrava
lui stesso un indemoniato: E poi, cosa pensa che rappresenti nella
simbologia del maligno un albero scuoiato?
Non lo so, me lo dica lei.
Il sesso del maschio. Capisce a quale perversione si arriva?
Don Angelo, non si deve preoccupare, ogni sua parola sar
valutata con la massima attenzione.
Vedremo, vedremo....
Prima di andarsene, il parroco bened e diede l'estrema unzione
al corpo senza vita di Leni. Questo era sempre un momento triste,
e in quell'attimo venne certificata in maniera ineluttabile la morte
di Orsa.
...
Capitolo 12.

Finalmente Lupo Bianco si ritrov accanto un volto che lo rasseren.
Non era bello, aveva un ghigno inquietante, ma era un uomo
verso il quale provava una grande ammirazione: il capo della polizia
Luigi Vallesi. Claudicante, profumava di Stira&Ammira, l'odore
che arrivava dal colletto delle sue camicie immacolate e perfette. In
quel momento la neve si era dipinta di rosso per un bel tramonto e
la scena sembrava veramente quella di un film fantasy. Austero ma
gentile, Vallesi disse a Lupo:  come se la natura stesse mettendo
in scena questo tramonto per cercare di farsi perdonare. Una donna
giovane, bella, martoriata in una maniera tanto sconvolgente....
Il capo della polizia osserv con attenzione il corpo di Leni, ma
ovviamente, dopo che Kristal lo aveva ragguagliato sul caso e sulla
bizzarra personalit della vittima, si sofferm a lungo sulle unghie
decorate. Ne rimase molto colpito.
Sono disegni di una fattura straordinaria. Una cosa molto strana
e affascinante. Lei  fortunato, caro Santoni, pare che la vita voglia
riservarle sempre dei casi straordinari, anzich le solite risse tra
ubriaconi di montagna. Il disegno sul pollice sembra che descriva
la stessa morte della vittima: una donna affogata nell'acqua o nella
nebbia. Sull'indice c' l'immagine dell'abete privo di corteccia con
delle donne che ci danzano intorno. Di sicuro i disegni saranno
stati realizzati dopo la morte, quando l'assassino aveva gi in mente
come inumare il cadavere. E gli altri tre? La racchetta da sci, il rogo,
l'uomo che cade dalla rupe? Temo che il killer ci stia fornendo
degli indizi per i suoi prossimi delitti... Forse vuole che lo fermiamo
in tempo. Lei che ne pensa?. Santoni non seppe rispondere,
ma a volte Vallesi apprezzava pi il silenzio che le parole. Certo,
l'assassino potrebbe anche averlo fatto per portare ulteriore confusione
in uno scenario gi di suo complesso. Ha voluto mescolare
il mistero del guanto della Sarti con la sua personale follia omicida,
aggiungere una perversione in pi a una realt che forse era molto
meno trasgressiva. Magari Leni indossava il guanto per tre giorni al
mese solo per nascondere un eritema, un'eruzione cutanea legata
ad un problema ormonale o un suo vezzo particolare, niente di che.
Quindi l'assassino ha approfittato dell'occasione per comunicarci
qualcosa, aprire una sfida con noi della polizia. Del resto, lo si
comprende da subito:  una mente lucida, tesa alla ricerca spasmodica
del dettaglio e della perfezione estetica. Con un'attenzione
particolare all'architettura del crimine. Niente  casuale. Santoni,
mi tenga aggiornato sull'evoluzione del caso. Anzi, ogni volta che
riuscir a decifrare un'immagine disegnata sulle unghie ed a collegarla
con le altre, mi chiami, mi raccomando.
Beretta aggiunse ad alta voce, come se seguisse solo un suo
pensiero personale: Queste decorazioni sono molto belle e non
 facile operare su spazi cos angusti, non credo che Leni potesse
dipingersele da sola. Possibile che l'assassino fosse un pittore cos
raffinato?.
Il segreto della Sarti era conosciuto con certezza da due persone:
lei stessa e l'assassino. Ma dovrebbe indagare per sapere se qualcun
altro ne fosse a parte, consider Vallesi, fissandosi a osservare con
attenzione il volto di Orsa.
Negli occhi neri e intensi della donna c' una strana serenit, un
fondo di pace. Da alcune ricerche risulta che il cervello quando
percepisce la fine si autoinietta una sostanza particolare, una specie
di droga, per sedarsi completamente. Tutti quelli usciti da una
morte apparente raccontano la stessa cosa: una forte luce bianca,
un'atmosfera piacevole, il distacco dalle cose terrene. Forse l'essere
umano per questo ha immaginato che esistesse l'aldil. In realt,
 solo frutto di questa sostanza che il cervello inietta, un'illusione
che ci ha dato il nostro cervello....
Vallesi cap di aver superato la linea di demarcazione tra poliziotto
e uomo. Santoni era chiaramente a disagio, aveva compreso
benissimo ci che voleva dire il capo e ne apprezzava l'originalit
speculativa; ma in quel momento, di fronte a una donna assassinata
brutalmente, non riusciva a farsi coinvolgere pi di tanto da quelle
speculazioni. Vallesi sorrise tra s e s. In realt, da quando gli era
stato diagnosticato un tumore e gli avevano dato pochi mesi di
vita, il capo cadeva spesso in quelle trappole. Riprese il filo del suo
ragionamento: Adesso lavoriamo a questo caso, che mi sembra
molto complesso. Alla donna  stata tagliata la lingua: farebbe pensare
subito a un avvertimento mafioso. Probabile. Potrebbe essere
che il caso di questa Leni e il suo siano connessi, Santoni. Anche
lei, quando  finito sotto la valanga, ha in qualche modo ricevuto
un avvertimento. Ci dovremmo domandare: chi voleva la morte di
Lupo Bianco  lo stesso che ha ucciso la Sarti?.
Leni era una delle pi accanite contestatrici del centro radar, era
la leader del gruppo, ha organizzato lei l'ultima manifestazione.
E lei, Santoni, cosa ha fatto contro il centro radar?
Abbiamo aperto un'indagine sulle radiazioni.
Quindi si dovr mettere a fuoco il ruolo di chi ha interessi in
questo centro radar e da l dovr partire la sua investigazione.
Ovviamente le ribadisco la mia fiducia: sar l'unico responsabile
dell'indagine e potr avere a disposizione quanti uomini riterr
necessario.
...
Capitolo 13.

Era sopraggiunto il buio. Lupo Bianco recuper la sua Vespa
bianca e s'indirizz verso casa. Per fare una doccia, pulirsi dallo
sporco di una giornata macchiata dal sangue di Leni, prepararsi
all'appuntamento delle 21:30 alla casaccia, dove avrebbe incontrato
Sernesi, lo spazzino detto Mitraglia, che gli aveva promesso clamorose
rivelazioni. Iniziava di nuovo a nevicare, a falde pesanti, e i
fiocchi erano cos grandi che sembravano delle crpes: si adagiavano
fredde sul naso, bagnavano ogni cosa che toccavano. Lupo ripens
a quello strano tipo che il Mentina aveva incontrato sull'autobus:
il misterioso uomo bagnato. Un altro enigma che aveva trascurato,
ma che doveva al pi presto sciogliere. Kristal aveva interrogato
alcune persone e l'uomo bagnato era stata riconosciuto da molti.
Si era mosso in paese senza alcuna paura di farsi notare. Troppo
palese per essere un assassino? Santoni si ferm ancora a far benzina
dal Dogana, anche se non ne aveva bisogno. Lupo voleva capire
quanto la notizia della morte di Leni avesse creato scompiglio a
Valdiluce. Il benzinaio aveva la faccia rubizza, gli occhi eccitati,
doveva aver trascorso una giornata elettrizzante. Ogni automobilista
che era passato dal suo distributore aveva lasciato indiscrezioni,
commenti, ipotesi. Insomma, aveva fatto il pieno di informazioni.
E magari gi circolava il nome del possibile assassino.
Glielo avevo detto, ispettore, che sotto il guanto di Orsa c' la
spiegazione dell'omicidio di Leni, no?.
Lupo non rimase sorpreso: la centrale della CIA di Valdiluce non
aveva perso tempo, ma il Dogana non poteva sapere delle unghie
decorate.
E chi ti fa pensare che nella mano sinistra abbiamo trovato
qualcosa di importante?
Ispettore, non sono un pivello... per adesso non sappiamo nulla
di quello che lei, Kristal e Pieretti avete visto, ma ci dia un po' di
tempo e vedr che lo scopriremo.
Il Dogana avrebbe dedicato tutta la sua prossima vita - giorno
e notte - per sapere cosa si nascondeva sotto il guanto di Orsa.
Lupo lo guardava con disprezzo. Era un ostacolo, un avversario,
invece di collaborare seguiva i suoi percorsi spregiudicati, il sapere
di tutto e di tutti gli dava anche il potere del ricatto, tanto pi nei
suoi confronti.
Non ti dimenticare che sono io a rappresentare la legge e che in
qualsiasi momento posso intervenire. Ad esempio, cosa ci facevi
nelle toilette del rifugio Col domenica mattina? Da alcune telefonate
anonime risulterebbe che tu saresti entrato nei gabinetti delle
donne per spiare.
Il Dogana non sembrava molto preoccupato della minaccia di
Santoni, era pi sicuro di s del solito. Oppure sapeva fatti cos
importanti che lo ponevano al riparo da qualsiasi peccatuccio commesso?
Nello scambio di notizie, lui si sentiva il pi forte. Lupo lo
guard con aria minacciosa.
Avanti, sputa ci che sai!.
Santoni, lei mi tratta male, ma io sono sempre al servizio delle
forze dell'ordine. Ad esempio, il misterioso uomo bagnato che state
cercando, lo troverete asciutto, prima o poi. E vi sorprender. Poi
si avvicin a Santoni per bisbigliargli una confidenza: Da secoli
si tramanda la leggenda che le streghe di Valdiluce si incontrino
davanti a un albero senza corteccia e danzino intorno al tronco con
in mano una frasca d'abete. Nude d'estate, coperte d'inverno....
Quel benzinaio puzzolente, imbevuto d'odor di kerosene e morchia
con una profonda traccia di Ginpin, lo sfidava con arroganza.
In pi aveva un sorrisino accennato, come di chi tiene in serbo
qualcosa.
Ispettore, a proposito di donne nude d'inverno, le voglio far
vedere una foto.... Goffo come l'omino Michelin, corse dentro
il casotto, e ritorn trionfante sventolando in mano una rivista.
Era il rotocalco di gossip Photo Express: Accenda il faro, cos
la vede meglio!.
Lupo obbed, gi sapendo che l'attendeva qualcosa di spiacevole.
Il Dogana sfogli varie pagine e poi appoggi il suo indice sporco
sulla foto di una ragazza che stava a seno nudo. L per l Lupo non
capiva chi fosse, anche perch il ghigno del benzinaio gli toglieva
quasi tutta la visuale.
Vede, ispettore: la sua fidanzata Ingrid Sting prima era solo sua,
adesso  un po' di tutti noi!.
Lupo spalanc gli occhi: era proprio lei, Ingrid! Indossava un
monokini, mostrava il seno e una sottile strisciolina di tessuto certo
non riusciva a coprirle il sedere. Il titolo era ancora pi esplicito.
Ingrid Sting, campionessa del mondo di sci, mette a nudo i suoi trofei.
Per la prima volta nella sua vita, quell'uomo sporco di benzina
riusciva con un documento inoppugnabile a mettere a terra Lupo
Bianco. Schiacciato dall'evidenza.
 inutile che lo vada a cercare in edicola, "Photo Express" ormai
 esaurito nella valle. Tutte le copie sono sparite in un'ora. Le potrei
regalare questa, ma mi serve perch vorrei attaccarla sul vetro del
casotto. Ingrid  pi bella di Beln!.
Lupo non riusc a nascondere l'imbarazzo, pi volte manc la
mira sulla leva del pedale d'accensione e, quando finalmente riusc
a far partire la sua Vespa, fugg come un codardo. Lui - poliziotto
integerrimo, che nella vita aveva fatto di tutto per essere onesto,
non avere vincoli di alcun tipo con nessuno, che preferiva il bosco
frondoso alle piazze illuminate dai riflettori - ora si sentiva al
centro di un vortice fastidioso, con le mani legate da qualcosa che
non sapeva come affrontare. Valdiluce avrebbe sparlato di Ingrid
e Marzio sarebbe stato, suo malgrado, messo a nudo, spogliato
anch'egli come il corpo della sua fidanzata. Questo era il fatto che
lo irritava di pi. Sapeva che era eccessivo come atteggiamento,
retrogrado certo: ormai le donne amavano addirittura proporsi sul
web senza veli o mentre facevano all'amore. Per Santoni la nudit
andava benissimo nel privato, ma non accettava che divenisse di
dominio pubblico. Era veramente incazzato e non volle rispondere
a un SMS che lampeggiava sul telefonino. Solo quando arriv a casa
lo lesse. Era di Ingrid:

Hai visto le foto su Photo Express? Per questo non mi rispondi?

Lupo invi di getto un s.
Lei ribatt subito:

Scusami, non  stata colpa mia.

Santoni odiava questo sistema di parlarsi sempre per messaggini.
Non rispose. Comunque non aveva frasi adatte per replicare. Forse
avrebbe dovuto scriverle una parolaccia, qualcosa di forte, ma era
troppo abbattuto per farlo. Passarono lunghi minuti, in cui accud
le formiche mettendo nel formicaio del pane vecchio inzuppato nel
miele. Vide che procedevano con passo allegro e spedito: significava
che ci sarebbe stato cielo sereno. Il riccio Arturo non era scomparso,
anzi: stava raggomitolato vicino al camino. Si era mangiato gran
parte dei croccantini e bevuto molta acqua dalla ciotola. Mentre
la stava riempiendo, squill il telefono: era Ingrid. Lupo ripens
con rabbia a quel campionessa del mondo di sci mette a nudo i suoi
trofei. Dalla voce sembrava molto agitata.
Pronto, Lupo, sei incazzato?
No, sono felice che la mia fidanzata stia nuda su un giornalaccio...
era il regalo pi bello che mi potevi fare. Soprattutto in un
momento cos difficile. Lo sai che dopo l'attentato contro di me,
adesso a Valdiluce abbiamo anche il cadavere di una donna assassinata
brutalmente?.
Ingrid non riusciva a spiccicare parola, esplose in un pianto
irruente, quasi isterico. Inframmezzava frasi mangiate dalle lacrime,
soprattutto ripeteva: Scusa... Scusa. Marzio non aveva
mai affrontato il pianto di una donna. Era una situazione per lui
sconcertante: sembrava afflitta, malata. Il cuore del bio-ispettore,
il difensore dei pi deboli, il poliziotto integerrimo, fu pronto a
commuoversi di fronte alla disperazione della sua ragazza. Mise da
parte l'orgoglio e tent la carta che sperava potesse essere vincente:
Sai che riccio Arturo ormai vive a casa, vicino al camino?.
La voce pi amichevole di Lupo dette coraggio a Ingrid: Ti ha
fatto vedere il musino?
Ancora no, forse aspetta che torni tu.
Ingrid smise di singhiozzare e cominci a spiegare: Ma  una foto
di quest'estate! Mi stavo allenando al Sestriere e con delle amiche
della squadra di sci abbiamo fatto una mattata: siamo andate a
Nizza dalla mattina alla sera. Ci siamo messe su una spiaggia e l
faceva caldo, io mi sono comprata un costume cos al volo, senza
guardarlo nemmeno, l'ho indossato e mi hanno fotografato di
nascosto. Non pensavo di essere cos... nuda.
Per un attimo Lupo ebbe un moto di stizza, ma nel suo discorso
ogni elemento tornava, non potevano esserci menzogne. Si erano
concatenate una serie di coincidenze fortite che avevano portato
la giovane ragazza a commettere un errore di valutazione.
Insomma, la difesa era perfetta e non poteva non crederle. E poi da
l a poco sarebbe andato a un appuntamento con una persona che
l'avrebbe riportato a una realt molto pi cruda. E si doveva dare
giusto valore alle cose. Le disse con aria saggia e comprensiva:
Ormai sei famosa, e devi stare pi attenta.
La Federazione sci ha chiesto il sequestro della rivista. Spero che
ci riescano al pi presto. Mi giuri che mi perdoni?
Fatto.
Bacio?
Bacio.
Bacio anche ad Arturo.
Ok.
A presto, amore mio. E scusa ancora....
...
Capitolo 14.

Era cambiata la notte: la nevicata umida a larghe falde era cessata
e spirava un improvviso vento di tramontana. Il cielo era lucente
e stellato. La luna calante illuminava il viottolo nel bosco che si
snodava parallelo alla strada statale. Per fortuna l'abbassamento
della temperatura aveva strizzato la neve, si camminava pi facilmente
sulla sottile crosta gelata, anche se ogni tanto si rompeva.
Lupo aveva seguito il suggerimento di Mitraglia, di non farsi notare
sulla strada, e di andare a piedi fino alla sua Casaccia. Il cammino
tra i faggi e gli abeti era molto suggestivo e su quella linea solitaria
poteva distendere molti dei suoi pensieri. Procedeva lento nella
mente, come i suoi passi da montanaro. Mentre la questione di
Ingrid per forza doveva ritenerla chiusa, restavano aperti gli altri
casi: l'attentato contro di lui, il cadavere di Leni. Quella lingua
mozzata era un elemento importantissimo. L'unica via che sembrava
portare a qualcosa di certo era quella di Alessandro Poltronieri e
della sua societ Air Snow. Sul centro radar si doveva andare pi a
fondo, riuscire a scoprire la verit. Se dopo un attentato che poteva
procurare decine di vittime si era arrivati a commettere un omicidio
con quelle modalit cos barbare, doveva esserci nascosto un
illecito estremamente grave. Lupo Bianco not che nelle case del
paese molte luci erano accese. La morte di Orsa aveva sicuramente
creato timori e curiosit. Si era allertato il sistema di comunicazione
sotterraneo che in un paese  pi efficiente di qualsiasi intelligence.
Il benzinaio Dogana era uno snodo centrale di questo flusso di
news, ma non si potevano trascurare le "Vedette clandestine", le
anziane che dietro le tende spiavano ogni passo a Valdiluce. Era
facile intuire la loro presenza quando con le mani accarezzavano il
vetro, facendo scivolare delicatamente la tela ricamata, e aprivano
il sipario su quei pochi metri che appartenevano loro, raccogliendo
tutti i dati sensibili: un sistema video da far invidia ad una metropoli.
Le Vedette clandestine si trasmettevano tutti i dettagli incamerati di
giorno e di notte, poi se li comunicavano non solo a voce durante
gli incontri furtivi nelle strade, al supermercato, al cimitero, nella
sala d'attesa del medico, alle riunioni conviviali, nelle quali si beveva
Ginpin e si mangiava il migliaccio, ma anche tramite cellulare e
Internet... Quella sera tutti i canali erano attivi e qualche vedetta
clandestina probabilmente aggiungeva pareri personali sulla vita
di Leni Sarti, per arricchire un racconto che poteva addirittura
arrivare all'identificazione del vero colpevole. Tutte informazioni
che i comuni mortali - e soprattutto i poliziotti - non avrebbero
mai potuto conoscere. Su queste "spione", purtroppo Santoni non
aveva alcuna autorit: con le telecamere pubbliche poteva effettuare
il sequestro del video e sbobinare il nastro registrato, con loro era
impossibile, nessuna delle Vedette clandestine avrebbe mai parlato
con un agente. L'omert di Valdiluce era una roccia massiccia che,
suo malgrado, Lupo non era mai riuscito a scalfire.
Si sofferm nel boschetto, il viottolo sfiorava uno chalet di legno:
era il famoso circolo delle mirtillaie, che tanto Don Angelo aveva
denigrato. L si riunivano di sera un gruppo di donne brutte,
mangiate dal freddo, gonfie di cibi pesanti come migliacci o necci,
turbolente, pelose come maschi, possenti e sgraziate nelle loro
sottane tirolesi. Vivevano nei boschi, avvolte negli scialli, con la
testa coperta da veli come arabe, abituate a portare sulle spalle
dai crinali delle montagne anche cinquanta chili di mirtilli o di
funghi porcini a sera. Durante l'anno tiravano avanti con poco,
vendendo marmellate e funghi sott'olio o secchi. Formavano una
comunit a parte, vivevano sempre insieme, anche se maritate e
con figli. Temute da tutti, avevano protestato per mesi minacciando
e urlando sotto il municipio per ottenere un luogo dove riunirsi.
Alla fine anche il sindaco, intimidito dai ricatti e dai tentativi di
violenza, aveva loro concesso di utilizzare uno chalet di propriet
del Comune. Santoni trovava un po' spettrale quella baita dove
sopra la porta di legno dondolava l'insegna dipinta di blu: "Circolo
delle Mirtillaie". Le luci erano accese. Secondo Don Angelo, in quel
luogo si svolgevano sabba e riti demoniaci, Lupo not invece un
gran silenzio. L'ispettore cominci a circumnavigare la baita, ma si
ferm di colpo quando vide un'ombra, una persona appiccicata alla
finestra del circolo che stava spiando l'interno. Aveva sul volto il
passamontagna. Marzio era indeciso: lo doveva identificare, tradendo
l'impegno preso con Mitraglia e svelando a tutti che era in giro
a quell'ora? In altri momenti si poteva trascurare un individuo che
magari era solo un voyeur, ma dopo i gravissimi fatti accaduti non
si poteva escludere che potesse essere un malfattore appostato in
maniera furtiva per commettere un altro delitto. Doveva intervenire.
Santoni si spost con cautela, prov ad avvicinarsi, per bloccare lo
sconosciuto. Purtroppo fece un passo falso, si ruppe la crosta del
ghiaccio, lo scarpone s'infil nella neve fresca. L'individuo sent
quel crac - pi rumoroso di un ramo che si rompeva - e tent di
fuggire, ma camminava goffo sulla neve come se avesse qualcosa
che lo bloccava ai piedi.
Fermo!. L'uomo sembrava facilmente raggiungibile. A quel
punto Lupo si dovette qualificare: Polizia.
Lo sconosciuto, a quella parola, ebbe un sussulto e si gett con un
balzo sulla strada ghiacciata, ma l divent agile e scattante come
un furetto: aveva ai piedi un paio di pattini. Santoni lo insegu per
qualche metro, ma l'individuo prese il volo e scomparve dietro la
curva. Era inutile rincorrerlo in una strada tutta in discesa e ghiacciata.
Se almeno avesse avuto con s la sua Vespa! Lo sconosciuto
era un abile pattinatore, a Valdiluce per quasi tutti coloro che
sapevano sciare erano capaci anche di pattinare. Un altro piccolo
mistero da risolvere. Santoni allarm comunque Kristal: Prenda
subito due colleghi e organizzi una battuta sulla strada statale 66:
ho individuato un tipo sospetto che stava spiando le mirtillaie nel
loro circolo. Indossa un passamontagna,  scappato sui pattini
verso Valdiluce.
Quanto tempo  passato?
Una manciata di secondi.
Con questa freddata sar velocissimo. Per non dovrebbe andare
lontano perch sta arrivando il camion spargisale. Tra poco con i
pattini sar impossibile muoversi.
Potrebbe essere gi rientrato in casa.
O essersi infilato nel bosco.
Mi raccomando, Kristal, ci potremmo trovare di fronte a un
balordo, come a un criminale pericoloso. Ormai non possiamo
pi trascurare niente.
Va bene, ispettore, ma lei che ci faceva a quest'ora nella zona del
circolo delle mirtillaie?.
A Valdiluce era difficile sfuggire a qualsiasi controllo. Non solo
a quello del Dogana, perfino a quello di Kristal.
Santoni replic un po' scocciato: Poi le spiegher....
...
Capitolo 15.

Dopo i tre fischi convenuti, Mitraglia apr la porta della casaccia.
Puzzava di lardo bruciato.
Sei sicuro che non ti ha visto nessuno?.
Lupo pens che una bugia fosse pi salutare della verit: S,
nessuno!. Lo spinone da caccia Terry si butt su Santoni e inizi
a leccargli la faccia.  un animale bellissimo, disse l'ispettore.
Dovresti vederlo quando punta le beccacce. Certo, anche lui lo
stanno mettendo al giogo.
In che senso?
Lo sai benissimo, scommetto che c'entri pure tu con queste nuove
disposizioni del cazzo... La carta d'identit dei cani.
Ma non ti sar sfuggito il motivo per cui il Comune ha deciso di
fare la mappatura di tutti i cani a Valdiluce.
Per quel bambino morto? Sono cose che cpitano....
Alvaro, ti pare normale che un ragazzino di dodici anni venga
sbranato nella macchia da un cane lasciato libero?
Anche Terry si fa delle belle passeggiate nel bosco, ma so che
non farebbe male a una mosca. Mentre di padroni coglioni, ce n'
tanti nel mondo.
Se fosse stata fatta la mappatura, attraverso il dna sulla saliva
del cane rinvenuta sul corpo del bambino, avremmo identificato
l'animale ed il suo padrone.
Ma dai,  un caso su mille. Il mondo sta andando proprio male.
Adesso che perfino gli animali vengono trattati come gli uomini,
non ci sar pi libert neppure per loro. Se mi ferma la municipale
devo mostrare la patente, i documenti del cane, il porto d'armi, il
tesserino venatorio, l'assicurazione, il libretto di circolazione... ci
manca che qualcuno voglia anche un certificato per sapere quanto
 lungo il mio cazzo!.
L'interno della casaccia era la precisa rappresentazione di quello
che Alvaro aveva in testa: un mondo pieno di tante cose, ma ordinate
secondo una sua personale catalogazione. Sul muro erano disposti
molti fucili di vario tipo - tutti appesi a ganci, quindi facilmente
estraibili - raggruppati secondo il tipo di prede cui erano pi adatti:
cinghiale, cervo, lepre, uccelli, alcuni anche con il cannocchiale.
Un lato invece era occupato da coltelli Paitada di tante fogge: una
bellissima collezione. Sull'altra parete erano disposte con cura
seghe, asce, roncole, mazzascure, cunei, pialle. Un'attrezzatura
completa da boscaiolo. Sul fondo dondolavano una decina di scope
di saggina appese al soffitto, strumenti per il suo lavoro di spazzino.
Sembrava l'aeroporto delle streghe. Al centro della sala, come una
regina, splendeva una vecchissima stufa economica, accesa, che
faceva un gran calore. Accanto, un tavolinetto con due seggiole.
Vieni, accmodati, Lupo.
Mitraglia lo fece sistemare di fronte al fuoco. Sul piano di cottura
c'era una pentola d'acqua bollente, un vecchio ferro da stiro in
ghisa, una padella nera che sfrigolava di lardo.
Vuoi una frittellina dolce con la ricotta fresca?.
Difficile dir di no. Mitraglia prese con un cucchiaio l'impasto di
farina di castagne ed acqua, poi lo mise a friggere. Si form un fumo
improvviso, di bruciato.
Questo  lardo vero, non quello di plastica.
Alvaro sembrava pi tranquillo, era come se preparasse il suo
atteso colpo di scena. Le frittelline erano davvero buone, ma Lupo
rifiut di berci sopra il Ginpin: in fin dei conti, era pur sempre in
servizio.
Sei pronto, Lupo?.
Si alzarono, andarono verso il fondo della casaccia, sfiorarono
il luogo dove Mitraglia macellava. Un angolo fatto di mattonelle
bianche, sul muro erano in bella esposizione altri coltelli, pi lunghi
e affilati, tipici da cucina. Subito dopo erano schierati tre banchi
freezer dove teneva la carne surgelata. Si diceva che Alvaro avesse
un florido commercio con i ristoranti della zona. Sul lato sinistro
spiccava una piccola finestra che dava sulla sua stalla, dove teneva
un cavallo e una slitta. Arrivarono di fronte a una tenda di plastica
con stampati tanti girasoli.
Purtroppo oggi ti devo svelare un segreto, un mio hobby, diciamo...
ma se non lo facessi, non capiresti mai come sono riuscito a
scoprire questa cosa.
Con una bracciata apr la tenda, da sotto le sue ascelle usc odore
aspro di paura: era molto emozionato. Entrarono in un ambiente
male illuminato, un grande tavolo di abete al centro, sui lati alcuni
ripiani in metallo dove erano stati collocati numerosi sacchetti tipo
quelli che si usano per surgelare. Alla prima occhiata sembravano
tante porzioni di cibo preparate per essere infilate nel freezer, sopra
ciascuna busta c'era un'etichetta con dei nomi propri, talvolta
anche il cognome. Tutti gli scomparti erano pieni di queste buste
trasparenti, ognuna con la sua targhetta. Lupo si aspettava che
Mitraglia aggiungesse qualche parola, ma lui restava immobile:
non voleva dare spiegazioni, affermare con una testimonianza
diretta un reato che commetteva tutti i giorni, pure se in questo
caso sarebbe stato utile alla polizia. Pensava che, se Marzio era un
gran detective come si diceva in giro, non ci avrebbe messo troppo
a scoprire l'arcano. Lupo si accert che i sacchetti contenevano le
cose pi strane e svariate, da un avviso postale a una bolletta del
telefono, da un estratto conto a delle scatole di medicina vuote,
fino a etichette di prodotti gastronomici, vecchie foto, ritagli di
giornali sporchi di sugo, multe, avvisi di mora, foglietti scritti con
la biro con somme e divisioni. Insomma, all'interno si trovavano
solo residui di carta. Dai nomi sulle etichette, per, si capiva che
Alvaro si dedicava soprattutto alle autorit di Valdiluce: il sindaco,
il farmacista, il personale del Grand Hotel Regina, il medico, il
prete, il farmacista... Santoni vide una bustina che lo interess di
pi: sull'etichetta c'era scritto "Lupo Bianco". La prese in mano,
la controll, l'apr. Rimase basito. Dentro c'era la scatola vuota dei
profilattici che aveva buttato nella spazzatura, appena era partita
Ingrid. Alvaro sorrise con uno sguardo inquietante, come se quel
tema lo deviasse su percorsi davvero oscuri.
Hai fatto tante volte all'amore con Ingrid in meno di ventiquattro
ore. Sei un toro!.
Santoni era stordito. La collezione personale di Alvaro Sernesi,
netturbino di Valdiluce, era formata da campioni scelti dalla raccolta
differenziata della carta. Prima di consegnare tutti gli scarti
all'impianto di stoccaggio e trattamento, analizzava con cura la
spazzatura delle persone che gli interessavano di pi, magari
distinguendoli con un segnale. Quando trovava qualcosa di utile,
di curioso, se lo portava nella casaccia e lo repertava nei sacchetti
di cellophane, mettendoci sopra nome e cognome. Un reato che
doveva commettere da almeno due anni, da quando erano stati
eliminati i cassonetti indifferenziati. Una specie di memoria privata
che gli permetteva di sapere tutto di tutti, dalle medicine che
prendevano agli estratto conto, fino a risalire alla spesa, al reddito
presunto, ai conti fatti in nero, alla vita sessuale...
Alvaro, ma io ti arresto, e subito!, sbrait Santoni.
Lupo, non fare lo stronzo, se non ci fosse stato un motivo importante
col cazzo che ti avrei fatto conoscere il mio... hobby.
Sappi che  solo la curiosit che mi spinge a fare la "mia raccolta
differenziata", non ho mai ricattato nessuno, n ho pensato di farlo.
Dopo mi ringrazierai.
Marzio era furioso e non rispose. Alvaro afferr un sacchettino,
sull'etichetta c'era il nome di Paolo Sormi, il fotografo di Valdiluce,
all'interno si intravedevano dei fogli tipo protocollo, ma a quadretti.
Andiamo di l.
Tornarono di fronte al tavolinetto accanto alla stufa. Il Mitraglia
pose al centro il sacchettino, gli tremavano le mani, lo apr, prese i
fogli che erano un po' spiegazzati e li distese sul tavolo. Aspetta un
attimo, cos li leggerai meglio. Allung una mano sulla stufa, prese
il ferro da stiro di ghisa e con calma stir i fogli. Ecco, adesso sono
tutti tuoi.
Lupo si sedette ed inizi la lettura. Ancora una volta, Mitraglia non
aggiunse una parola. Avrebbe potuto indirizzare Lupo, aiutarlo,
aveva letto forse cento volte quel documento, ma come lo aveva
interpretato lui, anche Santoni doveva fare lo stesso. Da solo. Quella
era una sua delazione alla polizia, senza per parteciparci troppo.
Avrebbe potuto consegnare quei fogli a Santoni senza spiegargli da
dove provenivano, ma con Lupo Bianco non c'era mai da scherzare
ed una menzogna l'avrebbe scoperta subito. Si trattava di sei fotocopie
di fogli protocollo, le riproduzioni non erano venute perfette
e per questo forse Paolo Sormi le aveva buttate nella spazzatura,
un gesto normale ma incauto, quando operava uno spazzino come
Mitraglia. Era un progetto dettagliato con disegni e calcoli di un
attentato al centro radar del Dente della Vecchia. Ogni particolare
era stato valutato con cura: la quantit di esplosivo da utilizzare,
la scelta della situazione climatica migliore, il calcolo del vento.
Insomma, era un piano molto strutturato e articolato, sembrava
fatto da professionisti. L'idea non era balzana: si era pensato di
utilizzare un drone carico di tritolo. Lo stesso modello che usava
Carlo Nardello, a tal punto identico che al centro radar quel piccolo
oggetto sarebbe sembrato innocuo, ma appena si fosse avvicinato
alla costruzione, sarebbe stato indirizzato a tutta velocit contro la
postazione militare, sorprendendo i loro sistemi di difesa e facendolo
esplodere. Un attentato che magari non avrebbe creato danni
enormi alla struttura, per avrebbe suscitato sicuramente un'eco
straordinaria su giornali e tv. Lupo ci ragion un attimo, mise a
fuoco il personaggio: Paolo Sormi realizzava le foto ai turisti mentre
passavano sulla seggiovia o durante le gare di sci. Ventiquattro anni,
ex tossicodipendente, qualche anno in riformatorio per spaccio e
furto. Stretta amicizia con Leni, con la quale aveva condotto tutte
le battaglie contro il centro radar.
Alvaro si alz e disse: Adesso puoi andartene: prendi quei fogli e
fanne quello che devi. Effettivamente Mitraglia era stato collaborativo,
e al momento Santoni non aveva altra scelta: Senti, entro un
mese torner qua e tutta questa robaccia dev'essere sparita. Bruciala
nell'inceneritore e non lo fare mai pi, ok? Altrimenti ti incrimino. 
uno scambio tra di noi, nessuno mai sapr niente, ma se non rispetti
questo patto io ti dovr denunciare....
Va bene, ho capito. Adesso per vttene.
Si avviarono verso la porta.
Lupo si accorse che lampeggiava da tempo un messaggio sul telefonino.
L'apr:

Ricerche uomo con i pattini infruttuose, secondo me abita vicino al circolo
delle mirtillaie. Nessuna traccia bordo strada nella neve, solo quelle sue nel
viottolo opposto.

A domani.

Lupo pens che il suo assistente stava diventando un po' troppo
bravo.
Forza Lupo, vai. Nessun poliziotto  stato mai cos a lungo nella
mia casaccia: mi sta venendo l'orticaria.
Santoni, passando accanto all'esposizione degli attrezzi da boscaiolo,
chiese a Mitraglia: Ma fai anche il taglialegna?
Certo, chi credi che prepari l'albero della cuccagna per la festa
di San Gualberto a Valdiluce?.
Come mai non vedo anche una motosega?.
Alvaro lo guard di sbieco.
Qua si lavora solo d'ascia, come facevano i nostri nonni.
...
Capitolo 16.

Quando Lupo arriv a casa, era quasi mezzanotte. Di fronte al
suo cancelletto not fermo il gatto delle nevi, all'interno un uomo
che stava fumando. Riconobbe subito il volto spigoloso di Eraldo.
Lui apr la portiera, aveva un'aria preoccupata. Gli occhi inquieti,
strani, a Santoni ricordarono quelli di un pesce preso all'amo.
Lupo, vorrei che venissi da mio cugino Fosco, ha una cosa che
vuole farti vedere subito.
Marzio pens che quella era la notte dei segreti svelati.
Eraldo, sono stanco, non potremmo fare domani?
No,  una cosa urgentissima, comunque non daremo nell'occhio,
adesso inizia il mio turno di notte per battere la pista Red con il
gatto: nessuno immaginer che dopo andiamo anche da Fosco.
Ma tutte queste precauzioni non sono eccessive? Sono un poliziotto
e con me dovresti stare tranquillo.
Scherzi? Come hanno tentato di farti fuori, in un attimo possono
uccidere anche me e Fosco... e poi, guarda la povera Leni.
Ok, dammi solo un minuto, rispose sconsolato.
Lupo ripose al sicuro, in casa, il documento che gli aveva consegnato
il Mitraglia, poi scese in strada e sal sul gatto delle nevi.
C'era odore di hashish e di legno bagnato.
Vuoi fare un tiro?
Grazie, sai che non ne ho mai fatto uso, pensa se proprio stasera
ho la voglia di incominciare.
Ti farebbe bene, contro lo stress.
Lupo non rispose. Anche Eraldo era molto pensieroso.
Ho paura che ormai Valdiluce sia arrivata alla frutta, ci avviamo
alla sua definitiva decadenza...  giusto chiamarla Valbuia, come
fa quel giornalista del "Corriere del Sole"....
Mi sembri troppo pessimista.
Ci sono poteri oscuri, gente che bada solo ai profitti, e la natura
invece vuole la sua libert.
Si form un lungo silenzio. Eraldo era compiaciuto della frase che
aveva detto, bella secondo lui. Lupo invece era cos stanco che non
aveva la forza di inserirsi in un dialogo inframmezzato dal fumo
dello spinello. Il faro del gatto delle nevi illuminava la Red: un
fascio di luce che improvvisamente accendeva i cristalli della neve,
o svegliava le fronde degli abeti. Quando aumentava la pendenza,
raggiungeva il cavo della cabinovia e perfino le nubi. Una danza
di luci che lentamente ipnotizz Santoni, che si addorment come
un bambino, nonostante il rumore e le vibrazioni del battipista. Si
risvegli quando ormai erano abbastanza vicini alla baita di Fosco,
l'eremita del paese. Viveva lontano dal mondo da anni, si cibava
di formaggio, cacciagione e pesca, si muoveva a piedi e con gli sci,
solo una volta al mese raggiungeva Valdiluce con la slitta trainata
dal cavallo, l vendeva il suo pregiatissimo miele di rododendro e
gli infusi di erbe che raccoglieva durante l'estate, poi faceva rifornimento
di cibo e ritornava a vivere lass. Aveva un cavallo, una
mucca, tre caprette, un asinello grigio. Uomo di pochissime parole,
l'abitudine di stare sempre solo l'aveva portato a essere parco su
tutto, sul volto raramente esplodevano sentimenti forti: l'emozione
sembrava non appartenergli, una calma che nessuno psicofarmaco
avrebbe potuto dare a una persona di citt. Evidentemente la vita
all'aperto - il fatto di specchiarsi solo nel cielo e nella neve, senza
confronti quotidiani con i suoi simili - lo rendeva speciale e diverso.
Ma questa volta, quando Fosco apparve illuminato dai fari
del gatto delle nevi, sembrava veramente furioso, aveva gli occhi
affilati come due punteruoli. Abbracci Lupo: erano stati bambini
insieme, un'infanzia trascorsa nel bosco, poi Santoni aveva scelto la
legge e lui la "libert". Profumava di una fragranza arida, ascetica,
di chi era abituato a cibarsi poco. Corpo asciutto, sempre.
Eraldo, punta il faro vicino alla stalla e lascialo fisso l.
Fosco si avvi verso la baita, entr in quella che chiamava la stalla,
una piccola costruzione di legno con una porta sgangherata. Ne usc
con in mano una gabbia. La depose al centro della luce violenta del
faro. La scena aveva una certa drammaticit, da reportage, sembrava
che si stesse facendo una ripresa televisiva ad un fatto di cronaca.
All'interno della gabbia c'era un animale rannicchiato, a prima
vista un cagnolino. Appena Lupo si avvicin, cap che si trattava
invece di un cucciolo di lupo. Gli occhi erano molto espressivi, ma
sembravano dolenti, quasi che lacrimassero. Rassegnato, in una
posizione di rinuncia. Fosco inizi ad aprire la gabbia.
Ci ho messo giorni e notti per catturarlo.
Pian piano tir fuori il lupacchiotto. Pareva malato, non reagiva,
aveva una pelliccia morbida che sotto la luce del faro aveva delle
tonalit quasi celesti. Santoni, d'istinto, lo carezz sulla testa. Gli
occhi dell'animale per un istante accolsero quel gesto di affetto
e si chiusero, poi lo fissarono con un'aria che commuoveva: era
prigioniero di qualcosa che lo stava affliggendo e chiedeva aiuto.
Fosco port il cucciolo verso la neve vergine, poi con l'abilit di
chi sta sempre con gli animali, riusc a fargli appoggiare sulla coltre
intatta solo una zampa, controll che l'impronta fosse venuta bene
e poi rimise il lupacchiotto dentro la gabbia.
Guardala bene quell'orma, Marzio. L per l Santoni non cap,
stava per dire che la traccia era perfetta, ma Fosco lo aiut a capire:
Conta i polpastrelli.
Diavolo, ma sono cinque!.
Questo lupacchiotto ha cinque polpastrelli, invece di quattro.
Le radiazioni del radar?
Certo, ma come vedi il lupo ha una strana debolezza, magari
dentro il suo corpo ci sono altri veleni.
Eraldo che stava uscendo dall'intorpidimento dello spinello,
intervenne: Qualche giorno fa, mentre stavo sul gatto delle nevi,
ho notato queste orme di lupo di lato alla Red, e ho capito che
avevano qualcosa di strano. Sembravano pi grandi del solito, mi
sono fermato e ho visto che il demonio ci aveva messo... lo zampino.
Ho fatto vedere la foto a Fosco e lui ha subito cercato di catturare
questo lupacchiotto.
Eraldo, riesci a fare un calco dell'orma e portarmelo al posto
di polizia?
No, ho le foto, ma un calco non so come si fa.
Domani vai da Kristal e fatti dare la bomboletta della Snow
Impression Wax:  un prodotto per ottenere degli stampi dalle
impronte sulla neve, lui ti spiegher tutto, non  difficile. Ma lo
dovete fare subito.
Ok.
Fosco non era mai stato cos inquieto. Il suo futuro di uomo che
viveva di montagna era seriamente in pericolo. Enunci tutto quello
che stava accadendo con una rabbia accumulata da mesi. Nel suo
cuore c'era soprattutto l'offesa che altri uomini potessero schierarsi
contro madre natura. Per distruggerla.
Vedi, Lupo, il problema non  solo per quel cucciolo. Le mie
api producono sempre meno miele, gli sciami sembrano impazziti,
vagano nel cielo senza una meta, paiono disorientati e, invece di
andare sui fiori, si ammucchiano su un masso o su un tronco tagliato.
Da mesi ho nell'orecchio un rumore incessante, uno scoppiettio
fastidioso, come se stessi usando sempre una motoslitta. Per me 
una specie di condanna a morte, anche perch sai quanto detesti
i motori. Brando, il cavallo, langue nella stalla e l'altro giorno che
dovevo andare a Valdiluce, ho dovuto rinunciarci: non riesce pi
a fare le salite con la slitta. La mucca Sofia produce sempre meno
latte, le tre caprette prdono il pelo e l'asino raglia e scalcia per
qualsiasi motivo.
Per la prima volta in vita sua, Fosco mostrava commozione, aveva
le lacrime agli occhi, sembrava disperato quanto il lupacchiotto. Si
sentiva impotente, non riusciva pi a difendere i suoi compagni di
vita da questa catastrofe ambientale.
Lupo, da tanti anni c' il radar lass, ma da quando hanno fatto
gli ultimi lavori,  successo qualcosa di grave. Devi subito scoprire
chi vuole la morte di tutti noi.
Faremo il possibile.
Se qualcuno dei miei animali muore, li ammazzo io quelli del
centro radar.
Senza congedarsi, Fosco si allontan per tornare alla baita, entr,
sprang l'uscio sbattendo la vecchia porta con tutta la violenza che
si era accumulata dentro di lui. Il colpo secco si diffuse per la valle,
rimbalzando nella notte. L'asino ragli.
...
Capitolo 17.

Lupo Bianco, Kristal e Franco Pieretti della Scientifica sembravano
tre cospiratori mentre entravano nel posto di polizia di Valdiluce.
Il paese ancora dormiva, solo la finestra della vedetta clandestina
Erminia Passi, detta la "Telecamera", era accesa. Non le era sfuggito
quello strano incontro alle 6:30 di mattina, anche perch viveva
nell'appartamento adiacente all'ufficio di Santoni. La donna, oltre
la settantina, pensionata ex impiegata delle Poste, trascorreva
giorno e notte a osservare con il binocolo la strada, non le scappava
niente, per questo le avevano affibbiato quel soprannome. O magari
era appoggiata con qualche trombetta al muro per ascoltare
cosa dicevano i tre poliziotti. Lupo Bianco accese la tv che stava
nell'ufficio di Kristal, a volume piuttosto alto, una precauzione in
pi che non guastava. Pieretti era molto soddisfatto dalle analisi
che aveva compiuto sull'acqua trovata nei polmoni di Leni Sarti.
Abbiamo confrontato il campione con quello del lago Turchino.
Ne  uscita subito una certezza: Leni non pu essere stata affogata
l, come abbiamo pensato subito. L'acqua del lago contiene delle
tracce di alghe e di altra vegetazione mentre il liquido in cui  stata
annegata Leni  decisamente diverso:  acqua pi pura, incontaminata
da residui vegetali, ma soprattutto con una strana salinit,
qualcosa che la fa assomigliare all'acqua di mare, sebbene non lo
sia. In pi, con una presenza molto forte di silice idrata, come se
fosse termale o comunque provenisse da profondit elevata.
Lupo ci ragion un attimo.
Durante l'interrogatorio con Alessandro Poltronieri, sono uscite
due informazioni utili: una che Orsa frequentava quotidianamente
le piscine del Grand Hotel Regina, perch aveva una tessera d'ingresso
gratito, in pi ci ha parlato di una struttura con un nome
strano....
Intervenne Kristal, che stava mangiando un pocket-coffee, e imit
nelle movenze Poltronieri, rendendolo molto effeminato:
...Salounge, piscina Salounge, dove  possibile respirare aria marina
purissima, e dove una quarantina di minuti trascorsi nell'ambiente
saturo di cristalli salini dell'Himalaya danno gli stessi effetti benefici
di un soggiorno al mare di tre giorni....
Lupo non apprezz quella parodia, invece Pieretti rise di gusto.
Marzio riport il tono della conversazione sul lavoro: Leni potrebbe
essere stata affogata in quella piscina, dove sicuramente non
ci sono tracce di alghe, il che giustificherebbe il contenuto salino
nell'acqua trovata nei polmoni?
Ispettore, mi sono permesso di portare avanti le ricerche. Abbiamo
cos effettuato i prelievi in tutte le piscine di Valdiluce, anche
quelle del Grand Hotel Regina. L'acqua  risultata, come ovvio,
priva di scorie di alghe o altri microrganismi vegetali, ma dominava
in maniera massiccia la presenza di isocianurati, ossigeno, bromo e
cloro. Questi prodotti chimici sono quelli che servono a tener pulite
le piscine e non sono mai presenti, neanche in piccole quantit, nei
campioni prelevati dal cadavere. Quindi  da escludere che possa
essere stata affogata in una piscina.
E l'odore che ho sentito sul corpo della Sarti?
Sono state trovate copiose presenze d'ipoclorito di sodio sulla
pelle e sui capelli, ma non sul bikini.
Pieretti, non parli difficile.
Kristal sapeva cosa fosse, ma prefer tacere: non voleva indisporre
ancor pi il suo capo, rischiando di sembrare troppo saccente. Il
collega della Scientifica continu: Comune varechina: ecco l'odore
individuato da lei.
Quindi l'assassino potrebbe aver lavato con cura il corpo di Leni
con questo ipoclorito o come lo chiama lei?
Certamente, dopo averla affogata e privata della lingua, l'assassino
ha effettuato un lavaggio esterno: infatti all'interno del corpo
non risultano tracce di varechina. Per c' un aspetto curioso che
le volevo sottoporre, ispettore. Il bikini  stato lavato a parte, con
un detersivo classico da lavatrice.
Mi sta dicendo che  stato rimesso addosso al cadavere dopo
che era stato lavato?
Immagino di s... per togliere il sangue che aveva certamente
inzuppato il costume. Basta considerare l'emorragia scatenata dal
taglio della lingua per comprendere in quale condizione fosse il
corpo.
Il killer dunque ha messo in atto una procedura anomala: l'ha
affogata, le ha tagliato la lingua, l'ha spogliata, ha pulito il cadavere
con la candeggina e ha avuto anche il tempo di lavare il costume,
poi glielo ha rimesso addosso e ha ricomposto il corpo in quello
strano cumulo...  come se volesse, sterilizzando tutto, pulire anche
se stesso. La frase di Kristal suon strana, per qualche secondo
si form un denso silenzio. Effettivamente pi si procedeva e pi
la psicologia dell'assassino sembrava quella di un serial killer: il
bisogno di tenere ogni dettaglio sotto controllo, gestire in foto la
situazione e dominare il corpo della vittima. E poi la sua grande
lucidit nel programmare, un'attenzione spasmodica ai particolari:
tutti elementi che facevano temere una personalit granitica, incapace
di lasciarsi andare alle emozioni.
Pieretti era molto concentrato sui suoi ragionamenti, e si dimostrava
un validissimo collaboratore: Io comunque azzarderei
un'ipotesi ulteriore: il lavaggio esterno con la varechina  stato
effettuato perch si pensa che possa distruggere le tracce del dna.
Fu ancora Kristal a parlare: Ed  vero?
Ad analizzare i risultati sul corpo di Leni, sembrerebbe proprio
di s: nessuna impronta.
L'assassino non sembra un ingenuo, n un inesperto...,
consider Santoni.
Kristal aggiunse pensieroso:  strano pure che non si siano
trovate tracce di sperma da nessuna parte. Accade in certi delitti
che il killer abbia avuto rapporti sessuali con la vittima o che abbia
abusato del suo corpo dopo la sua morte. Ma la varechina le
potrebbe aver tolte?
Solo se avesse eiaculato sul corpo, all'esterno, ma con un rapporto
sessuale completo sarebbe stato pi difficile eliminarle. Per, non
avendo trovato tracce di liquido seminale nella vagina, escluderei
che ci sia stato un atto sessuale.
Lupo cerc di arrivare a una conclusione, anche se i percorsi che
si prospettavano erano molto incerti e complessi.
Escludendo che Orsa possa essere stata affogata in un lago e in
una piscina, dove diavolo  stata annegata?
Abbiamo fatto il confronto anche con l'acqua dei fiumi di Valdiluce.
Non ci sono somiglianze con i campioni trovati nei polmoni
di Leni.
Kristal aggiunse un'altra sua riflessione: Non potrebbe essere
stata uccisa in una vasca da bagno?
Lo escluderei. L'acqua potabile di Valdiluce ha altri tipi di minerali
rispetto a quella trovata nei tessuti di Leni. Non ci sono, ad
esempio, silice idrata e sale marino... a meno che l'assassino non
abbia prodotto un liquido sterilizzato e poi ci abbia aggiunto quelle
sostanze. Ma mi pare assolutamente inimmaginabile.
E allora, lei non ha idea da dove arrivi questa benedetta acqua?.
Pieretti sorrise, si aggiust la camicia a scacchi - piuttosto grande
rispetto alla sua magrezza - prese un Mon Chrie dal vassoio, lo
mangi, portando un buon profumo di cioccolata e annullando il
suo odore di doccia con il Badedas, poi disse: L'acqua potrebbe
sgorgare dalle profondit di una montagna, essere molto calda,
probabilmente di origine vulcanica. Si potrebbe quasi immaginare
che arrivi dall'inferno....
Beretta, che apprezzava molto queste fughe nell'esoterico, disse
sospirando:  un bel mistero.
Lupo intervenne deciso:  pi probabile da un vulcano....
Poi prese dalla cassaforte le foto delle cinque unghie della mano
sinistra di Orsa. Erano state riprese con le lenti addizionali e tutti
i dettagli risultavano ben evidenziati. Si sofferm sul disegno del
pollice. C' una specie di pozza ai piedi della donna in bikini. Da
l sembrerebbe partire il liquido che avvolge il corpo della figurina
femminile.
Il liquido non cade a terra ma va dal basso verso l'alto, contro
la forza di gravit. Solo un geyser lancia nel cielo un getto d'acqua
cos potente, per bisognerebbe andare molto lontano da Valdiluce
per trovare qualcosa di simile, osserv Pieretti.
Lupo sfogli ogni immagine con attenzione: Questa figura geometrica
a forma di cono ritorna spesso: sull'unghia dell'indice 
rappresentato un albero a punta senza rami con intorno un gruppo
di donne che danza. Il tronco sembrerebbe infilato nel cratere di un
vulcano spento, coperto di neve. Stessa cosa, ancor pi evidente, 
sull'unghia del medio dove  dipinta una racchetta da sci piantata
su un cumulo di neve. Anche questo parrebbe simile a un vulcano
spento e sulla cima  inserita la punta della racchetta, anzi la
rotella non si vede, quindi anche il bastoncino da sci  affondato
in quella specie di piccolo cratere. Santoni continu a voce alta
il suo ragionamento: Sull'anulare il riferimento  pi palese, la
montagnola  coperta di neve, ma dal cratere escono le fiamme,
quindi non  pi un vulcano spento ma in eruzione, c' come uno
spaccato che fa vedere l'interno dove sgambetta la figurina di un
uomo che evidentemente sta bruciando nel fuoco.
Un rogo come quello dove bruciavano le streghe?.
Lupo si ferm in silenzio. Avevano fatto un passo avanti trovando
un elemento comune che sembrava unisse logicamente le varie
immagini. Ma niente di pi. Sul mignolo, l'ultima unghia decorata,
invece, il quinto fotogramma, con il disegno di un uomo che
volava da una montagna, sparigliava tutto e non si capiva cosa
significasse. E poi in fondo tutte queste immagini potevano essere
cos significative per le indagini? Certo, alcune coincidenze con
lo scenario costruito intorno al corpo di Leni erano decisamente
impressionanti, per facevano pensare semmai alla mente perversa
di un killer che aveva voluto disegnare una pista per gli investigatori
sulle unghie della povera Sarti, dopo averla ridotta a cadavere.
Pieretti si conged. Rimasero soli, Lupo e Kristal.
Ispettore, ho parlato con Carlo Nardello, mi ha confermato che
lui non mangia i torroncini perch ha un inizio di diabete, e nessun
altro  entrato in quel casotto oltre a lui e l'attentatore. Quindi quella
traccia pu essere stata lasciata sul binocolo solo dal criminale.
La polizia postale ha effettuato i primi rilievi sul computer usato
per far esplodere il cannoncino. Chi si  infiltrato  un esperto di
informatica. Sembrerebbe per che il criminale non abbia operato
solo dal computer del casotto, ma anche da un altro. Forse da casa
propria o dall'ufficio. Su quest'altro PC ha predisposto tutta l'operazione.
Quando  arrivato nel centro anti valanghe conosceva gi
il percorso da eseguire. La polizia postale sta cercando invece di
risalire alla zona in cui operava questo secondo computer. Riguardo
ai due uomini mascherati, come li chiamo io - ovvero l'uomo
bagnato e l'uomo con i pattini - stiamo indagando. Ma il paese
ancora una volta si  chiuso a riccio e, appena hanno visto l'arrivo
dei poliziotti e della Scientifica, si sono ritirati nel loro guscio come
lumachine. C' un'indiscrezione, per: qualcuno avrebbe visto
Gorbaciov al bar Pino Rosso, ubriaco di Ginpin, mentre sparlava
dell'uomo bagnato. Avrebbe detto che sapeva chi fosse....
Lo interruppe Santoni: Ma non  musulmano? Non dovrebbe
bere alcol!.
Forse ha avuto qualche dispensa da Allah, perch mangia il
maiale e beve il vino!.
Dobbiamo passare da lui e interrogarlo di nuovo. Adesso che
 morta Leni abbiamo troppe cose che sono rimaste in sospeso e
da chiarire.
Kristal ripens all'ultimo interrogatorio, finito a met.
...Come la relazione che aveva con Orsa, con quella storia fumosa
che si era conclusa senza arrivare al rapporto sessuale. Non me la
racconta giusta....
Lupo Bianco pens che fosse arrivato il momento: allung a Kristal
le sei fotocopie che gli aveva consegnato lo spazzino Mitraglia. Il
suo assistente le lesse con voracit. Alla fine esclam allarmato:
Questo  il progetto di un attentato al centro radar con un drone!.
Esatto,  stato trovato in casa del fotografo Paolo Sormi e non
mi chieda come ho fatto ad averlo. Adesso vada allo chalet di Leni
Sarti per iniziare l'ispezione, intanto con il fabbro proceder all'apertura
delle porte.
Va bene. Con Paolo Sormi come mi devo comportare?
A lui ci penser io, personalmente.
Ispettore, le volevo chiedere il permesso di far vedere le foto
delle unghie decorate di Leni alla mia fidanzata Chiara.
Ma che  matto?
Chiara  un'appassionata di nail art e secondo me potrebbe
aiutarci a scoprire la persona che ha fatto le decorazioni.
Chi ci garantisce che la De Finis non parli con qualcuno? Inoltre
fa la fioraia, un mestiere che la porta in contatto con tanta gente.
Lo escluderei proprio!.
Ispettore, mi scusi se insisto, garantirei io per lei....
Lupo guard a lungo negli occhi Kristal, erano appassionati ed
entusiasti come quelli di un bambino. Difficile dire di no al suo
valido assistente.
E il patto di riservatezza come farebbe a garantirlo?
Chiara  una ragazza che ha il mio stesso carattere, non direbbe
mai una bugia ed  onesta fin dentro al cuore. In pi, le dir che,
se dovesse parlare, non la sposer pi....
Lupo sorrise, non gli sembr che con quel patto avrebbero avuto
la certezza del silenzio, ma non voleva deludere la fiducia del suo
assistente. D'altra parte, era da stupidi non rischiare: se la De Finis
con la sua competenza fosse stata veramente d'aiuto alle indagini,
sarebbe stata meglio di un perito indicato dal tribunale.
Lo faccia, ma a suo rischio e pericolo, lo ammon.
Kristal usc in tutta fretta. Lupo rimase solo. Pens di fare un'azione
a sorpresa. Sentiva un certo trambusto che proveniva dall'appartamento
accanto. Erminia Passi, detta "la Telecamera", era in
piena fibrillazione. Cercava di avere notizie origliando attaccata al
muro? Lupo buss alla porta della sua vicina. Rispose una vocina
smarrita: Chi ?.
Sono il suo vicino, l'ispettor Santoni.
Ci fu una lunga pausa, piuttosto rumorosa - spostamento di sedie,
di mobili - e finalmente la serratura inizi a scattare. Erminia
apr l'uscio solo il necessario per far vedere la sua bella faccina di
vecchietta, capelli bianchi cotonati, un leggero velo di cipria,
occhi che fingevano cordialit con un fondo di timore. Era la prima
volta che Lupo Bianco tentava di entrare a casa sua. Dall'interno
dell'appartamentino arriv un mix di odori penetranti: caff, sapone,
gabinetto, tende polverose, una spruzzata generosa di acqua
di colonia. Santoni pens che avere un super odorato talvolta era
una condanna, nella casa della donna aleggiava un mix disgustoso,
stantio, come quando non si aprono mai le finestre per paura del
freddo e del riscontro del vento.
Aveva bisogno di me, ispettore?.
L'alito di Erminia sapeva di Ginpin, una novit assoluta. L'aveva
bevuto per farsi coraggio? Lupo sbirci nell'appartamento, vide
che sulla finestra era appeso il famoso binocolo, lo strumento con
cui scrutava il suo orizzonte ventiquattro ore su ventiquattro.
Vorrei farle qualche domanda. Se lei mi fa accomodare....
Gli occhietti di Erminia brillarono di una luce strana, tra il cattivo
e il divertito. Forse provava piacere a dire una bugia ad un poliziotto:
Ispettore, sono ancora in vestaglia, stavo a letto, ho la febbre, sono
influenzata, non vorrei contaminarla. Con tutto il lavoro importante
che sta facendo.
Lupo non forz la mano.
Senta, signora, le do un po' di tempo per rimettersi... diciamo
un paio di giorni, ma poi la convocher nel mio ufficio e mi dovr
raccontare tutto quello che sa di Leni Sarti, detta Orsa....
La donna alz il tono della voce: Che brutta fine, povera ragazza.
Ma cosa vuole che ne sappia io di Leni? Mi aspetto invece che sia
Marzio Santoni, il superpoliziotto, a comunicarci al pi presto il
nome dell'assassino di Orsa. Questo s!. La vecchietta si sofferm
sugli occhi dell'ispettore, lo scrut con sfida e lanci il suo affondo:
Scusi se sono indiscreta, ma ho visto la sua fidanzata nuda su
"Photo Express", una gran bella donna. Allora io mi domando:
anche lei  un bel ragazzo, perch non si fa vedere - aggiunse una
pausa sapiente - ...su qualche giornale di gossip in costume da
bagno? Ci farebbe una bella figura.
Lupo sapeva bene con che tipo di persona aveva a che fare. Furba
e spietata. Stava diventando irritante, con quelle incursioni nel suo
privato. L'ispettore ebbe uno scatto stizzoso: Penso che piuttosto
organizzer presto un incontro con voi signore che state sempre
a sorvegliare quanto accade a Valdiluce. Vi inviter a prendere un
t nel mio ufficio, cos potremo parlare e vedere se volete aiutare
una volta per tutte la polizia.
Erminia gli lanci uno sguardo feroce, e aggiunse: Trovo improprie
molte delle sue affermazioni, io rispondo solo di me e non
"sorveglio" nessuno - mai fatta la spiona in vita mia - non capisco
perch dovrei essere in questo gruppo di signore di Valdiluce che
lei vuole in qualche maniera raccogliere con una retata e portare
nel suo ufficio! So bene quali sono i miei diritti: se vuole entrare
in casa mia, arrivi con un mandato di perquisizione, altrimenti non
importuni una povera signora ammalata. Arrivederci.
Lupo si ritrov la porta sbattuta in faccia. Il clima a Valdiluce
stava peggiorando e l'ostilit verso di lui cresceva in proporzione:
pi si indagava, pi la gente si serrava in casa. Difficile porvi rimedio.
Restava solo a sua disposizione una docile amica, che part
al primo colpo come sempre. La Vespa scarbur felice in quella
giornata rigida e frizzante, in cui l'aria si mischiava con la benzina
formando una miscela esplosiva. Impossibile trattenere la voglia
del suo mezzo di scappare come una lepre.
...
Capitolo 18.

La casa di Leni era uno chalet tipico di montagna, su una strada
laterale di Valdiluce. Orsa lo aveva suddiviso in due porzioni: la parte
esterna era una piccola libreria dal nome mitologico di "Dafne",
dove si vendevano molti titoli sulla magia, oltre a pubblicazioni
sulla montagna e sulla fauna in genere. Dal negozio si accedeva
direttamente alla sua abitazione, un appartamento tutto costruito
in legno d'abete. Davanti allo chalet c'erano Kristal e Otello, il
fabbro di Valdiluce, fermi ad aspettare Santoni.
Allora, che succede?.
Beretta era disperato: Ispettore, abbiamo aperto il portone
della libreria e dell'appartamento, ma ci siamo fermati perch
abbiamo constatato che all'interno dell'abitazione le stanze sono
tutte chiuse a chiave con serrature molto complesse. In pi, una
porta  blindata.
Otello era sui cinquanta anni, non molto alto, con una gran pancia
che faceva di tutto per esplodere dalla tuta blu. Teneva la barba
lunga e sapeva di Ginpin con una vaga venatura di metallo bruciato.
Ispettore, Orsa ha una casa che  pi difesa della Banca d'Italia...
se sono costretto a far un lavoro di fino, stando attento a non
rovinare le porte ed il muro, finiamo domani mattina. Posso passare
al mostro?
Chi sarebbe mai?
Il trapano Bosch.
Quante sono le porte da aprire?
Otto.
Tutte chiuse a chiave?
S.
Una cosa strana....
Entri a vedere, ispettore.
I due poliziotti indossarono i guanti. Il fabbro aveva gi i suoi,
da lavoro.
Otello, vada veloce ed apra tutte le porte senza farci perdere
troppo tempo. Metta da parte le serrature che toglie e le raccolga
in una cassetta, a disposizione degli inquirenti.
Il fabbro grugn un s. Kristal aggiunse: Dopo che hai liberato la
porta, non entrare nelle stanze senza il nostro ok, mi raccomando:
tutto lo chalet  sotto sigilli! Hai capito?.
Otello si avvi con un trapano gigantesco ad affrontare il suo
lavoro. Lupo entr nella libreria: era un ambiente molto carino,
le tendine bianche di pizzo alle finestre, l'esposizione dei volumi
curata nei minimi dettagli, gli scaffali separati per genere, l'odore
era di carta invecchiata nella plastica. I libri erano ben spolverati,
il pavimento pulito, anche se si capiva che non doveva essere molto
frequentata: Leni l'apriva solo nel pomeriggio dalle 16:00 alle
19:00, ma senza una regola precisa, poteva anche capitare che per
un mese rimanesse chiusa per tutto il giorno. I lettori a Valdiluce
si contavano sulle dita della mano, solo qualche turista inseriva la
libreria "Dafne" nel suo giro di shopping, e la cassa, che stava sul
fondo del locale, raramente tintinnava. In paese si diceva che Leni
fosse ricca per via di un'eredit ricevuta da un parente morto in
Germania e che vivesse in qualche maniera di rendita. La libreria
era molto fornita di testi esoterici, manuali di magia, alcuni dai titoli
significativi: Gli incantesimi della montagna, Gnomi nella rete del
diavolo, I cerchi malefici della luna, Magia bianca sulla neve rossa.
In uno scaffale invece erano raccolti molti volumi che trattavano
l'arte della decorazione e soprattutto della miniatura e la micro
pittura. Alcuni erano manuali veri e propri. Spiccava tra tutti un
trattato sulla nail art, dove si spiegavano con cura le varie tecniche
per la decorazione delle unghie. Il libro era molto costoso, 170
euro, ed era strano che non fosse incellofanato: forse serviva pi
alla consultazione di Leni che alla vendita. Sfogliando le pagine si
capiva che era stato letto.
Ispettore, venga.
Santoni entr nella casa, anche l dominava un ordine quasi
maniacale: pochi mobili, in legno d'abete, nessun quadro appeso,
c'era mischiato alla polvere prodotta del trapano Bosch un grande
profumo di mele. Su un vassoio al centro del corridoio erano
disposte a piramide delle Golden, quasi fossero un'offerta votiva.
Ispettore, ci siamo.
Lupo si avvicin alla porta blindata, era molto massiccia. Kristal
dette il via: Ok, vai con il mostro.
Otello appoggi tutto il suo corpo e la sua pancia sul trapano
Bosch, schizz metallo, cemento, polvere, scintille, sembrava
l'inferno, ma lo "scassinatore" era molto pi abile a distruggere
che a fare il fabbro, o almeno cos si diceva a Valdiluce. La porta
fu liberata dai suoi ingranaggi complessi, si poteva entrare. Kristal
chiese a Otello di uscire dallo chalet e di aspettarlo fuori. Il fabbro
protest qualcosa a mezza bocca, ma Beretta lo ignor e anzi scart
un Pocket Coffee per suggellare il momento. Lupo lo rimprover:
Ma che fa? C' gi questo odore di trucioli e metallo a disorientare
il mio olfatto, se mi aggiunge anche la cioccolata e il caff come
faccio a percepire il vero odore all'interno della stanza? Lei sa
quanto sia importante questo momento. Aspetti fuori!.
Kristal ingoi d'un botto il cioccolatino, quasi soffocandosi, e
bofonchi: Mi scusi, ispettore.
L'ambiente era piccolo, deludente rispetto alla struttura che lo
difendeva, ma sicuramente era lo scrigno dove Leni custodiva tutti
i suoi segreti. Lupo percep molti odori, il pi forte era di acetone,
poi di acido, infine di colori acrilici. In realt, la stanza era un vero
e proprio laboratorio di pittura.
Kristal, adesso entri. Facciamo l'inventario.
Beretta inizi a descrivere sul suo registratore portatile ogni
particolare della stanza: Sul piano del tavolino che sta al centro
della cameretta, sono disposti in ordine di grandezza: numerosi
barattoli di colori acrilici, pennellini di vario tipo, con setole molto
sottili, una lampada con lente d'ingrandimento con morsetto. Varie
bottigliette con prodotti chimici. Ci sembra con certezza un'attrezzatura
completa e professionale per decorare le unghie.... Kristal
si blocc e guard Santoni. C'era qualcosa di sorprendente:
...Spicca tra l'altro un quaderno a quadretti nero con scritto a mano
sull'etichetta "Febbraio"....
Lupo lo sfogli con attenzione. Erano solo cinque pagine, le altre
erano state strappate. Comment ad alta voce.
Ci sono cinque schizzi realizzati a china. Sono i bozzetti dei
disegni trovati sulle unghie della mano sinistra di Leni. Risultano
approssimativi, mentre la trasposizione sulle unghie  stata curata
con maggiore abilit pittorica. Sembrerebbero due autori diversi.
Che ne pensa, Kristal?
Molto probabile.
 importante scoprire se ci fosse una terza persona, oltre all'assassino
ovviamente, a conoscenza di questo segreto di Orsa.
Sto indagando e spero di portarle qualche buona notizia al pi
presto....
Lupo controll a lungo il quaderno, poi esclam: Chiami Pieretti
e gli altri della Scientifica: che facciano un'indagine a tappeto,
analizzino tutto, sia nella libreria che nella casa. Mi raccomando,
gli consegni subito questo quaderno.  meglio fare una perizia
calligrafica, per sapere se anche i disegni sono stati realizzati dalla
stessa mano. Dobbiamo ispezionare a fondo lo chalet: con questa
mania della vittima di tenere tutto nascosto e sotto chiave,  facile
immaginare che possano esserci doppi fondi nei mobili.
Infatti, per ora abbiamo trovato questo quaderno con su scritto
Febbraio, ma esisteranno anche quelli dei mesi precedenti, vista
la probabile cadenza mensile del rituale delle unghie? Potrebbe
essere fondamentale capire se davvero si faceva dipingere ogni
mese qualcosa sulle unghie o se l'ha fatto solo stavolta l'assassino,
per depistarci, osserv Beretta.
Perch li nascondeva sotto il guanto in quei tre giorni al mese?
Per pudore? Per non far vedere agli altri il disegno delle unghie?
Cosa accadeva di misterioso in quei tre giorni? Comunque le raffigurazioni
sembrano casuali, e questo ci rende ancor pi difficile
comprendere la coincidenza tra alcuni disegni e ci che  realmente
accaduto....
Vede, ispettore, lei non crede a queste cose, ma in paese si dice
che Leni fosse una specie di veggente. Magari ogni rappresentazione
 un'immagine che anticipa il futuro....
Lupo si irrit: Kristal, spenga il registratore. L'assistente obbed,
impaurito dal tono del suo superiore. Ogni tanto uno pu
pure dire una cazzata, ma addirittura registrarle per i posteri...
Riprendiamo il lavoro, piuttosto.
Lupo controll un piccolo sacco di iuta che era appoggiato in un
angolo della camera: era pieno di carbone. Nonostante i rimproveri,
Beretta si lanci in un'ipotesi: Potrebbe essere il classico regalo
per la festa della Befana? Forse qualcuno che voleva ricordare a
Orsa che era stata "cattiva", come si fa con i bambini... Altrimenti
non si capisce a cosa possa servire: una quantit cos piccola di
carbone non sarebbe stata sufficiente nemmeno per accendere il
fuoco di un barbecue.
Perch quel sacchetto stava nella stanza dei misteri di Leni? Era un
ricordo o qualcosa di simbolico? Lupo stacc una borsetta fatta di
iuta, attaccata a un gancio sul muro. L'apr e ne estrasse un libretto.
Beretta riprese le registrazioni: All'interno della borsetta c' un
quaderno con su scritto Il ciclo di vita del tritone alpino. Seguono
circa sessanta pagine scritte a mano sempre con la stessa penna a
china usata per gli schizzi.
Kristal, anche questo manoscritto va consegnato al pi presto
alla Scientifica perch sar utilissimo per la perizia calligrafica....
Santoni gli dette una prima, rapida scorsa: era il racconto dettagliato
di tutte le ricerche che Leni Sarti aveva fatto nel lago Turchino
sui tritoni alpini, quegli animali misteriosi che vivono in alta quota
e assomigliano a una lucertola ma con colori pi sgargianti.
Il lago Turchino  diventato, a causa delle radiazioni del centro
radar, uno stagno infetto, bollente, che modifica la natura deformandola...
sembra che l'acqua sgorghi direttamente dall'inferno...
Dal quaderno vol via una pagina stampata, che cadde per terra.
Lupo la raccolse e Kristal aggiunse sul suo registratore: All'interno
del manoscritto  custodita una foto che rappresenta un tritone....
Ebbe un attimo di titubanza, all'inizio gli sembrava una foto normale,
ma poi individu la caratteristica che rendeva l'immagine
terrificante: Un tritone alpino malformato, con due code....
Beretta spense il registratore, visibilmente emozionato. Anche
Lupo ne era impressionato: l'incubo delle radiazioni stava diventando
una realt.
Ispettore, non  che se continuiamo cos, moriremo tutti?
...
Capitolo 19.

Lupo e Kristal raggiunsero la Verginetta, il luogo dove era stato
rinvenuto il cadavere. Silverio il boscaiolo li stava aspettando. Il
drone di Carlo Nardello stava ronzando nel cielo. Come un'ape
fastidiosa.
Ma a che serve che il drone voli ancora qui sopra?.
Kristal spieg un po' imbarazzato: Carlo Nardello collabora con
la trasmissione televisiva Tinto di giallo, che propone gli scenari
dei principali delitti visti dall'alto.
E lo pu fare?
Diciamo di s... il suo contratto con la Protezione civile non  in
esclusiva, ma comunque fino a che glielo permette lei....
Vada da lui e gli ordini subito di smettere! Anzi, lo convochi in
posto di polizia e cerchi di capire chi diavolo avrebbe dato a Paolo
Sormi tutti i dettagli tecnici del suo drone. Magari nell'attentato
era previsto di utilizzarlo. Questo Nardello mi sembra pronto a
tutto per una manciata di soldi.
S, d'accordo, ma non penso che possa diventare il complice di un
attentato.  pur sempre un ex carabiniere. Comunque indagher.
Proceda senza farsi problemi.
Ah, dimenticavo: ho dato la bomboletta di Snow Impression Wax
a Eraldo, cos prover a fare un calco dell'impronta del lupacchiotto
con i cinque polpastrelli.
Ok, ma non ne parli con nessun altro a parte Vallesi: la situazione
sta diventando veramente critica.
Silverio il tagliaboschi era un ometto con le gambe storte, un naso
lungo, due occhietti che si accendevano quando parlava delle cose
di cui era esperto. Aveva circa sessanta anni, di cui quarantacinque
trascorsi nel bosco a far legna. Era l'ultimo vero boscaiolo di
Valdiluce. Lupo voleva da lui alcune delucidazioni sulle tecniche
usate per scuoiare un albero. E Silverio non voleva deludere il suo
amico Santoni.
All'abete sono stati prima tolti tutti i rami, tagliati con un'ascia,
non  opera di una motosega perch altrimenti avresti trovato la
segatura sulla neve.
Sei sicuro?.
S. Tra l'altro, vedi come il ciuffo di rami rimasti sulla cima sono
belli e rigogliosi? Se si fosse usata la motosega, per le vibrazioni e
il rumore assordante le frasche sarebbero rinsecchite... anche se
non ci crede nessuno, la pianta avrebbe avuto paura.
Lupo l'osserv divertito: Silverio era un uomo strano e sensibile,
che aveva anche lavorato con suo padre Alfonso. Lasciare spazio
alle leggende ed ai sogni era un modo per onorare il proprio mestiere.
Suo padre Alfonso spesso tornava stanco a casa e diceva una
frase insolita: Oggi ho fatto il macellaio. Ho ammazzato troppi
alberi. Il padrone vuole che non sia un taglio del bosco ma una
carneficina....
Quanto tempo occorre per scuoiare un abete?
Meno di quanto ti immagini! Qualcuno  salito sulla cima e ha
tagliato progressivamente tutti i rami, fino a terra, poi  risalito con
i ramponi e con un coltello a petto ha scortecciato tutto. Diciamo
un'ora.
Ci vuole una persona particolare per fare una cosa del genere?
S, un boscaiolo all'antica.
Ma come ha fatto a eliminare sul viottolo e sulla strada tutte le
impronte del mezzo di trasporto? Anche se  un uomo forte, non
poteva trasportare alla Verginetta un cadavere sulle spalle. E poi
le attrezzature da boscaiolo dove le metteva?
Guarda che  facile cancellare le tracce sulla neve! Noi usavamo
questa tecnica quando andavamo a caccia di frodo: ci si legava sulla
cintura, all'altezza del sedere, una frasca grande di abete, poi si
camminava facendola affondare nella neve, e dietro tutte le orme
delle scarpe scomparivano, come per magia. Comunque per usare
la frasca ci vuole una neve fresca, leggera, come quella di questi
giorni. Dev'essere spolverina.
Ma  impossibile, con quel sistema, eliminare le strisciate profonde
di un cingolato di una motoslitta, o le orme di un pneumatico
di un'auto fuoristrada!.
Esatto! Avr di sicuro usato una slitta a cavalli. I segni dei pattini
sulla neve vanno via con un colpo di tosse. Soprattutto se le frasche
vengono attaccate sul retro della slitta.
Tutto questo casino per nascondere le tracce di una slitta?
Lupo, mi sorprendi: ogni pattino  diverso, a seconda del fabbro
che lo ha fatto. Poi, a forza di percorrere strade innevate dove
ogni tanto appare l'asfalto, si finisce facilmente su qualche sasso,
e l'anima di ferro si modifica in tanti segni inconfondibili... una
specie di carta d'identit della slitta. Al confronto, l'orma di un
pneumatico sulla neve non ti dice quasi niente. Per questo quando
qualcuno va in un posto e non vuole farlo sapere in giro, usa la
tecnica della frasca.
Santoni era strabiliato dalle conoscenze di Silverio, e se non fosse
stato un vecchio amico di famiglia, avrebbe perfino potuto sospettare
di lui. Del resto, chi altri poteva avere una simile conoscenza del
mestiere di taglialegna? Fortunatamente per il vecchio boscaiolo,
per, Lupo si fidava ciecamente di lui, come fosse suo padre.
Silverio continu a spiegare: Non ti ricordi di un fatto accaduto
tanti anni fa? Un marito tradito scopr chi era l'amante della moglie
studiando le orme sulla neve della slitta che spesso trovava vicino
a casa. Sull'impronta del pattino mancava un pezzetto. Fu banale
fare il confronto e individuarne il proprietario. Poi il marito lo
uccise con due pallettoni da cinghiale.
Ah, s, il caso del vecchio Gianni Dini! Me ne aveva parlato mio
padre. Lupo - ormai ne era certo - aveva trovato il miglior detective
di Valdiluce. Il boscaiolo saltellava in giro come un picchio.
Camminava con quel passo ondulato reso goffo dai vecchi scarponi
con le stringhe, passava da un angolo all'altro, dallo spiazzo dove
era stato trovato il cadavere di Leni raggiunse la strada comunale,
ma a quel punto fu colpito da qualcosa. Si gett nella neve fresca
e tir fuori - nemmeno fosse stato un trofeo di caccia - tre frasche
d'abete intrecciate con cura tra loro.
Ecco le frasche usate per cancellare le tracce! L'assassino deve
averle perse quando  arrivato sulla strada comunale.
Possibile che non se ne sia accorto?, domand perplesso Lupo.
Forse ha sbattuto su questo gradino piuttosto alto, all'uscita del
viottolo, con un brusco contraccolpo, tanto che si  rotto la corda
che le teneva attaccate alla slitta. Guarda il bandolo strappato!.
E perch non sono in mezzo alla strada?
Qualcuno che  passato dopo le avr buttate sull'orlo della carreggiata
per non intralciare il passaggio....
Lupo osserv Silverio con un pizzico di perplessit.
Quindi sarebbero proprio queste tre frasche quelle usate per
cancellare le tracce della slitta?.
Il boscaiolo reag con una punta d'orgoglio: Tre rami intrecciati
tra loro con cura, non penserai mica che erano per far vento al
Pasci?. Poi rise di gusto. La sua faccia era antica, anche il suo
modo di esprimere gioia un po' primitivo. Si batt pi volte la
mano sulla coscia.
Senti, Lupo: non puzzano di benzina. Non pensi che, se fossero
state dietro a un mezzo meccanico, avrebbero un leggero sentore
dal gas di scarico?
Potrebbe essere la prova che si tratta di una slitta trainata da
un cavallo.
L'unico modo, con queste condizioni di neve, per trasportare
un cadavere ed attrezzature varie, senza lasciare tracce troppo
evidenti....
Una certezza che non rendeva le cose pi facili. A Valdiluce ce
n'erano almeno un centinaio di slitte, usate quotidianamente, anche
perch d'inverno il centro era vietato alle macchine ed il Comune
- per dare un aspetto fiabesco al paese ed incrementare il turismo
- dava delle agevolazioni fiscali per chi usava la slitta, facendo
imbestialire il benzinaio Dogana. Silverio il boscaiolo continuava
ad osservare con attenzione le tre frasche intrecciate.
C' una cosa strana. I rami sopra il cumulo dove  stata sepolta
Leni sono di abete rosso, invece questi tre sono di abete bianco.
Come fai a esserne sicuro?
Mi stupisce che tu non lo sappia. Se ci fosse ancora tuo padre
Alfonso, ti tirerebbe uno scappellotto. Quando trovi le pigne rivolte
verso l'alto, provengono da un abete bianco, mentre quando sono
pendule e girate verso il basso, sono di abete rosso.
E perch pensi che sia un elemento importante?
Questa  una zona in cui ci sono solo abeti rossi, per trovare
quelli bianchi bisogna andare pi a sud.
Ne sei certo?.
Se trovi un abete bianco in questa zona ti do mille euro: devi
allontanarti almeno quattro chilometri.
Quindi mi stai dicendo che l'assassino, che potrebbe abitare a
circa quattro chilometri da qui, dopo aver commesso l'omicidio,
ha tagliato nella sua zona tre grandi rami di abete bianco, li ha
intrecciati, li ha attaccati alla parte posteriore della slitta, ha caricato
il cadavere ed  partito per raggiungere la Verginetta. Arrivato
qua, avrebbe realizzato tutta questa messinscena, scuoiato l'abete
rosso, deposto il corpo dell'Orsa, lo avrebbe coperto di neve e
di frasche, poi avrebbe ripulito tutto e se ne sarebbe andato per
tornare a casa?.
Pi si procedeva nell'indagine, e pi si entrava in un territorio
oscuro. Silverio, conosci qualcuno cos forte ed abile da fare una
cosa del genere?.
Lui gir gli occhietti intorno, vag nello spazio, poi si attest su
uno sguardo un po' da matto.
Qualche anno fa lo avrei potuto fare io... oggi, a Valdiluce, c'
solo il Mitraglia.
Lupo lo aveva tenuto nelle retrovie del pensiero, ma Alvaro
Sernesi detto Mitraglia gli rioccup in un istante tutta la mente.
Effettivamente aveva molti elementi che lo avvicinavano al profilo
dell'assassino. Anzi, sembrava proprio una copia cinese. E se
fosse stato lui l'omicida? Spazzino, quindi abile a usare una scopa
di saggina, boscaiolo straordinario, visto che preparava ancora
l'albero della cuccagna per la festa di San Gualberto a Valdiluce.
Possedeva una collezione di coltelli Pattada, si muoveva con la
slitta trainata da un cavallo, abitava a circa quattro chilometri da
la Verginetta, in una zona dove c'era l'abete bianco. Era un uomo
cruento, abituato ad avere a che fare quotidianamente con il sangue
delle sue vittime di caccia. E poi, con quel vizietto che aveva da
poco svelato a Santoni...
Eppure Lupo diffidava sempre delle indagini che si prospettavano
facili: erano quelle che spesso nascondevano pi tranelli. Le pi
infauste per molti detective. Certo, in questo caso le coincidenze
erano tante, anche se l'abbaglio poteva essere sempre dietro l'angolo.
Perch Mitraglia avrebbe consegnato un documento cos
importante all'ispettore Santoni, come quello del progetto dell'attentato?
Per farsi vedere collaborativo con la polizia e deviare dalla
sua persona i sospetti? O cercare clemenza perch ormai sentiva
che tutto quello che aveva fatto a Leni stava per essere scoperto?
...
Capitolo 20.

Il noleggio sci di Boris era pieno di fumo, la stufa non tirava bene.
Dominava un odore di legna bagnata, misto a quello di Diavolina.
Lupo aveva deciso di affrontare in maniera decisiva Gorbaciov,
un altro personaggio che nascondeva sorprese e misteri. Era stato
l'amante di Leni? Che rapporto aveva con il fotografo Paolo Sormi?
Kristal e l'ispettore Santoni erano riuniti intorno alla stufa del
noleggio con Mentina, convocato per l'occasione come testimone,
e Boris, che troneggiava su tutti, in splendida forma. Si sentiva
molto sicuro di s.
A prendere per primo la parola fu Beretta: Allora, vai dicendo
in giro che hai scoperto l'identit della persona che noi abbiamo
definito "l'uomo bagnato". Come hai saputo che stavamo cercando
un individuo con queste caratteristiche?
Tutto il paese ne parla. Per Mentina  stato pi preciso e io
credo di aver capito chi .
Mentina, confermi?.
L'autista scosse la testa in segno affermativo. Sembrava imbevuto
di Ginpin.
Dove ne avete parlato?
Al bar Pino Rosso.
Lupo non amava tutti questi preamboli: Andiamo al sodo. Chi ?
 Vladimir Sokolov.
E chi dovrebbe essere: un astronauta, un ballerino russo? Ci
spieghi bene ogni dettaglio, e velocemente, prima che moriamo
tutti asfissiati per il fumo puzzolente della sua stufa.
Vive a Londra ma  russo.
Mentina rinvenne dal suo torpore: L'avevo detto io che era una
spia russa!.
Kristal lo zitt e Lupo continu: Come sarebbe riuscito a identificarlo
quale "uomo bagnato"?
Ispettore, io ci arrivo, ma lei deve avere un po' di pazienza.
Santoni si accomod su una seggiolina traballante, accanto alla
sciolinatrice che odorava di paraffina.
Sentiamo un po'....
Boris era leggermente alterato, nei suoi occhi si leggeva una certa
incoscienza: aveva bevuto? O si drogava?
Ispettore, prima deve sapere una cosa importante. Quando
una persona noleggia gli sci o gli scarponi, mi lascia un documento,
io lo inserisco in questo schedario di plastica, in ordine
alfabetico, poi quando riconsegna l'attrezzatura, paga e io gli
rendo la carta d'identit o la patente. Come sa, il mio lavoro si
concentra in pochissime ore, nel mattino presto soprattutto, poi
inizia l'attesa e fino alle quindici ho molto tempo a disposizione.
Una noia mortale. Cos mi  venuta un'idea: tutti quei documenti
in fila sono diventati un'ossessione... scelgo tra i documenti dei
clienti le identit che mi sembrano pi interessanti e poi le cerco
su Internet. In pochi minuti riesco a sapere tutto o quasi di loro.
Dalla vita privata a quella pubblica. Si fanno tante scoperte divertenti
e sorprendenti.
Santoni sbuff. Possibile che in quel maledetto paese il passatempo
preferito fosse farsi gli affari degli altri? Kristal, invece, non sembrava
del suo stesso parere, e chiese interessato: Ad esempio?
Ho capito che una ragazza che trascorre la stagione a Valdiluce
 in realt una prostituta, con tanto di sito web. Un ladro condannato
pi volte fingeva di essere un manager, un riccone che si dava
tante arie era da poco finito in bancarotta, un altro diceva di essere
donna e invece era un uomo. Se voi sapeste quante bugie racconta
la gente! Nemmeno ve lo immaginate....
Lupo Bianco lo squadr e aggiunse stizzito: Devo fare uno
sforzo per attivare la mia immaginazione... da poliziotto. Ah, a
proposito: mi pare che lei abbia violato pi volte la privacy dei
suoi clienti.
Gorbaciov impallid, aveva sempre in ballo il permesso di soggiorno
e il passaporto ormai scaduto. Balbett: M-ma io lo faccio
senza malizia, so-solo per curiosit. E poi  materiale che sta su
Internet, visibile a tutti. Ve lo sto dicendo per darvi una mano e
perch penso che non ci sia niente di male, altrimenti....
Lupo Bianco rispose serioso, aggiungendo una velata minaccia:
S, s, vedremo....
Gorbaciov aveva perso un po' della sua baldanza. Kristal lo aiut a
riprendersi: Boris, vai avanti. Quando hai incontrato questo russo,
Sokolov, ti  sembrato subito un tipo strano e quindi interessante,
allora sei andato su Internet per capire chi fosse.
Esatto.
Cosa aveva di cos originale?
Una ragazza bionda lo ha accompagnato con una vecchia
Volkswagen con una targa straniera, e l'ha lasciato di fronte al mio
noleggio. Prima di scendere si sono baciati, forse era la fidanzata.
Lui mi  sembrato subito imbranato, n sportivo, n atletico. Era
vestito come te, Beretta, da cittadino: jeans, scarpette leggre, una
vecchia giacca a vento.
Fin qui non ci vedo nulla di particolare, disse Kristal senza
rendersi conto di quanto la sua mise in un paese di montagna
sembrasse stravagante.
Riprese Boris: Comunque quando ha noleggiato gli scarponi gli
ho dovuto prestare i calzettoni di lana perch li aveva di cotone,
poi ho faticato per mettergli a punto gli sci, perch perdeva spesso
l'equilibrio. Secondo me aveva sciato al massimo due volte in vita
sua. L'unica parola che ha pronunciato  stata quella scritta su un
foglietto di carta: "Dente della Vecchia". Quindi ho capito che
stava andando alla manifestazione contro il centro radar.
Avrai sicuramente una sua foto.
Boris sorrise ed ammise: Moltissime!. Poi si avvi verso il computer
e lo riavvi, dopo qualche secondo apparve sullo schermo
l'immagine di un biondino con l'aria vagamente sofferente.
Mentina url:  lui! Sono sicuro.  l'uomo bagnato che stava sul mio
autobus!.
Boris riacquist un po' della sua iniziale sicurezza.
C' tutto sul web: Vladimir Sokolov, vive a Londra e scrive su
un blog di ecologia e difesa dell'ambiente.
Kristal arriv alla conclusione pi logica: Quindi questo signore
era venuto fin quass soltanto per fare un servizio giornalistico
sulla manifestazione.
Certo!.
Santoni invece aveva qualche perplessit: Ma come  riuscito a
collegare subito questo russo con l'uomo bagnato che aveva notato
Mentina?
Quando l'ho visto tornare per riconsegnare gli sci era zuppo,
e non solo perch era caduto spesso nella neve... doveva essere
finito in qualche pozza, ho pensato nel laghetto blu, quello vicino
alla "curva del Bing". Appena Mentina lo ha descritto ho capito
chi era.
Lupo seguiva attentamente il ragionamento di Boris: era un uomo
sorprendente anche per il suo ottimo spirito di osservazione. Ma gli
venne un sospetto: Mi pare che lei abbia una memoria da elefante,
o altrimenti... Non vorrei che abbia fatto un file dove ha raccolto
le informazioni selezionate durante le sue ricerche su Internet, una
specie di casellario privato, da consultare all'occorrenza.
Gorbaciov si rabbui: ormai non aveva altra scelta che dire la
verit. Sapeva che con Santoni c'era poco da scherzare. And
direttamente al dunque: Ehm, questo file  a sua disposizione,
della polizia, se pu esservi utile.
Nelle indagini non bisognava mai disperare perch andando
avanti si trovavano sempre situazioni nuove, che arricchivano e
chiarivano molti dettagli. Forse quel file poteva essere davvero utile
all'investigazione, al di l della palese violazione della privacy che
rappresentava. Marzio esclam deciso: Mentina, puoi andare.
Ispettore, basta cos? Io mi stavo divertendo.
Vttene a casa, e non un fiato.
Appena l'autista del bus usc, Kristal cap che era giunto un momento
importante per l'indagine e quindi chiuse la porta del box.
La foschia all'interno aument: sembravano tre sardine messe ad
affumicare.
Allora, Boris, ci faccia vedere questo file segreto.
A Santoni quel Gorbaciov piaceva sempre meno. Intuiva che
si trattava di un personaggio complesso, originale, intelligente,
furbo... pericoloso, insomma. Era meglio farlo bollire nel suo
brodo ancora per qualche ora. Troppo spavaldo per poterci fare
affidamento. Bisognava tenerlo su un filo teso: Kristal, adesso
devo andare anch'io, ho un altro appuntamento. Prendi il file.
Lo controlleremo con pi calma al posto di polizia. Ovviamente
insieme a lei, signor Osmanovich.
Boris entr in agitazione: Ma il caso dell'uomo bagnato non 
chiuso? A che vi servo ancora?.
Lupo apr la porta del box. Entr finalmente una ventata che
ridette ossigeno all'ambiente. Uscendo, disse soltanto: A domani.
...
Capitolo 21.

Usc un sole talmente lucente ed una neve cos spolverina - come
la definiva Silverio - che Lupo Bianco decise di fare una sciata:
per unire l'utile al dilettevole. Sal sulla seggiovia che l'avrebbe
portato sulla cima del monte Sassone. Sapeva che all'altezza del
terzultimo pilone avrebbe incontrato Paolo Sormi, il probabile
autore del piano di distruzione del centro radar con un drone pieno
di esplosivo. Durante la stagione invernale faceva il fotografo
spericolato e acrobata, un mestiere che era in voga molti anni fa,
ai tempi della pellicola in bianco e nero. Paolo Sormi saliva su un
pilone della seggiovia a quattro posti, si posizionava perfettamente
in linea dove passavano i seggiolini, si attaccava ad una cintura di
sicurezza, poi quando si avvicinavano i turisti scattava una serie di
foto, nell'attimo in cui il seggiolino sfilava di fronte a s allungava
allo sciatore un volantino rosa dove c'era scritto:

Dalle 15, in piazzale Roma a Valdiluce, troverete le vostre foto stampate a
soli 10 euro.

Paolo Sormi faceva un po' sorridere, aveva rispolverato questa
attivit in un periodo in cui la fotografia digitale era praticata da
tutti, ma evidentemente vedersi ripreso in un'istantanea con degli
amici su una seggiovia, da un'angolazione impossibile, che nessun
selfie avrebbe mai potuto realizzare, aveva comunque il suo appeal.
Alla fine Sormi otteneva il suo piccolo guadagno che gli permetteva
di sopravvivere. Lupo si fece cullare dalla seggiovia. Su quelle
montagne, sospeso nel cielo, con la neve che sotto di s profumava
di pulito, nell'aria che eccitava il cuore, riprendeva il filo delle cose.
Anche quando era bambino tutto quel bianco gli dava la serenit di
riflettere, di togliersi di dosso le ansie, di distendere tutti i pensieri
con chiarezza. Uno spazio di meditazione. E in quell'istante ebbe la
lucida percezione che l'attentato del cannoncino e la morte di Leni
viaggiassero su due cavi diversi, paralleli, forse spinti dallo stesso
motore, ma gli esecutori materiali dovevano essere due persone
distinte. Con finalit differenti. Eppure tutto partiva dal centro
radar e dalle sue malefiche radiazioni. Nel cielo girava lentamente
il suo falco Trogolo. Dall'altezza in cui si trovava, doveva essere
meraviglioso vedere il panorama. Una vita di libert che era insidiata
da queste maledette radiazioni e dal drone. La civilt stava
pian piano invadendo le loro montagne.
Lupo era vestito da sci, aveva il cappello e gli occhiali da sole,
difficile riconoscerlo subito. Si stava avvicinando al pilone 24. Vide
Paolo Sormi che si affacciava dal traliccio. Carnagione olivastra,
occhi consumati da notti insonni, un sorriso aperto ma stanco,
indossava una tuta militare. Aveva in mano una macchina fotografica
digitale Nikon.
Mi scusi, signore, foto?.
Lupo sorrise. Paolo, ma non mi riconosce? Sono l'ispettore
Santoni. Scenda dal pilone perch le devo parlare. Mi aspetti l
sotto, la raggiungo subito.
Le ultime parole Lupo Bianco le pronunci con tono risoluto,
mentre passava accanto al fotografo. Sormi rimase di stucco. Cal
la macchina fotografica sull'addome, svelando un'espressione
molto preoccupata. Per non disse nulla. Quello strano silenzio
insospett Santoni. Mancava poco all'arrivo della seggiovia, ma
abbastanza perch... Lupo si gir immediatamente per vedere
cosa stesse succedendo sul pilone 24. Dalla velocit rabbiosa con
cui il fotografo si scapicollava per scendere sugli scalini ripidi del
traliccio, s'intuiva che stava fuggendo. Aveva una manciata di secondi
di vantaggio. Marzio lo osserv fino all'arrivo della seggiovia,
la sequenza tuttavia fu prevedibile: Sormi, appena atterrato sulla
neve, inforc gli sci e con delle velocissime pattinate si lanci sulla
Red. Ma come poteva pensare di sfuggire all'ispettore Santoni,
che era stato un campione di discesa libera? Lupo trov perfino
il tempo necessario per informare il suo assistente al telefonino:
Kristal, vada subito alla fine della pista Red: se tutto va bene le
porter un bel pesciolino.
Lupo Bianco respir a fondo, distill tutte le anfetamine da quell'aria
frizzante, strisci sul collo nudo una manciata di neve, poi mise
tutta la sua forza sulle racchette e cap che era giunto il momento di
spararsi la Red. Si fiond sotto l'impianto della seggiovia, sfior il
pilone 24, fece una lunga curva che alz una ventata di neve fresca
e con un salto temerario s'infil nella pista pi difficile di Valdiluce.
Era tutta sua. Prese la posizione a uovo, sent la velocit che dopo
tanto tempo gli stava scorrendo sulla pelle. Pericolo e paura che
davano i brividi. Calcol che dopo la "Trappola per topi", avrebbe
dovuto vedere Paolo Sormi nel lungo shuss del Miramonti. Super
la "Curva della Gran Pozza" e davanti gli si apr lo straordinario
scenario della pista, luccicante sotto il sole come un serpente
d'argento. Il fotografo era lontano, un pallino nero che stava per
entrare nel bosco. Marzio pens che non aveva alternative: se voleva
raggiungere Sormi, doveva di nuovo rischiare la pelle sotto i
piloni della seggiovia. A met shuss indirizz gli sci Dynastar sul
crinale, come una bomba s'infil tra due abeti e fu in un attimo
nel tracciato dell'impianto di risalita. Non era una pista battuta,
solo neve fresca e ghiaccio. Una pendenza da capogiro. I piloni, in
fila, sembravano tanti giganti. Lupo scavalc rocce, dossi, curv
tra gli abeti come se fossero paletti di uno slalom: sarebbe bastato
un ramo basso, una radice che affiorava, o la punta di una roccia,
per cadere rovinosamente. All'altezza della chicane delle tagliole,
quando il tracciato della seggiovia si accostava alla Red, scorse il
fotografo tra gli alberi, mentre sciava alla sua stessa altezza. Lupo
devi sulla destra, cerc la massima pendenza e sbuc sulla pista
a tutta velocit, alle spalle del fuggitivo. Sormi cap che ormai era
in trappola, e si trasform in un animale impazzito. Prima si lanci
verso il bosco per cercare un'impossibile via di fuga, cadendo
contro la rete di protezione. Subito si rialz e tent di nuovo di
prendere velocit, si mise anche lui a uovo, ma sentiva sulle code
degli sci il fiato di Lupo. All'altezza della "Femmina Morta", si
apriva un viottolo sulla sinistra dove la rete di protezione era pi
bassa. Il fotografo s'arrest all'improvviso. Sganci gli sci dagli
attacchi e cominci a correre come un forsennato nella stradina.
La neve era frsca e piano piano stava affondando fino alla cintura.
Aveva il diavolo in corpo, eppure non riusciva a percorrere pi di
un metro al minuto. Santoni gli url: Paolo Sormi, io l'aspetto!
Nel momento che si sente pi comodo, venga qui, cos scendiamo
insieme a Valdiluce.
Il fotografo cap che stava affogando nelle sabbie mobili della sua
idiozia. Ritrov un po' di lucidit: si ferm e torn indietro. Fu un
lento procedere con le gambe seppellite nella neve fresca. Lupo si
aspettava che dicesse qualcosa, ma non ruppe il silenzio. Era una
situazione davvero strana. Certo, con la sua fuga irrazionale aveva
compromesso la propria posizione. Da questurino, Lupo pens
che se scappava davanti alla polizia aveva sicuramente qualcosa
da nascondere. Sormi lo raggiunse a testa bassa, si mise gli sci e
ripart. Santoni gli intim: Vada a spazzaneve e non faccia altre
stupidaggini.
Il fotografo ubbid e apr le code degli sci. Lupo Bianco lo seguiva
come un maestro con un allievo inesperto. Alla fine della Red
c'era ad aspettarli Kristal con la sua Suzuki Samurai rossa. Appena
arrivati, l'assistente chiese: Ispettore, devo mettergli le manette?
Non serve,  come se avesse un cappio psicologico che lo lega
a noi. Non scapper.
Kristal fece salire Sormi sulla sua fuoristrada e lo chiuse dentro. I
due poliziotti si appartarono un istante per un aggiornamento sullo
stato delle indagini per bocca di Beretta: Le analisi della Scientifica
nella casa di Leni Sarti non ci hanno portato grandi notizie, la cosa
strana  che in tutti gli ambienti non sono state trovate impronte
digitali di altre persone, solo quelle della vittima. La perizia calligrafica
avrebbe rilevato una probabile diversit tra la grafia dei
disegni nel quaderno e quelli sulle unghie, ma il perito afferma che
su una superficie cos piccola, non  facile evidenziare le similitudini
o le diversit. Quindi solo in maniera approssimativa potrebbero
essere due persone diverse, ma non abbiamo un dato probatorio.
Inoltre non  stata trovata alcuna intercapedine o rifugio segreto
nello chalet. Carlo Nardello invece mi ha confermato di non aver
mai parlato di droni con Sormi, n con la vittima. E comunque non
si frequentavano e non erano amici.
Nella Suzuki, il fotografo sembrava senza forze. Pallido. Era appena
percettibile il profumo del deodorante Felce Azzurra, mentre
prevalente era l'odore acre d'animale braccato. Gatto o volpe?
Lupo mise in atto una vecchia regola del questurino: sorprendere
l'indagato.
Kristal, prima di andare al posto di polizia, facciamo un salto a
casa di questo signore.
Ok, ispettore.
L'appartamento del fotografo era molto piccolo, e si trovava all'interno
del residence Bellosguardo, a Valle Fredda. Era arredato in
maniera spartana, anche perch lo spazio era occupato soprattutto
dal materiale che a Sormi serviva per il suo mestiere: due computer,
una stampante professionale, carta fotografica. C'era un forte odore
di chiuso con qualcosa di chimico, che Lupo pens provenisse
proprio dai materiali per la stampa. Attaccate su un cavalletto si
distinguevano molte foto del centro radar, riprese da angolature
diverse, un manifesto No-Tav, ma sul fondo, accanto alla finestra,
era appoggiato un oggetto che Santoni non aveva dimenticato: un
grande cartellone su cui era raffigurato un volto coperto da una
maschera antigas nera. Come quello che Leni Sarti si era messa
addosso durante la manifestazione a mo' di uomo-sandwich. Lupo
lo indic al fotografo: Allora, Sormi, da dove diavolo esce questo
cartellone?.
Il fotografo si sistem su una sedia di plastica davanti al computer.
Sembrava sull'orlo di uno svenimento. Con un filo di voce finalmente
parl: Me l'ha dato Orsa.
Quando?
Il giorno della manifestazione.
Non  che, dopo aver ammazzato Leni, si  preso il cartellone
come trofeo di guerra?.
Paolo Sormi scatt in piedi, divent una furia: tutto il fiato che
aveva risparmiato con i suoi silenzi usc con una tale violenza che
Kristal appoggi la mano sulla pistola che teneva sotto la giacca.
Ma che cazzo dice? L'hanno ammazzata loro!. Indic con mani
tremanti le foto del centro radar. Poi si risedette, pareva sul punto
di piangere. Disse con voce incerta: ...Io... io le volevo bene.
Eravate amanti?
No, compagni di lotta.
Sormi sembrava sinceramente disperato per la scomparsa di Leni.
Difficile pensare che stesse fingendo, il fotografo aveva esploso tutta
la rabbia che aveva in corpo senza nascondere niente di se stesso.
Perch  fuggito e non mi ha aspettato sotto il pilone?
Per paura.
Sormi, non mi dica cazzate. Cosa ha da nascondere?.
Anche Kristal prese un'aria molto seria: Essere reticenti potrebbe
peggiorare la tua posizione, noi sappiamo di pi di quello che
pensi.
Il fotografo rest fermo, era molto disorientato. Lupo ne approfitt.
Prese dal tascone della sua giacca a vento le sei fotocopie del
piano dinamitardo e gliele mostr.
Sormi, che mi dice di questo suo progetto per far saltare il centro
radar? Tiri fuori gli originali, saranno di sicuro da qualche parte
in questa casa.
Il fotografo, quando vide i sei fogli, rimase pietrificato. Reag con
impeto: Chi ve l'ha dati? Nessuno pu averli se non  del gruppo
Fantaskia, e non potete consultarli perch  materiale riservato e
privato.
Lupo e Kristal pensarono che il fotografo stesse uscendo di senno:
stava vaneggiando, forse per lo choc di sapere che quel progetto
fosse finito nelle mani della polizia. La sua era una difesa estrema e
un po' infantile. Santoni gli fece la richiesta pi logica: Ci parli di
questo gruppo Fantaskia. Sormi teneva un atteggiamento sempre
pi incomprensibile. Si trasform: da impaurito a strafottente.
Sembrava quasi compiaciuto, accenn addirittura un sorrisino.
Lupo si inquiet e alz il tono della voce: Non capisco cosa ci sia
da essere contenti, lo capir bene quando la sbatteremo in cella
per attivit sovversiva!.
Anche a Kristal non piaceva quell'atteggiamento incostante: Non
 che ti senti tanto tranquillo perch Fantaskia  un gruppo speciale
dei servizi segreti?.
Il fotografo si alz con uno scatto nervoso, prese una sedia, ci sal
sopra, afferr con decisione una scatola appoggiata sull'armadio,
scese e la sbatacchi con forza sul tavolino. Di fronte a Lupo Bianco.
Ma che state dicendo? Qui dentro ci sono altri dieci progetti
dinamitardi, come li chiamate voi. Ispettore: io e Orsa siamo dell'associazione
Fantaskia, un gruppo che si diverte a fare dei giochi di
ruolo, i wargames, su Internet. Ci ritroviamo online e immaginiamo
di compiere delle azioni di guerra: tutti i soci di Fantaskia hanno
partecipato al gioco Come bombardare un centro radar. In questo
caso  stato scelto un tema che stava a cuore a me ed a Leni, e siamo
stati noi a indicare agli altri partecipanti tutti gli elementi geografici,
climatici, orografici.
Non mi sembra una cosa tanto regolare.
Non facciamo niente di male, simuliamo solo. Per entrare in Fantaskia
bisogna brigare molto e il sito  superprotetto. Tra i membri
ci sono ingegneri aeronautici, militari, poliziotti, avvocati... bisogna
riconoscere che ne  uscito un bel lavoro, se anche voi due avete
pensato che fosse un piano dinamitardo vero. Noi abbiamo solo
fantasticato di eliminare il nostro obbiettivo primario, il nostro nemico
di tutti i giorni. Purtroppo, per, mentre noi abbiamo giocato
d'immaginazione, loro hanno invece colpito sul serio. Da criminali.
E la povera Orsa  stata uccisa senza piet. Sono stati loro.
Ma loro chi?.
Di nuovo Paolo Sormi, che stava riprendendo colore e fiducia,
indirizz l'indice verso le fotografie del centro radar.
Tutti coloro che vogliono che il centro radar non venga messo
in discussione.
Lupo, nonostante le assurde spiegazioni del fotografo e il suo strano
atteggiamento, d'istinto incominciava sempre pi a credergli. Sormi
mostr loro come funzionava il sito, protetto da una serie di password.
Il Piano di far saltare il centro radar su una montagna, con un drone
pieno di esplosivo era pubblicato con grande rilievo. Seguivano tutte
le considerazioni, le proposte e le discussioni online che avevano
portato alla realizzazione del progetto, ma era chiaro che si trattasse
inequivocabilmente di un sito di gioco, non di un piano reale.
Certo, se con Leni avessimo veramente messo in atto l'attentato,
gli abitanti di Valdiluce ci dovrebbero dare una medaglia, perch
ormai le radiazioni ci stanno ammazzando tutti.
Sormi si ferm, in sospeso: aveva detto fin troppo, e cambi
rapidamente argomento. Ispettore, ma come ha fatto a sapere
del nostro progetto? Non ne abbiamo mai parlato con nessuno, il
sito di Fantaskia  super blindato proprio per evitare che qualche
malintenzionato usi il nostri materiali per qualcosa di pericoloso,
quindi....
Lupo sorrise.
Vede, talvolta abbiamo dalla nostra il fiuto e un pizzico di buona
sorte. D'altra parte, se non ci aiutasse la fortuna, come riusciremmo
mai a risolvere un caso?.
Sul telefonino di Santoni comparve un messaggio di Ingrid. Lupo
diede le spalle a Sormi per leggerlo tutto d'un fiato:

Abbiamo vinto: tutte le copie con le mie foto su Photo Express verranno
ritirate dal commercio sul territorio nazionale! Evviva, ti amo e scusami
ancora. Il riccio Arturo come sta?

A Lupo arriv una sferzata d'energia: Ingrid riusciva a trasmettergli
anche attraverso un SMS tutta la sua forza vitale. Una buona
notizia finalmente. Questo confermava che la giustizia qualche
volta funzionava. Santoni rispose:

Arturo mangia e ti aspetta, Lupo lavora e soffre. Un bacio.

Poi si gir di nuovo verso il fotografo e riport il discorso sull'indagine:
Sormi, ancora non mi ha risposto: come mai possiede
questo cartellone che Leni indossava durante la protesta?
 stata Orsa che me lo ha consegnato sul Dente della Vecchia
alla fine della manifestazione. Era molto agitata, mi ha detto: "Devo
scendere in fretta perch ho un problema, c' uno che mi aspetta. 
incazzato perch l'ho fatta grossa... puoi portare tu a valle questo
cartellone?  ingombrante e non mi permette di sciare veloce. Poi
verr a riprenderlo a casa tua".
Le ha chiesto chi fosse questo uomo incazzato e che cosa Leni
avesse commesso di cos grave?
Ispettore, lei conosceva Orsa?
Solo di vista.
Era una donna alla quale era inutile fare domande, non avrebbe
mai risposto. Selvatica al punto di mordere se uno insisteva.
Ma qualcosa sar comunque trapelato, frequentandola. Lei capisce
che  importante, quell'uomo "incazzato" potrebbe essere
l'assassino. E lei, Sormi, se davvero voleva tanto bene a Leni come
dice, potrebbe aiutarci a identificarlo.
Magari. Orsa aveva un'amicizia segreta, si sapeva che frequentava
un uomo ogni tanto, ma non penso che abbia mai rivelato la sua identit
a qualcuno, almeno non a me. Ci ho provato, come le ho detto,
ma lei si chiudeva a riccio e diventava una cassaforte inespugnabile.
Una volta ho tentato di scoprire cosa nascondesse sotto il guanto che
indossava in quei tre giorni famosi... ho provato a sfilarglielo con
la forza, ma lei mi ha infilzato il braccio con un coltello che teneva
sempre con s. Guardi, ispettore: ho ancora la cicatrice.
La posizione di Paolo Sormi stava diventando meno compromessa,
ma restava ancora una domanda che non aveva avuto risposta:
Ovviamente noi verificheremo ogni cosa che ci ha detto. Ma se
 vero che lei non ha sulla coscienza niente di illecito, perch 
scappato come una lepre mentre la inseguivo?
Ispettore, lei mi ha fatto paura.
La sua posizione sta rivelandosi meno grave di quanto pensassimo,
ma non ci prenda per il culo... siamo terribilmente permalosi.
Sormi afferr la macchina fotografica e l'appoggi sul tavolo.
Stamani all'alba sono entrato di nascosto nel bosco che  vicino
al centro radar, nella zona militare, ho superato il filo spinato e ho
fotografato alcune cose... che non volevo che lei vedesse.
Lupo Bianco divent furioso: Me le faccia guardare una per una,
immediatamente, queste dannate foto!.
Paolo accese la Nikon e sul display apparvero alcune immagini.
Ecco: una lepre deforme, morta sulla neve. Una trota con squame
gialle sul bordo del fiume. Una volpe agonizzante che emette
un liquido verde dalla bocca. Con Leni volevamo fare un libro di
denuncia e io ho deciso di continuare la nostra battaglia.
Erano foto dal terribile impatto emotivo. Lupo e Kristal le osservarono
con un misto di piet e rabbia.
Continuo a non comprendere il motivo che l'ha spinta a fuggire.
 stato il mio istinto. Sapevo di aver commesso un reato e soprattutto
di essere entrato in una zona militare interdetta ai civili.
Ho pensato che qualcuno mi avesse visto e denunciato e che lei,
ispettore, fosse venuto a prendermi per questo. Le foto erano ancora
caricate sulla macchina e non avevo avuto il tempo di riversarle su
un altro supporto.
Capisco, comunque a mio avviso resta un timore eccessivo. 
un comportamento sconsiderato.
Santoni, queste foto come altre che abbiamo raccolto con Orsa
sono documenti agghiaccianti, ancora non le abbiamo pubblicate
per paura. Come vede, la nostra  stata una giusta cautela, considerando
che Leni  morta per questo. Ho visto in lei, ispettore, il
pubblico ufficiale, l'autorit che potrebbe stare dalla parte di chi
difende il centro radar, e sono scappato. Da cretino.
Ha davvero un bel modo di pensare! Il solo fatto di immaginare
che siamo corrotti e cos irresponsabili da non combattere
questo scempio ambientale, mi fa venire voglia di arrestarla!.
Sormi continuava ad essere sospettoso. Lupo prosegu: In cambio
della consegna di tutto il suo materiale fotografico, noi potremmo
tralasciare l'unico vero reato che ci ha confessato e commesso: 
entrato in un'area militare.
Ma il fotografo era un osso duro. Troppe domande gli giravano in
testa: e se la coppia Beretta-Santoni fosse appartenuta al gruppo di
potere che proteggeva l'affaire radar? E se fosse stata una trappola
per incamerare tutto il suo materiale fotografico e farlo sparire?
Lupo lo fulmin con i suoi occhi azzurri, in attesa di una risposta.
Sormi cap che non aveva margini di trattativa. Doveva rischiare.
Ispettore, va bene, avr tutto il materiale, ma l'esclusiva delle
fotografie per la pubblicazione rimarr solo a me.
Certo, si metta al lavoro con Kristal e insieme realizzate un
dossier. Io nel frattempo ne parler al capo della polizia. Adesso,
per, ho alcune cose da sbrigare.
Sormi lo blocc: Aspetti, ispettore, c' un problema: il supporto
su cui abbiamo raccolto tutte le foto pi scottanti sta in casa di
Leni. E non saprei proprio come recuperarlo.
Lupo gli fece un piccolo trabocchetto per vedere se il fotografo
stava dicendo la verit.
Non ha la chiave della casa di Orsa?
Sarebbe meglio dire le chiavi. Il suo chalet, anche se  piuttosto
piccolo, ha pi porte di un castello. Leni aveva sempre con s una
specie di borsetta fatta di iuta, dove teneva un grande mazzo di
chiavi. Sembrava san Pietro. Comunque era impensabile che lasciasse
le sue chiavi a qualcuno. Le sue porte erano inespugnabili...
proprio come il suo cuore, consider con aria malinconica.
Quante volte  entrato in casa della Sarti?
Solo una, appunto per mostrarmi dove teneva nascosta la scheda
fotografica. Quasi avesse un presentimento, mi ha voluto far vedere
il nascondiglio. Se non avesse avuto paura di qualcosa che stava per
accaderle, sicuramente non mi avrebbe portato nel suo chalet. Penso
di essere stato uno dei pochi mortali a essere mai entrato l dentro.
La storia diventava plausibile. Il fotografo aveva aggiunto per un
altro elemento importante: Leni aveva con s sempre una borsetta
di iuta che conteneva tutte le sue chiavi. Che fine aveva fatto? Era
rimasta in mano all'assassino?
E dove  nascosta la scheda? Mi pare strano che i colleghi della
Scientifica non l'abbiano rinvenuta durante il loro sopralluogo.
 difficile spiegarglielo solo a parole... Dovremmo essere sul
posto.
Ok, tra un'ora e mezzo ci vediamo allo chalet di Leni Sarti per
recuperare la scheda. Lei, Kristal, tenga sotto custodia Sormi.
Intanto vado a sbrigare alcune faccende personali.
Beretta gli chiese con premura: Problemi, ispettore?.
Santoni non amava parlare di se stesso, ma non poteva essere
scortese con il suo assistente. Rispose leggermente imbarazzato: La
lavatrice perde ancora acqua e ho appuntamento con l'idraulico.
...
Capitolo 22.

Le formiche viaggiavano su una fila unica e si scontravano, toccandosi
con le antenne: annunciavano vento caldo e aumento della
temperatura. Purtroppo aveva trascurato i suoi animali: il riccio
Arturo era scomparso, la ciotola dell'acqua era vuota come quella
dei croccantini. Le riemp. Sicuramente era nascosto tra la legna
vicino al caminetto, anche se poteva comunque rintanarsi fuori,
perch Lupo aveva lasciato uno spiraglio aperto nella finestra che
dava sul giardino. L'impegno nell'indagine giudiziaria, sempre pi
complessa, non gli aveva lasciato un attimo di respiro. Ma il suo
problema era la lavatrice che perdeva acqua. L'unico conforto era
che Ingrid fosse lontana, altrimenti si sarebbe sicuramente inquietata.
In fin dei conti, la vita da single a Marzio non dispiaceva: a
trentaquattro anni si era cos assuefatto alle sue abitudini da scapolo,
che non sarebbe stato facile cambiare. Certo, quello che gli costava
di pi era l'astinenza sessuale: difficile contrastarla o domarla. In
pi, Ingrid era molto bella e carnale. Forse il sacrificio di accasarsi
poteva essere compensato anche dall'affetto, dalla possibilit di
stare in compagnia, di fare sesso quando uno voleva, di avere figli...
Per fortuna suon il campanello e usc dall'acquitrino mentale in
cui si era infilato. Fidelio profumava di una fragranza semplice e
pulita. Era vestito da scalatore di climbing. Allampanato e allegro,
il suo sorriso dava fiducia alla giornata.
Fidelio, ma da dove vieni?
Ho scalato il monte Rondinaio... dovresti venire qualche volta
con me, ti farebbe bene alla salute!.
Non ci fu bisogno di spiegargli la strada, l'idraulico conosceva
benissimo la vecchia Ignis. Negli anni l'aveva definita: un vecchio
catorcio, preistorica, da museo, da rottamare, pisciasotto. Ogni
volta era la stessa storia e sembrava di sentir parlare Ingrid. Lupo
Bianco era affezionato alla sua lavatrice perch gli ricordava sua
madre Elisa. Fidelio s'inginocchi e inizi ad armeggiare con la
chiave inglese.
Lupo, siamo nei casini, vero? A Valdiluce stiamo finendo avvelenati
come tanti topi.
C' ancora la speranza di essere in tempo a bloccare tutto....
Lupo pens di approfittare della presenza dell'idraulico per fargli
qualche domanda. Si conoscevano fin da bambini e tra i due c'era
una certa confidenza.
Scusa, Fidelio, tu che vai nelle case di tutti, ti  mai capitato di
fare qualche lavoretto nello chalet di Orsa?
Quella era una strana, lo sai... Credo che facesse tutto da sola:
idraulico, elettricista, donna delle pulizie. Non voleva che un
estraneo entrasse in casa sua.  venuta da me solo a comprare un
po' di materiale e qualche attrezzo, ma niente di pi.
Era molto affascinante seguire Fidelio mentre lavorava: univa ad
una notevole abilit manuale anche una gestualit ampia, data dalle
sue lunghe braccia. Lupo se lo immagin mentre a mani nude si
agganciava alle rocce, dondolandosi su precipizi paurosi e senza
corde di protezione.
Tu che sei il pi bravo di Valdiluce nell'arrampicata libera, sei
mai salito su un abete, fino alla punta?.
Fidelio lo squadr da sotto in su, con l'occhio astuto.
Non solo riesco a salire sulla cima di un abete in pochi secondi,
ma forse non ti ricordi che io l'altro anno ho vinto il prosciutto
sull'albero della cuccagna. E il tronco era liscio e pieno di sapone....
Fidelio ciondol nella sua mano la chiave a pappagallo.
Aveva preso un'aria aggressiva. Aggiunse: ...Ma non sono io
l'assassino della Sarti.
 ovvio! Approfittavo della tua presenza per una perizia
tecnica....
La lavatrice fa schifo ed  l'ultima volta che vengo ad accomodarla:
questa  l'unica perizia che posso darti io.
Fidelio si era irritato. Lupo cerc di tranquillizzarlo: Scusami,
non volevo insinuare niente. Ma tu immaginerai in quale momento
ci troviamo, sai anche come Valdiluce si chiuda subito, mentre noi
della polizia avremmo bisogno dell'aiuto di tutti per accelerare la
fine delle indagini. Ecco perch ti chiedo di collaborare con noi.
Se dovesse capitarti, con il mestiere che fai, di conoscere situazioni
o persone che possono essere strane....
Fidelio lo interruppe: Io quando faccio il lavoro non mi interesso
di nient'altro che di accomodare ci che  rotto. Le persone non
le guardo neppure in faccia.
Il tono di Fidelio era diventato eccessivo, quasi maleducato,
e Santoni torn poliziotto di poche parole: Senti, io lo so che
tu non fai mai una fattura. Vuoi che controlli la tua situazione
fiscale?.
Fidelio divent paonazzo, si alz, prese dal suo borsone il libretto
delle fatture, compil la ricevuta. La strapp con rabbia e la
consegn a Santoni: sessanta euro. Non disse pi una parola, ma
Lupo Bianco immagin che finalmente sarebbe diventato un buon
confidente. Con certe persone bastava trovare la strada giusta per
farsi comprendere.
La Vespa part meno entusiasta del solito e con una certa pigrizia,
quasi che l'aria appiccicosa ingolfasse il motore. In pi, lasciava
dietro di s un fumo biancastro. Il benzinaio Paride Berti, detto
il Dogana, era invece molto pi vispo del solito, quasi cordiale.
L'atteggiamento che Santoni pi detestava in lui. Voleva dire che
era tronfio, vincente a punteggio pieno. Durante il rifornimento,
Paride teneva costantemente ed in maniera plateale lo sguardo
rivolto verso il casotto. E sorrideva. Lupo fu costretto a darci
un'occhiata e vide che sul vetro c'era attaccato il ritaglio di un
giornale. Cap al volo. Si avvi verso il casotto: in bella mostra
era esposta la foto di Ingrid Sting in topless. Lupo Bianco entr
come una furia nel box, afferr il ritaglio di Photo Express e
lo strapp in mille pezzi. Poi butt tutto dentro il sacchetto della
spazzatura. Dogana rimase di stucco ma cap che era meglio
non reagire e che il silenzio in quell'occasione era prezioso. Per
Santoni non fu neanche necessario informare il benzinaio che su
tutto il territorio nazionale quel numero di "Photo Express" era
stato sequestrato. Accese solo la Vespa, ingran la prima, Dogana
per lo ferm - puzzava di wrstel con crauti - e gli disse, per
tentare di placare la sua ira: Ispettore, tutti i fili, anche quelli dei
computer, portano al Grand Hotel Regina, da l parte e torna la
strada maestra. Lei si arrabbia sempre con me, ma se non ci fossi
io a dirle le cose, come farebbe?.
Lupo part sgasando, sullo scoppio del motore sent Paride che
urlava: Tanto del giornale non me ne frega niente. Rimetto su
Beln che  pi bella della sua Ingrid....
...
Capitolo 23.

Kristal, dopo aver rimosso i sigilli apposti alla casa di Orsa, entr
insieme a Santoni e Paolo Sormi. Lupo chiese al fotografo: Se non
avesse ottenuto la nostra collaborazione, come sarebbe riuscito a
riprendere la sua scheda in una casa sotto sequestro giudiziario?.
Sormi era pi tranquillo, la sua decisione di affidarsi a Lupo
Bianco lo rasserenava, meglio in quel frangente stare dalla parte
della polizia.
Vuole sapere la verit? Ci ho ragionato a lungo e stavo per mettere
online il progetto: avrei chiesto aiuto ai miei amici di Fantaskia....
All'interno della casa c'era ancora quel piacevole profumo di mela.
Il fotografo si diresse con sicurezza verso la camera da letto,
sembrava conoscere l'ambiente. Si posizion di fronte a una scarpiera.
L'apr. Fece per afferrare un paio di scarponcini Fila, molto belli,
un vecchio modello. Kristal lo blocc. Anche se era gi passata la
Scientifica, era una precauzione in pi.
Un attimo, prima di toccare qualsiasi cosa indossa i guanti.
Il fotografo ubbid, ripensando alla sua Orsa con un velo di
malinconia.
Anche Leni voleva che in casa sua si indossassero i guanti,
confess. Poi prese in mano gli scarponcini. Questi erano i suoi preferiti:
non li usava mai, per non sciuparli. Sono il modello Kansas.
Sormi slacci le stringhe, liber completamente la linguetta, armeggi
per qualche secondo, poi infil un dito in una fessura nascosta
sotto il marchio Fila, ed estrasse una piccola scheda.
Eccola. Questa contiene circa trecento foto. Le pi drammatiche
ed importanti che abbiamo raccolto sugli animali colpiti dalle
radiazioni.
Effettivamente il pertugio nella tomaia era stato camuffato molto
bene con l'applicazione di una striscia gialla che sembrava una
ribattitura del marchio. Per questo la Scientifica non era riuscita
a trovarla.
 stata un'idea di Leni, spieg il fotografo. Aveva sempre paura
che qualcuno scoprisse i suoi nascondigli e li cambiava spesso, ma
questo era da molto tempo il suo preferito, evidentemente la convinceva
di pi.
Kristal non aveva voglia di aspettare, il momento era molto pi
importante di quanto Sormi valutasse.
Vediamo le immagini.
Il fotografo infil la scheda nella sua macchina fotografica Nikon
ma immediatamente impallid.
Cazzo, ma non  la nostra!. Sul display della Nikon era apparsa
la foto di un frammento colorato di rosso. Cazzo, cazzo... Non 
possibile!.
Kristal afferr la macchina fotografica dalle mani di Sormi, che
sembrava sull'orlo di una crisi di nervi, e armeggi con lo zoom sul
display. Studi a fondo l'immagine, verific che nel file non ci fossero
altre foto, poi conferm a Santoni quello che di primo impatto era
sembrato potesse essere. Lo disse con raccapriccio: Questa  la
lingua tagliata di Leni.  stata appoggiata su un sacco di iuta e poi
l'assassino l'ha fotografata.
Santoni controll con molta attenzione, non c'erano dubbi.
Appare evidente, considerando il colore vivido dell'immagine,
che l'organo  stato fotografato immediatamente dopo
l'amputazione.
Sormi era vicino al pianto. Non solo per il raccapriccio, ma anche
per la disperazione di aver perso il suo materiale.
Qualcuno ha rubato la nostra scheda e l'ha sostituita con questa.
Mancano tutte le immagini degli animali deformati dalle radiazioni.
E poi... povera Leni. Si sedette senza forze, il lavoro di anni era
sfumato.
Kristal gli chiese: Pensi che le tue foto siano state cancellate e
sostituite con questa immagine raccapricciante?
No, disse tirando fuori la memoria flash dalla Nikon, sono due
schede di marca diversa. La mia era una Lexar professional, questa
 una Compat-flash molto comune e poco costosa. Non mi sono
accorto subito della differenza perch ero preso dalla frenesia di
rivedere le foto.
Lupo ebbe la conferma che il criminale con cui avevano a che
fare era una persona scaltra, decisa, e aveva chiaramente pi di
chiunque altro confidenza con Orsa: poteva entrare in casa sua e
ne conosceva i segreti pi intimi. Sicuramente era in possesso della
famosa borsetta di iuta che conteneva tutte le chiavi delle porte
dello chalet. E magari vi era entrato subito dopo averla uccisa, per
cambiare la scheda. Se Pieretti della Scientifica non era riuscito a
trovare quel nascondiglio nella tomaia dello scarponcino Kansas,
nessun altro lo avrebbe mai potuto scoprire, a meno che non ne
fosse al corrente. Ecco, ci mancava anche un killer che duellasse
apertamente con la polizia, esponendo segnali atroci come la lingua
recisa di Orsa per affermare la sua onnipotenza. Santoni si sentiva
una corda al collo e doveva evitare che prima o poi lo strozzasse.
Non gli restava che scendere sul terreno dell'assassino, riallinearsi
con la natura, ragionare come lui da bestia sanguinaria, ma con la
mente del predatore.
...
Capitolo 24.

Santoni arriv nella piazza principale di Valdiluce. Di fronte al posto
di polizia si era assembrato un gruppo di persone che detestava
con tutto il cuore, per lui erano i peggiori nemici, i lupi affamati
pronti ad azzannarlo. Infatti, appena tent di entrare nella palazzina,
lo placcarono con la consueta aggressivit, gli misero sotto il
naso microfoni, telecamere, registratori. I soliti giornalisti urlanti.
L'assassino di Leni Sarti  un serial killer?
C'entra anche la mafia?.
 vero che a Valdiluce gli effetti delle radiazioni del centro radar
stanno uccidendo gli animali?
Ispettore, non pu fuggire, deve rispondere, lei  un pubblico
ufficiale. Sono state trovate tracce di una setta satanica?
Lupo bianco recuper l'esperienza che aveva acquistato in anni di
allenamento con lo sci, tese i muscoli e poi, come se fosse in una gara
di slalom speciale, si butt nella competizione. A forza di spallate,
riusc a raggiungere la porta del commissariato. Lo accolse Kristal:
Sono peggio delle zecche! Il dottor Vallesi la sta aspettando.
Il capo della polizia era pallidissimo, odorava di medicine, aveva
in mano il calco della zampa del lupacchiotto trovato da Eraldo e
Fosco. Stava seduto di fronte alla scrivania di Santoni dove dominava
l'immagine del tritone con due code trovato nel manoscritto di Leni
Sarti. Il volto di Vallesi era pi sofferente del solito. Parl a fatica ma
con molta determinazione: Ispettore, il tempo  scaduto, dobbiamo
scrivere insieme il finale di questa storia. Non si pu pi aspettare.
Grazie alle sue indagini abbiamo avuto le prime conferme che le
emissioni del centro radar stanno creando danni irreversibili agli
animali e probabilmente agli uomini. Ho gi parlato con il ministro
ed  stata nominata una commissione tecnica di periti internazionali
che in gran segreto verificher la portata delle radiazioni. Sono stati
investiti pi di venti milioni di euro per creare una schermatura efficace,
ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Noi cercheremo
di scoprire le collusioni e gli interessi che stanno dietro questo centro
radar. Per lei nel frattempo dovr trovare il colpevole dell'attentato e
l'assassino di Leni Sarti. Non sia delicato nell'indagine, ci vada pesante,
affondi nel marcio, senza scrupoli. Se ritiene necessario arresti chi non
collabora, altrimenti non ne usciremo mai. Ma a che punto siamo?.
Santoni era sempre lusingato della fiducia che il supercapo riponeva
in lui. Ci nonostante, si sentiva come uno scolaro davanti al maestro,
nel dover ammettere con tanta franchezza che le piste investigative
finora vagliate non avevano ancora portato a niente di certo: Alcune
caratteristiche fsiche del killer, tipo l'abilit straordinarie nello scalare
e scuoiare alberi, potrebbero far pensare a un boscaiolo esperto o
perfino a un ex militare. Ma potrebbe trattarsi anche di un uomo che
sta realizzando un progetto studiato a tavolino, di cui  l'interprete
esemplare. Un criminale assoldato per uccidere ma anche per confondere
le acque.  la strategia pi semplice, basta dare maggiore
rilievo alle cose che sono reali, aggiungendoci sopra dei misteri, come
ad esempio le unghie decorate di Leni, e il gioco  fatto.
Ok, allora perch mozzarle la lingua?
Fa pensare a un regolamento di conti in stile mafioso. Sembra che
la Sarti, con il suo impegno contro il centro radar, avesse sollevato un
bel polverone ed avesse attirato l'attenzione di pi di una persona.
Le suggerirei di andare a indagare nell'attivit principale di
Poltronieri, il proprietario del Grand Hotel Regina. Pochi istanti
fa mi  stata anticipata una notizia importante. La polizia postale
 riuscita a capire dov'era l'altro computer coinvolto nella manomissione
del cannoncino della Protezione civile: proprio in
quell'albergo.... Santoni sent una specie di spostamento d'aria:
ancora una volta il Dogana sapeva cose che erano segrete e gli abitanti
di Valdiluce, le Vedette clandestine, riuscivano a conoscere
prima o in contemporanea con la polizia le notizie riservatissime
di un'indagine... c'era da diventar matti. Ispettore, mi segue? A
che sta pensando?. Lupo sorrise per tranquillizzare il capo, la sua
mente era desta come sempre. Il dottor Vallesi continu: Adesso
tocca a lei. Chiuda il caso al pi presto, perch  l'unico modo per
togliersi di mezzo quelle zecche dei giornalisti. Comunque adesso
ci vado a parlare io, lei si preoccupi soltanto dell'indagine.
...
Capitolo 25.

Lupo appoggi lo sguardo sulla finestra del posto di polizia: stava
piovendo a dirotto e la neve era gi scomparsa dal piazzale. Si sent
pi indifeso del solito, con il freddo riusciva, come la sua Vespa,
a carburare meglio. Quello che l'aspettava era pi complesso del
solito e richiedeva una bella energia. Ebbe un attimo di sconforto.
La notizia dell'annullamento della Coppa del Mondo di sci a
Valdiluce si aggiungeva come un'altra maledizione. La prova di
discesa libera era stata spostata a Gstaad, l'unica localit delle Alpi
che avesse la neve a sufficienza, e anche Ingrid era stata dirottata in
Svizzera. Una bella botta per tutti e due, soprattutto perch, con la
sua sensualit e dolcezza, avrebbe potuto sanare quei piccoli dubbi
che aveva instillato nel cuore di Lupo Bianco.
Bussarono alla porta.
Possiamo, ispettore?.
Si affacci Kristal insieme a una bella ragazza. Quella presenza
ridette un po' di sprint a Lupo Bianco. Profumava di fiordaliso.
Accomodatevi, prego.
Chiara De Finis, la fioraia di Valdiluce, fidanzata di Kristal, si
tolse la giacca a vento e si mostr in tutta la sua prosperosa bellezza.
Indossava una tuta bianca molto aderente. Port nella stanza
una ventata di freschezza. Kristal era molto imbarazzato, come
cpita spesso in un ambiente di lavoro: un uomo, di fronte al suo
capo, accanto a una moglie o a una fidanzata, modifica sempre i
suoi comportamenti. Era addirittura in sofferenza. Sicuramente
il motivo che aveva spinto il suo assistente a portare la fidanzata
nell'ufficio di polizia doveva essere molto importante. Il volto della
ragazza era bello, senza trucco, capello corto, sembrava pi giovane
della sua et, circa venticinque anni. Era perfettamente a suo agio
e la nuova situazione la stava evidentemente divertendo. Sorrise a
Santoni. L'ispettore lasci che Kristal parlasse. Il suo assistente era
cos emozionato che tartagli leggermente: I-ispettore, mi scuso
per averla importunata, ma la si-signorina De Finis la conosce....
Lupo sorrise ed aggiunse: La sua fidanzata....
Ehm, s, mi ha confidato alcune cose che vorrei dicesse anche
a lei....
La fioraia, abituata ogni giorno a trattare con i clienti, era molto
pi disinvolta. Allung le sue mani verso Santoni. Le unghie erano
decorate con disegni di fiori. Su ogni dito una variet diversa.
Amo moltissimo la nail art. Fin da ragazzina, non potendo per il
freddo e l'altitudine coltivare un giardino come mi sarebbe piaciuto,
ho pensato di mettere sulle unghie le immagini dei fiori pi esotici,
cos da avere sulle dita una piccola collezione floreale.
Il fascino della De Finis stava imbrigliando completamente Kristal:
la osservava con uno sguardo adorante. Persino Lupo non ne
era indenne.
...Anche quando ho deciso di fare la fioraia, ho continuato a
decorarmi cos le unghie.
Le dipinge lei?
Da anni.
Kristal stava diventando un po' insofferente, non voleva far perdere
tempo all'ispettore Santoni, che invece si stava rilassando con
quel piacevole ed inatteso incontro femminile.
Tesoro, arriva al dunque....
Chiara era felice di essere al centro di una vera indagine, vedeva
come i due uomini la osservassero con interesse, e lei che seguiva
Fox Crime in tv si sentiva protagonista di un piccolo giallo. Si
concesse allora ad una punta di sano esibizionismo. Si alz in piedi
mostrando tutta la sua spettacolare bellezza, alz leggermente la
voce e sorrise ai poliziotti.
Quando Kristal mi ha fatto vedere le foto delle unghie decorate
di Leni.... La fioraia sovrappose due dita formando una croce,
poi le appoggi sulle labbra. ...Giuro che non ne parler mai
con nessuno e sono consapevole della fiducia che mi sta dando...
Quando le ho viste, mi sono detta: sono cos belle che solo Aya
Fukuda le avrebbe potute fare.
E chi sarebbe mai?
La nail artist pi brava di New York, quella che Lady Gaga ha
assunto in esclusiva per seguirla in tutte le sue tourne.
Ma Valdiluce  ben lontana da New York....
La fioraia fece un'espressione intensa. Concentrata. I suoi occhi
azzurri divennero pi pungenti e belli. Si sedette ed esclam:
Invece New York  vicina! Nella spa del Grand Hotel Regina lavora
come estetista una giapponese che si chiama Aiko Kudo. Ormai
ha una certa et, ma per molti anni ha lavorato a New York come
nail artist e ha formato anche Aya Fukuda.
Come l'ha saputo?
Ogni tanto vado a farmi dei massaggi al Grand Hotel ma purtroppo
costa caro e non me lo posso permettere di frequente....
Lupo e Kristal si scambiarono uno sguardo d'intesa. Il patto tra i
due non sarebbe mai stato tradito: il rifiuto di Beretta alla tessera
omaggio d'ingresso alla spa non sarebbe trapelato...
L ho conosciuto Aiko Kudo. Quando mi ha visto le unghie
decorate, mi ha raccontato la sua storia:  diventata famosa in
Giappone e poi negli Stati Uniti come nail artist, poi si  sposata
con un cameriere italiano e per seguirlo  finita quass, a Valdiluce,
ma alla fine hanno divorziato. Le ho chiesto se ancora facesse la
nail artist, perch mi sarebbe piaciuto imparare da lei, ma  stata
categorica: "Mai pi. Ho chiuso".
Lupo consider: E perch pensa che abbia ripreso a farlo,
eccezionalmente, solo per Leni?
Il motivo non lo so, forse per soldi o per amicizia. Orsa trascorreva
molto tempo al Grand Hotel, aveva una tessera omaggio, ci
andava quotidianamente. Solo nei tre giorni in cui indossava il
famoso guanto non si faceva vedere. Nuotava a lungo nelle piscine e
poi trascorreva molto tempo con Aiko, sembravano in confidenza.
Le ha viste insieme?
Tante volte, per le maschere di bellezza, massaggi. Parlavano
spesso tra loro, in inglese, ma io non conosco quella lingua e quindi
non ho mai capito cosa si dicessero.
Comunque lei pensa che le decorazioni sulle unghie di Leni siano
opera di Aiko Kudo?
Ne sono sicura, se non mi ha raccontato delle balle: solo lei
poteva realizzare disegni tanto complessi.
E lei, signorina De Finis, sarebbe riuscita a farle?.
La fioraia smise di sorridere, cap che Santoni era pur sempre un
poliziotto.
Io sono una dilettante. Guardi: le mie unghie al confronto sembrano
dipinte da un bambino dell'asilo.
Kristal si affrett a congedare la fidanzata, che stava diventando
inarrestabile: Va bene, grazie, adesso puoi tornare in negozio.
Anche Santoni la ringrazi per la collaborazione. La De Finis
indoss la giacca a vento, si mise il cappuccio per coprire i capelli
perch fuori c'era un nubifragio. Con il viso cos incorniciato
sembrava una Madonna. Lasci dietro di s un profumo di petali
di fiori, elegante e raffinato. Kristal, ancora nervoso, mangi un
Pocket Coffee, guastando quell'aroma celestiale.
Lupo disse sbrigativamente: Facciamo un salto al Grand Hotel
da questa Aiko Kudo. Anche Vallesi mi ha detto che un'altra traccia
porta all'albergo. Ma stavolta operiamo in maniera plateale:
dobbiamo entrare almeno con sei poliziotti in divisa. Provveda subito.
Ma dopo un secondo ci ripens. Aspetti, forse  meglio essere pi
cauti. Non creare clamori inutili. Lei ha un costume da bagno?
S, certo.
Allora lo vada a prendere e tra una mezz'ora ci vediamo al Grand
Hotel, andiamo a farci una bella nuotata in piscina. Mi raccomando,
dobbiamo pagare l'ingresso.
In quell'istante bussarono alla porta, si riaffacci la fioraia: Kristal,
scusami, ma davanti alla porta del vostro ufficio c'era questo per
terra... penso che sia per voi, anche se sopra non c' scritto niente.
Allung un DVD con la custodia di plastica. La De Finis ormai si
sentiva di casa, quasi una collega dei due poliziotti, e avrebbe visto
volentieri insieme a loro il contenuto di quel supporto. Kristal cap
che la sua fidanzata si stava allargando: Chiara, ci vediamo stasera.
La fioraia usc delusa. Beretta invece si fiond nella sua stanza
con il pacchetto. Armeggi in silenzio e dopo qualche secondo
chiam a gran voce Santoni:  un video registrato di nascosto.
Venga, ispettore, sono riprese fatte al circolo delle mirtillaie. Dura
circa otto minuti.
Lupo non amava queste spiate anonime, anzi le detestava. Spesso,
nella sua esperienza di detective, aveva visto quanto fosse facile
manipolare una situazione e come un video potesse essere costruito
per deviare o indirizzare le indagini su false piste. Entr nella
stanza di Kristal, dove troneggiava il maxi televisore. Si capiva che
le riprese erano state effettuate fuori dallo chalet del circolo delle
mirtillaie. Si vedeva una porzione di finestra. All'interno si svolgeva
una scena sorprendente: le donne sembravano tutte ubriache,
barcollavano e, anche se il video era senza sonoro, si intuiva che
stavano ridendo e urlando sguaiate. Il fuoco del caminetto illuminava
la sala, ed erano evidenti numerosi rami d'abete appoggiati
sulla parete di legno, a coprire qualcosa. A un certo punto, tutte le
mirtillaie - Kristal le stava identificando ad alta voce sul suo registratore:
Carlina Uberti, presidente del circolo, Francesca Marini, la
bidella dell'istituto tecnico di Valstura, Lionella Strambelli, operaia
pendolare, Ada Gentili, ex maestra di sci, e poi Giuseppa, Albina,
Ersilia, Giuditta, Pasqualina - si riunirono al centro del salone,
formarono un cerchio e iniziarono a danzare goffe. Insomma, non
era uno spettacolo suggestivo. Pi guardava, e pi Lupo Bianco
si sentiva a disagio. Era un sopruso entrare senza permesso nella
vita di persone che nella loro intimit erano libere di trascorrere
il tempo come preferivano. Avrebbe voluto interrompere il video,
ma quelle frasche d'abete, in bella evidenza sul fondo del salone,
potevano avere qualche attinenza con l'indagine. Nel frattempo le
donne ridevano, si divertivano, si passavano un fiasco di vino che
scolavano a garganella. Improvvisamente ci fu un colpo di scena
che agganci i due poliziotti. Kristal descrisse al registratore quel
momento clou:  entrato improvvisamente al centro del cerchio
delle mirtillaie, Boris Osmanovich detto Gorbaciov, completamente
nudo e visibilmente eccitato. Le donne hanno iniziato a stuzzicarlo
e a toccarlo sul suo sesso. Boris ha avuto un'eiaculazione e il suo
sperma  stato raccolto in un calice....
Il video era chiaramente il collage di vari spezzoni, riprese clandestine
effettuate in momenti diversi. Kristal intanto continuava a
commentare:  stato posto sul ceppo di un albero un gallo vivo.
Lionella Strambelli con un coltello ha tagliato di netto la testa al
pennuto e ha fatto colare il sangue nello stesso calice dove era
stato raccolto lo sperma di Boris, poi Carlina Uberti, dopo aver
mischiato l'intruglio con un grande cucchiaio, l'ha offerto a tutte
le mirtillaie che ne hanno bevuto un sorso. La telecamera indugia
spesso sul primo piano della Uberti, la presidente. Kristal blocc
sul fermo immagine per chiedere: Ispettore, questo  un sabba?
Sinceramente non saprei, certo mi pare un po' rustico. Sembrerebbe
pi un festino privato. Non dimentichiamoci che stiamo
vedendo un video che vola pesantemente la privacy di alcune
persone. Comunque arriviamo alla fine e se non ci sono elementi
utili, distruggiamolo. Non ne deve rimanere traccia.
Mancano solo due minuti.
Il video riprese con una scena che effettivamente colp i due
poliziotti. Kristal la comment al registratore con un certo raccapriccio:
Le mirtillaie danzano come invasate al centro della sala.
Carlina Uberti, spesso in primo piano, e la Strambelli, si allontanano
dal cerchio e si avvicinano alle frasche d'abete appoggiate sul
muro di legno. Le due donne raccolgono i rami e li consegnano
alle altre mirtillaie, che li muovono ballando in fila. Da sotto le
frasche appare un oggetto piuttosto ingombrante...  una statua?
No, no,  un organo maschile gigantesco in legno... il fallo viene
trasportato da Ersilia e Giuditta, che lo depongono al centro della
sala. Le donne invasate danzano intorno alla scultura e alcune di
loro incominciano a spogliarsi....
Il video si blocc. Kristal inizi ad armeggiare sul lettore, poi con
una certa delusione disse: Questa era l'ultima immagine,  finito.
Lupo sospir: Meno male!.
L'idea di non dover vedere quelle mirtillaie nude all'azione lo
confort. Ma certo questa ultima scena era, pur se in maniera
maldestra, la rappresentazione del cerchio di donne che ballavano
intorno a un albero scuoiato. In questo caso era un fallo, ma le
attinenze con la rappresentazione riportata sull'unghia della Sarti
c'erano. Anche i rami d'abete non potevano essere una casualit.
Mettiamo il video in cassaforte.
Beretta aggiunse: Chi avr fatto le riprese? E chi ci ha consegnato
questo documento? L'uomo misterioso con i pattini che spiava dalla
finestra del circolo aveva in mano una telecamera?
No, non mi sembrava... ma se queste mirtillaie mettono in piedi
degli spettacolini simili,  facile che richiamino voyeur e maniaci.
Lupo ci pens un attimo, e fece un rapido calcolo: l'unico guardone
di Valdiluce, esibizionista incallito, magari era anche un pattinatore
abile? Kristal, rinviamo solo di un'ora la nostra nuotata al Grand
Hotel. Porti immediatamente qui il benzinaio Paride Berti, detto
il Dogana, per un interrogatorio, in maniera che lo possano vedere
tutti, ma soprattutto la nostra vicina Erminia Passi. Tutta Valdiluce
deve saperlo.
Motivazioni?
Violazione della privacy, atti di voyeurismo, resistenza a pubblico
ufficiale.
Ma, ispettore, come fa a sapere che si trattava proprio di Paride?
Non le sembra un po' poco per trascinarlo nel posto di polizia?
Gli metta le manette senza troppe spiegazioni, perch ha sicuramente
la coscienza sporca. E mi raccomando: non lo faccia entrare
finch non  sicuro che Erminia Passi lo abbia ben inquadrato.
...
Capitolo 26.

Lupo appoggi la fronte sul vetro della finestra come faceva da
bambino. Il suo respiro lo vel: significava che l'umidit era altissima,
la pioggia sarebbe continuata e la neve anche sulle montagne
appariva ormai a chiazze. Tra qualche ora il terreno sarebbe diventato
una macchia scura e non rimaneva che sciare sulle margherite.
Santoni pens che la sua cavalcata nell'indagine era senza tregua,
non gli era mai accaduto un succedersi di avvenimenti cos pressanti,
non era facile mettere ordine tra gli indizi, come aveva sempre fatto.
In questo caso doveva usare una nuova tecnica: lasciare che la bufera
lo travolgesse, farsi coinvolgere dagli eventi, e passo dopo passo,
con la solita cadenza del montanaro, avrebbe incontrato prima o
poi un varco nella nebbia. Il vento leggero dell'intito avrebbe
spazzato via l'ultima foschia, svelando un orizzonte sempre pi
preciso. Sotto il sole, anche le ultime ombre sarebbero scomparse
ed ogni dettaglio avrebbe avuto la sua definitiva chiave di lettura.
Ma per arrivare alla fine dell'indagine, quanto c'era ancora da
camminare? Alcune urla che venivano dal piazzale riportarono
Santoni alla realt. Kristal stava portando a braccetto il Dogana,
ammanettato, e lo teneva fermo sotto la finestra di Erminia Passi,
detta "la Telecamera". Ma soprattutto era preda di un'orda di
giornalisti che lo spintonavano per avere qualche dichiarazione a
caldo. Paride Berti si ribellava con molta veemenza. Quando arriv
nell'ufficio di Santoni era stravolto, odorava di un mix di Ginpin
e grasso, il tutto annaffiato da un sudore acido.
Io vi mando tutti in galera, non potete arrestare un innocente!
Mi avete ammanettato come un assassino!.
Santoni sorrise, da anni aspettava quel momento.
Per adesso, se non stai calmo, in galera ti ci mandiamo noi.
Il Dogana fu fatto accomodare davanti alla scrivania di Santoni.
Posso togliere le manette, ispettore?, chiese Beretta.
Per ora no. Abbiamo poco tempo da perdere, perci andiamo
al sodo. Questo  un interrogatorio ufficiale. Tu sai pattinare?
Ispettore, ma che c'entra questo?.
Kristal intervenne piuttosto rudemente mentre scartava un Mon
Chrie. Rispondi alle domande e basta, senza tanti cazzi: s o no?
Il Dogana cap che aveva poco da tergiversare.
S.
A che livello?
Da bambino ho fatto delle gare.
E sei un voyeur, un guardone?.
Paride Berti ebbe una contrazione: non poteva negare di avere
avuto qualche anno addietro una condanna per aver spiato alcune
donne nella palestra comunale ed averle filmate.
S.
Bravo! Vedi, non c' stato bisogno di tirar fuori la copia della
tua condanna.
Lupo era pi sgarbato del solito, ma nei confronti di Paride Berti
provava un'avversione accumulata negli anni. Non sopportava
che il benzinaio non collaborasse con la polizia, quando invece
sarebbe stato un detective bravissimo. Riusciva a raccogliere molte
informazioni, a rielaborarle, a vederne il disegno preciso, tutta la
sua forza investigativa, per, gli serviva solo per qualche ricattino
modesto e per essere riconosciuto come il pi grande spione di
Valdiluce: un'autorit in un paese, da temere e rispettare, come il
medico, il prete ed il farmacista. Lupo and al sodo.
Quante volte sei stato a spiare le mirtillaie nel loro circolo?.
Il Dogana impallid. Gli usc una frase che rivelava la sua colpevolezza:
Avete messo delle telecamere intorno allo chalet?
Non c' stato bisogno di farlo, abbiamo avuto solo un po' di
fiuto.
Il Dogana si rassegn: S, qualche volta....
E cosa andavi a vedere?
Quello che facevano le mirtillaie, ammise con aria colpevole.
Hai mai partecipato alle loro feste? Sei mai entrato nello chalet?
Per carit, che schifo!.
Scusa, ma tu le andavi a spiare! Non capisco l'evidente
contraddizione....
Una cosa  guardare dietro un vetro e un'altra toccare quei corpi
grassi e pelosi. Spesso la sera a Valdiluce, quando ti prende il mal
di neve e non sai che fare,  divertente osservare quelle streghe
che fanno baldoria. Comunque anche le mirtillaie dovrebbero
essere arrestate: sono delle esibizioniste, altrimenti serrerebbero
le finestre con gli scuri.
E hai fatto qualche filmino?
No, non lo faccio pi, perch dopo la condanna ho imparato
una cosa: se guardi e basta non sei punibile penalmente, ma se fai
un video invece s.
Sei andato a spiarle con altre persone?
Mai.
Hai visto in queste orge, oltre alle mirtillaie, qualche ospite
maschile?
Se devo essere sincero, qualche volta s, ma non vorrei compromettere
qualcuno.
Santoni si spazient a quell'improvviso scrupolo di coscienza del
Dogana, che passava le sue giornate a sparlare di chiunque ed adesso
faceva il reticente: Insomma, parla!.
Ho visto Boris, il musulmano detto Gorbaciov.
Lupo prese un'aria ufficiale: Paride Berti, la sera del 16 febbraio
alle 21:30 circa, eri tu, vestito di nero, con un passamontagna in testa
che spiavi dentro lo chalet delle mirtillaie ed al mio alt sei scappato
sulla strada su un paio di pattini?.
Il benzinaio era stretto nell'angolo. Non poteva scantonare. Alla
fine disse con un filo di voce: S.
E perch non ti sei fermato?
Ispettore, ho sperato che non mi riconoscesse....
Quella sera hai fatto un video, hai registrato qualcosa con il telefonino
o la telecamera? E in altre occasioni hai filmato le mirtillaie?.
Paride Berti reag: Glielo giuro, ispettore, mai e poi mai. Le ho
gi detto il perch.
Kristal era dubbioso: Perch dovremmo crederti? Secondo me,
non solo hai fatto vari fumati, ma li hai anche montati in un DVD.
Lupo rincar la dose: Tu che sai tutto di tutti, avevi scoperto che
quelle riprese erano scottanti, perch potevano esserci attinenze
con la dinamica dell'omicidio di Leni, cos hai deciso di disfartene
e portarle al posto di polizia.
Il Dogana ribad con veemenza: Dopo la condanna, non ho pi
fatto una ripresa, come ve lo devo dire?.
Se era la verit, chi aveva realizzato il video? In quella fase dell'indagine,
Santoni non poteva trattenere ancora Berti, per era stata
un'occasione salutare per il benzinaio: aveva imparato che con il
poliziotto non poteva pi scherzare.
Allora, Dogana, ti lasciamo andare, ma resta in paese e a nostra
disposizione. Dobbiamo valutare il tuo comportamento la sera in
cui sei sfuggito dopo che ti avevo intimato di fermarti.
Il benzinaio riprese colore e torn al suo vizio preferito: confidare
le notizie che gli erano utili per qualche misterioso tornaconto.
Ispettore, mi consenta, ma a Valdiluce c' una persona che 
abituata sempre a fare le riprese video: Paolo Sormi.  un tipo
strano, molto pi di un povero guardone come me....
Kristal lo interruppe: Adesso torna al distributore e smettila di
raccontare le solite storie!.
Il Dogana trasal e divent volgare: Erano due gli amanti di
Leni, lo sapevate? Scopavano insieme. Almeno questa  una notizia
inedita, una chicca che vi do io... anche se non ve la meritate.
I nomi. Il benzinaio divenne di pietra.
Ispettore, mi ha appena umiliato di fronte ai giornalisti e a tutto
il paese. Facciamo che i nomi ve li do un'altra volta.
Stai solo dicendo un'altra stupidaggine per impressionarci,
consider Beretta.
No, la notizia  vera.
E perch dovrebbe essere vera?
Perch io sono il Dogana, e quando dico una cosa  la verit.
...
Capitolo 27.

Immergersi in quell'acqua fu come ritrovare il corpo di Ingrid.
Una sensazione dolcissima per Santoni, che da anni non frequentava
una piscina. Amava di pi bagnarsi nei fiumi gelidi dei Valdiluce,
o talvolta buttarsi nudo nella neve. Quelle abitudini "borghesi" di
starsene al calduccio tra aromi delicati le aveva sempre evitate, ma
certo era piacevole. La piscina del Grand Hotel, che dall'albergo
si sviluppava all'esterno, proponeva suggestioni irresistibili. Anche
Kristal sembrava particolarmente felice: si era piazzato sotto la
cascata d'acqua salina e sembrava che avrebbe trascorso l tutta la
giornata. La spa era affollata di clienti, con indosso quegli accappatoi
bianchi che Lupo Bianco tanto detestava. Parevano, complici
i vapori dell'acqua calda, i protagonisti di uno scenario infernale:
anime pallide in cerca della pace eterna. O una clinica piena di
malati. I due poliziotti erano entrati alla chetichella mischiandosi
tra i villeggianti, nessuno si era accorto di loro, anche perch il
personale che lavorava nell'hotel non era di Valdiluce e trascorreva
gran parte del suo tempo vivendo nell'albergo. Santoni intu che il
piacere di quel momento stava raggiungendo le sue zone erogene.
Era meglio smetterla con simili mollezze. Si avvicin a Kristal: Ci
conviene uscire. Ha visto dov' lo studio della giapponese?
S, appena fuori dalla piscina, sulla destra.
Ok, ma cerchiamo di non farci notare troppo. Rivestiamoci e
andiamo.
I due poliziotti uscirono dall'acqua, avevano la pelle cos chiara
che sembravano due pupazzi di neve. Soprattutto Santoni: l'ultimo
raggio di sole preso in costume da bagno risaliva a tre anni prima,
quando un'indagine lo aveva portato a Vissone sul mare. Non
pi di un'ora di esposizione. Beretta indoss il suo accappatoio,
invece Santoni non rinneg la sua ostilit verso quell'indumento e
gocciolante si indirizz verso lo spogliatoio.
Aiko Kudo sapeva di limone appena tagliato. Non molto alta,
piuttosto paffuta, indossava un camice azzurro. I suoi occhi diventarono
subito inquieti quando Santoni e Kristal si qualificarono
come poliziotti in borghese. Per primo parl Beretta: Ci scusi,
signora, vorremmo rivolgerle alcune domande in riferimento alla
scomparsa di Leni Sarti. La conosceva?.
L'estetista giapponese ebbe un tonfo al cuore che sul camice aderente,
proprio sotto la scritta ricamata in oro Grand Hotel Regina,
prese a battere impazzito. Lupo si accorse del suo turbamento.
Signora, non ha niente da temere, le stiamo facendo delle domande
di routine. Lei non  indagata, deve soltanto raccontarci
cosa sapeva della Sarti.
Aiko divent pallida e la fronte le si imperl di sudore. Si sistem
rigidamente sulla sedia e disse con un filo di voce, in un italiano
praticamente perfetto in cui l'accento orientale dava una musicalit
dolce, con le parole che uscivano pi arrotondate: Ho un'aritmia.
Le emozioni forti sono pericolose per me. E poi non posso ricevere
la polizia senza dirlo al mio capo.
Santoni intervenne con un sorriso: Non si preoccupi, al suo
capo ci penseremo noi. Dobbiamo sapere alcune cose semplici, lei
risponda solo s o no, se poi non capisce ce lo dica.
Aiko era molto tesa, sembrava una gatta raggomitolata dalla paura,
ma gli occhi fieri rivelavano che era sempre pronta a graffiare.
Conosceva Leni Sarti?
S.
Eravate amiche?.
Una voce isterica piomb da dietro la tenda che separava in due
lo studiolo di Aiko: Ispettore carissimo, ma lei viene qui, nella
mia propriet, e non mi informa? La sua presenza ci inorgoglisce
ed avrei voluto fare io stesso gli onori di casa.
Alessandro Poltronieri, il proprietario del Grand Hotel, in splendida
forma, sempre in accappatoio bianco, era entrato di colpo,
occupando tutto lo spazio dell'angusto studiolo. Dietro la tenda
si riconosceva l'ombra di due persone e dalla prestanza fisica si
poteva pensare a due gorilla. Lupo cap che quella, pi che un'accoglienza
amichevole, era un tentativo di intimidazione. Doveva
pensare in fretta, e prese su due piedi la decisione di non svolgere
pi l'interrogatorio di Aiko Kudo nell'hotel, chiaramente pieno di
telecamere, ma di continuarlo altrove.
Stiamo soltanto portando via la sua dipendente perch dobbiamo
farle alcune domande.
La donna prese ad agitarsi sulla sedia.
E cosa avrebbe mai fatto la nostra brava Aiko, ha massaggiato
male qualche nostra cliente?.
Lupo non rispose. Kristal disse: Signora Kudo, ci segua.
La giapponese inizi a tremare tutta. Il volto di gomma di Alessandro
Poltronieri si modell in un'espressione furiosa. Gli occhi
slavati divennero pungenti, nessun falso sorriso sorgeva agli angoli
della bocca.
Guardi che la signora soffre di cuore. Non potete impaurirla in
questa maniera.
Nessuno dei due poliziotti rispose. Kristal chiese solo ad Aiko di
indossare qualcosa perch fuori pioveva. Poltronieri era sul punto
di esplodere. Rosso in volto, fissava Lupo con odio.
Ispettore, il suo modo di procedere verr valutato dai miei
avvocati.
Poltronieri sembrava provasse dolore a trattenere la sua aggressivit.
Evidentemente era abituato a scaricarla senza guardare in
faccia a nessuno, ma non poteva essere troppo aggressivo con due
poliziotti. Se ne and, i due gorilla per rimasero con Kristal,
Santoni e Aiko e li accompagnarono fino all'uscita del Grand Hotel.
...
Capitolo 28.

Lupo volle essere deciso con Aiko, che mostrava di essere fragile
sul piano emotivo e la port direttamente nella casa di Leni. Solo l
avrebbero scoperto se lei aveva o no decorato le unghie della vittima.
L'interrogatorio lo svolse nella sala blindata dei misteri, quella che
era un vero e proprio laboratorio di nail art. Aiko Kudo, quando
entr nella stanza si mise a tossire, ebbe quasi un mancamento, fu
costretta ad accomodarsi sulla sedia davanti al tavolino dove era
raccolto il materiale per decorare le unghie. Lo fece con l'abitudine
di chi conosceva bene quel posto e soprattutto si conform a una
posizione d'agio che lasciava intendere che quello spazio lo aveva
occupato tante volte. Lupo cerc di essere gentile.
Signora Kudo, perch  cos agitata?
Il mio lavoro  finito, il capo mi licenzier, perch ha visto che
la polizia  venuta da me.
Non deve avere di queste preoccupazioni, vedr che non succeder
nulla.
Lui mi licenzia, non vuole che qualcuno parli con la polizia. L'ha
sempre detto a tutti quelli che lavorano al Grand Hotel. Non vuole
neanche che usciamo dall'albergo.
Allora facciamo un patto: se Poltronieri dovesse mandarla via,
mi impegno personalmente a trovarle un altro lavoro, ma lei mi
deve dire tutto quello che sa di Leni.
Aiko prese un lungo respiro. Quel poliziotto le dava fiducia. Si
alz e allung la mano verso il Santoni.
Promesso?.
Lupo gliela strinse: era un ghiacciolo, come quelli che solidificano
sotto i tetti.
S, per mi prometta di stare tranquilla.
Aiko assunse una posizione che non aveva mai avuto fino ad allora,
dimostrando un decoro da vera giapponese. Lupo and direttamente
al ncciolo della questione: Signora Kudo, lei dipingeva le
unghie di Leni?. Aiko ormai non aveva niente da perdere e fece
un cenno di assenso con la testa. Ci pu spiegare quando e dove
accadeva?
Lei sceglieva una notte, che cadeva pi o meno nello stesso
periodo di ogni mese, e io dovevo fare la decorazione di tutte e
cinque le unghie, da mezzanotte alle sei di mattina.
Dove lo faceva?
In questa stanza.
Mi racconti esattamente ogni dettaglio.
Io arrivavo puntuale a mezzanotte. Leni aveva gi predisposto
la base sulle unghie, altrimenti il tempo sarebbe stato insufficiente
per realizzare cinque micro pitture. Poi iniziava un rito sempre
identico: prendeva un quaderno nero in cui aveva raccolto tanti
disegni durante il mese, iniziava a sfogliarlo. Entrava in uno stato
quasi di trance... poi strappava le pagine degli schizzi che non le
piacevano pi e alla fine restavano solo cinque fogli: erano quelli
che dovevo disegnare.
Quindi era una selezione decisa all'ultimo momento, quasi
improvvisata.
Penso invece che Leni credesse che la scelta fosse indicata da
qualcuno, da un'entit superiore. Univa le mani e bisbigliava qualcosa,
forse delle formule magiche o una preghiera. A Valdiluce si
diceva che fosse una strega e che avesse venduto l'anima al diavolo.
Kristal era molto suggestionato da Aiko, la giapponese aveva
un modo di narrare davvero intrigante: il suo volto orientale, gli
occhi allungati, il tono di voce soffiato, aggiungevano mistero alle
sue parole. Lupo invece non apprezzava molto queste digressioni
sull'esoterico, le riteneva inutili e dannose. Tagli corto: L'ultima
volta che vi siete incontrate?.
Aiko stava collaborando con molto senso di disciplina: Aspetti,
ho segnato ogni appuntamento sull'agenda....
La signora Kudo tir fuori il suo telefonino. Ovviamente aveva
le mani molto curate e le muoveva con eleganza.
Ci siamo viste la notte del 13 febbraio, e precedentemente il 13
gennaio, il 14 dicembre, il 14 novembre....
Kristal intervenne.
Erano giorni speciali?
Aiko sorrise e disse: Ho trascorso molto tempo per cercare di
capirlo, ma ora credo di aver risolto l'enigma: ci vedevamo sempre
due giorni prima della luna piena.
Quindi questa specie di rito, farsi dipingere sulle unghie delle
immagini particolari, serviva a qualcosa che accadeva durante il
plenilunio?
 possibile.
La Kudo li stava aiutando concretamente a ricomporre il puzzle
della personalit di Leni, ma ne mancavano di tessere per completarne
il disegno. Lupo insistette: Non le dava qualche delucidazione?
Era muta su tutto.
Neppure un commento sui disegni scelti, se rappresentassero
qualcosa di particolare, avessero significati legati alla sua vita, a
qualche avvenimento personale?
L'unica cosa che ricordo  che voleva sempre che almeno su
un'unghia ci fosse rappresentata l'acqua e aggiungeva che da l
nasceva tutto: era la fonte della vita, dell'amore, l'odio, il sesso, il
sentimento, la felicit, la morte. Ma siccome Leni era molto discreta,
io non chiedevo nulla ed eseguivo al meglio i suoi schizzi.
Quando inizi a decorare le sue unghie?
Due anni fa. Quando ci siamo conosciute al Grand Hotel e io le
ho confidato di essere stata una nail artist a New York. Ci ha messo
molto per convincermi a collaborare, ma poi mi ha trascinato con
il suo fascino speciale. Quella notte che trascorrevo con lei, era
qualcosa di straordinario. Anche se non usavamo stupefacenti o
alcol, tra noi due si scatenava un'eccitazione inspiegabile, lei mi
suggeriva i colori, seguiva con partecipazione ogni tratto dei miei
pennelli, adorava il mio modo di lavorare. Quando all'alba avevamo
finito eravamo esauste e felici, quasi avessimo fatto sesso tutta la
notte. Prima che andassi via, Leni pretendeva un giuramento sulla
sua mano sinistra. Mi diceva con un tono che faceva paura: "Non
devi parlare con nessuno del mio segreto, altrimenti ti taglio la lingua.
Giura". E mi mostrava minacciosa il suo coltello che portava
sempre con s. Poi si infilava il famoso guanto.
E a cosa serviva?
A nascondere agli altri le immagini delle sue unghie.
Quindi aveva questa strana passione da appena due anni?
No, prima di conoscermi si dipingeva le unghie da sola.
E secondo lei quando aveva iniziato?
Da ragazza.
Lupo era perplesso.
Certo,  strano che una giovane di un paese di montagna, lontano
dal mondo, si dedichi alla nail art....
Kristal scart un Rocher, diffondendo intorno un gran profumo
di nocciola.
Signora Aiko, vuole un cioccolatino?
No, grazie, sono a dieta.
Beretta le porse per una domanda molto importante, che da tempo
girava nell'aria: Perch si faceva decorare soltanto la sinistra?
Non l'ho mai capito, forse perch dipingere due mani richiedeva
molto pi tempo... oppure era un rito, qualcosa di misterioso,
sono le dita che stanno pi vicine al cuore. Magari per suggellare
una promessa d'amore. Penso che Leni lo facesse perch in quei
tre giorni ricorreva un anniversario, cos importante da giustificare
un appuntamento mensile. E la luna piena doveva concorrere a
questo scenario.
Cosa sapeva del suo ruolo di contestatrice?
Non ne ha mai parlato con me, ero informata solo dai giornali.
Le  mai capitato di disegnare su un'unghia qualcosa di attinente
alle radiazioni, o rappresentare un animale malato, o qualcosa del
genere?
No, mai, anche perch lei riteneva la nostra notte una festa. Non
voleva rovinarla con le infelicit che occupavano la sua vita quotidiana.
Era la sua fuga, una vacanza nell'immaginario e nell'arte.
Le dava un compenso?
Assolutamente no, io lo facevo per divertimento, era bello tornare
al mio vecchio lavoro accanto a una persona che apprezzava la nail
art come la massima espressione creativa.
Lupo cerc di approfondire un tema che affiorava ogni tanto,
ma su cui Aiko sembrava vaga: Secondo lei, per chi si decorava
le unghie? Gliene ha mai parlato?.
La donna ascolt con molta attenzione le parole di Santoni, ormai
non aveva alcun timore ad affidarsi a lui, era un uomo onesto
e, anche se fosse rimasta senza lavoro, sapeva che non l'avrebbe
lasciata sola. La signora Kudo pass una mano con lentezza tra i
capelli e aggiunse: Penso che lo facesse per stupire un suo uomo
misterioso, era un regalo esclusivo che lei gli donava, per questo
lo nascondeva agli altri con un guanto. Magari lui era geloso....
Mi sembra un fatto molto importante, ci pensi bene: non ha mai
accennato a questa persona?
Aleggiava sempre nei nostri incontri, ma non l'ha mai descritto...
magari potrebbe essere anche immaginario... solo una volta
mi fece capire che c'era qualcuno che amava quei disegni, ne era
cos suggestionato da pensare che sulle sue unghie fosse scritto il
futuro. Una notte, qualche mese fa, Leni mi aveva fatto disegnare su
un'unghia il numero trentadue: mi raccont che l'avevano giocato
insieme, vincendo una bella somma al Lotto. Aveva parlato al plurale
e mi ha fatto pensare a quest'altra persona che vedeva i suoi disegni.
Ma non  detto che fosse un amante....
Kristal deglut il secondo cioccolatino e intervenne: In paese si
mormora che Orsa fosse una donna facile, che avesse molti partner,
che fosse fissata con il sesso. Lei che idea si  fatta?
Sinceramente lo escluderei, mi sembrava invece una donna che
coltivava di pi la sfera intellettuale che quella sessuale. Una volta
si confid dicendomi: "Fare all'amore mi annoia". Da un po' di
tempo soffriva per qualcosa che le faceva respingere l'atto sessuale.
Era molto misteriosa:  questo che eccitava la fantasia malata degli
abitanti di Valdiluce.
Secondo lei i bozzetti precedenti potrebbero essere raccolti da
qualche parte?
No, Leni dopo tre giorni iniziava un'altra procedura un po' magica,
cui non ho mai partecipato, me l'ha solo raccontata: distruggeva il
quaderno con i disegni secondo un suo rituale, poi con l'acetone
cancellava il colore dalle unghie. Ovviamente non indossava pi il
guanto per un mese. Quando si avvicinavano i primi giorni di quello
successivo e il plenilunio, ripartiva con il suo misterioso progetto.
Marzio sembrava soddisfatto: Signora Kudo, lei  stata molto
disponibile e stia tranquilla che nessuno tradir la fiducia che ci
ha mostrato. Aiko si conged con un cenno del capo. Kristal,
accompagni la signora all'hotel, per qualsiasi problema noi saremo
a sua disposizione.
Lupo rimase solo nella stanza di Leni, c'era una strana energia
intorno, come se una forza tentasse di penetrare nella sua mente.
Pens che fosse frutto della stanchezza o della suggestione di quei
racconti. O, pi probabilmente, di un abbassamento di pressione.
Tutte le dicerie sul fatto che Orsa fosse una strega lo stavano influenzando?
Santoni prefer uscire. Anche se erano solo sensazioni,
meglio ripulirsi con l'aria fresca. Fuori continuava a piovere. Si era
formata una nebbia palustre che giungeva alle spalle, avvolgendolo
come un serpente ed occupandogli la mente, ma Lupo riusc a filtrare
l'ossigeno della sua montagna e riprese lentamente a essere
se stesso. Pi si aggiungevano informazioni e pi si complicava il
quadro. D'istinto Santoni accarezzava l'ipotesi che la libraia fosse
stata uccisa da qualcuno che voleva inserirla nello scenario del centro
radar, ma che in realt si trattasse del classico omicidio legato alla
sfera passionale ed affettiva. Il profilo del killer sarebbe stato perfetto:
controllo totale del territorio, senso di onnipotenza, umiliazione e
sottomissione della vittima. Cos perfetto da sembrare una messa in
scena studiata a tavolino da un criminologo. L'ipotesi che una specie
di Rambo, un ex militare al soldo di qualche organizzazione, avesse
avuto l'incarico di eliminare Leni perch stava dando fastidio con la
sua accesa contestazione, era giusta o sbagliata? O forse si potevano
incominciare a indirizzare le indagini verso Boris, uomo coinvolto
su scenari diversi, anche a sfondo sessuale? E poteva essere vera la
notizia che Leni aveva due amanti con cui faceva sesso insieme?
E ancora, incombeva la figura ambigua e ingombrante di Alvaro
Sernesi detto Mitraglia, l'unico tra tutti che potesse mettere in piedi
un apparato scenico come quello che circondava il cadavere. Certo
era un personaggio rude, strano, maniacale, ma la sua motivazione
quale poteva essere? Sempre il sesso? Leni era una mantide o una
donna solitaria e monogama come affermava Aiko?
S, ce n'era ancora di strada da fare, ma almeno un po' di foschia
era scomparsa dalla sua mente, mentre a Valdiluce era diventata cos
fitta che la luce del faro della sua Vespa rimbalzava sulla nebbia.
...
Capitolo 29.

L'appuntamento era al buio, nella zona pi fredda di Valdiluce,
localit Gobba del Diavolo. L'uomo tenne accesi i fari dell'auto,
illuminavano la neviera. La montagnola era coperta da alcuni teli e
rami di abete. Non gli piaceva n il posto, n l'incontro, ma aveva
preferito accettare. La sera precedente gli era accaduto un fatto
strano: aveva sentito un colpo secco sul vetro della finestra del
balcone, come se fosse stato gettato un sasso. Aveva notato che sul
pavimento di legno del terrazzino giaceva un piccolo oggetto di
metallo, a prima vista sembrava un proiettile. Prima di raccoglierlo
si era guardato in giro, aveva lanciato un'occhiata verso il bosco
per capire se qualcuno l'avesse lanciato a mano o con una fionda.
Era un messaggio chiaramente intimidatorio. Gli abeti erano scuri
come il cielo e non c'erano segni di vita. Aveva raccolto il bossolo,
e lo aveva messo sotto la lampada. In realt non era un proiettile
ma un piccolo contenitore cilindrico. Si ricord di averne visto
uno simile in un documentario che parlava di piccioni viaggiatori.
Infatti l'involucro conteneva un foglietto tutto spiegazzato.

Domani sera alle 23:30 alla neviera, localit Gobba del Diavolo. Solo, o sei
morto. Riavrai quello che ti manca.

Era una strana richiesta, troppo pericolosa da accettare, forse
avrebbe dovuto chiamare la polizia, ma l'istinto lo spinse a rischiare.
Da un po' di giorni infatti cercava un documento importante.
Forse era l'occasione giusta. Poteva essere qualcuno che aveva
paura di esporsi pubblicamente, ma che custodiva ci che per lui
era indispensabile.
Si era avventurato con l'animo inquieto in quel luogo, il pi
freddo di Valdiluce, l dove veniva raccolta e compressa la neve
che serviva come scorta per le piste da sci nei momenti di penuria.
Improvvisamente la sua auto ferma inizi a ondeggiare, scossa da un
terremoto. Una voce tonante l'afferr come se fosse stata una mano.
Scendi dalla macchina.
L'uomo obbed terrorizzato, apr la portiera. Lo sconosciuto gli
piomb da dietro, lo stratton trascinandolo fuori, poi gli premette
una roncola sul collo.
Fermo o ti scuoio.
L'uomo cap con quanta leggerezza fosse caduto in trappola.
Togliti il maglione e la camicia.
L'individuo era alto, molto forte, indossava un passamontagna
nero. La vittima not che aveva sulle spalle uno zainetto dove era
appesa una racchetta da sci. L'assassino allontan la roncola dalla
gola per dargli la possibilit di togliersi il maglione e la camicia,
ma appena lui rimase in canottiera, gli punt contro le costole un
coltello che gli fece male. Il killer esprimeva una forza e una violenza
cos dominante che la vittima non pens neppure per un istante di
tentare la fuga o difendersi.
Cammina e vai sulla cima della neviera.
Lui marci lento, come un condannato a morte. Non aveva pi
voglia di giocare con la sorte che fino ad allora lo aveva risparmiato:
sentiva su di s le braccia fredde di un destino che lo stava portando
nell'inferno.
Mettiti a torso nudo.
La vittima non capiva cosa volesse il killer, forse farlo morire assiderato?
Comunque obbed, e si spogli. C'era una luce sempre
pi debole che strisciava sulla neve: erano i fari della sua auto, che
stavano esaurendo la batteria. L'assassino tuon con la sua voce
cava: Adesso fa' una buca nella neve.
Gli allung una pala, di quelle in dotazione a un fuoristrada. La
vittima era pi che rassegnata, decisa a chiudere quella partita
finale il pi velocemente possibile. S'inginocchi sulla cima della
neviera e inizi a scavare. La neve era bagnata e, aiutandosi con le
mani, in poco tempo scav quella che doveva essere la sua fossa.
Il killer sembrava un albero gigantesco. Nessun vento, uragano,
tempesta l'avrebbe mai divelto.
Adesso infilatici dentro.
La vittima ubbid, lasciava che tutto procedesse senza mostrare
una minima reazione, era come assistere al proprio suicidio. L'assassino
si pose a gambe divaricate sul corpo della vittima, sguain
dallo zainetto la racchetta da sci. Poi l'innalz tendendo in alto il
braccio, nemmeno stesse per lanciare contro di lui un giavellotto. La
vittima fece uscire con un fil di voce un ultimo messaggio, ma non
era di implorazione, non voleva salvare la sua vita, ma soddisfare
una sua curiosit, una piccola rivincita sulla sorte: Frmati. Ho
un ultimo desiderio. Il killer si blocc. La vittima, con i brividi
sulla pelle, bianca pi della neve, e gli occhi vividi, disse: Prima,
fammi vedere chi sei.
L'uomo sorrise, si sfil il passamontagna, apparve il volto dell'assassino.
La vittima sbalord. Il braccio del killer scaric tutta la forza
sul torace del poveretto, conficcandogli pi volte nel cuore la punta
della racchetta da sci. L'assassino aspett che morisse, gli tagli
la lingua, e poi infil un oggetto nella bocca che fiottava sangue.
Tieni, adesso quello che volevi  tutto tuo.

Squill il telefonino, Kristal ricevette la notizia in diretta. Subito
la rifer a Lupo Bianco: Ispettore, hanno trovato un uomo ferito
all'altezza della curva Scialoja.  stato pestato a sangue,  malconcio
e privo di sensi: si tratta di Don Angelo.
Il prete di Valdiluce! Cosa poteva mai aver fatto per subire un'aggressione?
Era preoccupante. Quel paese si stava trasformando
da luogo di turismo incantevole a un crocevia di veleni, di morte,
di violenze. Picchiare un prete significava aver toccato il livello
massimo del degrado.
Ma il problema si rivel un altro: Don Angelo, raggiunto immediatamente
al pronto soccorso dai due poliziotti, fu assolutamente
reticente, e non per gli antidolorifici che gli avevano somministrato.
Nonostante le contusioni, le abrasioni, due costole fratturate, sei
punti di sutura per una ferita alla mano, procurata probabilmente
da un'arma da taglio, non voleva denunciare il fatto. Santoni doveva
avere le informazioni a caldo: l'esperienza gli insegnava che in
quel momento, quando uno era sotto choc, si otteneva pi che in
un interrogatorio formale. L'elemento pi importante da stabilire
era se l'aggressione del sacerdote fosse collegata al filone delle
indagini. Don Angelo non aveva mai partecipato a manifestazioni
contro il centro radar, n pubblicamente espresso una sua posizione,
quindi era da escludere che si trattasse di una rappresaglia
per un suo eventuale impegno politico. Invece la veemenza che
aveva mostrato contro Valdiluce e i suoi peccatori poteva suggerire
qualche attinenza con quel mondo stracolmo di sabba, streghe,
malefci e lune piene. Ma perch qualcuno doveva picchiare un
prete che svolgeva la sua missione di fede combattendo strenuamente
i peccati e il male? Don Angelo aveva chiesto uno specchio
per potersi guardare. Stava per avere una crisi isterica: Oh, mio
Dio! Non ho pi la mia faccia!.
Le tumefazioni davano rilievo ad alcuni dettagli che Santoni non
aveva mai notato: le sopracciglia ben curate, sul petto stava ricrescendo
una rada peluria, palesemente dopo una depilazione. In
paese Don Angelo era un po' chiacchierato per la cura che dedicava
alla sua immagine, si capiva che usava creme, forse si faceva qualche
lampada, i capelli ondulati e neri erano composti come quelli di
un modello e i pi fantasiosi pensavano che desse qualche aiutino
ai suoi occhi neri e mediterranei, ricorrendo al mascara. Santoni
incominciava a formare dentro di s un'ipotesi un po' scabrosa ma
che nell'esperienza di detective gli era gi capitata. Quante volte
aveva rilevato che certe frequentazioni con giovinastri che si prostituivano
si erano concluse con brutali aggressioni e violenze? Forse
Don Angelo era omosessuale e ricorreva al sesso a pagamento? Un
pensiero che Santoni serr dentro di s: ci voleva molta cautela ad
affrontare una situazione del genere con un prete. Comunque inizi
con qualche domanda per sondare la sua disponibilit a parlare.
Don Angelo, erano pi persone?
Forse.
Quante?
Non saprei.
Ha riconosciuto qualcuno?
No.
Almeno ha capito il motivo per cui l'hanno aggredita?.
Il prete abbass lo specchio e guard con aria di sfida Lupo
Bianco.
Non glielo posso dire.
Santoni si indispett: Come sarebbe?
Don Angelo, nonostante le sue condizioni, aggiunse un respiro
pieno di esasperazione. Era certo che, se non avesse parlato, Santoni
l'avrebbe perseguitato per i prossimi anni: Lei sapr bene che il
prete in confessione  vincolato al segreto assoluto, non soltanto per
quanto riguarda i peccati, ma anche per quanto viene a conoscere
riguardo alla vita privata del penitente. E io non posso comunicare
in alcun caso quanto mi  stato detto durante l'amministrazione del
sacramento della penitenza. Quindi, non potendo rompere questo
vincolo, non sono nella possibilit di dire qualcosa di utile riguardo
alla mia aggressione, verso la quale non sporger denuncia.
A Kristal non piacque quell'atteggiamento e disse sbrigativo: Mi
scusi, Don Angelo, mi faccia capire bene: cosa c'entra il sacramento
della confessione con un gruppo di persone che l'ha pestato? Ha
forse paura di denunciarli?.
Anche Lupo si stava irritando: Non vuole rivelare fatti che
attengono alla sua sfera privata e che sono in contrasto con la sua
missione?.
Don Angelo allarg con fatica le mani con tipico gesto da prete.
Fosse tutto cos semplice! Io potrei essere solo una vittima
casuale di un fatto con tante implicazioni e i cui fili nascono nel
mio confessionale, ma poi si intrecciano nella vita reale. Talvolta 
meglio ignorare che sapere. Eppure, vi ripeto, non posso rompere
il segreto sacramentale.
Lupo e Kristal erano stupefatti: Don Angelo, seppur sofferente,
sembrava un azzeccagarbugli. Beretta si scart un cioccolatino, lo
assapor con lentezza e poi part all'attacco: Senta, la aiuteremo
noi: io le suggerir alcune ipotesi che mi vengono in mente, lei
faccia solo segno di s o di no.
Ma anche un cenno di diniego o di affermazione pu rompere
il vincolo.
Lei senza rompere... nessun vincolo, mi risponda.
Santoni formul per primo la domanda:  possibile che lei sia
stato aggredito perch qualcuno voleva il saldo di un debito? Per
caso pratica il gioco d'azzardo?.
Don Angelo neg con vigore. Kristal propose un'altra eventualit:
Qualcuno che stava in intimit con lei ha reagito a una sua avance
eccessiva, e ha chiamato i suoi amici per vendicarsi?.
Don Angelo scosse la testa con tanta veemenza che si stacc la
benda da un orecchio. Kristal continu a fare domande. Santoni
invece rimase in silenzio: potevano elencare tutte le aberrazioni del
mondo, ma il prete avrebbe sempre negato. Quando nel suo lavoro
di detective non si riusciva a trovare il bandolo di una matassa,
Lupo Bianco sapeva di dover ripartire sempre dalla localit dove
era accaduto il fatto. La curva Scialoja aveva alcune particolarit:
era abbastanza isolata, distante dalla chiesa e dalla canonica, non
esistevano nelle vicinanze bar o locali, nessuna abitazione privata
o villetta, a circa cinquecento metri c'era solo la casaccia del Mitraglia,
ma il dato pi significativo era che si trovava a duecento
metri dallo chalet del circolo delle mirtillaie. Davanti al cadavere
di Leni Don Angelo aveva detto a Santoni: Lei ha sempre trascurato
il club delle mirtillaie, ma dentro la baita ogni sera quelle
donne sconce si riuniscono e mettono in piedi riti osceni, dei veri
e propri sabba, praticano la lussuria e partecipano a convegni con
il diavolo. Forse era il prete ad aver spiato nell'interno dello chalet,
per poter sostenere quelle affermazioni? Lupo corse in avanti
con l'immaginazione, e senza indugiare espose a Don Angelo la
sua tesi: Lei  andato a spiare nel circolo delle mirtillaie, a pochi
metri dalla curva Scialoja....
Kristal, colta al volo la suggestione del suo superiore, aggiunse con
slancio: Io direi che lei  andato pi che a guardare, a filmare....
L'assistente stava diventando bravo, insieme procedevano verso la
stessa conclusione:  chiaro che noi non vogliamo immaginare che
lei sia un voyeur, ma che abbia fatto delle riprese per documentare
l'immoralit di quelle donne.
Beretta gioc la sua carta d'azzardo: E grazie al video che ci ha
inviato in un plico anonimo, abbiamo potuto constatare quale tipo
di oscenit vengano perpetrate in quello chalet.
Tra le ferite e graffi che Don Angelo aveva sul volto, sopraggiunse
un ulteriore rossore. Sembrava vicino a un infarto. Fermo in un
silenzio attonito. Lupo and avanti nella sua ricostruzione: A
questo punto la dinamica di quanto  successo diventa assai plausibile:
qualcuna delle mirtillaie si  accorta della sua presenza ma
all'inizio avr pensato a un voyeur, quando per ha visto che lei
stava facendo delle riprese, ha fatto scattare l'allarme. Le donne
sono uscite inviperite, l'hanno rincorsa e poi acchiappata sulla curva
Scialoja. L  stato costretto a subire l'aggressione di dieci mirtillaie
furiose. Deve essere stata un'esperienza terribile....
Secondo me  stato fortunato, perch la potevano anche uccidere,
aggiunse Kristal con un sorrisetto malizioso.
 giusto il nostro racconto, Don Angelo?  andata proprio cos?.
Il prete chin finalmente la testa in modo affermativo. La verit
di Santoni lo aveva demolito, quasi fosse stato vittima di un altro
pestaggio. Lupo Bianco prese un'aria intensa, c'erano tante cose
che il prete doveva ancora chiarire.
Adesso mi deve spiegare perch non ci ha raccontato tutto subito,
senza inventarsi la storiella del "segreto della confessione".
E perch ci ha fatto arrivare questo video in maniera anonima,
quando avrebbe potuto consegnarcelo direttamente?.
Il sacerdote cap che era giunto il momento di parlare: Non volevo
che si sapesse in giro che registravo materiale... pornografico. Lei
stesso, ispettore, non avrebbe gradito.
Non capisco, ma allora per quale motivo ci ha consegnato il
video, sia pure in veste anonima? Voleva che coordinassi un blitz,
arrestando tutte quelle donne? In realt loro stavano certamente
commettendo atti riprovevoli, ma dentro le mura di un'abitazione
privata.  pi in difetto lei, avendo infranto la loro privacy.
Non l'ho fatto solo per denunciare l'immoralit delle
mirtillaie....
Il prete tacque per un momento.
E allora? Non sia reticente!.
Don Angelo bruci negli occhi un lampo d'orgoglio: La confessione
non  una mia invenzione, c' stata davvero.... Poi aggiunse
solo quello che poteva dire, non una parola in pi, ma bast a scuotere
l'atmosfera nella saletta del pronto soccorso di Valdiluce:
...La sera precedente al suo assassinio, Leni  venuta da me, in chiesa,
erano anni che non lo faceva, e si  confessata.... I due poliziotti
rimasero a bocca aperta. ...Una lunga e atroce confessione, di cui
purtroppo non posso riferire nulla.
Kristal, al limite dell'ingenuit, pens di riuscire nell'impresa
impossibile: Don Angelo, se lei conosce qualche notizia attinente
all'omicidio della Sarti, se gli ha parlato di un uomo, di un pericolo,
se....
Dallo sguardo severo di Santoni, Beretta cap che si stava avventurando
su un terreno minato. Il prete aveva riacquistato la dignit
del suo ruolo. Si alz leggermente sul letto e disse: Un sacerdote
non pu rompere il vincolo della confessione.
A Lupo non restava che interpretare il messaggio di Don Angelo
e completarlo. Il prete era molto pi astuto di quanto avesse immaginato:
non voleva parlare, ma aveva trovato un modo per far
sapere molte cose indirettamente.
Lei ci ha consegnato il video per comunicarci qualcosa d'importante:
non per denunciare l'immoralit delle mirtillaie, come ci
ha confermato poco fa, ma per darci un segno, un'immagine, una
persona, che magari  stata citata dalla Sarti durante la confessione.
Un elemento che potrebbe essere fondamentale nel corso delle
indagini. Ma cosa?.
Il prete per la prima volta sorrise, aggiungendo: Queste sono
sue personali illazioni. Io sono certo di non aver infranto alcun
segreto, se poi lei riuscir ad arrivare alla verit anche grazie al
video, ne sar felice, ma il merito sar soltanto suo. Adesso, se mi
permettete, vorrei stare da solo e riposare.
Un'ultima cosa, Don Angelo: potrebbe consegnarci le riprese
che stava effettuando allo chalet poco prima dell'aggressione?
Sono andate distrutte durante il pestaggio.
Contenevano materiale diverso o pi importante rispetto a quello
che abbiamo gi visionato?.
Il prete non rispose. Aveva parlato fin troppo. Adesso toccava ai
poliziotti risolvere l'arcano. Lupo Bianco si avvicin al sacerdote
e gli dette un tocco leggero sulla spalla sinistra, che sembrava
l'unica non dolorante, in segno di ringraziamento.
...
Capitolo 30.

Un forte odore di varechina. Sembrava lo stesso che Lupo aveva
percepito sul corpo di Leni. Le mirtillaie avevano pulito a fondo
tutto lo chalet, rimesso in ordine ogni cosa, strofinato con cura il
pavimento. Lupo aveva deciso di non fare un blitz nel circolo delle
mirtillaie: gli sembrava una perdita di tempo. Inoltre, l'idea di infilarsi
nello chalet a sorpresa per ritrovarsi nel bel mezzo di un'orgia
- con tutte quelle donne eccitate e seminude, tra sangue di pollo e
liquido seminale, con un Boris qualsiasi in piena erezione - non gli
era troppo congeniale. Era stato sufficiente il video di Don Angelo
per capire l'attivit sconcia che si svolgeva all'interno. Santoni voleva
affrontare quel luogo con la massima calma, per studiarlo a fondo,
lontano da clamori e confusioni. Quindi aveva scelto di procedere
a un'ispezione formale, senza scomodare tutte le socie del circolo,
e di incontrare la persona che le rappresentava al meglio, ovvero
la presidente Carlina Uberti. La situazione era complicata dal fatto
che il prete non aveva voluto sporgere denuncia per l'aggressione
subita, quindi era necessario muoversi con la massima cautela.
Lupo Bianco si era presentato da solo all'appuntamento, senza
Kristal, perch il suo assistente aveva sempre mostrato una strana
avversione verso quelle donne selvatiche. Forse immaginava che le
mirtillaie in realt fossero un gruppo di pericolose fattucchiere.
Carlina Uberti aveva fatto di tutto per non assomigliare a una
strega. Si era truccata pesantemente per l'occasione, i capelli erano
stati domati da una messa in piega spumeggiante, aveva la faccia
scorticata dal vento e dalle intemperie, e quel rimmel, l'ombretto
azzurro sugli occhi, il rossetto vermiglio sulle labbra sembravano
dei graffiti su una roccia. Naso ingombrante, occhi grandi come
quelli di un bovino. Non esprimevano emotivit, apparentemente
erano placidi, ma si muovevano rapidi a contenere tutto. Indossava
una maglia d'angora bianca tesa dalle enormi poppe, senza il reggipetto.
Dal suo seno usciva un buon odore di pelle calda. Una lunga
sottana tirolese cercava di trattenere l'adipe, ai piedi calzava degli
stivaletti con tacchetto che zoccolavano sul pavimento. Ostentava
una grande sicurezza.
Allora, Santoni, avrei preferito che fosse venuto nel nostro circolo
a festeggiare, piuttosto che a indagare. Un bel ragazzo come
lei sarebbe stato accolto da tutte come il cacio sui maccheroni.
Lupo lasci cadere la profferta e and subito al dunque: Leni
Sarti, detta Orsa,  mai venuta in questo luogo?
Per molti anni, sempre, tutte le sere.  lei che ci ha introdotto
al mondo esoterico, all'avventura dell'eros e della magia.  stata
per un bel po' di tempo la nostra sacerdotessa, poi ha smarrito la
via della conoscenza, per colpa della causa....
Ovvero?
...La battaglia contro il centro radar. Quella stronzata le ha rovinato
il cervello e l'abbiamo persa. Anzi  diventata nostra nemica.
In che senso?
Ci criticava perch non eravamo attive come lei.
Mi parli del periodo in cui Leni frequentava il circolo. Partecipava
ai vostri spettacoli osceni?.
Carlina sussult, muovendo i seni come un'arma pericolosa.
Osceni? Non mi sembra affatto. Noi custodiamo solo la natura,
con le sue pulsioni....
Lupo si stava spazientendo: Senta, risponda alle mie domande
senza fare troppi commenti: la Sarti era protagonista nei vostri
show?.
Carlina avvampava facilmente, come una stufa. Era diventata tutta
rossa in faccia. Anche la parola show non sembrava le piacesse.
No! Lei era la regista della nostra notte, non partecipava mai
attivamente.
Quindi non era mai presente sul luogo, vi dava solo i consigli su
quello che dovevate fare.
Scherza? Lei era sempre qui, si sedeva accanto al camino e da l
guidava i nostri riti e giochi.
Veniva sola o accompagnata da qualcuno?
Ispettore, ho capito dove vuole arrivare: Leni non scopava mai,
non si metteva nuda, non partecipava attivamente, se  questo che
vuole sapere.
Pensa che ci fosse qualcuno, un uomo misterioso che le impediva
di fare certe cose?.
La domanda non piacque a Carlina, ma la evit con destrezza:
Leni era una filosofa. Coltivava la libert dell'anima e del corpo.
Le piaceva che a Valdiluce ci fosse un luogo d'incontro tra uomini
e donne, un posto dove poter fare sesso in libert, senza costrizioni
e tab. Chi voleva, entrava e partecipava ai nostri riti, la porta era
sempre aperta. A chi piaceva guardare, poteva osservarci attraverso
le finestre senza tendine. Vede, Orsa diceva una frase che
mi  rimasta scolpita nella mente: "In un piccolo paese i maschi si
devono sfogare, perch senn s'incattiviscono".
Lupo sbott: Non mi pare che questa specie di terapia sia servita
a qualcosa, considerando l'omicidio che  accaduto.
La mirtillaia ebbe un lampo negli occhi.
Se l'assassino ci avesse frequentato, non avrebbe avuto bisogno
di uccidere, lo avremmo aiutato noi a salvarsi.
Sa chi  l'assassino?.
Carlina sorrise con aria compiaciuta, non si aspettava che Santoni
formulasse delle domande cos sciocche.
No, no, ridacchi.
Secondo lei, non potrebbe essere una persona che frequenta il
vostro circolo?
Ispettore, lei non mi ascolta. Chi uccide  una persona repressa,
che trattiene il suo seme e gli crescono i vermi in testa. Se fosse
stato con noi, non sarebbe mai accaduto.
Lupo la osservava incredulo. Capiva che Carlina si stava divertendo.
Indirizz alla mirtillaia uno sguardo acuto, leggermente
incazzato.
E che mi dice di Boris Osmanovich, il noleggiatore di sci?
Lui  un uomo appagato, grazie ai nostri interventi, non commetterebbe
mai un delitto.
Sappiamo che  un frequentatore assiduo del vostro circolo.
Era una macchina da guerra che poteva esplodere da un momento
all'altro. Con noi ha trovato delle amiche e tanta solidariet, e lo
abbiamo trasformato in agnellino.
La pratica di mischiare il suo sperma con il sangue di un gallo
 qualcosa che appartiene alla magia, o  solo un gioco erotico?.
La Uberti cap che doveva cambiare atteggiamento. Divenne
improvvisamente dura, la faccia s'imbrutt, la voce non fu pi
melodiosa: Senta, lei non mi pu troppo rompere i coglioni e sa
bene il perch. C' di mezzo il rispetto della privacy. All'interno
delle mura di una casa si pu fare quello che uno vuole, basta non
ammazzare o fare violenza a uomini, donne o bambini. Che reato
avremmo mai commesso? Scopare! E che cosa di sanguinario?
Abbiamo fatto fuori un gallo e ce lo siamo mangiato sulle braci
del camino?!.
Avete aggredito Don Angelo picchiandolo a sangue.
Non mi pare che ci siano state denunce. Lei ha ricevuto una
segnalazione? No. E allora di che cosa stiamo parlando?.
Carlina era una locomotiva lanciata alla massima velocit, sbuffava
rossa in volto. Lupo pens che doveva tentare una strada
meno diretta: Torniamo a Leni. Lei ha detto che  stata la vostra
sacerdotessa e la regista delle rappresentazioni. Dove trovava gli
spunti, le ispirazioni?.
La mente di Carlina era diabolicamente attenta a non dire nulla
in pi di quello che era lecito che Santoni sapesse. Aggiunse solo:
Orsa era una donna colta. Aveva letto tanto, per questo faceva la
libraia. Carlina si alz con fatica. Ispettore, le mostro una cosa.
La mirtillaia si diresse verso il caminetto. Si ferm sul lato destro
di fronte a una tenda.
Ogni sera Leni si metteva in questo punto. Con un gesto rapido
apr il sipario. Apparve una specie di tempietto, che non era mai
stato ripreso nel video di Don Angelo. Era una scatola di legno scolpita
grossolanamente, appoggiata su un mezzo tronco d'abete privo
della corteccia. Sul tabernacolo erano rappresentate due zampe di
Caprone che si intrecciavano a formare un archetto. Carlina, con
una certa malizia, infil una mano nella sua scollatura, e tir fuori
una catenella che tratteneva una piccola chiave. Il gesto produsse
un profumo di pelle in bollore, con un educato sapore di intimit.
La mirtillaia inser la chiavetta e apr la porticina. Dal tabernacolo
trasse fuori una piccola immagine.
Questa foto  un po' il nostro santino. L'ha trovata Leni in una
soffitta.
Lupo si alz e si avvicin a Carlina. Voleva osservare da vicino
l'immagine. La donna fu perentoria: Non faccia un passo in pi.
Non la tocchi e la guardi da lontano.
Era una vecchia foto di un gruppo di donne nude che danzavano
intorno a un albero scuoiato, ciascuna teneva in mano una frasca di
abete. La stessa scena che era stata disegnata nell'unghia dell'indice
della mano sinistra di Leni. La mirtillaia con molta sollecitudine
ripose nel tabernacolo il "santino", serr la porticina e rinfil la
chiavetta tra i seni. Poi si gir verso l'ispettore e disse con aria
sarcastica: Purtroppo non le posso far vedere di pi, soltanto ai
frequentatori del circolo  consentito ammirarla da vicino. Se 
curioso, venga una sera da noi....
Santoni ribatt irritato: Altrimenti facciamo che torno con un
mandato di perquisizione!.
Vede, lei  un poliziotto e ha la vita incarcerata dalla legge. La
sua mente non si liberer mai.  inutile che io aggiunga delle spiegazioni,
tanto non le capirebbe.
Carlina si rimise a sedere di fronte al grande tavolo. Santoni rapidamente
catalog gli oggetti che arredavano lo chalet. Tutto era
gi stato visualizzato nel video. Spar una domanda a bruciapelo:
Signora Uberti, lei avrebbe avuto motivi per uccidere Leni?.
La donna lo fulmin con uno sguardo di sfida.
Certo.
E perch?
Era una strega ingrata.
In che senso?.
Carlina sospese l'energia che aveva avuto nel rispondere. Si fiss
su Lupo Bianco.
Vede, ispettore, Orsa era una donna che aveva avuto dalla natura
delle doti eccezionali. Lei custodiva nella mano sinistra i segreti
della vita. Una forza superiore che non ha mai voluto condividere
con noi e che teneva nascosta sotto il suo guanto. Insieme avremmo
conquistato il mondo, e saremmo oggi ricche e potenti. Invece solo
un uomo  stato degno della sua divinazione.
Santoni era stufo di quei deliri, ma doveva insistere, magari ne
avrebbe ricavato un nome: E chi sarebbe questa persona?
Come le ho detto, non lo so.
Potrei denunciarla per reticenza.
Lei pu fare tutto quello che vuole.
Carlina lo fiss con aria beffarda. Nel suo sguardo brillava una luce
distorta e vi aleggiava una punta di follia. Forse stava diventando
pericolosa. Lupo si poteva ritenere soddisfatto: aveva aggiunto
notizie importanti su Leni ed era il momento di congedarsi, ma
Carlina aggiunse una cattiveria: Nella vecchia foto che le ho fatto
vedere, tra quelle donne nude che danzano in libert c'era una
ragazza magra, non bella, ma sorridente e felice. Lei non poteva
riconoscerla, si chiamava Alberta. Proprio sua nonna, caro ispettore!
Anche lei era una mirtillaia "devota" ai nostri riti!. Lupo respinse
dentro si s quella provocazione, lui non aveva mai conosciuto
nonna Alberta, che era morta giovane di tisi. Ma i suoi genitori ne
parlavano sempre come di una donna pia, tanto che faceva una
vita quasi monastica. Santoni non aveva tempo di farsi abbindolare
da quella mirtillaia e dalle sue congetture: Come vede, ispettore,
la realt ha mille sfaccettature, ma lei insiste a vederne una sola.
In quel momento, la stanza odorava di strinato, come se la sottana
o il maglione di Carlina Uberti fossero stati bruciacchiati da un ferro
da stiro. La donna spalanc gli occhi che brillarono di una luce
instabile, quasi che nelle pupille enormi si stesse svolgendo qualcosa
di prodigioso. Si dilatarono fino a raccogliere tutta la scena in s
e rifletterono Santoni fermo al centro. Lui abbass lo sguardo e si
affid all'unica strada che aveva voglia di percorrere: raggiungere al
pi presto la porta d'uscita. Non fu facile perch i suoi passi erano
diventati pesanti. Si appiccicavano sul pavimento. Mise tutta la sua
forza e il suo raziocinio a disposizione delle sue gambe, e finalmente
arriv alla maniglia che gli ridiede un po' d'ossigeno. Varc la soglia
e si ritrov nel mondo normale. Raggiunse la Vespa, l'accese e corse
veloce sull'asfalto che si bagnava di primavera. La puzza del gas di
scarico e l'aria frizzante lo scossero da quell'incubo. Cosa diavolo
era successo? Forse aveva dato troppo di se stesso all'inchiesta,
senza riposarsi mai. Aveva superato il limite. Erano ore che non
toccava cibo. Si ferm al bar Pino rosso, mangi tre piadine con il
prosciutto crudo, bevve una bottiglia di acqua. Lentamente riprese
vigore. Cap che aveva avuto un calo di zuccheri di fronte a Carlina.
O forse era stato ipnotizzato fino ad avere delle allucinazioni? Quel
fatto di nonna Alberta era un prurito nella parte pi riservata del
suo cervello. Pizzicava un po' e non sarebbe stato facile eliminarlo.
Anche perch nonna Alberta effettivamente aveva lavorato come
raccoglitrice di mirtilli...

Sullo schermo del computer del posto di polizia apparvero decine
di schede, tutte corredate da fotografie: il file segreto di Boris
Osmanovich, il noleggiatore di sci. Lupo sapeva che Gorbaciov
poteva essere la chiave di volta delle indagini. Era presente in
troppe situazioni: nudo come unico uomo al centro di un'orgia
con le mirtillaie, amico di Paolo Sormi il fotografo, amante di
Leni, la libraia. E poi era robusto, un gigante, e forse in grado di
scuoiare un abete e di commettere l'omicidio. Inoltre aveva una
mente spregiudicata e fervida. Insomma, era un individuo da non
sottovalutare. Kristal era stupefatto dalla quantit di materiale che
il bosniaco aveva raccolto nel tempo.
Un casellario giudiziario. Di ogni persona ha inserito il documento
d'identit, poi i vari siti che parlano di lui, infine la parte
pi interessante, queste note a margine. Un suo giudizio personale.
Le faccio un esempio, ispettore, disse Beretta. Si mise a leggere:

Oggi, 10 gennaio, sono venuti Antonio Palladino, giudice di Palermo, e
Giuseppina Autieri, cancelliera, una donna molto bella. Il giudice  sposato
con due figli, lei divorziata. Tra loro c'era molta confidenza.  molto
probabile che siano amanti. Soggiornano all'Hotel Bristol perch mi hanno dato
il buono sconto di quell'albergo. Lui le ha dato un bacetto sulle labbra prima
di andare a sciare.

Osmanovich non sembrava spaventato dalla sua posizione, forse
iniziava a capire che quel lavoro, fatto per gioco e passatempo,
sarebbe divenuto molto utile per i due poliziotti. Lupo Bianco era
ancora incerto se denunciarlo o cercare di ottenere una sua collaborazione.
Scelse una soluzione di compromesso: Boris, questa
 l'unica copia esistente?
S.
Se il file era veramente per uso personale, era difficile che Gorbaciov
ne avesse fatto un duplicato. Comunque bisognava rischiare:
Vede, Boris, lei in realt non avrebbe commesso un grave reato,
ha semplicemente raccolto dei dati e informazioni pubbliche, tutte
presenti sul web, ma  l'elaborazione che ne ha fatto, soprattutto i
commenti che allega, che potrebbero rappresentare la volont di
commettere un reato. Chi non penserebbe a un possibile ricatto,
leggendo quello che ha scritto? In poche righe ha dimostrato che
la cancelliera  l'amante del giudice, che tutti e due soggiornavano
all'Hotel Bristol: le ha fatte diventare due persone vulnerabili,
ricattabili, poteva chiedere una somma di denaro per non informare
la moglie o per non creare uno scandalo su un quotidiano. Come
vede, c' di che sbizzarrirsi.
Ma non ho mai pensato di fare cose simili.
Resta il fatto che ci che ha raccolto  materiale scottante per
lei ma anche per chiunque ne entri in possesso, perch potrebbe
servire per compiere atti criminosi. Quindi io le proporrei un
patto: cancelliamo questo file in maniera che non ne resti traccia e
chiudiamo cos la questione. Prima, per, di procedere, dovrebbe
collaborare con noi su una cosa.
Boris cap che quel file per assurdo gli stava salvando il culo.
D'accordo.
Mi dovrebbe dire se tra le tante persone che ha visto nei giorni
che precedevano la manifestazione, ha individuato qualcuno che
avesse delle caratteristiche particolari. Magari che era diversa da
quelle che vanno solo a sciare. L'unico elemento che posso darle 
che potrebbe essere un esperto di computer. Lo so che sono indicazioni
vaghe ed un po' strane, che c'entrano poco con quello che
normalmente succede dentro un noleggio di sci, ma non abbiamo
altro.
Osmanovich inizi a mettere in moto il cervello. Dopo qualche
minuto di riflessione, disse: Effettivamente in quei giorni  venuta
una persona che mi ha colpito, soprattutto perch, dopo aver affittato
gli sci, non  corso come fanno tutti a sciare, ma si  soffermato
fuori dal box. Ha preso dallo zaino un portatile. Sullo schermo ho
notato che c'erano delle cartine geografiche, sembravano quelle
di un navigatore, ho pensato che fosse un escursionista e che stava
studiando un tracciato fuori pista. Era strano, per: aveva noleggiato
gli sci da discesa e non quelli da sci-alpinista. Poi ha parlato a
lungo al cellulare con qualcuno ma io l'ho lasciato l perch dovevo
seguire un altro cliente.
 riuscito a capire quale fosse la zona delle mappe che studiava
sul computer? Magari erano di Valdiluce?
No.
Ha notato altro?
Mi faccia vedere il file.
Boris smanett un bel po' sul PC e alla fine, in base alla descrizione
fatta, trov una foto. Era un giovane con la faccia sottile, un paio
di occhiali piuttosto spessi che lasciavano intravedere uno sguardo
glaciale. Non suggeriva niente di buono.
Eccolo,  lui.
Kristal lesse ad alta voce: Roberto Nuscemi, siciliano, attualmente
 il segretario amministrativo del Grand Hotel Regina di Valdiluce.
Cosa avevi scritto nelle tue note?.
Boris le lesse con un certo divertimento: Ha una faccia da serial
killer. E nient'altro.
Lo avevi mai incontrato prima?
No. Un tipo cos particolare uno se lo ricorderebbe.
Kristal fece una giusta considerazione: Forse anche lui, come
tanti che lavorano nel Grand Hotel, non escono quasi mai da l...
in pratica  una grande citt autonoma. In pi, Alessandro Poltronieri
non apprezza che i suoi dipendenti vadano in giro per il
paese. Questo Nuscemi sembra un topo di biblioteca, con la faccia
gialla di chi sta sempre davanti al computer. Strano che sia andato
a sciare proprio in quei giorni.
Lupo cap che forse stavano entrando su una pista importante. Il
fatto che Nuscemi lavorasse all'Hotel Regina diventava significativo,
un aspetto da verificare con urgenza. Anche se rimanevano solo
ipotesi e il movente era sempre sfocato.
Boris, non ha altre cose da suggerirci?
Di quelle che potrebbero interessare a lei, no.
Kristal, faccia una copia del segmento di questo Nuscemi. Poi
cancelli tutto il materiale di Boris. Controlli anche nel casellario
della polizia. Subito dopo riprenderemo l'interrogatorio.
Beretta si mise a lavorare al computer. Santoni si avvicin alla
finestra. Ormai la terra aveva vinto, la poca neve rimasta era diventata
una poltiglia sporca. Stava trionfando il clima pi caldo.
Chiss se un giorno da Valdiluce sarebbe scomparsa per sempre
la neve. Le piante erano rigogliose, i rami degli abeti luccicavano
sotto una pioggia quasi tropicale. L'impegno di quei giorni gli
aveva fatto trascurare molte delle sue cose quotidiane. Ingrid, nei
suoi numerosi SMS, chiedeva sempre di riccio Arturo, era il suo
nuovo grande amore. Lupo invece cercava di non pensare a lei.
Il solo nome gli procurava una fitta. Tanti pensieri contrastanti,
le preoccupazioni che il loro rapporto si stesse modificando. Un
turbamento che gli faceva allentare la presa sui fatti. Non poteva
permetterselo. Doveva essere come un monaco, incorruttibile,
trarre dalla castit l'energia pura, quella che come una droga lo
manteneva sveglio giorno e notte. L'indagine sembrava un macigno
da far rotolare in salita, pretendeva che tutte le forze fisiche
e mentali fossero spese in esclusiva. Kristal si avvicin a Santoni:
aveva terminato la sua ricerca.
Niente, nessuna condanna, nessun reato.
Lupo stava per affrontare ancora l'interrogatorio di Gorbaciov,
da lui si aspettava tutte le risposte sulla sua vita privata, le orge nel
circolo delle mirtillaie ed il rapporto con Orsa, ma in quel momento
squill il telefonino di Beretta. Una notizia che lo fece impallidire.
Ispettore, possiamo andare di l? Le devo dire una cosa urgente.
I due poliziotti si chiusero nell'ufficio, ma uscirono dopo aver
fatto un'altra telefonata.
Boris Osmanovich, lei rester qui in custodia con un collega, si
consideri in stato di fermo.
Ma, ispettore, mi trattiene senza un motivo preciso? Io sto collaborando
con voi.
Non ha il permesso di soggiorno e il passaporto  scaduto, quindi
stia qui e zitto. Tra l'altro ci dovr raccontare ancora i suoi rapporti
con le mirtillaie.
Boris cap dal tono brusco di Santoni che qualcosa di molto grave
era accaduto. Si riaccomod silenzioso su una sedia, poi si volt verso
la finestra a guardare la pioggia che era tornata a battere sul vetro.
...
Capitolo 31.

Localit Gobba del Diavolo. La neviera sembrava un vulcano,
con la sommit coperta dalle frasche di abete. La ruspa gialla era
bloccata vicino alla cima con il braccio sospeso a met. Sotto, nel
pianoro, il camioncino rosso, che avrebbe dovuto portare la neve
sulle piste, era fermo con uno sportello aperto. C'era nell'aria
quella strana fissit della morte. Anche il cielo, le nuvole, l'aria,
erano immobili. Solo il falco Trogolo volteggiava in cerchi che
racchiudevano la scena del crimine.
Lupo, ero andato fin su con il Caterpillar e stavo per iniziare a
raccogliere la neve. Per fortuna mi sono fermato appena ho visto che
da sotto le frasche sbucava un piede. Allora ho spento, sono sceso,
ho notato che la neve era sporca di sangue, una macchia enorme,
a quel punto ho chiamato Kristal.... Lo spazzino Alvaro Sernesi,
detto Mitraglia, sembrava particolarmente triste, abbacchiato. Sapeva
di salsiccia arrosto e Ginpin. Ho lasciato tutto cos com'era,
non ho toccato nulla. La cosa strana  che sulla neve, all'altezza del
corpo, sbuca una racchetta da sci....
Ok, adesso fatti da parte, ma resta dentro il camion, a
disposizione.
Beretta recint al volo la zona con delle bandierine rosse che aveva
sempre con s in macchina. Santoni verific con disappunto che la
pioggia aveva cancellato qualsiasi impronta di pneumatico. Tutte le
tracce sulla strada erano diventate rigagnoli d'acqua. Restava solo
asfalto nero, bagnato. Quando arriv Pieretti, insieme salirono
mestamente sulla neviera.
Ispettore, mi sembra che sia sempre la stessa messinscena.
Gi, un vulcano.
Raggiunsero la cima. I tre poliziotti si bloccarono. Immobili e
gelati. Kristal sciolse l'atmosfera, inizi il suo solito lavoro al
registratore. La voce per gli tremava: Il corpo  di Paolo Sormi,
professione fotografo, a torso nudo con una racchetta da sci piantata
nel cuore. Si notano varie stilettate sempre nell'area del torace. Ha
la bocca tagliuzzata con la solita veemenza che  stata riscontrata
sulle labbra di Leni Sarti. Probabilmente gli  stata tagliata....
Pieretti si avvicin e ispezion con molta cautela. Annu.
Gli  stata recisa la lingua e poi... all'interno della bocca c'
qualcosa. Un oggetto molto piccolo. Eccolo, una scheda fotografica
sporca di sangue. Marca Lexar professional.
Lupo ordin: Verifichiamo al pi presto cosa contiene questa
scheda,  della stessa marca che ci aveva indicato il fotografo. Se
non  stata danneggiata dal sangue, forse troveremo le foto realizzate
da Sormi e Leni degli animali deformati dalle radiazioni. Il
killer aveva infilato nella bocca del fotografo quella stessa memory
card che aveva prelevato dallo scarponcino nello chalet di Orsa e
che rappresentava l'oggetto pi prezioso sia per Leni che per il
fotografo Sormi? Santoni riusc solo a dire:  proprio spietato,
non si accontenta soltanto di uccidere, deve infierire... Pieretti, a
che ora sar morto Sormi?
Aspettiamo il dottor Franzelli per stabilire l'ora esatta del decesso,
ma penso che sia stato ucciso tra le sette di ieri sera e la
mezzanotte.
Kristal lo interruppe, lasciandosi andare a un pensiero che gli
sfugg ad alta voce: Si stanno verificando le profezie di Orsa,
quelle disegnate sulle sue unghie!.
Lupo non rispose. Dovevano ragionare con l'intelletto e non
con l'abbaglio di baggianate esoteriche. Era vero che l'accadimento
sembrava essere stato anticipato dal disegno sull'unghia
della Sarti: un cumulo di neve con una racchetta da sci conficcata
sulla cima. E non poteva essere una semplice coincidenza. Ma se
le cinque unghie decorate contenevano il diario del futuro, cosa
si dovevano aspettare? Altri due cadaveri? Il disegno sull'unghia
dell'anulare mostrava un uomo bruciato in una specie di rogo sotto
la neve e sul mignolo un altro individuo buttato gi da una rupe.
Lo stato di debolezza che afflisse Santoni non poteva che scaturire
da un profondo sconcerto. Quei disegni erano stati realizzati da
Aiko Kudo sui bozzetti scelti da Leni. A sentire la giapponese,
quasi casualmente, senza alcun riferimento, sotto una specie di
trance, ma ovviamente Marzio non poteva dare alcun credito a
questa versione. Escludendo quindi che Leni avesse la dote della
veggente ed anticipasse il futuro, com'era possibile che tutte quelle
immagini diventassero i fotogrammi di una realt che puntualmente
e drammaticamente si realizzava? Lupo sapeva che, in caso
di smarrimento nella nebbia, non si doveva insistere nel cercare la
propria posizione, ma operare sui dettagli, affrontarli uno dopo
l'altro, fissare l'attenzione solo su quelli. E lentamente, con un po'
di coraggio e fortuna, si sarebbe arrivati a unirli l'uno all'altro fino
ad arrivare a scoprire la via d'uscita.
Tagliare la lingua  il gesto di violenza inaudita che accomuna i
due delitti. A questo punto, non si capisce pi se sia una minaccia
mafiosa o qualcosa di diverso: forse un messaggio plateale attinente
alla sfera privata? Aiko Kudo, durante l'interrogatorio, aveva
confermato che Leni le ripeteva: "Non devi parlare con nessuno
del mio segreto, altrimenti ti taglio la lingua". Ma potrebbe essere
un'intimidazione che viene comunemente usata tra gli appartenenti
a una setta... o a un circolo, come quello delle mirtillaie.
Kristal sembrava molto agitato, a tal punto che non aveva neanche
avuto la forza di mangiare un cioccolatino. Osserv Santoni con
un'aria quasi di sfida: Questo  un assassino normale.
Non capisco cosa voglia dire....
Questi omicidi non hanno niente a che fare con la storia del
radar.
Beato lei che corre come una lepre! Non dimentichiamoci che
Leni Sarti e Paolo Sormi erano i pi attivi contestatori di Valdiluce
ed avevano raccolto materiale molto scottante.  difficile escludere
che non ci fosse interesse nell'eliminarli. La dinamica dei due delitti
 cos ben costruita a tavolino che dietro l'esecutore si potrebbero
nascondere menti sofisticate ed ingegnose. Cerchiamo di non farci
prendere troppo dalla suggestione, andiamo a studiare esclusivamente
i dettagli, poi faremo le nostre valutazioni. Soprattutto
verifichi subito questa scheda fotografica.
A quel punto, prese la parola Pieretti: Ispettore, non possiamo
ancora inserirla nel lettore: per prima cosa dobbiamo analizzare il
sangue, poi fare l'esame del DNA, infine sperare che sulla memory
card ci siano delle impronte digitali.
Secondo me, non troverete nessuna traccia degna di questa
parola, perch il killer indossa i guanti anche quando dorme...
siate rapidi!.
Il collega della Scientifica stava osservando con attenzione il punto
in cui era stata inserita la racchetta da sci nel petto del fotografo.
Vedremo se l'omicida ha lasciato un'impronta utile. Non sar
Mandrake questo killer, anche lui potrebbe aver commesso un
errore. Accidenti! Ma che strano... No, non  possibile!. Pieretti
era incredulo, persino uno della Scientifica poteva rimanere sbalordito
dalla crudelt di un assassino. Quel pezzo di merda, dopo
aver tagliato la lingua di Sormi l'ha infilzata qui, sulla punta della
racchetta, poi ha infierito su di lui con un ultimo colpo. Voleva che
noi trovassimo questa orribile messinscena!.
Lupo sent accanto a s una ventata di freddo. Si gir e vide il
capo della polizia Luigi Vallesi. Era vestito da citt e portava con
s quella nuvola che sapeva di farmaci. Pallidissimo, la sua voce al
contrario era calda e convincente. Era molto stanco e i suoi occhi
sembravano occupati da altre cose, come se avesse dentro una
strana forza spirituale. Lui e Santoni si appartarono per parlare ed
aggiornarsi sulle varie piste del caso, sempre pi complicato. Fu
Marzio a iniziare: Le coincidenze tra i due delitti sono tante: la
montagnola a forma di vulcano, i rami di abete, i corpi sotto la neve
con la lingua tagliata, uno ucciso con una racchetta da sci nel cuore,
l'altra affogata nell'acqua. Un uomo e una donna impegnati nella
battaglia ecologica contro il centro radar. Un omicida che usa la
roncola, l'ascia, il coltello. Tutti strumenti che esistono da quando
c' l'uomo. E poi magia, esoterismo, misteri, il demonio, ma sa che
io non credo a questa roba.
Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, Santoni, disse il supercapo
Vallesi, anche perch nessun giudice accetterebbe mai come
prove delle suggestioni esoteriche. Ci nonostante, lei deve fare
un'operazione un po' ardita: entrare nella mente dell'omicida, non
solo con l'occhio vigile della ragione. Deve lasciarsi attrarre da
quel mondo parallelo che ci si sta presentando con tanta vivezza.
Vallesi si ferm un attimo a osservare il volto di Marzio: era bello,
aveva i capelli lunghi che gli cadevano sulle spalle, gli occhi azzurri
pieni di una forza unica, puliti come quelli di un santo. Sembrava
stupito di quello che il suo capo gli stava dicendo. L'irrazionale
come forza antagonista della vita? I disegni profetici sulle unghie
di Leni raccontavano qualcosa del genere... Allora il prossimo
delitto sarebbe stato davvero quello di un uomo bruciato in una
specie di vulcano coperto di neve? Sul volto di Lupo questi dubbi
parevano concretizzarsi, e Vallesi sent il bisogno di rassicurarlo:
Ispettore, non si preoccupi, non voglio che lei tradisca le leggi
dell'investigazione enunciate da Van Dine: "Apprendere la verit
per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del
pensiero, suggestione e magie,  assolutamente proibito".
Santoni lo ascoltava con molto interesse. Non per niente Vallesi era
il capo della polizia e mostrava di essere una tacca sopra, rispetto
agli altri. Aprirsi a nuove procedure d'indagine non era facile, ma
Lupo Bianco avrebbe fatto in modo di riuscirci.
Torniamo alla logica stringente, prosegu il supercapo. L'inchiesta
sul centro radar ci sta portando a scoprire un intreccio
di tipo mafioso tra l'Air Snow di Alessandro Poltronieri e alcuni
funzionari corrotti del ministero. Quindi la volont di uccidere
Leni Sarti e Paolo Sormi, che ostacolavano i loro loschi affari,
potrebbe essere una pista concreta. Ma bisogna chiudere subito
questa parte dell'indagine, cos da l in poi potremo proseguire con
pi efficacia. Vallesi guard l'orologio. Adesso comunque torno
in paese per un incontro, ci vediamo pi tardi.
Lupo non aggiunse una parola. Il capo sorrise e lo guard con
affetto. Se avessi avuto un figlio, mi sarebbe piaciuto che fosse
stato come lei, aggiunse imbarazzato Vallesi e subito si allontan,
scivolando sulla neviera con le sue scarpe da citt e la sua andatura
incerta. Una macchina blu lo stava aspettando.
Santoni torn da Kristal e il collega della Scientifica: Voi continuate
a fare i rilievi, io scendo per interrogare Mitraglia, che mi
sta aspettando sul camion. Pieretti, proceda anche a ispezionare
l'appartamento nel residence Bellosguardo dove viveva Sormi.
Noi l'abbiamo gi visitato durante l'interrogatorio, ma se trova
qualcosa di importante ce lo comunichi subito. Infine si rivolse al
suo assistente: Appena ho finito con Mitraglia, dobbiamo andare
al pi presto nel posto di polizia per interrogare anche Boris. 
necessario battere il ferro finch  caldo.
...
Capitolo 32.

L'interno del camion puzzava di nafta, pelliccia bagnata, deodorante
all'arancia e gomma da masticare Brooklyn. Una zampata
d'odori che stord Santoni. Lo spazzino Alvaro Sernesi era
appoggiato sul volante con aria pensierosa. Difficile immaginare
che fosse rimasto davvero scioccato per aver trovato un cadavere:
nella sua quotidianit aveva una certa consuetudine con il sangue
e la morte, sia pure di animali. Sul cruscotto risaltava la foto del
suo cane spinone.
Terry non sta con te?  la prima volta che ti vedo senza di lui,
cosa  successo?.
Mitraglia aggrott le sopracciglia: solo quel cane gli suscitava
qualche sentimento.
Mi sta sempre attaccato al culo, ma ha le sue abitudini che io
non ho mai contrastato. Alle 18:00, ovunque si trovi, se ne va, mi
abbandona, per seguire le sue piste di caccia.  bravissimo con le
beccacce, e spesso si infila nel bosco della faggeta o nella zona delle
ghiacciaie della Valbrina per fiutarne le tracce, ma verso le 19:30
puntuale come uno svizzero, torna sempre a casa. Tanto che gli
lascio la porta aperta. Eppure ieri sera non l'ha fatto, sono molto
preoccupato.... Lo disse quasi con le lacrime negli occhi.
Santoni cerc di rasserenarlo: Magari sta inseguendo ancora
una preda.
Si vede che non sei cacciatore, uno spinone ha le sue regole ferree.
Non farebbe mai una mattata.  sempre tornato. Alvaro s'incup:
Non vorrei che qualcuno abbia voluto farmi del male attraverso
Terry, perch io l'ammazzo, lo giuro. Lo scuoio con questo coltello.
Sfoder, brandendolo minacciosamente, il suo Pattada. Poi guard
Santoni con occhi feroci. Lupo, ti avevo detto che ci che stava
accadendo a Valdiluce era pericoloso per tutti. Hai visto che fine
hanno fatto la Sarti e Sormi? E per fortuna che ti ho consegnato
quel progetto dell'attentato con il drone. Ma sento che il cerchio
si sta stringendo.
Mitraglia, come fai a sapere che il corpo era di Paolo Sormi?,
url Santoni. Avevi detto di aver lasciato tutto come era. Invece
hai tolto le frasche d'abete e hai guardato il cadavere?
Lupo, non potevo non darci un'occhiata mentre aspettavo, ho
solo sollevato una frasca, ma l'ho fatto con i guanti. Cos non ho
contaminato la scena del crimine.
Era veramente irritante quel Sernesi: sembrava che, quando
c'erano di mezzo sangue e cadaveri, potesse fare qualsiasi cosa. Si
sentiva l'esperto supremo.
Mitraglia, dimmi con precisione che cosa hai fatto dalle 18:00
alle 5:00 di questa mattina. Hai un alibi?.
La parola cadde sulla testa di Alvaro come un ghiacciolo. Quello
rimase per un istante imbambolato, o forse stava studiando cosa
rispondere?
Come ti ho detto, verso le 19:00  scomparso Terry e mi sono
messo a cercarlo, ho passato la notte nei boschi e nella strada, poi
sono venuto qui alla neviera con il camion. Per lavoro.
Hai incontrato qualcuno che possa testimoniarlo?
No, ma molti avranno sentito la mia voce mentre urlavo: Terry,
Terry.
Non mi pare un alibi.
Lupo, se pensi che io abbia ucciso Paolo Sormi, sei proprio fuori
di testa. Non ho un alibi, ma tu non hai neanche uno straccio di
movente per accusarmi. Eccoci di nuovo: erano tutti investigatori
a Valdiluce. Sul groppone di questo dannato paese gravavano
due cadaveri e un attentato. I margini di cazzeggio si erano ridotti
all'osso.
A quanto pare, hai fatto un'esplorazione cos accurata sul cadavere
che mi domando se tu abbia qualche altra informazione da
darmi prima che ti sbatta in galera?.
Mitraglia non cap l'ironia di Lupo Bianco e rispose con molta
seriet: Primo: il fotografo  stato ammazzato sulla neviera.
Sentiamo, e perch?
Il sangue sulla neve era fresco ed  zampillato copioso. Quindi
non pu che essere stato ucciso lass. Altrimenti ce ne sarebbe
stata una piccola quantit. Una cosa  se ammazzo un animale e lo
lascio sul posto e un'altra se l'animale dopo lo trasporto altrove.
La neve ti racconta tutto.
Lupo non aveva molte alternative: quel Mitraglia univa, a un'apparente
primitivit, una capacit d'osservazione tipica del cacciatore.
Sapeva rilevare ed interpretare le tracce, conosceva della morte
violenta ogni particolare, nel suo DNA aveva ben salde le regole
per studiare i comportamenti di una potenziale vittima, per poi
aggredirla in sicurezza. Era capace di architettare sicuramente
un omicidio. Inoltre aveva fatto il lavoro di boscaiolo e sapeva
scuoiare un abete ed usare la roncola. Aveva raccolto centinaia di
informazioni sugli abitanti di Valdiluce, selezionando dalla spazzatura
lettere e documenti. Anche lui sarebbe stato un eccezionale
detective, peccato che non si trovava mai dalla parte della polizia.
Se Santoni avesse avuto la collaborazione delle centrali sotterranee
dell'investigazione di Valdiluce, avrebbe gi concluso le indagini.
Oltre alla "raccolta differenziata" del Mitraglia, c'era il Dogana con
il suo distributore di benzina, dove tutti per abitudine lasciavano
una notizia; le "Vedette clandestine", che con un sistema capillare
coprivano ogni angolo del paese, osservando la vita altrui attraverso
le finestre; infine Boris detto Gorbaciov, che analizzava le carte d'identit
di chi affittava gli sci e poi approfondiva in rete i personaggi
pi interessanti. Da non trascurare nemmeno Fidelio, che con il
suo lavoro di idraulico entrava in tutte le case di Valdiluce e poteva
conoscere tanti altri segreti. Lupo sperava che il suo vecchio amico
si decidesse, prima o poi, a diventare un informatore. A loro, per,
si dovevano aggiungere gli altri abitanti del paese, che si dedicavano
giorno e notte a incamerare e diffondere i pettegolezzi, ed erano
depositari di notizie, fatti e segreti. Un intricato sistema che Lupo
sperava di intercettare. Per ora era riuscito solo a spremere qualche
goccia utile per la sua indagine. Come gli aveva detto Vallesi, doveva
usare il pugno di ferro. Ma ora si era dilungato un po' troppo nei
suoi ragionamenti e aveva trascurato il Mitraglia, che lo guardava
preoccupato.
Lupo, a cosa stai pensando? Che mi vuoi fare?.
Il netturbino ormai era pi che un sospettato, per l'ispettore
non aveva in mano alcun elemento concreto per arrestarlo. Poteva
solo intimorirlo: Alvaro Sernesi, sai troppe cose e troppe ne
nascondi....
Lupo, ti prego, non mi arrestare, fammi almeno ritrovare Terry,
dopo mi puoi anche sbattere dentro.
Va bene, ma non ti muovere dal paese. E soprattutto, non fare
pi cazzate.
Grazie, Marzio, te ne sar grato per tutta la vita.
Sembrava che tutto quello che stava accadendo al netturbino
Alvaro Sernesi in quelle ore - una possibile incarcerazione per
omicidio, il sentirsi attorniato da gente che gli ronzava intorno
sempre pi minacciosa, la paura di finire come Leni e Paolo Sormi
- non contassero nulla di fronte alla scomparsa immotivata del suo
cane. Il suo fiuto di cacciatore gli faceva forse presagire il peggio.
...
Capitolo 33.

Quando arrivarono al posto di polizia a Valdiluce, Lupo e Kristal
notarono che Erminia Passi era affacciata alla finestra del suo appartamento,
insieme con altre quattro vecchiette, appiccicate tra
loro come chicchi d'uva bianca. Erano spudoratamente all'attacco,
in esposizione, finalmente prive di tutte le tendine dietro le quali
sempre si nascondevano. Le telecamere di Valdiluce erano uscite
allo scoperto.
Dev'essere una riunione delle Vedette clandestine, disse Kristal
ammiccando alla finestra.
Gi, e sono concentrate tutte in casa di Erminia. Questo significa
che si aspettano grandi cose da noi. Allora vuol dire che siamo
sulla buona strada nell'indagine. Lupo si sofferm a guardarle:
gli occhietti delle signore erano sfolgoranti e per niente intimiditi.
Sembravano sul palchetto di un teatro ad aspettare lo spettacolo.
Santoni sussurr al suo assistente: Dobbiamo trovare il modo di
far uscire dalle loro bocche cucite qualche notizia, soprattutto su
Leni e il suo passato. Ci vuole un colpo di genio per convincerle
a parlare....
Nel posto di polizia c'era un bel fermento: il capo Vallesi aveva
occupato l'ufficio di Santoni con un gruppo di persone, probabilmente
la famosa commissione tecnica sul centro radar. Kristal e
Lupo Bianco si ritirarono nell'altra stanza, pi piccola, per procedere
all'interrogatorio di Boris Osmanovich. Beretta inizi con la
prima domanda: Boris, abbiamo un documento che ci rivela in
maniera inequivocabile che tu partecipi alle feste trasgressive del
circolo delle mirtillaie, e che completamente nudo, unico uomo,
ti abbandoni a turpi atti sessuali.
Osmanovich non sembr minimamente turbato.
Uno sar libero di fare quello che vuole, in privato, no?.
Lupo prese la parola: Certo, non stiamo indagando sulle sue
attivit sessuali, ma sugli ambienti che potrebbero avere delle
contiguit con i due omicidi.
Boris spalanc gli occhi con stupore.
Adesso sono diventati due?
S,  stato ucciso anche il fotografo Paolo Sormi!.
Il bosniaco ebbe una strana reazione.
Kristal, posso prendere un cioccolatino?
Senz'altro.
Boris scart un Mon Chrie con molta calma, se lo mise in bocca e
lentamente lo mangi. Mostrava una sottile eccitazione, come se la
notizia l'avesse sorpreso ma fosse stata immediatamente assimilata.
Addirittura Santoni trov nei suoi occhi il segno di una malcelata
soddisfazione, quasi che si fosse liberato di un macigno. Continu
l'interrogatorio: Non sembra dispiacerle.
Onestamente non sono mai contento se uno viene ucciso, ma con
lui non  che avessi una grande amicizia, ci conoscevamo poco.
Pensare che a Valdiluce si dice che lei e Sormi eravate gli amanti
di Orsa, nel senso che tutti e due la frequentavate insieme, in giochi
erotici di gruppo, una pratica in cui mi pare molto esperto. E un
testimone la sera della sparizione di Leni avrebbe notato che verso
le 18:30 il fotografo Paolo Sormi andava a tutto gas alla guida della
fat Panda di sua propriet. E sembrava molto agitato. Come fa a
dire che non vi conoscevate se addirittura avevate in comune la
stessa donna e la stessa macchina? Il testimone ha aggiunto che
lei  stato visto varie volte con Sormi parlottare fuori dal paese, in
incontri appartati e segreti....
Gorbaciov restava tranquillo, la morte del fotografo aveva tolto
di mezzo tanti fastidi. I segreti che condivideva con Leni e Sormi
erano ormai sotto terra e nessuno sarebbe pi riuscito a tirarli fuori.
A dire il vero, questo fu il pensiero che Santoni attribu all'espressione
placida del bosniaco: nel triangolo mancavano i due angoli
pi importanti, e con la morte del fotografo spariva un eventuale
altro testimone, magari pi loquace della Sarti... restava solo Boris,
che sembrava acquisire dalla situazione sempre pi sicurezza.
Poteva dire tutto quello che voleva: nessuno lo avrebbe potuto pi
contraddire. Gorbaciov arriv persino a sorridere ed a esclamare:
Adesso so chi  il ladro della mia macchina: Paolo Sormi! Quella
sera la Panda era scomparsa, qualcuno me l'aveva rubata... l'ho
ritrovata due giorni dopo a Feronia, a circa venti chilometri da
Valdiluce. Era stata abbandonata sul bordo della strada. Mitraglia
 passato di l con lo spazzaneve e l'ha riconosciuta, per lo stemma
della Bosnia che sta sul lunotto posteriore. Quel Paolo Sormi era
un drogato e si vede che gli serviva una macchina per fare qualcosa,
forse incontrare uno spacciatore....
Kristal e Lupo si scambiarono uno sguardo preoccupato. Boris
era troppo baldanzoso, anzi era quasi sfacciato. La sparizione di
Sormi dalla sua vita gli rendeva facile tutto, anche di raccontare
balle supersoniche? Beretta lo incalz: Ah, s, e perch non ci hai
denunciato il furto?.
Gorbaciov rispose con una celerit sorprendente: Era scaduta
l'assicurazione. Non potevo segnalare il furto di una macchina su
cui avrei poi dovuto pagare una multa salata.
Lei non riesce proprio a essere in regola con i documenti, eh,
Osmanovich?, osserv Santoni, sempre pi scettico nei suoi
confronti.
No, ammise senza imbarazzi il noleggiatore di sci.
E allora?
La Panda la tengo ferma e immobile, non l'ho pi usata dal
giorno del ritrovamento del cadavere di Leni.
Lupo si stava spazientendo: Boris, rincominciamo da capo.
Quante volte  andato dalle mirtillaie per un'orgia?
Glielo ripeto: in una casa privata uno pu fare quello che
vuole....
E di quella storia che ci ha raccontato qualche giorno fa, che con
Leni avrebbe raggiunto una tale intimit fino a spogliarsi nudi, ma
poi la libraia non avrebbe voluto fare pi all'amore?
 tutto vero.
A questo punto, deve chiarire bene ogni particolare. Lei mi
sembra troppo tranquillo e sta prendendo una china pericolosa,
 come se stesse sciando sulla pista Red a centoventi chilometri
all'ora, sul ghiaccio, dove  difficile fermarsi. Rischia di schiantarsi
contro gli alberi, lo sa?.
Gorbaciov non sembrava per niente turbato. Lupo pens che
quell'uomo - bevitore, lussurioso, forse anche omicida - aveva
una mente lucidissima e riusciva ad improvvisare con grande abilit
storie su storie. Senza alcun rispetto, li stava deliberatamente
prendendo in giro.
Mi piaceva molto Orsa. Una volta verso le quattro del pomeriggio
mi ha riconsegnato gli sci. Era tardi, gli impianti erano chiusi,
eravamo soli nel mio box del noleggio. Leni indossava i pantaloni
corti stile lederhosen, in cuoio verde, e sotto aveva una calzamaglia
nera da sci. Era uno schianto. Da un po' di tempo giocava con me,
sembrava che ci stesse. Mi ha chiesto di toglierle gli scarponi. Io
mi sono inginocchiato per farlo, lei ha accarezzato la voglia che
ho sulla testa. Mi ha detto che era diventata rosso fuoco. A quel
punto ho provato a baciarla e lei mi ha lasciato fare, poi ci siamo
lentamente spogliati. Siamo rimasti nudi, ma quando  stato il
momento di andare avanti, improvvisamente ha esclamato: "No,
no, non posso, mi ucciderebbe se lo sapesse! ". E io le ho detto che
era impossibile che qualcuno potesse vedere quello che stavamo
facendo, il box era chiuso, non c'erano finestre. Lei mi ha risposto:
"Lui sa sempre tutto". E a quel punto si  rivestita in un attimo ed
 uscita pure incazzata.
Da quel giorno avete avuto qualche altra occasione d'incontro?
No, solo la mattina della manifestazione quando ha affittato gli
sci. Le avevo chiesto se voleva andare a mangiare una pizza con
me la sera, ma lei ha rifiutato dicendo che aveva un appuntamento
importante.
Boris Osmanovich, posso procedere seduta stante alla sua espulsione
perch non ha il permesso di soggiorno e il passaporto 
scaduto, sbatterlo per sempre nella sua Bosnia, ma ci dispiacerebbe
perdere una persona importante come lei, soprattutto cos attivo
sessualmente. Come farebbero a vivere le mirtillaie senza di lei?.
Gorbaciov guard interrogativo Santoni, non riusciva a capire dove
volesse arrivare. Lupo lo fissava con molta attenzione. Allora,
cos'ha da dire?
Che troverebbero un altro uomo disponibile.
No, Boris, mi aspetto da lei una risposta pi convincente.
Non so, non capisco....
Le mirtillaie potrebbero vivere senza il suo sperma, ma soprattutto
senza un amico pronto a tutto, magari anche capace di commettere
due delitti?. Gorbaciov smise di colpo di essere strafottente,
perse molto del suo vigore, impallid. Lupo continu: Mi dica,
che cosa ha avuto in cambio per uccidere Sormi e Leni? ventimila
euro? quarantamila?.
Anche Kristal era spiazzato. Boris si stava spegnendo come un
lumicino.
Ispettore, non so....
Diciamo che nella nostra prigione trover il tempo e la voglia
di ravvedersi.
Ma io sono innocente.
Questo lo vedremo. Intanto paga il fatto di essere privo di documenti
validi, e poi il suo fermo preventivo per i due omicidi.
Kristal, provveda.
Un detective doveva ogni tanto forzare la mano, alzare l'asticella
della logica con un po' d'inventiva. Quella espressa da Santoni era
un'ipotesi come un'altra, ancora tutta da dimostrare. Comunque
Boris Osmanovich era cos importante sia nel video che nella vita
delle mirtillaie, che non poteva non sapere qualcosa di pi. Era
giusto affondare su di lui, anche perch l'eco del suo fermo avrebbe
portato lo scompiglio a Valdiluce, si disse Santoni. Qualcuno
avrebbe potuto commettere, per paura o per sfida, qualche errore.
Ritorn Kristal dopo aver chiuso in cella Gorbaciov. Era perplesso,
quasi deluso: poteva il suo maestro Lupo Bianco essere stato cos
approssimativo in un'indagine? Lui che era famoso proprio per
l'accuratezza con cui approfondiva i dettagli?
Ispettore,  sicuro che Boris sia l'assassino? Davvero possiamo
trattenerlo? Forse lei sa cose che non mi ha detto?.
Ci stava prendendo per il culo. La storiella della macchina rubata,
l'incontro assurdo con Leni finito male, poi la scempiaggine che
non fosse amico di Sormi, i suoi rapporti con le mirtillaie relegati
soltanto a uno sfogo sessuale: sono tutte balle siderali che dovremo
demolire una per una. E io ho solo iniziato l'opera. Beretta era
perplesso, ma Lupo continu: Andiamo al Grand Hotel Regina e
facciamo un salutino a questo Roberto Nuscemi. Ha la sua foto?.
Kristal apr il cassetto della sua scrivania e gliela porse subito.
Effettivamente il segretario del Grand Hotel Regina aveva un volto
ossuto, in gran parte occupato da un paio di occhiali da vista. Le due
lenti erano molto spesse ed un occhio sembrava pi grande dell'altro.
Kristal conferm la sensazione che aveva anche Santoni: Forse
sono quegli occhiali e quello sguardo a renderlo un tipo sospetto.
Vede cosa succede a chi trascorre il suo tempo davanti al computer?
Prima o poi rischier anche lei di finire come questo Nuscemi.
E la sua fidanzata Chiara De Finis che dir?, tent di alleggerire
il clima Santoni.
A proposito, ispettore, non abbiamo pi il tempo neanche per
respirare e non sono riuscito a darle una buona notizia: Aiko Kudo
 stata licenziata dal boss Alessandro Poltronieri, come lei temeva,
ma Chiara le ha dato subito uno spazio nel negozio di fiori, dove
ha ripreso a svolgere la sua attivit di nail artist. Sta avendo un
gran successo con le decorazioni ispirate ai fiori che vende la mia
ragazza.
Benissimo. Presto dobbiamo tornare a interrogarla: voglio approfondire
alcuni dettagli sui disegni che faceva per la Sarti.
...
Capitolo 34.

Il Grand Hotel Regina occupava una bella parte di piazza Monte
Rosa a Valdiluce. La facciata era pomposa, con grandi fregi in legno
dorato, di fronte all'ingresso sostava un signore in alta uniforme,
l'addetto al ricevimento dei clienti. Appena Kristal e Marzio si avvicinarono,
l'uomo disse con voce stentorea e con un forte accento
dell'Est: Benvenuti, ispettor Santoni e signor Beretta, prego.
Fu la prima sorpresa: i due poliziotti erano in borghese, come
aveva fatto il portiere a riconoscerli? Sia Lupo che Kristal non l'avevano
mai visto. Entrarono nella hall attraverso la porta girevole.
Sul fondo c'era il grande bancone della reception con tre ragazze
che indossavano eleganti divise blu. Una di loro, bionda e con un
trucco molto curato, annunci ad alta voce: Benvenuti, ispettor
Santoni e signor Beretta, in cosa possiamo esservi utili?.
Anche loro li conoscevano. La situazione diventava sempre pi
assurda, quasi che qualcuno avesse distribuito le loro foto segnaletiche
a tutto il personale. Doveva essere scattato un allarme interno,
dopo il licenziamento di Aiko. Kristal si appoggi al bancone
del ricevimento e disse: Dobbiamo incontrare il dottor Roberto
Nuscemi.
L'impiegata rispose: Avete un appuntamento?
No, ma lo dobbiamo vedere subito. Siamo della polizia.
Lo informo della vostra presenza.
Non c' tempo, replic secco Santoni.
La ragazza cap: Allora vi accompagno immediatamente.
L'impiegata bionda usc da dietro il bancone e si avvi verso l'interno
dell'hotel. Profumava d'oriente, un mix di gelsomino e rosa.
L'atmosfera era raffinata, molti caminetti accesi, grandiose vetrate
che inquadravano l'esterno con vista sulle montagne. La giovane
era molto carina e sculettava sui tappeti morbidi. Un cameriere di
colore che teneva sul vassoio due cocktail sfior i due poliziotti e
s'inchin.
Buongiorno, ispettor Santoni. Buongiorno, signor Beretta.
Era una persecuzione. Scesero di un piano ed entrarono nella
lussuosa spa. Lupo percep da qualche metro i profumi intensi:
pino, vinaccia, fieno. Fu travolto da un nugolo di persone coperte
dai soliti accappatoi bianchi. A Lupo non piaceva quel luogo dove
l'aria era filtrata e sigillata, pens quanto fosse assurdo che si pagassero
cifre importanti per respirare in un ambiente condizionato
da tanti profumi sintetici, mentre sulle vetrate pulsavano piene
d'ossigeno le montagne di Valdiluce. Bastava uscire fuori, riempire
i polmoni, lasciarsi prendere da quella droga naturale. La musica
che li accompagnava era soffusa e delicata. Non ci fu nel percorso
un inserviente, o un massaggiatore, che non desse loro il benvenuto.
Costeggiarono le piscine e Lupo ritrov nell'aria quell'odore sottile
di cloro, qualcosa che ricordava il profumo di una sauna. Lo stesso
che aveva sentito nel casotto della protezione anti valanghe. Si fermarono
davanti a una porta dove spiccava un cartellino: Roberto
Nuscemi. La ragazza buss, una voce dall'interno disse di entrare.
Quando i due poliziotti varcarono la soglia, l'uomo stava seduto
dietro a un grande tavolo su cui troneggiavano diversi computer.
Si accomodi, ispettor Santoni, e benvenuto anche a lei, signor
Beretta.
Lupo Bianco cap che un sistema di telecamere li aveva seguiti fino
a quel punto. Roberto Nuscemi ovviamente non indossava l'accappatoio
bianco come Alessandro Poltronieri, bens un maglione da
sci e un paio di pantaloni di velluto. Il segretario era meno brutto
di quanto apparisse in foto: spiccava comunque il volto sofferto,
e gli occhi avevano quella strana differenza di grandezza. Oltre
all'odore di palestra, c'era il profumo dolciastro dei torroncini,
disposti in un vassoio d'argento. Nella stanza, insieme ai computer,
campeggiavano numerosi quadranti che indicavano l'ora delle
grandi metropoli nel mondo. Quattro televisori erano sintonizzati
su alcuni canali internazionali, uno fisso sulla borsa di New York.
Se volete favorire, prego. Me li faccio arrivare freschi da Palermo.
 la mia droga quotidiana, disse loro porgendo il vassoietto
di torroncini.
Lupo pens che con molta probabilit quell'interrogatorio fosse
ripreso da qualche telecamera nascosta, in diretta, e si immagin
il boss Poltronieri e i suoi che lo stavano osservando. Dovevano
uscire al pi presto da l. Non profer una parola. Ne nacque un
certo disagio. Nuscemi attendeva che l'ispettore parlasse. Prese
un torroncino dal vassoio sulla scrivania, lo scart con lentezza e
poi lo mastic. In realt, Lupo Bianco stava ricollegando nella sua
mente gli indizi raccolti nel casotto della centrale dei cannoncini anti
valanga: l'odore di cloro diffuso ovunque nel piano dell'ufficio di
Nuscemi, i numerosi computer e il fatto che il PC dell'hacker fosse
nel Grand Hotel, il frammento di torroncino che era stato trovato
sul binocolo... Ormai era tutto chiaro come il sole.
Dottore, le va di fare quattro passi con noi?
Se non mi porta in prigione, certamente.
Assolutamente no, io soffro un po' di claustrofobia e preferirei
fare una passeggiata nel paese, per respirare aria buona e conversare
con tranquillit.
Roberto Nuscemi si alz leggermente perplesso, indoss la giacca
a vento. Kristal, prima di uscire, gli fece una domanda: Dalla
quantit di computer che utilizza, dev'essere molto complessa
la gestione di un Grand Hotel.
L'albergo appartiene a una catena che fa capo alla nostra
societ-madre, l'Air Snow, di cui sono il segretario
amministrativo.
Certo, con un sistema come questo pu dominare il mondo,
insinu Santoni.
Nuscemi si infastid, come se non gli fosse piaciuto che si ponesse
l'accento sulla sua attivit informatica. Prese un'espressione pi
dura, la voce divent aspra: S, con il computer posso fare e disfare
ci che voglio, ma non posso impedire che la gente ci dia fastidio
ogni giorno con le sue assurde congetture.
I negozi del paese avevano vetrine sfarzose, i bar erano caldi e
accoglienti, il tempo stava tornando al freddo, dopo tanto scirocco.
Kristal seguiva molto incuriosito Santoni. Era la prima volta che
metteva in piedi un interrogatorio deambulante. Ma Lupo Bianco
si intratteneva con il segretario Nuscemi solo su temi di un'ovviet
sconcertante. Si inform se sapesse sciare, se avesse fatto agonismo,
quale fosse la pista che gli piaceva di pi, se fosse sposato. Insomma
una catena di banalit che stavano preoccupando l'informatico.
Quale pericolo si nascondeva dietro quell'atteggiamento bonario
del pi pericoloso detective in circolazione? A un certo momento,
Santoni si ferm davanti al grande negozio di ottica, vicino alla
piazza centrale di Valdiluce, a pochi passi dal posto di polizia.
Le dispiace seguirmi?.
Era molto bizzarro il procedere di quell'incontro. Nuscemi non
poteva rifiutare anche perch non capiva dove Lupo Bianco volesse
andare a parare. L'ottico era Brunello Parisi, amico d'infanzia di
Marzio. Dopo i soliti convenevoli, Santoni chiese con cortesia a
Nuscemi: Le dispiacerebbe dare i suoi occhiali a Brunello? Vorrei
fare una verifica.
Il siciliano stava entrando in fibrillazione, si sentiva incastrato in
un gioco che sembrava in apparenza demenziale, ma intuiva che
sotto potesse esserci qualcosa di pericoloso. D'altra parte, non
avrebbe mai potuto rifiutare, chiamare il suo avvocato, difendersi
da una richiesta cos innocua.
Santoni aggiunse sornione: Lo so che  strano, ma lo faccia solo
per farmi una cortesia.
Nuscemi si tolse gli occhiali con molta lentezza, quasi che si
privasse di un indumento intimo: i suoi occhi erano di un verde
scuro gradevole, senza le lenti spesse non aveva pi quell'aria da
killer. Allung gli occhiali a Brunello Parisi, che li osserv con
molta curiosit. Cosa potevano nascondere di tanto importante per
interessare un ispettore di polizia? Forse qualche ricetrasmittente o
una videocamera nascosta? A prima vista, non pareva che avessero
niente di speciale. Parisi - abbronzato e sportivo - faceva la sua
bella figura nel camice bianco.
Marzio, cosa vuoi che ci faccia, con questi occhiali?
Che mi certifichi i valori delle diottrie.
Con il frontifocometro?
Con il solito apparecchio che usi sempre, ma mi devi dare i dati
pi precisi possibili.
L'ottico mise le lenti sotto l'apparecchio, poi prese un foglio che
sembrava quello del prontuario di un medico e ci scrisse alcune
cifre.
Lei ha una bella miopia, piuttosto rara. Sulla lente sinistra risulta
che ha meno quattro diottrie e su quella destra invece pi zero
virgola cinque diottrie: una differenza notevole. Complimenti
per i suoi occhiali: non  facile, con il suo problema, realizzare un
prodotto perfetto come questo.
Parisi se li rigirava tra le mani ammirato. Dove glieli hanno fatti?
A Palermo.
Santoni era molto soddisfatto, ma doveva continuare il suo
percorso.
Nuscemi, mi deve scusare, possiamo passare un secondo nel
nostro posto di polizia?.
Il siciliano incominciava ad essere irritato. Sapeva che alla fine lo
avrebbero condotto l. E Santoni era noto per la sua tenacia: se lui
si fosse opposto, in una maniera o nell'altra, l'avrebbe costretto ad
andare in questura con le cattive. Era meglio farlo adesso. L'informatico
tent di stemperare il suo fastidio con un po' d'autoironia:
Nel suo ufficio cosa mi vorr misurare ancora? Qualcosa che,
glielo posso gi anticipare,  assolutamente nella media?.
Lupo fece sedere Nuscemi di fronte alla sua scrivania, Kristal
cerc di metterlo a suo agio: Vuole un Mon Chrie?, domand
rassicurato dalla comune passione per i dolciumi.
No, grazie.
Il segretario del Grand Hotel stava diventando molto nervoso,
non riusciva a rimanere fermo sulla sedia, e quella violenza repressa
affiorava sulle mani, che battevano nervosamente sul bordo della
scrivania. Esprimeva una strana elettricit, come se avesse acquisito
da tutti i suoi computer un'energia negativa, una carica pericolosa.
Pareva stesse per esplodere come una bomba ad orologeria. Kristal
era altrettanto eccitato, aspettava la zampata di Lupo Bianco.
Santoni apr il cassetto della sua scrivania e tir fuori un paio di
guanti della Scientifica. Li indoss. Poi si alz e fece per andare
nella stanza adiacente.
Torno subito, annunci.
Kristal e Nuscemi trascorsero quei minuti di attesa in un silenzio
apparente, ma i rumori che ciascuno produceva erano piuttosto
rilevanti: i piedi che strusciavano sul pavimento di legno, una mano
che picchiettava, un colpo di tosse, la carta di un cioccolatino,
anche il pugno che Nuscemi stringeva con violenza sembrava che
producesse un qualche suono. Dalla finestra si vedeva che stava
nevicando: Valdiluce tornava alla sua veste pi elegante. L'ispettore
rientr dopo alcuni minuti con un oggetto avvolto in una tela di
raso blu. L'appoggi sulla scrivania. Poi l'apr e apparve una busta
di plastica trasparente sigillata dalla Scientifica che conteneva un
binocolo Zeiss.
Carissimo Nuscemi, questo  il cannocchiale che era in dotazione
nel casotto dell'anti valanga e che certamente ha usato il giorno in
cui ha attivato il cannoncino. Non contiene le sue impronte digitali
ma un segno altrettanto personale. Unico. Lei, dovendo osservare
a lungo i manifestanti con il binocolo, si  tolto gli occhiali perch
le davano fastidio e ha posizionato le tacche del cannocchiale sulle
misure della sua miopia. Ecco la relazione del dottor Pieretti della
Scientifica quando ha archiviato il binocolo.
Mostrando all'incredulo Nuscemi il documento, lesse ad alta voce:

Segnalo inoltre che i due oculari del binocolo sono stati posizionati ciascuno
su valori di diottrie diverse: occhio sinistro quattro tacche in meno, il
destro pi mezza tacca.

Lupo prese il binocolo e lo mostr a Nuscemi. Eccole qua, ben in
evidenza, le tacche sugli oculari dello Zeiss. Questa  la sua firma, il
suo dna, unico come il suo problema agli occhi.  la sua condanna,
insieme a quel piccolo frammento di torroncino appiccicato sulla
ghiera della messa a fuoco.
Santoni si ferm. Assapor per un attimo il piacere di vedere il
segretario dell'hotel sciogliersi sulla poltrona e Kristal accendersi di
stupefatta devozione, poi aggiunse: Roberto Nuscemi, la dichiaro
in arresto per tentato omicidio e tentata strage, avendo lei messo in
azione il cannoncino attraverso il computer del centro anti valanga,
il giorno della manifestazione del 15 febbraio scorso.
Il siciliano improvvisamente scatt in avanti come un pupazzo a
molla, Kristal fece appena in tempo a mettere mano alla pistola,
ma alla fine Nuscemi, guardandosi intorno, si rese conto che non
aveva pi niente da fare. Stette per alcuni secondi senza respiro,
poi con la voce priva di forza disse: Voglio subito parlare con il
mio avvocato.
...
Capitolo 35.

Nevicava, anche se era troppo tardi ormai: per via di quel maledetto
vento caldo erano saltate tutte le manifestazioni pi importanti,
come la Coppa del Mondo di sci, e il paese era disperato
perch - tra il clamore dei due omicidi e la paura delle radiazioni
- i turisti erano scomparsi. Valdiluce stava soccombendo sotto
una crisi disperata. La Vespa di Santoni, invece, non sembrava
assolutamente preoccuparsi di tutti quei problemi, e lui quasi
cadde dal seggiolino quando sgas innestando la prima e s'impenn.
Era tempo di fare il rifornimento dal Dogana. Lo trov
sotto i fiocchi che cadevano copiosi, la lampada del distributore
lo illuminava con addosso un mucchio di vestiti - tuta, giacca,
mantella - facendolo sembrare uno spaventapasseri. Era dal loro
ultimo scambio che il benzinaio non incontrava Lupo Bianco e
decise subito di aprire a manetta il distributore di news: Ispettore,
la stavo aspettando, sa? Ma lei non  pi venuto... non  che 
arrabbiato con me? Ha visto che io non facevo niente di male?
Per fortuna ha capito di aver preso un granchio e ha finalmente
messo in gabbia quel Boris. Ne conosce di cose quel brutto ceffo,
si meriterebbe l'ergastolo!.
Lupo decise di essere pi gentile del solito, la nevicata lo stava
addolcendo: Allora, che si dice in paese?.
Dogana prese ancor pi energia di fronte alla sua insolita cortesia:
Eh, mi ci vorrebbe un giorno per raccontargliele tutte!.
E tu dimmi le pi importanti.
Mitraglia ha trovato il suo cane spinone ucciso con una coltellata
in testa, scuoiato e appeso a un albero nel suo giardino. Chi si
sar fatto la pelliccia?  cos furioso che sta cercando l'assassino
perch per lui Terry valeva pi di un essere umano.  come impazzito,
gira con il suo semiautomatico Benelli e vedr che presto o
tardi lei trover un altro cadavere impallinato. Lupo era sempre
sconvolto da quante notizie fosse in possesso il Dogana. Certo, la
morte dello spinone complicava lo scenario, ma ormai a Valdiluce,
come si risolveva un problema, ne nasceva un altro. Il benzinaio
continu con foga: C' un'altra notizia clamorosa: a giorni sar
chiuso definitivamente il centro radar. Ma questo lo sapr:  lei ad
aver scoperto l'uomo che ha azionato il cannoncino anti valanga!.
Santoni finse di non dare grande rilievo a quello che il Dogana sparava
a raffica, e non rispose. Il benzinaio si appoggi sul manubrio
della Vespa. Significava che voleva dargli un'altra notizia secondo
lui importante, la pi riservata. Stavolta sapeva di prosciutto cotto
e l'immancabile Ginpin. Ispettore, deve trovare l'acqua magica,
quella in cui si immergeva sempre Leni e dove  stata affogata. Se
non trover la fonte della luna, non prender neppure l'uomo nero
del bosco.
Santoni pag e accese la Vespa, fingendo che quel delirante
rompicapo non gli interessasse, invece lo memorizz con molta
attenzione: non doveva mai sottovalutare le parole del Dogana,
e quelle considerazioni sull'acqua si inserivano perfettamente
nell'indagine che stava per andare a svolgere.
Fece un salto nel posto di polizia. Adesso che il segretario del
Grand Hotel Nuscemi era in prigione, l'indagine sul centro radar
stava procedendo in maniera rapida. Luigi Vallesi la stava portando
a termine con molta efficacia, mentre a Marzio rimaneva l'inchiesta
sui due cadaveri. L'indagine era spaccata in due, con chiarezza, come
due linee ferroviarie che si erano improvvisamente divise, una di
qua e una di l. Da una parte l'Air Snow e Alessandro Poltronieri,
dall'altra i due omicidi, dietro i quali si nascondeva qualcosa di pi
intimo: rapporti affettivi, morbosi, il tipico scenario di un serial
killer. Kristal aggiorn Lupo Bianco sull'ispezione effettuata dalla
Scientifica nell'appartamento del fotografo Paolo Sormi: Pieretti
non ha trovato niente di particolare, oltre agli elementi che avevamo
gi constatato durante l'interrogatorio al residence Bellosguardo.
C' solo questo strano oggetto di metallo. Si mise i guanti e lo tir
fuori da una busta di plastica, poi lo appoggi sulla scrivania. A
prima vista sembrava un proiettile, ma ad osservarlo con pi attenzione
era un piccolo contenitore cilindrico. Beretta prese un'aria
misteriosa. Ha capito a cosa serve, ispettore?.
Lupo si inquiet: Lei vede troppi quiz in televisione, le pare il
caso di fare a me delle domande, quando sa gi la risposta?
Kristal sorrise.
 un involucro che si usa per trasportare i messaggi attraverso
i piccioni viaggiatori. Si apre questo coperchietto, s'infila il foglio
di carta o il microfilm, poi si richiude e lo si lega attraverso queste
cinghiette alla zampa o al collo dell'uccello. L'assistente continuava
a mostrar sorprese. Estrasse un foglio di carta da un sacchetto di
plastica e lo appoggi accanto al cilindretto. Questi due reperti
sono stati trovati sul tavolo di Sormi esattamente in questa posizione,
uno accanto all'altro. Stir con una mano il foglio di carta.
Questo messaggio  tutto spiegazzato, quindi  stato inviato da
qualcuno a Sormi dentro il cilindretto di metallo. Si mise a leggerne
il contenuto:

Domani sera alle 23:30 alla neviera, localit Gobba del Diavolo. Solo, o sei
morto. Riavrai quello che ti manca.

Lupo si mise i guanti e lo osserv con attenzione.
C'erano delle impronte digitali?
Solo quelle di Paolo Sormi. Ovviamente lo scrivente lo ha maneggiato
con i guanti.
Santoni ragion ad alta voce: Il biglietto non pu che essere
stato scritto dal serial killer. Quando dice riavrai quello che ti
manca, sembra riferirsi alla scheda fotografica che l'assassino aveva
sottratto dal nascondiglio di Orsa e che Paolo Sormi stava cercando.
Il fotografo  stato sciocco a non comunicarci che si recava a
quell'appuntamento, magari oggi sarebbe ancora in vita....
Gi, ammise tristemente Kristal.
Avr pensato che, una volta ottenute le sue fotografie in maniera
clandestina, non avrebbe pi dovuto condividerle con la polizia.
Cos poteva pubblicarle su qualche rivista guadagnandoci un sacco
di soldi. Ma  caduto in una trappola grossolana.
Beretta pose una domanda che ancora non aveva una risposta:
Chiss per quale motivo Paolo Sormi ha dovuto pagare con la
sua vita?.
Santoni non rispose, ma continu ad analizzare ogni elemento
dell'indagine: Il serial killer ci sta dando delle ulteriori indicazioni
sulla sua personalit. Di sicuro detesta il presente ed ama il passato:
lo conferma il fatto che, per recapitare a casa di Paolo Sormi quel
messaggio, abbia utilizzato un piccione viaggiatore.
No, ispettore!. Kristal era sempre informato grazie alle sue
ricerche in rete, Santoni invece era antiquato, in questo era perfino
simile al profilo del serial killer. ...I piccioni viaggiatori non
possono essere inviati in un posto preciso come un'email. La comunicazione
pu funzionare solo in un senso: si trasporta l'uccello
in un luogo e quando  liberato ritorna alla propria colombaia
d'origine. Non  possibile, invece, istruire un piccione indicandogli
una destinazione diversa dalla propria piccionaia. Quindi 
inverosimile che il messaggio sia stato inviato a Paolo Sormi perch
nel suo appartamentino e in tutto il residence Bellosguardo non
esistono colombaie.
Santoni si stava appassionando alle indicazioni di Kristal e osserv:
Quindi chi ha inviato il messaggio lo ha inserito nel tubicino di
metallo dei piccioni viaggiatori solo per lanciarglielo. Magari contro
una finestra o sul terrazzino. Ma in che modo?
Con una fionda..., sugger Beretta.
Probabile... un modo davvero originale per far giungere un
messaggio. Lupo si ferm un attimo. Poi riprese il suo percorso
logico: Il contenitore di metallo dimostra che il serial killer ama
questi oggetti ormai desueti, forse  un collezionista... o forse
vuole lanciarci una sfida, dandoci una traccia chiara ed esclusiva.
Circoscrivere l'mbito nel quale ricercare le sue tracce. A Valdiluce
e nei dintorni, non dovrebbe essere difficile individuare qualcuno
che usi questi mezzi.
Ho scoperto con sorpresa che il piccione viaggiatore non  per
niente fuori moda. Ci sono dei gruppi che li impiegano ancora in
tutto il mondo per mandarsi dei messaggi, esistono dei campionati
di velocit, una specie di olimpiade....
Santoni tagli corto: Le risulta a Valdiluce che qualcuno allevi
questi animali, che abbia l'hobby di usarli per recapitare
messaggi?
No, purtroppo, ci sono molte colombaie, in alcune fattorie,
tenute per allevamento, per uso domestico, o come richiamo per
il passaggio dei colombacci, nel periodo della caccia.
Continuiamo a indagare, mi pare comunque un elemento
importante.
...
Capitolo 36.

Lupo Bianco rest stordito per qualche secondo. Passare da una
tempesta di neve al negozio di fiori di Chiara De Finis fu come
infilarsi nella valle dell'arcobaleno: un vortice di profumi e colori
che lo abbagliarono almeno quanto la bellezza della fioraia. Indossava
un grembiule verdino, molto aderente. Con quei capelli corti,
il volto semplice e perfetto da ragazzina, era davvero sexy. Lei gli
sorrise, con grande simpatia.
Benvenuto, ispettore.
Santoni avrebbe voluto rispondere: "Salve al pi bel fiore di Valdiluce",
ma si trattenne. La sua astinenza sessuale gli stava facendo
brutti scherzi, doveva darsi un contegno, non poteva guardare con
gli occhi cos arditi la fidanzata del suo assistente Kristal.
Grazie per aver aiutato la signora Kudo, dandole un altro lavoro.
Sono venuto per fare quattro chiacchiere proprio con Aiko.
 stata la mia fortuna,  un'attrazione per le clienti e finalmente
guadagna anche bene.  laggi.
Aiko era appoggiata in un angolo del negozio tra mazzi di tulipani,
fresie, orchidee, seduta su un piccolo tavolino con una lampada
con la lente d'ingrandimento e con il ripiano pieno di boccettine,
pennellini, e tanti colori. Sembrava dimagrita, vestita con il kimono,
era certamente pi sorridente e felice. Chiara De Finis si avvicin a
Santoni frusciando nel suo grembiule. Voleva confidargli qualcosa
all'orecchio. Adesso che il suo corpo era pi vicino, Lupo sent il
suo vero profumo, quello di rose bianche, lo stesso di Ingrid. C'era
da smarrirsi...
Sono felice perch Aiko adesso mi sta insegnando l'arte ed i
segreti della nail art. Guardi, ispettore!. La fioraia gli sottopose
le sue mani, avvicinandosi ancora di pi: sulle unghie erano
rappresentati disegni di rose, alcuni in rilievo, con delle decorazioni
d'oro. Lupo doveva scappare da quella strana tensione
che sentiva provenire dal corpo della fioraia, il profumo di rose
bianche stava evaporando, producendo sfumature pi calde.
Lupo con una certa freddezza spense ogni bollore, tornando a
essere il poliziotto che era: Adesso devo fare qualche domanda
ad Aiko, se mi concede uno spazio dove posso stare da solo con
lei. Anche Chiara torn a essere quello che era, la fidanzata di
Kristal - un altro poliziotto, appunto - e li accompagn tutti e
due nel piccolo deposito-ufficio, pieno di scatole di fiori appena
arrivati dall'Olanda. Si sedettero uno di fronte all'altro. Lupo
sorrise alla signora Kudo.
Mi scusi se approfitto ancora di lei.
Aiko nel suo kimono era veramente una tipica giapponese, e
s'inchin davanti a Marzio.
Dottor Santoni, lei  un uomo di parola, sono a sua disposizione.
Durante il nostro precedente colloquio, mi ha confermato che
Leni Sarti le imponeva di aggiungere sempre in almeno una delle
cinque unghie un disegno che contenesse l'acqua. Sul pollice di
Leni, c'era disegnata una figurina femminile in bikini ai cui piedi
si vedeva una pozza colma d'acqua, che sgorgava e si diffondeva
su tutta l'immagine.
Me la ricordo benissimo perch  stato difficile disegnare su
un'unghia la consistenza dell'acqua: richiede molto tempo e abilit.
In quell'occasione Leni fu pi loquace del solito? Le spieg
qualcosa di quell'acqua, da dove sgorgasse, se rappresentasse un
posto preciso, se....
Aiko scuoteva la testa in segno di diniego.
No, in questo caso il bozzetto che Orsa aveva disegnato sul suo
quaderno era molto preciso e io l'ho semplicemente riprodotto.
Ma Leni non commentava mai, diceva solo se ci doveva essere il
mare, un fiume, acqua da bere o le cascate.
Non le ha mai parlato della fonte della luna, o di una localit
con un nome simile?
No, per qualche mese fa, mi pare ad agosto, ha voluto che su
tutte e cinque le unghie ci fosse solo e soltanto l'acqua.
Dei bozzetti non  rimasta traccia?
No, distruggeva personalmente il quaderno con i cinque disegni.
Un peccato, perch erano dei piccoli capolavori e lei non ha mai
voluto che li fotografassi.
Lupo sapeva che la traccia dell'acqua era molto importante.
Ancora non si era stabilito da dove provenisse il liquido trovato
nei polmoni di Leni. Da quale stagno, pozza, fonte sarebbe
partito il filo che avrebbe dipanato molti dei lati oscuri della
vicenda? Un mistero che il Dogana aveva accennato a Santoni.
Perch? Per fargli scoprire la verit o spingerlo definitivamente
fuori strada? Magari Lupo stava procedendo sulla pista giusta e
qualcuno voleva che non arrivasse a quelle conclusioni che erano
a portata di mano.
Aiko, sarebbe molto importante se riuscisse a ridisegnare, anche
approssimativamente, quella sequenza sull'acqua.
La signora Kudo sembrava divertita: finalmente il suo lavoro
serviva a qualcosa di importante.
Ci posso provare.
La nail artist prese alcuni fogli di carta velina che servivano per
incartare i fiori, recuper i suoi pennelli e realizz degli schizzi,
molto belli. Sul pollice, Leni aveva voluto una fonte che emanava
dei vapori e la luna che sovrastava la scena; sull'indice, una cavit,
simile a un vulcano, in cui ribolliva l'acqua; sul medio, un bambino
e una bambina che si bagnavano in una pozza; sull'anulare,
un uomo che usciva da una fonte, illuminato da un raggio di luce;
infine, sul mignolo, un ponte fatto di corde, sospeso su un fiume.
Un'immagine, quest'ultima, che secondo la Kudo ricorreva spesso
nelle micro pitture durante l'ultimo anno.
Quindi mi pare che, escludendo l'immagine del ponte sospeso,
tutte le altre quattro abbiano una pozza d'acqua. Potrebbe chiamarsi
la fonte della luna?.
Aiko segu con molta ammirazione Lupo Bianco: quando esprimeva
un ragionamento era davvero convincente, gli usciva una
voce pi matura e denotava una grande spiritualit.
Sinceramente, non me ne ha mai parlato....
Santoni continu con il suo percorso mentale: Grazie, signora
Kudo, solo un'ultima domanda: Leni le ha mai menzionato l'uomo
nero del bosco?
Una volta mi ha detto di disegnare un uomo che stava al centro
dell'immagine, sporco di nero. Mi disse "fallo nero come il carbone" ...
Sembrava uno spazzacamino, ma eravamo d'estate, mi pare.
Questa scena dov'era ambientata?
Sempre in una caverna, con una pozza d'acqua al centro.
Aiko si ferm e guard gli occhi di Lupo con molta intensit.
Ispettore, davvero in quei disegni c' la soluzione dell'omicidio?
Se, come lei ci ha confermato, la battaglia contro il centro radar
era la parte pi importante della vita di Leni, sulle sue unghie c'erano
solo sogni e fiabe. Ma si sono tramutate in tragiche realt.
Lupo raccolse tutti i disegni, salut la signora Aiko Kudo, che
rispose con un inchino, poi si avvi verso l'uscita. Il sorriso di
Chiara De Finis era cos carezzevole che Marzio si serr nella sua
giacca a vento, coprendosi con il cappuccio e mettendo il bavero
sulla bocca, biascicando parole confuse che a malapena filtrarono
tra le maglie strette della cerniera lampo. Poi s'infil nella tempesta
di neve senza voltarsi.

La scheda fotografica rinvenuta nella bocca di Paolo Sormi purtroppo
 stata rovinata dalla saliva e dal sangue, ma.... Kristal e
Lupo stavano facendo un primo bilancio dei risultati delle analisi
della Scientifica nel posto di polizia.
Santoni era impaziente: Non c' stato modo di salvare almeno
un'immagine?
S, sono intervenuti gli esperti della polizia informatica e qualcosa
hanno ottenuto. Guardi.
Kristal appoggi sul tavolo la stampa di una foto: era confusa da un
alone bianco ma si riusciva comunque a individuare perfettamente
il soggetto. Un altro tassello del mistero.  l'immagine del tritone
alpino malformato, con la doppia coda. L'unica foto sopravvissuta.
Purtroppo le altre sono svanite nel nulla. E rappresentavano un
documento molto importante.
Lo dicevo io che erano meglio i tempi della pellicola... ce ne
voleva per distruggerla.
Comunque abbiamo quest'immagine a garantirci che la memory
card era proprio quella che Leni aveva nascosto nella tomaia dello
scarponcino Kansas. La dinamica  quella che avevamo gi ricostruito:
il killer  entrato in casa della libraia e ha fatto lo scambio
della scheda, sostituendola con quella che conteneva il fotogramma
della lingua tagliata di Orsa.
Non si pu andare avanti solo con quello che sapevamo gi,
abbiamo bisogno di qualcosa che ci faccia progredire
nell'indagine.
Kristal si ferm un attimo per scartarsi un Pocket Coffee. Un
pensiero lo rabbui:  chiaro che il killer  una persona molto
vicinaa Leni... possibile che nessuno sappia niente di quest'uomo
misterioso? In un paese dove si sa sempre tutto?.
Lupo lasci che la domanda svaporasse nel profumo di cioccolato.
Non c'era una risposta da dare. Decisero di scorrere di nuovo
insieme tutto il materiale fotografico collegato ai due delitti alla
ricerca di una soluzione.
Alla fine Lupo si sofferm proprio sull'immagine della lingua
tagliata di Leni Sarti, e osserv: Vede, Kristal,  stata deposta su
un sacco di iuta che ricorda molto quello pieno di carbone trovato
in casa di Orsa.
Effettivamente, ammise Beretta.
Chieda a Pieretti di controllare con ulteriori analisi il sacco di
iuta, magari scoprendo dove  stato confezionato, poi esamini il
carbone per sapere se  fossile, minerale, o di legna. Sarebbe molto
importante stabilirne l'origine.
Senz'altro, ispettore. E come  andata da Chiara De Finis?.
Santoni avvamp, ma subito si riprese: Intende dire con la signora
Kudo?
Ovvio, bofonchi Kristal masticando il secondo Pocket Coffee.
Lupo recuper i disegni di Aiko su carta velina e li sottopose al
suo assistente.
Le dicono qualcosa? Le ricordano un paesaggio in particolare?
No, niente che abbia mai visto in queste zone.
Neanche io. E questo ponte sospeso? Sembra uno di quelli che si
usano nella giungla. Sotto ci passa un fiume o un torrente. Potrebbe
essere anche solo il frutto della fantasia di Leni, ma comunque
conviene tentare la ricerca.
Come procediamo?, chiese Beretta.
Dica a Carlo Nardello di iniziare a controllare il territorio con
il suo drone, partendo dallo chalet delle mirtillaie e via via allargandosi
sempre di pi. Dovrebbe cercare un foro nella roccia,
un'apertura che probabilmente d nell'interno di una caverna
e poi anche un ponte sospeso di questo tipo, intrecciato con le
corde. Potrebbe essere visibile dall'alto, se non  stato coperto
dalla vegetazione. Deve monitorare ogni corso d'acqua, anche il
pi piccolo.
Concluse Beretta: Forse non sar a Valdiluce, perch altrimenti
noi lo sapremmo per forza. Magari  in qualche altra localit....
...
Capitolo 37.

Bussarono alla porta dell'ufficio di Santoni. Era Silverio il boscaiolo,
con la sua faccia da gnomo. Entrando, port con s l'odore di
neve fresca misto a sigaro. Sembrava molto preoccupato, girava tra
le mani il suo cappello rosso di lana. Lupo gli sorrise.
Vieni, Silverio, ho bisogno di te.
Era decisamente indignato: Che ho fatto, qualcosa di male?
Ma no! Ho bisogno di una tua consulenza.
Cazzo, e tu mi convochi al posto di polizia per una consulenza?.
Kristal sorrise e scherz: Non hai la coscienza a posto?.
Silverio era furioso: In tutta la mia vita non sono mai entrato
in una caserma, figuriamoci in un posto di polizia! Non sono un
criminale. In pi c' puzzo di chiuso, almeno aprite la finestra.
Lupo si alz e la spalanc. Effettivamente entr una ventata fresca
di neve.
Silverio, ti ho chiamato perch vorrei sapere se hai mai sentito
nominare una localit che si chiama "fonte della luna"?.
Il boscaiolo si assest sulla sedia, attese di far sbollire la rabbia,
rifiut con sdegno l'offerta di un cioccolatino da parte di Kristal. I
suoi occhietti pulsavano come la spia di un computer. Aveva messo
in attivit la memoria. Si accese un sigaro toscano che cancell in
un istante il profumo di neve dalla stanza.
Quando ero bambino, ne ho sentito parlare. La fonte della luna
compariva in tutte le favole che mi raccontava la nonna, era un
luogo magico dove l'acqua si trasformava in oro.
Ma esiste davvero? A Valdiluce?, chiese con gli occhi sbarrati
Beretta.
No, a meno che tu non creda ai folletti. O a quelle stronzate
delle streghe.
Lupo sorrise, sottopose a Silverio l'immagine dipinta del ponte
sospeso che aveva realizzato la signora Aiko Kudo.
Nel bosco hai mai visto qualcosa di simile?. Il boscaiolo l'osserv
con molta attenzione. Gli piaceva il disegno. Allora?
No, mai visto.
Sei sicuro?
Certo, ne ho sentito parlare, forse cento anni fa si facevano i
ponti di corde.
Grazie, Silverio. Se dovessi ricordarti di qualcosa d'altro della
fonte della luna e del ponte, fammelo subito sapere.
E che sono rincoglionito? Se ti ho detto tutto, vuol dire che ti
ho detto tutto.
In quel momento comparve sulla porta Luigi Vallesi. Aveva un'espressione
tesa. Lupo conged il boscaiolo: Va bene, va bene, a
presto.
Mi hai fatto venire qui per queste due domande del cazzo?.
Non ci fu neanche il tempo di sorridere della collera di Silverio,
perch il capo fu pi spiccio del solito: Santoni, le devo parlare.
Lupo Bianco accompagn alla porta il vecchio amico di famiglia,
che usc borbottando.
Vallesi si rivolse con garbo a Kristal: Mi scusi, ma devo restare
solo con l'ispettore.
L'assistente se ne and dalla stanza preoccupato: cosa era successo
di cos grave?
Vallesi con fatica si sedette davanti alla scrivania di Lupo Bianco.
Aveva appoggiato le mani sul ripiano, quasi che facesse fatica a
muoverle. Era vestito elegante: completo blu, cravatta celeste a
pallini. Odorava ancor pi di medicine ma aveva aggiunto un bagnoschiuma
piuttosto grossolano, al sandalo. Forse l'aveva trovato
in albergo. Lupo chiuse la porta. La faccia di Vallesi era stretta in
una morsa, ma per fortuna s'addolc con un sorriso.
Santoni, con il colpo delle tacche sul binocolo, ci ha portato mille
anni luce avanti. Complimenti. Stiamo andando verso la conclusione
dell'indagine sul centro radar, i risultati della commissione
internazionale sono sconvolgenti. Prese un foglio dalla sua borsa,
gli tremavano le mani, ma lo sguardo era fisso su Lupo Bianco. Era
un momento importante, soprattutto per il futuro di Valdiluce.
Vallesi lesse uno stralcio della relazione conclusiva:

La societ Air Snow, di propriet di Alessandro Poltronieri, imprenditore
legato alla malavita organizzata, ha realizzato una cinta protettiva contro
le radiazioni emesse dal centro radar, collocato nei pressi del Dente della
Vecchia, assolutamente inadeguata e utilizzando materiali di qualit inferiore
rispetto al capitolato della gara europea.

Il capo Vallesi alz la testa dal documento e disse:  come se,
invece di costruire un muro di cemento armato, avessero edificato
una parete con un impasto di sabbia e acqua. Lo schermo anti
radiazioni  un colabrodo. Sono stati pi che dei delinquenti. Ci
sono gli estremi per i reati di corruzione e disastro ambientale. Se
ci aggiungiamo anche il tentato omicidio e la tentata strage, abbiamo
una serie di crimini gravissimi: Poltronieri, Nuscemi e tutta la
loro combriccola finiranno all'ergastolo. Ma anche il colonnello
Marco Fantini, responsabile del centro radar insieme all'ingegner
Dario Settembrini, il direttore dei lavori, non la passeranno liscia
perch hanno incassato una mazzetta di quattro milioni di euro.
Abbiamo le prove sui conti rintracciati in Svizzera. Ho parlato
con il ministro, lo scandalo non si potr evitare, per questo la
soluzione che  stata presa  estrema: il centro radar del monte
Dente della Vecchia verr chiuso e demolito. Mi raccomando,
sono notizie top secret, valuti se dirle perfino al suo assistente.
Lupo vol immediatamente con il pensiero al Dogana, che gi gli
aveva anticipato questa notizia "top secret"... Quando mai gli
organi ufficiali di giustizia sarebbero diventati efficienti come il
benzinaio di Valdiluce?
Vallesi continu: Stanotte lei guider l'operazione "lago Turchino",
avr a disposizione cinquanta uomini: deve arrestare
Poltronieri, i suoi scagnozzi, sequestrare e sigillare il Grand Hotel
Regina. Abbiamo tutti i mandati di cattura.
Ma Poltronieri non sar gi fuggito da qualche parte?
No, abbiamo operato con molta cautela. Dopo l'arresto di
Roberto Nuscemi, Poltronieri si  barricato nel suo ufficio. Non
 pi uscito. Probabilmente ci sta aspettando con i suoi avvocati.
Ma il cerchio si  chiuso, ogni sua attivit  stata congelata,
dovremmo....
Alcune grida concitate arrivarono improvvisamente dall'esterno,
un trambusto proprio davanti alla porta dell'ufficio di Santoni.
La voce era di un uomo fuori di s. Urlava e sbatteva qualcosa
contro la porta. Nel mix di bestemmie e grida, si sentiva anche la
voce alterata di Beretta, che sembrava in difficolt a trattenerlo.
Fatemi entrare o vi ammazzo! Kristal, abbassa la pistola, non
mi fare incazzare. Voglio parlare con Marzio!.
Lupo Bianco cerc la sua pistola ma ancora una volta non sapeva
dove l'avesse lasciata, forse nella cassaforte? Non c'era tempo da
perdere: doveva pensare all'incolumit del capo Vallesi, lo fece
alzare subito e lo spinse dentro il bagno. Santoni si avvi verso
l'uscita per capire cosa stesse succedendo, ma fu travolto dalla
porta che gli si spalanc addosso. La scena era inquietante: lo
spazzino Alvaro Sernesi era preda di una furia incontenibile, gli
occhi sgranati dalla follia, anneriti da una violenza omicida. Dietro
di lui si muoveva Kristal con la pistola spianata e altri due poliziotti
sul fondo con le armi in mano. Sernesi, quando vide Lupo
Bianco, si ferm, quasi si spense. Cess di urlare, ma gli usc una
voce snervata: Marzio, di' al tuo assistente che la smetta di fare il
poliziotto dei telefilm, mandalo via. Dobbiamo restare solo io e te.
Lupo fu molto brusco: Tu metti gi il fucile e Kristal smetter
di fare l'eroe.
Il Mitraglia improvvis un altro slancio aggressivo, super Santoni
con il suo semiautomatico in mano, si fiond sulla scrivania
e sbatt con una violenza inaudita l'arma sul piano di legno, di
nuovo urlando: Ecco il mio Benelli calibro dodici, lo metto a tua
disposizione, ma tu mi devi trovare chi ha ucciso il mio Terry!.
Poi si butt sulla sedia e si paralizz come fosse una statua. Era
veramente fuori di senno. Santoni mise in sicurezza Vallesi, lo fece
uscire dal bagno e lo affid a Kristal, poi chiuse la porta.
I due finalmente rimasero soli.
Alvaro, ma sei impazzito?
S, va bene?
D'accordo che hai trovato morto Terry, ma non  che con tutto
questo casino lo riporterai in vita. Cerca di stare calmo.
Non posso. Scoppi a piangere come un bambino. Un'onda
che veniva dal fondo del suo corpo, gutturale, inarrestabile, un
urlo di disperazione che aveva trattenuto dal momento in cui aveva
visto il suo cane squartato. Piangeva sulle parole che ripeteva
ossessivamente: Terry era affettuoso con tutti, era buono, era
completamente indifeso... e lui gli ha piantato in testa un coltello,
poi l'ha scuoiato e gli ha tagliato la lingua.
Lupo inorrid: era stato il killer a uccidere il cane di Mitraglia?
La lingua mozzata era un altro indizio ben conosciuto da Santoni.
Hai qualche idea di chi possa essere stato?
Se lo sapessi, lo avrei gi ucciso. Sernesi lo disse stringendo le
parole tra i denti. Terry si merita una vendetta.
Santoni era commosso, capiva come un uomo potesse perdere
la testa per l'uccisione del proprio cane. Ci voleva una mente
vigliacca e cinica per arrivare a eliminare e sventrare Terry.
Gli ritorn in mente quando lo spinone lo aveva allacciato al
collo con le sue zampe possenti e travolto con la sua lingua,
leccandolo come un croccante.
Un dolore immenso lo colse, e un'agghiacciante certezza in pi.
Non poteva essere una coincidenza: l'abete e Terry, tutti e
due scuoiati, la lingua recisa, un rituale terribile.
Comunque apprezzo molto la tua decisione di non fare cazzate
e di cercare la nostra collaborazione.  il modo migliore per non
avere problemi. Il fucile Benelli lo prendiamo in custodia, va
bene? Non ne avrai bisogno, perch saremo noi a difenderti.
Il Mitraglia aveva le lacrime agli occhi.
Sai che di fucili e armi ne ho quante ne vuoi,  inutile che mi
sequestri questo. Io sono qui perch voglio la tua intelligenza, il tuo
fiuto per scoprire chi  stato... tu devi fare le indagini, devi mettercela
tutta, per incastrare l'omicida di Terry, poi ci penser io....
Eh, no, cazzo!, sbott Santoni. Noi faremo le ricerche per capire
chi  stato ma poi lo arresteremo. E basta. Sono stato chiaro?.
Lo spazzino fece uno strano sorriso, come per dire: questo lo
vedremo. Poi fu attraversato da un altro pensiero: Lupo, ti comporterai
come se fosse la morte di un uomo e non di un animale?
Fa parte dell'inchiesta, no?.
Le parole di Marzio pacificarono l'animo del Mitraglia: forse nel
suo gesto irrazionale, c'era stato anche un pizzico di buon senso.
Santoni l'avrebbe aiutato come si fa con un amico. Da un po' di
tempo Alvaro, che aveva sempre nella sua vita inseguito ci che era
fuorilegge - tanto che andava a caccia solo quando era bandita, o
pescava le trote solo nelle riserve - ora iniziava a voler percorrere
nuove strade. La sua "collaborazione" con la polizia era iniziata
quando gli aveva consegnato il progetto della distruzione del centro
radar con un drone pieno di esplosivo, anche se poi si era rivelata
un abbaglio. Forse era stanco di essere sempre un borderline e la
violenza che era stata perpetrata sul suo cane aveva aperto una ferita
ancora pi dolente: non si poteva passare tutta la vita a risolvere
ogni questione con le proprie mani.
Va bene, Lupo, ti prometto che star buono, ma tu mi devi
giurare che potr darti una mano.
Sempre nei limiti che ci sono concessi.
Posso riportare a casa il mio Benelli?
D'accordo, ma non fare pi questi colpi di testa.
Dietro la porta di Santoni, nel frattempo, Kristal aveva organizzato
un sistema di difesa. Almeno in cinque aspettavano al varco
Alvaro Sernesi, lo spazzino di Valdiluce. La porta si apr lentamente
 tutte le armi furono puntate contro il Mitraglia, ma appena l'uomo
comparve dimesso e ancora bagnato di lacrime, si cap che il
pericolo era rientrato. Su una spalla Alvaro indossava il micidiale
semiautomatico Benelli e sull'altra indugiava la mano dell'ispettore
Santoni, in segno di fraterna amicizia.
Lupo disse sorridendo: Ragazzi, fatelo passare, ormai  tutto a
posto.
...
Capitolo 38.

Farsi portare nel buio dalla seggiovia fu una sensazione speciale,
era come volare verso l'ignoto. La notte, ormai, Santoni se l'era
dimenticata: da tempo la sua vita era chiusa nel posto di polizia e
raramente riusciva a percepire con calma le deliziose virt dell'oscurit
assoluta. Un viaggio fantastico immerso in una nuvola nera,
dove gli incontri erano imprevisti e misteriosi. La primavera aveva
incominciato ad addolcire Valdiluce, si udiva lo scricchiolare della
neve che si stava sciogliendo, ruscelli che scorrevano delicati, una
civetta con il suo canto lontano. Gli odori sopraggiungevano uno
dopo l'altro, quasi fossero pietanze di un menu preparato da un
grande chef. Profumo dolce di funghi dormienti, i primi che uscivano
dalla neve, poi bucaneve, ranuncoli gialli, muschio. La seggiovia
sfiorava la foresta e i germogli dei faggi e degli abeti sbalordivano
per l'odore di resina. Dietro le spalle di Santoni, sulla seggiovia, si
sentiva il mormorio di tante persone che si stavano recando, come
lui, nel rifugio Chiarofonte, dove si sarebbe svolta la gran festa
per la chiusura del centro radar del Dente della Vecchia. Fuochi
artificiali, Ginpin a volont, vin brul, spumante, frittelle dolci,
migliacci al sangue di maiale, polenta di farina di castagne. Finale
con fiaccolata sugli sci. Era un avvenimento che meritava di essere
festeggiato perch si usciva da un incubo terrificante. Valdiluce
non sarebbe mai pi stata avvelenata dalle radiazioni. Era stato un
bel successo personale di Marzio, anche se gli restava l'amaro in
bocca: la libraia Leni Sarti e il fotografo Paolo Sormi non avevano
avuto ancora giustizia.
L'operazione "lago Turchino" si era conclusa come previsto: Alessandro
Poltronieri e i suoi scagnozzi erano stati tutti arrestati con
l'accusa di corruzione e disastro ambientale. Il boss, come spesso
accadeva, grazie a uno staff di bravissimi avvocati avrebbe di sicuro
ottenuto i domiciliari. La difesa sarebbe riuscita a scagionarlo dalle
accuse pi pesanti - essere il mandante di una tentata strage e di
un tentato omicidio - facendo ricadere tutte le responsabilit sulla
testa di Roberto Nuscemi. Secondo i suoi legali, l'idea di mettere in
piedi l'attentato con il cannoncino anti valanga era stata una scelta
personale del segretario, un atto irresponsabile di una mente malata
ed esasperata dalle continue contestazioni in paese. La paura
che qualcuno venisse a conoscenza della truffa che si nascondeva
dietro l'appalto del centro radar l'aveva spinto ad agire in prima
persona. E il botto del cannoncino doveva essere, nelle intenzioni
di Nuscemi, niente di pi che un grosso petardo esploso per impaurire
i partecipanti alla manifestazione. Lupo Bianco, com'era
sua abitudine, una volta consegnati i colpevoli all'autorit giudiziaria,
non amava seguirne gli sviluppi, perch spesso le delusioni
erano dietro l'angolo, e tutto l'impegno speso nell'indagine, anche
rischiando la vita, poteva sparire per una bacchettata magica di un
giudice o di un avvocato difensore.
Nel buio, in quel dondolio rilassante, Marzio distese nella mente
ci che invece ancora l'aspettava. L'inchiesta sulla morte di Leni
Sarti e Paolo Sormi aveva avuto un'accelerazione: tutti gli equivoci
che la facevano convergere sull'affaire del centro radar erano
stati sgombrati dal piano della logica. Il killer aveva solo voluto
approfittare di una situazione, per sviare le investigazioni. Adesso
la motivazione passionale stava diventando la pi convincente. Ma
i passi da fare erano ancora molti, anche se Lupo incominciava a
vedere il sentiero un po' pi chiaro. Gli mancava molto il capo della
polizia Luigi Vallesi, per dopo la conclusione dell'operazione "lago
Turchino", si era dovuto ricoverare in ospedale. L'ultima volta che
Marzio lo aveva visto, era davvero sofferente.
Un SMS illumin il telefonino con uno schiaffo di luce:

Goditi la festa e complimenti, mio grande ispettore Lupo. A presto, amore!

Ingrid, la sua Ingrid, non era potuta venire a festeggiare con lui
l'avvenimento. La Coppa del Mondo di sci stava soccombendo
sotto le variazioni climatiche e le ultime gare venivano annullate
per mancanza di neve e spostate in altre localit. Un gioco perfido
che li stava tenendo lontani da troppo tempo. La distanza da lei
stava diventando pericolosa. Marzio rispose con un impeto che
non gli apparteneva:

Ho voglia di te.

Ingrid rispose immediatamente, forse perch Lupo non era mai
stato cos esplicito:

Ti sei drogato?

Se Marzio fosse entrato nel gioco di ribattere all'SMS, avrebbe
inanellato con Ingrid una sequela di messaggi fino all'alba. Quindi
rispose seccamente:

Sto per scendere dalla seggiovia, ti chiamo dopo...

Sospeso nel buio, Lupo ritrovava un benessere antico, era un
po' la sua culla, liber i muscoli che erano stati contratti da tanti
giorni e si concesse la facolt di non pensare. Con i capelli biondi
al vento, un sorriso dolce, gli occhi azzurri che con il buio erano
diventati blu di Prussia, si sentiva vigoroso come non mai, e nei
suoi pantaloni si stava facendo spazio una potente erezione. Per
fortuna, la voce del rude Amerigo, l'addetto alla seggiovia, fredd
i suoi bollori: Ispettore, beva un sorso. L'ho fatto io. Ginpin con
i germogli di abete bianco.
Quella sera persino l'ispettore doveva far festa. Appoggi le labbra
direttamente sul collo di una bottiglia che conteneva un liquido
verde. Ne bevve un bel sorso e subito, per lui che era quasi astemio,
le luci sfolgoranti del rifugio Chiarofonte iniziarono a ballare.
Alla festa c'erano tutti, da Kristal vestito con un doppiopetto blu,
cravatta e mocassini neri, accanto alla splendida Chiara De Finis,
in tuta da sci rosa. Era truccata in maniera appariscente, e con una
certa malizia si tolse i guanti e fece vedere a Santoni le sue ultime
unghie decorate da Aiko. Le mirtillaie, addobbate come tante
zingare in festa, erano le pi sguaiate e bevevano senza ritegno.
In particolare Carlina Uberti, la presidente del club, ondeggiava
scuotendo il suo petto enorme, senza vergogna. Lupo non la guard,
e anche lei si gir da un'altra parte. Erano presenti tutte le autorit
del paese: il sindaco e la moglie, il farmacista, il medico condotto
Franzelli. Il Mitraglia indossava una tuta mimetica splendente ed
aveva un nuovo cappello con uno stemma dorato che raffigurava
un cinghiale. Si avvicin a Marzio con aria non molto rassicurante.
Hai avuto qualche notizia sull'omicidio di Terry?
Non ancora, ci stiamo lavorando.
Certo, se aspetto voi, non arriveremo mai da nessuna parte. Per
fortuna ho scoperto da solo una traccia....
Lupo lo interruppe: Mitraglia, ci devi informare, abbiamo fatto
un patto e lo devi mantenere!.
Sernesi sorrise con un'aria complicata dal vin brul. Aveva ripreso
il suo solito atteggiamento strafottente: Tranquillo, appena avr
raccolto tutte le notizie, te le porto calde calde sulla tua scrivania.
Santoni pens che quella frase nascondesse una chiara minaccia:
Tranquillo, appena lo ammazzo, ti getter il cadavere dell'assassino
di Terry caldo caldo sulla tua scrivania. Non volle replicare e si
allontan nella folla. Le Vedette clandestine avevano messo i loro
vestiti pi belli, profumavano di naftalina e sudore. In particolare,
Erminia Passi indossava un tailleur grigio e stivaletti marroni. I
capelli cotonati e il trucco pesante davano ancor pi rilievo alla sua
et. Quando vide Santoni, fece la maliziosa: Ispettore, ma quanto
 bello stasera, non mi saluta con un bacetto?.
Effettivamente Lupo Bianco era molto attraente, con il maglione
rosso dello sci club di Valdiluce, la camicia a quadrettoni, il fazzoletto
blu intorno al collo e un paio di pantaloni scuri.
Santoni si chin e appoggi le labbra sulla guancia di Erminia.
Esplose un applauso delle Vedette clandestine. La situazione stava
diventando un po' ridicola e Marzio raffredd il loro entusiasmo:
Care signore, vi aspetto domani alle 16:00, tutte quante, nel mio
ufficio al posto di polizia di Valdiluce. Spero che abbiate la stessa
energia nel rispondere alle mie domande.
Quando si allontan, percep sulle sue spalle gli sguardi astiosi di
quel gruppo di vecchiette malefiche. Si rifugi al bar per riprendersi
con un goccio di vin brul e mangi una frittellina dolce con
la ricotta. Gli si avvicin Fidelio l'idraulico.
La lavatrice Ignis ha tirato le cuoia?
No, sta bene.
Perora....
Fidelio era vestito con giacca di velluto senape, camicia scura e
pantaloni a scacchi rossi e blu, in testa un cappellone da cowboy.
Difficile non notarlo, il suo abbigliamento bizzarro e la sua prestanza
fisica lo rendevano divertente e simpatico. Lupo ne approfitt
per rammentargli una piccola faccenda: Noi stiamo ancora
aspettando qualcosa da te, ti ricordi?.
Lui perse il sorriso e fece per andarsene. Lupo lo trattenne per
un braccio.
Fidelio divenne scorbutico: Ho capito, ho capito, per non ho
sentito niente d'importante. La gente non parla pi a Valdiluce e
poi tutti sanno che siamo amici.
Non solo conto sulla tua amicizia, ma anche sul tuo buon senso.
S, s.
Se ne torn verso la sala da ballo, agitando le sue lunghe braccia
in aria. Sembrava un airone che cercava di decollare. Lo sguardo
di Santoni fin allora su Don Angelo: era molto elegante nel suo
clergyman nero che sembrava tagliato da un sarto. Camminava
ancora zoppicando dopo l'aggressione delle mirtillaie, ma il suo
volto era tornato perfetto, come se avesse subto un piccolo intervento
di chirurgia estetica. Lupo gli fece un cenno con la mano.
Don Angelo gli sorrise ed alz il pollice in segno di buon auspicio.
Santoni si rinfil nella folla festante, una persona lo salut e lui l
per l non la riconobbe, ma poi rintracci, grazie al solito ghigno
furbastro, il volto del benzinaio Dogana. Era sbarbato, con i capelli
lavati e arricciati come un cespuglio di rovi. Indossava un completo
nero con la camicia bianca e una cravatta nera, scarpe dello stesso
colore: sembrava un becchino. In un paese di montagna, dove
normalmente dominava un abbigliamento sportivo, solo durante
un funerale vedevi gli uomini in completo scuro, ed erano quelli
delle pompe funebri. Il Dogana profumava di un sapone liquido
ai fiori d'arancio, quindi si era fatto anche la doccia. Ma aveva
bevuto molto e Santoni lo punzecchi subito con una domanda:
Allora, tra tutta questa gente che festeggia, c' l'assassino di Leni
e di Sormi?.
Il benzinaio ribatt con sicurezza: Assolutamente no, era proprio
quello di cui volevo parlarle. Si guard intorno con la solita aria
sospettosa e sussurr: Ispettore, le devo dire cose molto, molto
importanti.
Non era il caso di sottovalutarle, visto che il Dogana aveva anticipato
spesso gli avvenimenti e le notizie pi riservate dell'indagine.
Fuori esplosero i fuochi artificiali. Tutti uscirono per vederli. Il
benzinaio costrinse Lupo a sedersi a un tavolo. Erano soli, ormai, e
mentre nei finestroni del rifugio scoppiavano lampi incandescenti,
gli confid: Lasciare libero Boris  stata una gran cazzata. Doveva
tenerlo in prigione. Fuggir prima o poi, se non l'ha gi fatto....
Santoni non rispose, non ne valeva la pena. Gorbaciov aveva
ottenuto il visto sul suo passaporto e non poteva essere trattenuto
ulteriormente con l'accusa di essere l'omicida, se non saltavano
fuori le prove.
Ha notato che stasera non  venuto alla festa? Ci sar un motivo,
no?. Anche se era ubriaco, il benzinaio cercava di tenere un contegno
da signore, adeguato al suo vestito, pi dignitoso del solito.
Le mirtillaie non lo lasceranno solo, lo aiuteranno a fuggire.
Lupo ribatt con ironia: E dove potr mai nascondersi?
Ispettore, c' un territorio parallelo dove si vive senza tutte queste
stronzate burocratiche, dove non valgono le leggi della polizia ma
solo quelle della natura. Lui sar inghiottito da quel mondo e non
riapparir mai pi....
Santoni aspettava che continuasse a parlare, ma improvvisamente
rientr la folla che era uscita per i fuochi artificiali. Il Dogana si
alz e and al bar. Lupo riprese a girovagare tra la gente. Improvvisamente
un uomo lo strinse in un abbraccio possente, odorava
di buono, di digiuno e neve. Vedere Fosco vestito in giacca
azzurra e cravatta blu, sia pur indossata su un paio di pantaloni
di velluto sdruciti, era davvero un evento eccezionale. Accanto
c'era il cugino Eraldo, profumava di faggio bagnato nella sua
tuta da lavoro bordeaux. Era impegnato a trasportare dal paese
al rifugio le autorit con il gatto delle nevi. Marzio sorrise loro
con gratitudine.
Se non aveste scoperto il lupacchiotto con i cinque polpastrelli,
oggi noi non saremmo qui a festeggiare!.
Anche Eraldo sorrise di rimando.
Lo sai,  diventato un bel lupetto? Ora sta meglio, l'abbiamo
curato, e si comporta come un cane. Il suo nome  Lupo Bianco,
in tuo onore!.
Santoni, che non amava quei momenti sdolcinati, si conged con
garbo, spostandosi nella parte della sala che era stata dedicata al
ballo. Tanti festoni colorati attaccati al soffitto. L'orchestrina stava
suonando un mambo. Kristal stava ballando con la sua Chiara. La
fioraia era molto sensuale, sembrava che fosse posseduta da un
serpente e, appena not lo sguardo dell'ispettore, sembr accentuare
ogni gesto, ogni mossa, quasi fossero dedicate soltanto a lui.
Chiara De Finis continu sorridendo e si gir dandogli le spalle.
Un magnifico colpo d'occhio, ma Marzio non ebbe il tempo di
gustarselo, perch fu disturbato da una presenza sgradevole: di
nuovo accanto a s percep l'odore del bagnoschiuma ai fiori d'arancio
del Dogana.
La fioraia ha il pi bel culo di Valdiluce.  d'accordo, ispettore?.
Santoni si allontan, infastidito. Incroci Carlo Nardello, con una
mimetica marrone che ricordava quella dei piloti dell'ultima guerra.
Sul taschino brillava ricamata l'immagine di un drone. Profumava
di succo di mirtillo. Era l'unico a non bere alcol.
Come procedono le ricerche?
Niente di particolare, ho sorvolato tutta la zona che mi avete indicato,
ma non ho incontrato nessun foro o cratere, e anche il ponte
sospeso sembra un miraggio. Tra l'altro, con il disgelo il terreno
 sempre pi visibile, quindi non mi sarebbero sfuggite due cose
tanto evidenti. Continuer le ispezioni nella Valbrina. Fiss con
aria di rimprovero Santoni. E poi per colpa del suo falco Trogolo,
sto lavorando in condizioni terribili. Quell'uccellaccio  sempre pi
invadente e, finch non mi abbatter il drone, non sar contento.
 incredibile, ogni giorno  una battaglia aerea!.
Lupo pens che non lo si poteva biasimare: il rapace era l'ultimo
difensore della libert dei cieli di Valdiluce. Tra un po' anche quella
sarebbe scomparsa, sebbene per una causa giusta: una flotta di
elicotteri nei giorni seguenti avrebbe iniziato lo smantellamento
del centro radar sul Dente della Vecchia.
Santoni venne raggiunto da Kristal, particolarmente concitato,
che gli fece: Ispettore, le posso chiedere un favore?.
Marzio lo prese da parte. Certo, Beretta, mi dica.
Vorrei affidarle la mia Chiara nel viaggio di ritorno in paese. Sa
sciare bene, ma non ha mai fatto una pista al buio e, con lei vicino,
mi sentirei pi tranquillo. Ho provato a dissuaderla, perch non
vorrei si facesse male, ma non c' stato niente da fare.
Lupo avrebbe dovuto evitare l'invito, per non poteva rischiare
di offendere Beretta e fu costretto ad accettare.
Ok, ma preferirei scendere a valle piuttosto sul presto. Anche
lei, Kristal, non dovrebbe fare troppo tardi. Dobbiamo andare a
controllare Boris Osmanovich, c' qualcuno che pensa che possa
essere fuggito....
L'assistente sorrise amareggiato.
Dannazione, me l'aspettavo!.

La pista era ghiacciata dal freddo della notte, gli sci come delle
sciabole stridevano sulla lastra di vetro. Anche Chiara era un'ottima
sciatrice. Santoni sfrecciava con la fiaccola in mano. Sentiva
dietro di s il corpo della ragazza che si muoveva agile, ne captava
il respiro, il gesto atletico.
Ispettore, ispettore, si fermi sulla Sella delle Giovenche.
Lupo obbed. Si ritrovarono di fronte a un panorama mozzafiato:
Valdiluce illuminata era un paesaggio da fiaba, il lago Turchino
era leggermente coperto da una nebbiolina di vapori. La luce
rossa della fiaccola violentava i lineamenti perfetti di Lupo, gli
aggiungeva qualcosa di perverso. Chiara invece era tratteggiata
con pi garbo. Fu decisa. Prese dalle mani di Santoni la fiaccola
e la piant nella neve. Poi si avvicin a lui, si ferm sugli sci a un
millimetro dalla sua bocca, ma attendeva che fosse Marzio a fare
il passo decisivo... insomma, era pur sempre un poliziotto, in pi
il capo del suo fidanzato Kristal. Lupo si era spesso trovato in una
situazione del genere, ma si era sempre difeso con un atteggiamento
professionale, da insopportabile questurino. In questo caso Chiara
gli piaceva, avrebbe voluto superare la linea della decenza, buttarsi.
Ci fu una pausa eterna, nella quale Lupo, suo malgrado, valut
mentalmente tutte le circostanze che avrebbero procurato danno
a se stesso e agli altri. Era sensato rompere i suoi rapporti personali
con Ingrid e Kristal e mettere a repentaglio la stabilit della sua vita
per togliersi un capriccio? Si immagin al centro di mille furiose
contese, sperduto tra sms, telefonate, bronci, pianti, urla, violenze
verbali. Finse di scivolare sugli sci e arretr dalla presa. Chiara,
delusa e contrariata, piant con rabbia le sue racchette nella neve.
Lupo, per salvare in qualche maniera la situazione, pronunci una
frase che suon stridente e sciocca. Meglio sarebbe stato il silenzio.
Chiara, facciamo a chi arriva prima a Valdiluce?.
Fu peggio che se avesse detto: "Non posso baciarti perch sono
in servizio!".
La fioraia lo prese alla lettera, scatt rabbiosa sugli sci, si mise a
uovo e mostr "il pi bel culo di Valdiluce" in tutta la sua magnificenza.
Lupo afferr la fiaccola e la insegu, per circa due chilometri
di pista ebbe davanti a s quello spettacolo. Chiara invece non si
ferm pi: si sentiva oltraggiata da quell'orso di Santoni. In fin dei
conti, lei aveva solo espresso la voglia di prendersi una libert con
lui, mica di sposarlo! Ma chi credeva di essere?
Kristal li stava aspettando alla fine della pista Azzurra. La fioraia
fu molto sbrigativa con tutti e due: Non vi preoccupate, vado a
casa da sola. Voi continuate a lavorare.
Si mise gli sci sulle spalle e si avvi a piedi sulla strada asfaltata.
Beretta confess a Lupo: Ispettore, come  difficile stare sempre
con la stessa donna. Beato lei che vede la sua ragazza poche volte
l'anno!.
...
Capitolo 39.

Lupo e Kristal si avviarono per le strade deserte del paese nella
Suzuki rossa. Erano tutti a festeggiare nel rifugio Chiarofonte.
Raggiunsero il box del noleggio sci di Boris Osmanovich detto Gorbaciov.
Era chiuso e dall'interno non usciva alcun rumore. Provarono
a bussare ma non rispose nessuno. Sembrava abbandonato.
Kristal tir fuori il suo coltellino svizzero e lo mise sotto la luce del
lampione, aveva una piccola lama tagliente. Disse con aria complice
al suo superiore: Posso, ispettore?.
Santoni si inquiet: Perch me lo chiede ogni volta? Vuole il
permesso da me per scassinare la porta? Io non glielo do, ma se lo
deve fare, proceda senza tante chiacchiere inutili!.
Era sempre sorprendente con quanta velocit, infilando la piccola
lama nella toppa della chiave, Beretta riuscisse ad aprire qualsiasi
porta. Chiss dove aveva imparato...
Fatto!.
L'uscio di metallo cigol aprendosi alla prima spinta. Kristal
e Lupo entrarono. Era buio pesto, individuarono l'interruttore
della luce, ma l'energia elettrica era stata staccata. Kristal accese
il telefonino.
Lo faccia anche lei, cos insieme produciamo pi luce.
Attraverso la poca luminosit che si era formata, si riusciva comunque
a vedere che il box era stato interamente svuotato. Niente sci e
scarponi. Scomparsa la stufa, il letto, la sciolinatrice, il computer.
Beretta disse con un filo di voce: Allora  vero: Boris  scappato!.
Nel buio brill improvvisamente una luce violenta, accompagnata
da un urlo: Che cazzo ci fate qui dentro?.
Sotto il fascio della torcia elettrica, Kristal e Lupo sembravano due
ragazzini sorpresi a rubare la marmellata. La voce era cos alterata
da essere irriconoscibile: Che sorpresa! L'ispettore Santoni e il
suo assistente Beretta presi a commettere un reato. O avete un
mandato di perquisizione?.
Kristal rispose d'istinto con una ridicola bugia: La porta era
aperta.
Mi tocca insegnarvi la legge? Non si pu entrare in un ambiente
privato senza il consenso del proprietario.  reato.
La voce poteva essere quella di Boris, mancava per la conferma
visiva. Santoni si avvicin alla torcia, l'afferr e la proiett sul
volto dello "sconosciuto". Solo una persona al mondo aveva due
sopracciglia cos pelose.
Che ci fa qua, Gorbaciov?.
Boris esplose in una risata che rimbomb nello spazio vuoto del
box.
Questa  bella! Vi trovo a spiare nel mio noleggio e io devo dare
spiegazioni a voi?.
Lupo replic, duro: Senta, adesso basta con le chiacchiere. La
stavamo cercando. Sa bene che non si pu muovere dal paese finch
non si sono concluse le indagini.
Boris apr le braccia.
Come vedete, eccomi qua. Effettivamente voi non siete entrati
nella mia propriet, ormai appartiene a un altro, ho venduto tutto.
Kristal ne domand il motivo. Gorbaciov scosse la testa, sul collo
dondol il ciondolo con le stelle, lo stemma nazionale della Bosnia.
Siete voi che mi avete rovinato! Dopo che sono uscito di prigione,
nessuno  pi venuto a noleggiare gli sci da me. Sono diventato un
appestato e ho dovuto chiudere per pagare i debiti.
Cosa far adesso?
Ho delle amiche che non mi hanno tradito... quelle donne che
vi fanno tanto orrore: le mirtillaie, che mi ospitano nel loro chalet.
Gorbaciov si ferm un attimo, osserv Santoni e Kristal con astio.
Sto cambiando vita, ho smesso di bere. Voglio essere un uomo in
grazia di Dio. Ieri durante il trasloco ho dimenticato qui il Corano
e sono venuto a riprenderlo.
Guidato dalla luce della torcia, si incammin alla ricerca del testo
sacro. Era desolante vedere il box senza i colori degli sci. Un'immagine
in bianco e nero, qualcosa che suscitava tristezza. Boris
ritrov il volume accanto a una finestra.
Eccolo.
Inizi a sfogliarlo, poi si sofferm su una pagina. Aveva un'espressione
molto concentrata. Quasi ispirata.
Da quando sono a Valdiluce ho sempre usato la neve per le mie
abluzioni. Pensavo che fosse una scelta un po' sacrilega, perch
non viene mai citata nel Corano. In prigione, rileggendo il testo
sacro, invece ho finalmente trovato un punto in cui se ne parla.
Boris si posizion solido sulle gambe, teneva con una mano il libro
e con l'altra la pila per illuminare la pagina.
Volete che ve lo legga?.
Kristal sembr entusiasta: Certo, il Corano non lo conosco per
niente.
Lupo pens invece che si doveva sempre diffidare di quell'uomo.
Aveva una personalit complessa, con un intelletto raffinato, unito
a un'indole che lo portava spesso a camuffare le cose, a nascondere
la verit, e a una certa capacit recitativa. Un attore di strada abituato
alla sopravvivenza. Non sarebbe stato facile incastrarlo, se
era davvero lui il colpevole. Gorbaciov lesse con la voce increspata
dall'emozione:

Vennero due uomini vestiti di bianco, avevano una bacinella d'oro colma
di neve. Si chinarono su di me, aprirono il mio petto e ne estrassero il cuore.
Da esso presero un grumo nero che gettarono via, quindi lavarono il cuore
ed il petto con la neve...

Kristal si lasci prendere da quelle parole: Molto bello,  tutto
cos il Corano?.
Gorbaciov sorrise e disse: Voi non siete due uomini vestiti di
bianco, ma in divisa, e siete qui non per togliere il grumo nero, ma
per metterlo sul mio futuro.
Santoni sbott: Con tutto il rispetto per il testo sacro, la prego
di smetterla di prenderci in giro!.
Boris lo guard con occhi iniettati di sangue.
Vi dannerete per cercare di sapere la verit, ma non la conoscerete
mai. Io non vi denuncer per essere entrati in una propriet privata,
per in cambio lasciatemi vivere la mia vita in pace!.
Purtroppo per lei ci rivedremo presto, e quel giorno faremo
tutto un conto. Pagher salato, glielo prometto, anche per tutte le
menzogne che ci ha detto.
Lei  un illuso. Santoni non rispose. Boris stava diventando
sempre pi spavaldo. Dovr trovare le prove della mia colpevolezza,
dimostrare che ho ucciso io Leni Sarti e Paolo Sormi. E sa
perch non ci riuscir mai?. Lupo e Kristal lo fissarono: in quel
momento sembrava un gigante cattivo. Perch io non ho mai
ammazzato nessuno.
...
Capitolo 40.

Quando Lupo rientr in casa sent il rumore tipico di chi stava
sgranocchiando con grande lena i croccantini. Accese la luce.
Pensava di vedere il sederone del riccio Arturo di fronte alla ciotola,
invece ebbe una sorpresa fantastica. Mignolino, il topo di casa che
Santoni pensava fosse stato eliminato dal riccio, non solo era tornato,
ma era vivo e vegeto e stava divorando i croccantini in tutta
tranquillit. La cosa pi incredibile  che lo stava facendo di fronte
ad Arturo, che lo osservava. Mignolino smise di mangiare, squitt
felice e si rintan nel buchetto nel muro. Il riccio allora si avvicin
alla ciotola e incominci il suo turno, rosicchiando rumorosamente
i croccantini.
Lupo, forse per la stanchezza o per cancellare tutte le brutture che
doveva affrontare ogni giorno, si commosse. Un gocciolone gli scese
dagli occhi azzurri. Poi guard le formiche appiccicate al vetro, che
sembravano osservarlo. Santoni si sent al centro di un universo
straordinario, il suo mondo, e i suoi animali in quel momento gli
davano la gioia pi grande. Immagin quello che doveva essere accaduto:
appena riccio Arturo era apparso sulla scena, Mignolino si
era nascosto in qualche anfratto della casa, aveva condotto una vita
solitaria, poi lentamente doveva essere subentrato tra loro un patto
di non aggressione, dettato dal buon senso. Era meglio convivere
in un ambiente confortevole e sicuro, dove non si doveva cacciare
il cibo perch era abbondante ed a portata di mano.
Quella notte Lupo ritrov parte della sua famiglia. D'istinto,
avrebbe voluto raccontare a Ingrid la lieta novella, ma poi ci ripens.
Era meglio non farlo. Lei aveva sempre detestato il topo, fino
a minacciare d'infilzarlo con un tacco. Come avrebbe risolto in
futuro la situazione? Oltre a Mignolino, ne erano rimaste questioni
in sospeso: la televisione in bianco e nero da sostituire, insieme alla
vecchia lavatrice che perdeva acqua. Per adesso, decise di non pensarci
e di godersi quell'attimo di libert. Butt una bella manciata di
biscotti sbriciolati nel formicaio. Gli insetti si addensarono subito
intorno al cibo. Anche loro sembravano allegri e felici.
Marzio si avvicin al caminetto che stava ripigliando fuoco,
bastava metterci un tronchetto e si ravvivava. And in cucina e apr la
bottiglia di Ginpin che gli aveva regalato Silverio, e se ne vers un
goccio nel bicchiere. Il profumo raccontava la sua montagna, i suoi
abeti, lo sballo estivo di quando il vento portava il cocktail odoroso
delle erbe selvatiche. Lupo si sedette sulla poltrona e allung i
piedi. Il fuoco era gi in fiamma. Sul tavolino luccicava la foto di
lui bambino sotto l'albero di Natale con il primo paio di sci rossi
tra le braccia, accanto sorridenti il padre Alfonso e la madre Elisa.
Bevve un po' di Ginpin, per quella notte voleva solo sognare. Era
fantastico come gli animali dessero sempre una lezione di civilt
agli uomini. Per cambiare le regole del mondo bastava rifarsi alle
leggi della natura.
Un messaggio di Ingrid comparve sul telefonino:

Allora, quando mi mandi la foto di Arturo? Hai imparato a farle con il
telefonino?

Lupo rispose:

Ancora no, mi sta insegnando Kristal ma nei prossimi giorni ti invio una
foto con una novit incredibile. Un bacio.

Dopo qualche secondo, lesse sul display:

Avresti fatto prima a mandarmela con un piccione viaggiatore, mio adorabile
cavernicolo. Kiss, kiss.

Lupo ebbe un sussulto, gli affior in mente l'indagine, l'involucro
del piccione viaggiatore... ma solo per un istante, poi si immerse
di nuovo nel tepore. Le fiamme del fuoco danzavano con infinite
mosse, la brace brillava come una citt illuminata di notte. E il
caminetto era meglio della TV, per addormentarsi subito.

Nel posto di polizia, di prima mattina Kristal era gi in piena
attivit insieme a Franco Pieretti della Scientifica. Stavano controllando
i risultati delle analisi sul sacco di iuta trovato nella stanza
segreta di Orsa. Santoni si avvicin: era sempre un piacere ascoltare
l'opinione di Pieretti, uomo asciutto e profumato di Badedas, dal
sorriso contagioso. Gli trasmetteva un senso di sicurezza. Era un
collaboratore straordinario, almeno quanto Kristal. Semplici poliziotti,
con uno stipendio irrisorio, impegnati a far prevalere verit
e giustizia. E, d'altra parte, quale somma di denaro sarebbe stata
sufficiente per ricompensare la dedizione che mettevano sul lavoro?
Pieretti era eccitato per quanto aveva scoperto: Ispettore, all'inizio
abbiamo pensato che il materiale con cui era stato confezionato il
sacco del carbone fosse di iuta, ma abbiamo avuto una sorpresa. I
filamenti e l'incordatura ci hanno dato la certezza che provengono
da una pianta diffusissima a Valdiluce: la ginestra del carbonaio,
il Cytisus scoparius. Quindi il sacco sembrerebbe realizzato nel
nostro territorio. Lupo cap che si stava aprendo una nuova pista
nelle indagini. Tra l'altro, si ricordava benissimo che anche suo
padre Alfonso ricorreva alle ginestre per alcuni manufatti. Pieretti
continu il suo resoconto: Fino al dopoguerra, la pianta  stata
usata da queste parti per produrre tessuti, sacchi, tappeti, corde.
C'era una piccola manifattura nella Valbrina, accanto al mulino,
ma ha cessato la sua attivit da almeno sessant'anni. Al suo posto
 stato costruito l'Hotel Belvedere, e poi ha chiuso anche quello.
La Valbrina  una zona sfortunata: l fa troppo freddo e umido,
tanto che anticamente ci si produceva il ghiaccio....
Santoni conosceva benissimo quell'albergo, era come un vecchio
fungo fatiscente, mezzo distrutto. Ma non sapeva che ci fosse stata
una manifattura.
Il sacco potrebbe essere stato prodotto da quella filanda?
No,  recente: dalle analisi risulta che  stato confezionato non
pi di dieci mesi fa.
Lupo ascoltava sempre pi interessato, e chiese: Qualcuno produce
ancora in famiglia sacchi ottenuti dalla tessitura della ginestra?.
Kristal si mangi un Mon Chrie, al volo.
Ispettore, cercheremo di scoprirlo visitando molte case che
stanno pi a valle, verso Feronia. Laggi ci sono fiumi, pascoli e
tante fattorie piene di ginestre.
Pieretti non amava giocare sull'effetto-sorpresa, ma ci che stava
per aggiungere era altrettanto importante: Abbiamo approfondito
le ricerche ed abbiamo individuato delle tracce lasciate dall'acqua
che aveva imbevuto le fibre della ginestra, durante il processo di
macerazione. Sulle cellule risulta una composizione chimica molto
simile al liquido che abbiamo rinvenuto nei polmoni di Leni Sarti.
Un'acqua che potrebbe essere di una sorgente di tipo termale.
Lupo iniziava a sognare: finalmente si apriva il sipario sulle
indagini.
Si conoscono fonti termali nella Valbrina?
Purtroppo no, ispettore.
La mente di Santoni inizi a muoversi agile.
Quindi gli steli di ginestra potrebbero essere stati immersi, durante
la fase della macerazione, nella stessa acqua in cui  stata uccisa
Leni Sarti? Questo vuol dire che, se troviamo chi ha realizzato il
sacco, potremmo avvicinarci all'assassino e all'ambiente dove si
 svolto l'omicidio... il luogo misterioso che abbiamo definito la
"fonte della luna"!. Ebbe come uno scatto, ricordandosi di un
elemento che adesso poteva diventare significativo: In casa di Leni
c'era una borsetta contenente un taccuino, quello con su scritto Il
ciclo di vita del tritone alpino. Sembrava di iuta anche quella....
Pieretti interruppe l'ispettore, non si poteva sottostimare la memoria
di Santoni, ma neanche la sua.
Lo abbiamo gi analizzato,  risultato anch'esso un prodotto
ottenuto dalla lavorazione della ginestra, con le solite tracce d'acqua
simili a quelle rinvenute nei polmoni della vittima. Ma su questo
manufatto abbiamo rinvenuto molti residui di ipoclorito di sodio,
che probabilmente  stato usato per scolorire le fibre. Infatti la
borsa ha la cordatura pi chiara del sacco.
Santoni si anim ancor di pi: Varechina, quindi.
Esatto: l'odore che lei aveva rintracciato immediatamente sul
cadavere della prima vittima. Con altre indagini abbiamo confermato
la sua intuizione, dimostrando che l'assassino aveva lavato
accuratamente il corpo con ipoclorito di sodio per cancellare
eventuali tracce del dna. Mentre il bikini celeste era stato pulito a
parte in lavatrice.
I passi procedevano veloci, in maniera addirittura entusiasmante.
Santoni ne era esaltato: Quindi si potrebbe pensare che nello stesso
luogo dove  stata affogata la Sarti ci sia anche una specie di laboratorio
per trattare la ginestra? Il killer potrebbe averla annegata, poi
le avrebbe tagliato la lingua con un coltello tipo Pattada, avrebbe
fotografato il frammento sopra un sacco di ginestra.  sconvolgente
la pianificazione millimetrica di questo criminale: doveva aver gi
immaginato tutto, anche l'assassinio di Paolo Sormi, con il macabro
inserimento di quella scheda fotografica nella sua bocca.
S, ma perch lavare il costume a parte?, chiese Kristal.
Stavolta fu Pieretti a prendere la parola: Per paura che la candeggina
lo scolorisse. Per la sua maniacale perfezione nei dettagli,
sarebbe stato imperdonabile che la vittima indossasse un due pezzi
stinto. Per questo il killer lo ha messo in una lavabiancheria, dove
avrebbe mantenuto il suo colore originale e rimosso tutte le tracce
di sangue dall'indumento. Poi ha deterso a fondo il corpo nudo
della Sarti usando la stessa candeggina che probabilmente veniva
impiegata per sbiancare le fibre della ginestra. Solo a quel punto
l'assassino avrebbe infilato di nuovo il bikini pulito sul cadavere e
lo avrebbe caricato sulla slitta trainata da un cavallo per portarlo
alla Verginetta.
Perch proprio lass?, domand ancora una volta Beretta.
Santoni spieg: La scelta del luogo potrebbe essere stata motivata
dal tentativo di confondere le acque, per farla sembrare una
vendetta contro la Sarti contestatrice, visto che da l parte il sentiero
per il Dente della Vecchia dov'era il centro radar. Resta invece
poco comprensibile tutta quella messinscena vagamente esoterica.
L'albero scuoiato, il cumulo di neve.... Lupo si ferm, come se
inseguisse dei pensieri pi avventati che non era il caso di dire ad
alta voce. Fiss negli occhi Pieretti, con molta intensit. Aveva
raggiunto una sua personale deduzione, ma non volle comunicarla
agli altri. Prefer passare dalle ipotesi alla realt comprovata dalla
Scientifica.
A quando risale la borsetta che conteneva il quaderno?
 recente come il sacco. Sar stata realizzata da appena un anno,
sempre con le ginestre del carbonaio.
Kristal sembr divagare e fece una domanda che l per l apparve
superflua: Perch si chiamano le ginestre del carbonaio?.
Pieretti nel rispondere aveva l'umilt del maestro elementare: Le
ginestre erano molto utilizzate dai carbonai. I rami, poco infiammabili,
venivano posti sulla cima delle carbonaie per mantenere
una buona combustione e per impedire che scoppiassero incendi.
Inoltre, li utilizzavano per il tetto delle loro capanne.
L'argomento stava diventando centrale, e nemmeno Kristal ne
sapeva granch. Santoni si limit a dire quel poco che conosceva:
Mi pare che le carbonaie erano costruzioni coniche, coperte di
terra e di muschio, al cui interno veniva accatastata la legna che
bruciando si sarebbe trasformata in carbone. In cima avevano un
cratere.
Insomma, assomigliano a un piccolo vulcano, osserv Beretta.
Esatto, conferm Pieretti.
Lupo disse ad alta voce ci che stava affiorando nella mente dei
tre poliziotti: La carbonaia potrebbe essere l'immagine che il nostro
serial killer ha sempre voluto rappresentare! Quei cumuli di
neve sotto i quali erano nascosti i corpi di Leni Sarti e Paolo Sormi
sembrerebbero proprio avere la struttura conica di una carbonaia...
come l'immagine che la Sarti aveva sulle sue unghie decorate!.
Pieretti ammise con un pizzico di disappunto:  vero. Nessuno
di noi ha mai pensato alla carbonaia. Abbiamo sempre parlato di
neviere....
Kristal aggiunse un altro pezzo al puzzle che si stava componendo:
Nel disegno sull'anulare non c' un uomo che brucia all'interno di
una specie di vulcano? Non potrebbe rappresentare una carbonaia
in piena attivit? Secondo la profezia scritta nella mano sinistra di
Leni, sarebbe il prossimo delitto.
Lupo intervenne deciso: Non parli pi di profezie, per favore.
Mi scusi, ispettore, ma tutto ci che era disegnato sulle unghie
della vittima finora si  avverato... Non pu negarlo!.
Lo so, ma  un mistero che dovremo svelare senza ricorrere a
forze occulte, lo ammon Santoni.
Pieretti cap che il confronto sarebbe potuto diventare pi aspro
e si inser nella loro conversazione: C' un altro aspetto da non
trascurare: il carbone trovato nella sacca  stato prodotto dalla
combustione di un legno misto di faggio e castagno. Sono alberi
che potrebbero essere stati tagliati nelle vicinanze, in una zona
molto ampia a circa quaranta chilometri dal paese, verso valle,
collocabile a circa ottocento metri d'altitudine, dove il faggio finisce
e cominciano i castagni.
Il lavoro della Scientifica era stato stupefacente e davvero dettagliato,
ma ci significava che le indagini sarebbero dovute scendere
di almeno quattrocento metri pi gi rispetto ai mille e duecento di
altitudine di Valdiluce. Un mondo nuovo da conoscere ed esplorare.
Abbiamo notizia di gente che fa ancora il carbonaio da quelle parti?,
domand Santoni. Non dovrebbe essere difficile verificarlo:
ci vorranno dei permessi per il taglio degli alberi. E poi, quando una
carbonaia  attiva, si dovrebbe notare il fumo che esce dal bosco.
Verificheremo, disse Kristal, che non voleva farsi cogliere impreparato
dal suo superiore.
Ottimo lavoro, Pieretti, aggiunse Santoni, congedando il collega
della Scientifica.
Dopo qualche ora passata al computer e al telefono, Beretta torn
da Santoni, con l'aria di chi sembrava improvvisamente un esperto
in materia: Ispettore, dalle ricerche che ho condotto, ho scoperto
che nella carbonaia la legna deve bruciare con un lento processo
di combustione. Questo significa che non si scorge una colonna di
fumo che fuoriesce dal bosco. Comunque non ho trovato nient'altro
che possa essere utile, pare proprio che sia un'attivit scomparsa
dalla faccia della terra.
Lupo riflett a voce alta: Allora perch non ci concentriamo su
questa benedetta fonte della luna? Non vorrei continuare a prendere
degli abbagli. A Santoni non piaceva quel mix tra realt e fantasia,
intorbidiva tutto. Ormai si era fatto tardi, era giunto il momento
di dedicarsi alle Vedette clandestine di Valdiluce, che sarebbero
arrivate da l a poco. Aggiunse: Ci sono altre novit, Kristal?
Come sempre, ispettore. Le volevo dire che i nostri colleghi
stanno cercando da stamattina Boris Osmanovich, ma sembrerebbe
sparito nel nulla. Si sar dato alla macchia?.
...
Capitolo 41.

Il t ed i pasticcini erano stati un'idea di Kristal. Le Vedette clandestine,
convocate da Santoni, erano intervenute al gran completo.
Nell'ufficio dell'ispettore si accavallavano molti odori: profumo
di lavanda, Ginpin, t, e sotto sotto sudore rappreso che si univa
all'aroma dei bign e della pasta frolla. Erminia Passi sapeva anche
di lacca per capelli, ed essendo vicina d'appartamento, si era portata
da casa una sedia personale. Doveva essere la leader del gruppo,
perch si sistem al centro della stanza, in posizione dominante.
Aveva sul volto un broncio molto esplicito, quasi fosse una bambina
che era stata punita e costretta a partecipare a un evento che
detestava. Le altre Vedette clandestine erano Luciana, Veronica,
Augusta, Fabrizia, Marina, Egle: tutte donne molto anziane, con
i capelli bianchi, che per l'occasione indossavano il vestito della
domenica, quello per andare a messa. I loro occhi brillavano come
le lampadine che circondavano la testa di San Gualberto, protettore
di Valdiluce. Nessuna di loro mostrava qualche timore, anzi erano
spavalde, eccitate dall'idea di essere ascoltate dalla polizia. Santoni
pens che il modo migliore di trattare quelle donne, abituate a raccogliere
notizie e pettegolezzi, fosse una rude schiettezza. Le fiss
una per una, poi disse, scandendo le parole: Io so che voi sapete.
Le Vedette erano troppo impegnate a dividersi i pasticcini per
farsi sorprendere da una frase cos filosofica. L'idea del t non era
stata troppo brillante. Lupo le richiam all'ordine alzando la voce:
Signore, per cortesia. Voglio porvi delle domande. Se qualcuna
di voi sa qualcosa, mi risponda, altrimenti questo  pur sempre un
interrogatorio ufficiale, e sarete, nel caso che si scopra un vostro
silenzio omertoso, denunciate per reticenza.
Le donne lo ascoltarono con facce inespressive, l'unica attivit
percettibile era quella delle mascelle impegnate a sgranocchiar
pasticcini. Non sembravano particolarmente preoccupate per le
parole dell'ispettore. Avevano la certezza che lui non sarebbe mai
potuto entrare nelle loro teste, e che nessuno dei loro segreti sarebbe
mai stato violato. E di cose ne dovevano sapere, magari erano
arrivate anche a individuare chi fosse il serial killer di Valdiluce.
Santoni, intrepido, aveva voluto svolgere un interrogatorio collettivo,
sperando che, se una di loro avesse parlato, poi tutte le altre
si sarebbero accodate. Testardo come sempre, Lupo butt l la sua
prima domanda: Nella notte del 15 febbraio, qualcuna di voi ha
visto nella strada che porta alla Verginetta una slitta trainata da un
cavallo con un uomo alla guida?. Nessuna mostr una reazione
degna d'interesse. Santoni insistette: ...Tra le ventidue e le cinque
di mattina. Mi sembra strano che sia sfuggita alla vostra attenzione.
In pi c'era la luna piena e sul retro della slitta erano stati attaccati
dei rami d'abete per cancellare le tracce dei pattini....
Kristal intervenne con la speranza di sbloccare quell'odiosa
reticenza: Alzi la mano chi di voi ha l'abitazione che si affaccia
sulla strada che porta al lago Turchino. Tre braccia tremanti si
sollevarono. Avete notato un uomo sospetto che si muoveva con
la slitta?.
In sincrono, con precisione aritmetica, le tre teste si scossero per
dire no. Sembravano le tre scimmiette mafiose con le mani sugli
orecchi, sulla bocca, sugli occhi: non vedo, non sento, non parlo.
Dallo sguardo impassibile con cui stavano scrutando Kristal e Lupo,
si intuiva che ci voleva ben altro per comprare la loro confidenza,
non bastava certo un t con i pasticcini. Santoni pens quanto
fosse ingrato il suo lavoro: la verit probabilmente stava in mano
a Don Angelo, al Dogana, a queste vecchiette impassibili, ma da
loro non l'avrebbe mai saputa. Lui invece doveva dannarsi per
scoprire l'assassino. Sarebbe bastata un po' di collaborazione e
l'indagine sarebbe stata chiusa in mezza giornata. Possibile che di
fronte a due cadaveri non si muovessero nemmeno un po' a piet?
Evidentemente la paura di parlare era superiore a qualsiasi altra
legge, quasi fosse un codice tramandato nel DNA di quei paesani.
Santoni comprese che la situazione era pi difficile di quanto
avesse mai temuto, ma continu a insistere. Con domande random,
magari una delle Vedette clandestine avrebbe abboccato: Sapete
chi era il vero amante di Leni Sarti detta Orsa?. In questo caso
tutte insieme scossero la testa. Lupo non nascose la sua irritazione:
Spero solo che delle donne cos devote come voi, almeno con il
confessore non siano altrettanto reticenti.
Marina, l'ex lattaia di Valdiluce, alz una mano. Marzio ebbe
un brivido: forse la sua strategia stava portando a qualche frutto?
Prego, Marina, ci dica.
La donna - piccola e leggermente curva, con il naso rosso e gli
occhi affossati nelle orbite come due tizzoni di carbonella accesa
- si alz in piedi e si rassett la gonna.
Volevo, prima che qualcuno se lo scordi, ringraziarla moltissimo
dei pasticcini e del t, una buona idea. E devo ammettere che le
paste sono state scelte proprio con cura.  stato lei, ispettore?.
Lupo non rispose. Beretta ci casc come un pivello: Sono io che
le ho scelte!.
Le donne batterono le mani piene di entusiasmo ed esclamarono
in coro: Grazie, Kristal!.
L'assistente, per rimettere sui binari quella specie di interrogatorio,
formul la domanda successiva. Sentiva che Santoni era furioso.
Qualcuna di voi sa dove si trova un luogo che potrebbe chiamarsi
fonte della luna?
Le Vedette clandestine furono pi salde nel loro silenzio, anche
perch le cartucce della pasticceria erano finite. Lupo, sconsolato,
pose l'ultima richiesta: Usate ancora la fibra di ginestra per filare
tessuti o fare dei sacchi? Non mi pare che questa sia una domanda
problematica, a cui non possiate rispondere....
Ne nacque uno strano movimento, quasi un mormorio, e Santoni
ne attese paziente gli sviluppi. Le Vedette clandestine si scambiarono
una serie di sguardi, poi la Telecamera fu la prima a scuotere la
testa e le altre la seguirono a ruota. Lupo Bianco not che solo una
di loro era rimasta immobile: Egle. Non aveva risposto n no, n s.
La donna, vedova del mugnaio di Valdiluce, era la pi anziana del
gruppo e abitava nella Valbrina, nel vecchio mulino ormai in disuso,
e aveva lavorato come cameriera dell'Hotel Belvedere finch non
aveva chiuso. Anche se c'era poco da illudersi - quell'immobilit
di Egle poteva essere stata involontaria, magari non aveva capito
bene la domanda, considerando l'et - restava una via da tentare.
Poteva significare davvero una dichiarazione di consenso? Come per
dire, non posso parlarne adesso, qui, davanti alle altre, ma qualcosa
so. Lupo a quel punto fu sbrigativo: Signore, prendiamo atto che
non volete collaborare con la polizia. Potete andare e ne terremo
conto a tempo debito.
Queste poche parole fecero il loro effetto: le vedette uscirono a
testa bassa, dolenti. Era solo una rappresentazione scenica, come
quando partecipavano alle processioni con le candele in mano,
con l'aria devota e contrita, o avevano compreso di aver forzato la
mano, di essere uscite dal seminato, di essersi montate a vicenda
e che oramai era troppo tardi per rimediare? A Lupo restava solo
Egle. Doveva andare al pi presto al vecchio mulino per interrogarla.
Certo, se anche quello si fosse rivelato un buco nell'acqua,
l'operazione delle Vedette clandestine avrebbe prodotto un solo
risultato concreto: la ricevuta da pagare alla pasticceria Magnani,
per un totale di sessantasette euro di dolci, che Santoni avrebbe
dovuto saldare di tasca propria.
...
Capitolo 42.

Visto dall'alto, il fiume Marti sembrava un serpente disteso dentro
un burrone: ogni tanto spariva sotto foreste di aceri, abeti e faggi, tra
rocce appuntite, cespugli e rovi, in altre zone luccicava d'argento.
La Valbrina fa un po' paura senza la neve. Sembra un luogo
cupo, quasi preistorico. Non mi sorprenderei se all'improvviso
spuntasse un dinosauro!.
Carlo Nardello stava mostrando a Kristal e Santoni le immagini
che aveva realizzato con il suo drone. Lupo ne approfitt per verificare
subito un sospetto che lo inquietava da giorni: Io non ho
pi visto il falco Trogolo. E lei?.
Carlo ferm il video.
No, per fortuna  scomparso da un po'.
Santoni lo squadr con severit.
Non per colpa sua, vero?
No, no, anche se tutte le volte che ha attaccato il mio drone, un
pensierino....
Le ricordo che il falco pellegrino  una specie protetta. Potrebbe
pagarla cara.
Era permaloso, l'ex carabiniere Carlo Nardello, soprattutto quando
qualcuno metteva in dubbio la sua buona fede. Rispose stizzito:
Ispettore, sa bene che non potrei mentirle.
Per tagliare corto, premette di nuovo il tasto play e le immagini
ripresero a scorrere sullo schermo. Il drone stava sorvolando l'unico
blocco di case della Valbrina: il vecchio mulino e l'Hotel Belvedere
ormai diroccato, la fattoria della mirtillaia Carlina Uberti con i
suoi capannoni, circondata da un grande prato dove pascolavano
alcune mucche e due cavalli. Carlo commentava il video: Vedete
il tracciato della pista Sport che arriva proprio davanti all'albergo?
Peccato che ormai sia chiusa. Tanti anni fa, quando era aperto
l'Hotel Belvedere, era una delle pi belle e difficili della zona.
Kristal seguiva con molta attenzione. Parte dal Dente della
Vecchia?, domand.
Esatto, se lo volete vedere ho ripreso tutto il percorso....
Le immagini erano belle, sembrava per di assistere a un documentario
pi che a materiale utile per le indagini. E Lupo non
aveva tempo da perdere.
No, grazie. Mi pare che lei non abbia trovato niente che possa
interessarci: nessun cratere, nessun ponte sospeso, niente di niente.
 vero, penso che quello che sta cercando non sia visibile dall'alto,
forse perch  coperto dalla vegetazione. O magari la fessura 
nascosta da un masso....
In quell'attimo, Beretta ebbe una reazione: Carlo, torna indietro
un attimo.
Era come se avesse notato qualcosa di importante. Nardello
smanett sui comandi.
Ecco. Qua va bene?
Perfetto.
Kristal appoggi il dito sullo schermo indicando un punto preciso,
sul lato destro dell'inquadratura.
Vedete che sotto gli alberi si muove qualcosa? Non  un animale.
Effettivamente, guardando con attenzione, si notava attraverso i
rami un'ombra che stava camminando sul bordo del fiume Marti.
L'occhio di Beretta, allenato alla TV, aveva colpito ancora. Carlo
Nardello si scus per la sua disattenzione: Mi  sfuggito, anche
perch cercavo solo quel maledetto ponte sospeso e l'apertura
nella roccia.
Kristal era troppo preso dalla sua scoperta per perdere tempo
in chiacchiere: Sbrgati. Metti al rallenty.  sicuramente una
persona.
L'azione fu pi comprensibile. Sembrava un uomo che saltava con
abilit da un masso all'altro del fiume. Uno slargo tra le frasche
lasci finalmente un po' di respiro all'immagine.
Blocca e zooma!, url Beretta.
Nardello stopp sul fotogramma e ingrand la figura. Si capiva
che l'uomo aveva qualcosa sulle spalle.
Puoi allargare di pi?, chiese Santoni.
Ci provo, ma l'immagine si sgraner.
La persona, pur nella sua indeterminatezza, aveva delle caratteristiche
che potevano farlo identificare: indossava una tuta mimetica
da cacciatore e stava trasportando un oggetto ingombrante. Kristal
disse con assoluta certezza:  il Mitraglia!.
Anche Nardello fu preciso: Ha sulle spalle un paio di sci e il
fucile.
Cosa ci faceva Alvaro Sernesi, lo spazzino di Valdiluce, in quella
zona impervia? E soprattutto con un paio di sci e un fucile sulle
spalle? Certo, non era andato al Marti per fare sci d'acqua. Lupo
chiese di zoomare ulteriormente.
Ispettore, abbiamo gi ottenuto tanto perch la mia telecamera
 HD, ma di pi proprio non si pu.
Non si riesce a individuare la marca degli sci?
No.
L'assistente aggiunse: Non sono molto lunghi e, a giudicare
dal bianco e rosa, sembrerebbero da donna. Potrebbero essere i
Rossignol noleggiati da Orsa?
C' solo un modo per saperlo. Kristal, rintracci immediatamente
Mitraglia e lo conduca qui. E che venga con quel paio di sci.
Beretta part subito. Lupo continu a fare delle verifiche sul video
realizzato con il drone.
Carlo, pu ritornare sulla pista Sport e farmi vedere tutto il
tracciato?.
Nardello sorrise soddisfatto: non era stato inutile il suo lavoro. In
un attimo rintracci il punto: la pista partiva esattamente alla base
del centro radar sul Dente della Vecchia. Ormai della neve erano
rimaste solo poche chiazze.
Ha visto, ispettore? Stanno smantellando le postazioni militari.
Tra poco sembrer che quel centro radar non sia mai esistito....
Lupo, mentre il video mostrava il percorso della pista Sport,
disegn dentro di s un pensiero coerente. Quegli sci che aveva sulle
spalle Mitraglia potevano essere quelli di Orsa. Appena era finita
la manifestazione sul monte Dente della Vecchia, per un'urgenza
- qualcuno la voleva vedere immediatamente - invece di scendere
verso Valdiluce per riconsegnare gli sci al noleggio di Boris, Leni si
era immessa nella pista Sport attraverso il bosco, evitando la valanga
che lo aveva travolto. La pista era chiusa da anni, quindi non era
stata battuta dal gatto delle nevi. Doveva essere molto pericolosa,
ma la Sarti evidentemente era stata costretta a farla e per questo
aveva rinunciato all'ingombro del cartellone consegnandolo al fotografo
Paolo Sormi. Appena aveva terminato la Sport, all'altezza
dell'Hotel Belvedere, si era tolta gli sci perch qualcuno l'aspettava
l... Il suo misterioso amante, con ogni probabilit. Finalmente il
cerchio si stava chiudendo. Non c'era tempo da perdere. Lupo
doveva ordinare una perlustrazione nella Valbrina e lungo il fiume
Marti, ma con Carlo aveva ancora dei dettagli da chiarire: Che
tragitto si pu fare con una slitta a cavalli, partendo pi o meno dal
blocco di case della Valbrina, per arrivare fino alla Verginetta?.
Nardello, per la prima volta, sembr in difficolt: Ispettore, non
ho una ripresa video precisa su quel percorso. Per, vista l'urgenza,
potrei cercare una strada possibile sul mio tablet, utilizzando
Google Maps. Mentre muoveva veloce le dita sullo schermo,
disse: Partendo dal vecchio mulino, la slitta dovrebbe percorrere
trecento metri di strada statale, poi immettersi nella pista da sci
di fondo che costeggia il fiume Marti, che adesso viene utilizzata
come ciclabile, per circa tre chilometri all'interno del bosco. A
questo punto, nei pressi della funivia, dovrebbe infilarsi di nuovo
nella strada comunale per circa seicento metri, deviare a sinistra
per entrare nel sentiero che porta al lago Turchino, costeggiarlo e
dopo altri quattrocento metri raggiungere la Verginetta.
 una via tutta percorribile con una slitta trainata da un cavallo?
S, penso di s. Su Google Maps il percorso appare come uno
sterrato, ma a met febbraio era di sicuro coperto di neve.
Lupo aggiunse: Un viaggio protetto dal bosco, dove  facile
nascondersi.
L'ideale per un criminale, chios Nardello.
Kristal entr trionfante con un paio di sci su cui erano agganciati
due scarponi. Ispettore, ecco i Rossignol modello Temptation,
attacco Marker, scarponi Atomic Lady.  sicuramente l'attrezzatura
completa della Sarti. E per di pi, sulla punta di ciascun sci
c' scritto "Noleggio da Boris".
Lupo era contento, ma mancava qualcosa.
E Mitraglia?
Scomparso. Da due giorni non va al lavoro.
E tutto questo armamentario, lei dove l'ha trovato?.
Beretta ebbe un lieve smarrimento, poi divent deciso, al limite
dell'aggressivit: Non c'era tempo da perdere, e io ho agito di
conseguenza: gli sci e gli scarponi li ho rintracciati nella casaccia
del Mitraglia. Appoggiati vicino ai coltelli Pattada. Lupo cap che
non doveva approfondire il modo in cui Kristal era entrato in casa
dello spazzino. Ispettore, guardi cos'altro ho trovato....
Tir fuori dallo zaino una borsetta, intessuta con il filo di ginestra,
come il sacco del carbone. L'appoggi sulla scrivania e vers il contenuto
sul piano in legno d'abete: ne cadde un gran mazzo di chiavi.
Santoni era quasi incredulo: Sono quelle di Orsa?
Vediamo.
Kristal s'infil i guanti, and nella propria stanza, armeggi con
la cassaforte e dopo poco riapparve con una scatola di legno.
L'appoggi sulla scrivania di Lupo Bianco. L'apr come fosse uno
scrigno prezioso. All'interno erano state raccolte tutte le serrature
originali delle porte dello chalet della Sarti, quelle rimosse dal fabbro
Otello. Beretta inizi a provare alcune delle chiavi. Scattarono
tutte argentine: erano loro, non ci potevano essere dubbi. Ci fu
un attimo di emozione, ma Santoni subito tent di riprendere in
mano il bandolo della matassa: Il primo pensiero  che il Mitraglia,
seguendo un suo percorso d'indagine, abbia ritrovato questi
oggetti nella zona della Valbrina. Gli sci e gli scarponi, in particolare,
potevano essere stati abbandonati dall'assassino all'esterno
del bosco o vicino al fiume. D'altra parte, non  facile distruggere
un materiale resistente come quello. E poi Alvaro potrebbe aver
rinvenuto nei pressi anche la borsetta con le chiavi, magari proprio
dove  stata uccisa Leni.
S,  possibile, ma..., protest Beretta.
Santoni prosegu imperterrito: Il Mitraglia  cos selvatico che,
invece di informarci, ha portato di nascosto nella sua casa questi
importantissimi reperti. Adesso che pensa solo a vendicarsi dell'assassinio
del suo cane,  diventato pericoloso. Quanto un criminale.
 molto preoccupante che sia scomparso: o  caduto in qualche
trappola o sta facendo una cazzata madornale. Dobbiamo trovarlo
al pi presto.
Lupo non disse ad alta voce l'idea che invece gli ronzava in testa
insistentemente: e se fosse stato Alvaro Sernesi detto Mitraglia
l'assassino? Non poteva aver ucciso il suo cane, e questo, d'istinto,
lo scagionava. Ma se qualcun altro avesse eliminato lo spinone
Terry solo perch si voleva vendicare di lui? Magari perch aveva
scoperto che lo spazzino era l'assassino di Leni Sarti detta Orsa e
Paolo Sormi il fotografo? Tanti erano gli elementi che cozzavano
tra loro, come macchinine dell'autoscontro. Alvaro, con la sua forza
fisica e agilit, era l'unico che avrebbe potuto mettere in piedi apparati
complessi come quelli dei due omicidi: dall'albero scuoiato
all'uso del coltello in maniera spregiudicata. Tuttavia, mancava la
motivazione a uccidere. E se avesse avuto una relazione segreta con
Orsa? Magari era proprio lui l'amante misterioso. Ma perch aveva
portato nella sua casaccia reperti cos importanti come gli sci e gli
scarponi di Leni e la sua borsetta con le chiavi? Ormai non potevano
che indiziarlo come assassino. Forse Mitraglia aveva deciso
di eliminare quelle prove, per era dovuto scappare all'improvviso,
lasciandole alla merc della polizia. Oppure era stato rapito o
ucciso dalla stessa persona che aveva soppresso il suo spinone? Di
questo passo, la striscia di delitti che insanguinava Valdiluce sarebbe
diventata infinita. E, del resto, perfino le immagini sulle unghie di
Orsa suggerivano l'arrivo di altri due cadaveri... Per fortuna, sul
cellulare di Lupo Bianco giunse un sms di Ingrid che lo fece uscire
dallo slalom dei suoi perch. La sua ragazza stava finalmente per
tornare dagli usa, dove si era confermata campionessa del mondo
di discesa libera, e aveva deciso di trascorrere parte della primavera
e tutta l'estate con lui. Santoni apr il messaggio:

Serie 9000 Crystal Blue WW10H9400EW/ET.

Marzio rimase interdetto. Non trov un filo logico in quell'insieme
di sigle e numeri. Tra i mille enigmi che ogni giorno cercava
di risolvere, ci mancavano pure quelli della sua fidanzata! Poich
non riusciva a venirne a capo, si affid a Kristal, uomo di mondo e
di tecnologia. Ma anche lui su due piedi non fu in grado di svelare
l'arcano, perci accese il computer e riport quel misterioso codice
su Google. Dopo pochi secondi apparve qualcosa sullo schermo:
Eccola,  lei! Venga, ispettore,  bellissima!.
Lupo s'inquiet: non  che Ingrid era apparsa di nuovo senza veli
su qualche sito? Da come il suo assistente si mostrava estasiato,
c'era di che preoccuparsi. Santoni super con prudenza la linea
della conoscenza, quella che lo port a vedere lo schermo. Bella,
era bella. Era una lavatrice che sembrava uscita dalla mente di un
marziano. Il messaggio era chiaro, anzi era un evidente ricatto:
"Devi comprare questa lavatrice, la voglio trovare in casa tua
quando arriver a Valdiluce per trascorrere i prossimi mesi con
te". Marzio era corroso dall'indagine poliziesca, e cap che tutte
le sue resistenze su quel fronte erano destinate a cadere. Non
aveva pi un briciolo d'energia. In pi, la diga della sua castit
era sull'orlo di tracimare. Desiderava Ingrid con una passione
che non gli era mai capitato di provare per nessuna donna. E in
fin dei conti, l'idea di convivere con lei per un lungo periodo lo
stuzzicava. Insomma, il guerriero aveva voglia di trovare un po'
di pace e serenit. E senza quella nuova lavatrice in casa, la vita
sarebbe diventata difficile.
Kristal, mi accompagni nel negozio di Fidelio, devo comprare il
modello di lavatrice che mi ha indicato Ingrid. Ma ho bisogno della
sua assistenza: sa bene quanto sia a digiuno di tecnologia. E poi ci
far bene una pausa dal lavoro.
A disposizione, ispettore.
Lupo si lasci andare al privato, ed era raro che si confidasse con
il suo assistente.
Vede,  stupido, lo so, ma mi dispiace buttar via la vecchia Ignis
che mia madre aveva comprato con tanti sacrifici....
La sistemi nel suo giardino! La mia ex fidanzata ha un'amica che
ricicla vecchi elettrodomestici... ci fa delle composizioni con piante
del bosco come felci, fragole, lamponi, more....
Poteva essere una bella idea, ma ci che maggiormente aveva
colpito Santoni era quella parola - ex - buttata l nel discorso,
senza darci troppo peso. Ma allora Kristal e Chiara si erano lasciati
proprio quando stavano gi progettando il matrimonio! La
fioraia era una ragazza libera, curiosa e pronta a togliersi molti
sfizi, e Lupo non aveva mai dimenticato come gli si era offerta
sulla pista Red, la notte della festa. O forse quella disponibilit
poteva essere un sintomo della loro crisi? Beretta non vedeva
l'ora di raccontare i motivi che li avevano spinti a lasciarsi. Lupo,
invece, prefer evitare di infilarsi nelle complicazioni sentimentali
del suo assistente. Era l'unica confessione che non amava come
poliziotto.
Fortunatamente squill il telefono di Kristal, che parve amareggiato:
Era il dottor Franzelli, Egle  morta d'infarto.
Che notizia sconcertante! L'anziana ex cameriera dell'Hotel Belvedere
era l'unica che durante l'incontro con le Vedette clandestine
aveva dato a Santoni la speranza di volersi confidare.
Perch il dottor Franzelli ci informa con tanta urgenza? Non
mi pare che comunichi alla polizia tutti i decessi di Valdiluce. C'
qualcosa di insolito?
Egle aveva chiamato il medico perch si sentiva male.  deceduta
per cause naturali, per pare che abbia detto: "Lupo Bianco", prima
di spirare, ispettore.
Santoni si rattrist. La vecchietta ne avrebbe avute di cose da
dire, eccome. E con l'ultimo respiro aveva voluto affermare il suo
rispetto per la legge e la polizia.
Ricordiamoci di portare sulla sua tomba un mazzo di rose.
Certo, ispettore. Dodici vanno bene?
Veda lei, pagher io ovviamente. Comunque controlliamo bene
il certificato di morte redatto dal dottor Franzelli. Se c' U minimo
dubbio, effettuiamo l'autopsia. Anzi, sa che le dico? Facciamola
fare comunque. Egle poteva essere una testimone chiave ed il fatto
che sia scomparsa il giorno in cui aveva deciso di parlare, ci deve
spingere a dubitare. Purtroppo, sospettare di tutto e tutti fa parte
del nostro mestiere, consider amaramente Santoni.
Lui e Kristal uscirono dal posto di polizia e si avviarono in silenzio
verso il negozio di elettrodomestici di Fidelio. Fuori faceva freddo
e sembrava che la primavera non volesse pi arrivare. Qualche
fiocco di neve gi ricominciava a danzare nell'aria.
...
Capitolo 43.

La Samsung Serie 9000 WW10H9400EW/ET era assai costosa,
ma Lupo - incastrato tra l'entusiasmo di Kristal, eccitato come una
casalinga, e Fidelio che non finiva di esaltarne le doti straordinarie
- cedette e la compr a rate. Ma in cuor suo sapeva che in quel
momento stava terminando una fase della sua vita. Ne incominciava
un'altra, e il futuro gli metteva un po' d'inquietudine. Con
l'acquisto della lavatrice perdeva il suo ruolo da single, da l in poi
avrebbe affrontato la vita di coppia, e forse un figlio. Il percorso
mentale che lo port a vedersi gi nonno, con tanti nipotini accanto,
fu interrotto da Fidelio: Lupo, ti devo mostrare una cosa... penso
sia importante.
Il cospicuo anticipo di denaro aveva ammorbidito il cuore arido
dell'idraulico, in vena di confidenze. Fidelio and nel laboratorio e
torn tenendo in mano un ferretto curvo. Lo sottopose a Santoni.
...L'ho tenuto da parte per te, aggiunse l'idraulico.
Marzio se lo rigir in mano con attenzione, ma non capiva a cosa
servisse. Kristal disse subito, quasi che quell'oggetto lo vedesse tutti
i giorni:  un ferretto di un reggipetto a balconcino!.
Fidelio approv: Bravo!.
Lupo non finiva mai di stupirsi per la quantit di conoscenze che
il suo assistente mostrava di avere, ma anche Fidelio era rimasto
sorpreso, visto che era un oggetto tipicamente femminile. Quello
strano silenzio che si form tra loro convinse Beretta ad aprirsi,
prima che sorgessero equivoci: Lo so perch la mia nuova fidanzata
 Alessandra, la proprietaria del negozio d'intimo di Valdiluce. E,
quando posso, l'aiuto.
In Fidelio si accese uno sguardo famelico.
Hai lasciato Chiara De Finis?.
Lupo intervenne, non voleva che si entrasse in una spirale da
cui non sarebbero pi usciti: Fermi tutti, torniamo al dunque,
perch ci hai fatto vedere questo... ferretto? A quale conclusione
ci dovrebbe portare?
Forse a niente di importante, per l'ho trovato in un posto "strano".
Devi sapere che cpita spesso a un idraulico di essere chiamato
perch una lavatrice funziona male, sferraglia, sembra che stia per
rompersi in mille pezzi.  sempre colpa di questo ferretto. Durante
la centrifuga pu staccarsi ed entrare in circolo facendo dei danni.
E cos ci tocca intervenire....
Lupo divent serissimo, ma ancora non aveva capito dove Fidelio
volesse andare a parare: Spiegami tutto.
L'idraulico s'intimor: Santoni sembrava quasi incazzato e lui si
pent di averglielo mostrato, avrebbe fatto meglio a tenersi per s
la cosa. Con la polizia non sapevi mai dove andavi a finire. Ormai,
per, si era dato la zappa sui piedi. Tutta colpa dell'euforia per
quella vendita: l'aveva disorientato.
Qualche giorno fa mi ha chiamato Carlina la mirtillaia per un
intervento su una lavatrice industriale che stava in un casotto vicino
alle stalle. Mi ha detto che non capiva perch fosse diventata cos
rumorosa. Mi ha lasciato le chiavi del deposito, io sono entrato e
ho fatto il mio lavoro. Ho subito capito quale fosse il problema: ci
aveva lavato un reggipetto e ovviamente la forza della centrifuga di
una lavatrice industriale aveva strappato via il ferretto dal tessuto.
Ma cosa c' di tanto strano in tutto questo?.
Fidelio era in difficolt, il suo racconto faceva acqua da tutte le
parti, nascondeva di sicuro qualcosa.
Ho recuperato il ferretto nella pompa dello scarico, poi ho
cercato Carlina, ma non c'era pi, forse era andata a fare una commissione.
Anch'io avevo un altro impegno, allora ho lasciato sulla
lavatrice la mia "fattura", disse sottolineando con molta forza quella
parola, e sono tornato in paese. Speravo che venisse a pagarmi,
ma non l'ho pi vista.
E perch ti sei portato dietro il ferretto?
Perch avevo paura che lasciandolo l andasse perso, e mi serviva
per dimostrare il lavoro fatto. Non ero sicuro che mi pagassero....
Perch ora parli al plurale? Chi c'era oltre a Carlina?.
Fidelio era rimasto impigliato nella sua stessa rete.
S... in realt, effettivamente... non era proprio la lavatrice di
Carlina, ma lei se ne stava interessando perch qualcuno glielo
aveva chiesto..., disse con grande vaghezza.
Santoni fu duro: Fidelio, non incasinare tutto. Rispondi a ogni
domanda con chiarezza. Di chi  la lavatrice?.
L'idraulico stava iniziando a sudare, lui che non si lasciava prendere
dal panico neppure durante le scalate pi ardue. Per districarsi da
quella situazione era meglio dire la verit: Quando sono arrivato
da Carlina, mi ha detto: "Chiss che ci avr lavato Ettore per rovinarla
cos, saranno quei suoi maledetti sacchi di carbone. Ripara la
lavatrice e lasciaci sopra la fattura, che ci penser lui a pagarti".
E chi diavolo sarebbe questo Ettore?
Fidelio incominciava ad aver paura per il modo in cui stava procedendo
il dialogo: Il vicino di Carlina, appunto.
Lupo osserv Fidelio con uno sguardo glaciale. L'idraulico balbett:
E-Ettore Sa-Sarno,  un carbonaio.
Ma io non l'ho mai sentito nominare!, protest Beretta.
Perch vive lontano da Valdiluce, sta sempre a Feronia, credo.
Qui ci viene una volta al mese a depositare i sacchi del carbone
che produce nei boschi. So che guadagna bene perch la gente 
cos cretina da spendere un sacco di soldi per comprare il carbone
prodotto come una volta. Lui lo chiama bio-carbone. Una volta
ci sono caduto anch'io, l'ho comprato per la mia stufa, ma mi 
costato tanto e ha bruciato come quello industriale. In pi, ti fa
pagare anche il sacco se non glielo riporti.
Santoni forse aveva un vago ricordo di questo personaggio, l'aveva
visto di sfuggita, ma per il fatto che non viveva a Valdiluce e non
aveva mai avuto a che fare con la legge, era per lui sostanzialmente
uno sconosciuto.
Tu lo hai mai incontrato questo Ettore?, chiese Santoni
all'idraulico.
No, non mi pare.
Ma se hai appena detto che hai comprato il carbone da lui! Non
sparare cazzate, l'avrai visto per forza.
Fidelio era agitato e rispose subito: No, no, il carbone lo vende
Carlina nel suo negozio.
Senti, facciamo una cosa, togliamoci dall'imbarazzo: da quello
che hai sentito dire in giro, com' questo Ettore Sarno?.
L'idraulico si sent meno compromesso e fu pi loquace: La gente
dice che  un gigante con tanti capelli e ha una forza spaventosa. 
brutto come la fame, sempre sporco di fuliggine, secondo alcuni
non si lava mai... un buzzurro che puzzer come un caprone.
Lupo era soddisfatto: aveva capito che Fidelio aveva incontrato
questo Ettore diverse volte. Ci nonostante, continu a fare il gioco
delle parti: Qualcuno a Valdiluce ti ha detto altro di lui?.
Fidelio era sulle spine, gi pentito di aver fatto quel nome: Sono
solo dicerie... Credo che sia cresciuto nella famiglia di Carlina, che
sia stato adottato da loro perch era un orfano. Poi con il passare
degli anni per il suo caratteraccio si  isolato nei boschi, ma con il
lavoro si  comprato quel casotto....
E che rapporti avrebbe con Carlina?
Sono sempre voci da confermare. C' chi dice che sia la sorellastra,
chi sostiene che sia una specie di socia... per quello ha le
chiavi del casotto, per recuperare i sacchi del carbone da vendere,
talvolta user la lavatrice. E poi, questo lo so per certo, sorveglia il
cavallo di Ettore che tiene nel recinto della sua fattoria.
Mi pare che tu ne sappia di cose su di lui, per essere uno che non
l'ha mai incontrato, comment sarcastico Lupo Bianco.
Sai com' a Valdiluce, si sa tutto di tutti, basta fare una volta il
rifornimento dal Dogana per avere notizie, si giustific Fidelio.
Questo Sarno  un frequentatore del club delle mirtillaie?
Su questo proprio non so nulla, ammise l'idraulico, dopodich
si piant come un asino e strinse le lunghe braccia al petto,
neanche fossero un chiavistello. Non aveva alcuna intenzione di
andare avanti.
Quanto tempo fa esattamente sei intervenuto sulla lavatrice?
Cinque giorni fa.
Se hai fatto la fattura, avremo la data esatta....
Va bene, va bene, forse ho sbagliato, sar passato un mesetto.
Santoni s'incazz: Ma tu hai trovato questo reperto e non ti sei
degnato d'informarmi? Hai deciso di farlo solo dopo che ho comprato
la nuova lavatrice? E se non fossi venuto da te, quel ferretto
l'avresti fatto arrugginire?.
Fidelio respir a fondo e tent di riprendere in mano la questione:
Lupo, per te sar pure un reperto, per me  solo il ferretto di un
reggipetto.
Santoni non si accontent di quella risposta: E allora perch me
lo hai fatto vedere, dicendo che era una cosa importante?.
Fidelio era in difficolt. Come se fosse rimasto appeso su una
parete, agganciato con una mano e non riuscisse a trovare pi una
fessura in cui infilare l'altra. Ciondolava nel vuoto.
Vedi che succede con voi poliziotti quando uno decide di collaborare?
Anche se non ci crederai, stavo per portarlo nel posto di
polizia, perch c' un altro aspetto cui ho pensato in questi giorni.
Il ferretto  troppo piccolo per un reggipetto come quello che
potrebbe indossare Carlina.
Certo, la mirtillaia avr almeno una settima, questo sar al massimo
di una quarta, osserv con aria saccente Kristal, forte delle
sue nuove conoscenze in materia.
Quindi in quel magazzino o nei dintorni c' stata una donna
che ha lavato il suo reggipetto in quella lavatrice e non pu essere
Carlina. Qualcuna che aveva avuto a che fare con quella specie di
bruto puzzolente e sempre sporco di carbone.
Quindi a quale conclusione saresti arrivato?
Dai, Lupo, l'hai capito benissimo....
Allora, chi sarebbe questa donna? Lo puoi dire, non ti ammazza
nessuno. Santoni lo stava provocando per farlo parlare.
Non lo so, magari ho fatto solo un'ipotesi azzardata.
Marzio url: Fidelio, lo vuoi dire o no questo nome?.
L'idraulico sibil con sempre meno fiato in corpo: Orsa.
Era distrutto, quasi che quella parola gli fosse stata strappata con
le tenaglie. Kristal intervenne: Ormai in paese lo sanno tutti che 
stata trovata morta con indosso il suo bikini azzurro... E il ferretto
probabilmente appartiene a quel costume. Questo vorrebbe dire
che Leni frequentava il casotto, e forse anche Ettore Sarno.
Lupo aveva gli occhi infuocati.
Perci, anche se da giorni eri arrivato a questa ipotesi, non sei
venuto da noi a raccontarcela. Saresti da sbattere in galera!.
Santoni cap sconsolato di essere di fronte all'ennesimo, devastante
caso di omert, perfino da parte di Fidelio, che reputava un amico.
Era scattata, come sempre a Valdiluce, la paura di denunciare un
fatto alla polizia. Era inutile perder tempo e incazzarsi. Decise di
non infierire pi, anche perch l'idraulico, suo malgrado e per
circostanze fortite, aveva comunque fornito un tassello fondamentale
per l'indagine.
Fidelio, spiegami bene dove si trova questo casotto.
L'idraulico riprese vita, cap che la musica stava cambiando.
Nella Valbrina, vicino al vecchio mulino, comunque  facile
individuarlo:  l'unica costruzione che s'infila direttamente nel
fiume Marti. Credo che quel magazzino fosse usato come ghiacciaia,
infatti mentre ci lavoravo faceva un gran freddo.
Sai dove possiamo trovare questo Ettore Sarno? Un indirizzo?
Non ha una casa vera e propria, nessuno sa dove abita esattamente,
 come se la sua residenza fosse nel bosco.
In che senso?
Nel senso che vive nei capanni che si costruisce accanto alle
carbonaie.
Non c'era tempo da perdere. Di informazioni ne avevano raccolte,
ora non restava che agire. Lupo prefer mantenere l'indagine
riservata, prima di interrogare Carlina Uberti doveva procedere di
nascosto ad altre verifiche. Certo, la presidente delle mirtillaie era
sicuramente coinvolta in tutta la storia. Nel video di Don Angelo
era esplicitamente ripreso il volto di Carlina, sempre presente, quasi
che il prete volesse indicare alla polizia la persona su cui si dovevano
concentrare le indagini. Magari Leni, nella sua confessione a Don
Angelo, aveva fatto pi volte riferimento alla Uberti, denunciando
minacce o altro, che poi si erano tragicamente concluse nell'omicidio?
Ettore Sarno poteva essere l'anello di congiunzione tra Carlina
e Orsa. Comunque meno polvere si sollevava in paese e meglio era.
Fidelio, hai raccontato la storia del ferretto a qualcun altro?
Assolutamente no, solo a voi, giuro!.
Bene, acqua in bocca!.
La frase suon ridicola, considerando che Fidelio era un idraulico.
Lupo sorrise, invece lui si fece serissimo: E voi poliziotti mi
garantite che non direte a nessuno del nostro incontro? Ne va del
mio lavoro, e ormai anche della mia vita, temo.
Solo se terrai la bocca cucita.
Kristal afferr il ferretto e lo ripose nel suo borsello ma, quando
stavano per uscire dal negozio per raggiungere al pi presto il
posto di polizia, Fidelio li trattenne: Lupo, quando ti porto la
lavatrice a casa?
Ti far sapere, grazie.
L'idraulico rimase imbambolato di fronte alla porta a vetri. Ci
mancava pure il ringraziamento che gli dava la patente ufficiale di
essere un confidente della polizia. Aveva fatto una gran cazzata a
parlare. In pi, con tutto il trambusto che si era scatenato alla vista
del ferretto, aveva solo incassato da Lupo l'anticipo per l'acquisto,
ma non c'era stato il tempo di dargli la ricevuta, n di fargli firmare
il contratto di credito per le rate. Marzio avrebbe potuto ancora
cambiare idea, richiedere indietro l'anticipo, in qualsiasi momento.
E poi, come ci si poteva fidare di un poliziotto?

A Kristal tremavano le mani mentre apriva la cassaforte nell'ufficio
del posto di polizia. S'infil i guanti, anche se ormai erano inutili,
ma in quel caso servivano pi a suggellare un momento importante.
Recuper la busta di plastica in cui era inserito il reggipetto
del bikini azzurro trovato indosso a Leni Sarti. Solo un piccolo
quadrato di stoffa era stato tolto dal laboratorio per analizzarne
il tessuto, ma in sostanza era integro. Prima constat se ci fossero
delle guide sotto le coppe, poi scopr che in una mancava la stecca
di metallo e con precisione vi rinfil il ferretto trovato da Fidelio.
Combaciava, era della misura giusta. La sensazione fu quella di
incastrare il pezzo pi difficile in un puzzle che stava diventando
sempre pi definito.
Santoni disse: Nessuno di noi si era accorto che mancava un
ferretto.
 vero, ma siamo tutti uomini.
Almeno lei, Kristal, avrebbe dovuto accorgersene, visto che ha
una certa conoscenza in materia.
Solo da pochi giorni, ispettore, da quando sto con Alessandra.
Lupo era palesemente soddisfatto, abbass il tono della voce
per suggellare quel momento: Adesso bisogna agire in silenzio,
nessuno deve conoscere le nostre prossime mosse. Porti le torce a
forte luminosit e convochi solo Pieretti. Ci vediamo alle ventitr
di fronte all'Hotel Belvedere. Dovete raggiungere il posto a piedi
attraverso il bosco. Con molta attenzione a non farvi notare, perch
stanotte ci sar la luna piena.
Beretta, nonostante la sua perenne aria da cittadino, amava le
azioni rischiose.
Ispettore, avr bisogno della sua pistola. Kristal appoggi l'arma
sulla scrivania. Era nella cassaforte, ma sar necessario dargli una
lubrificata.
Lupo la prese in mano: era un oggetto freddo, un pezzo di metallo
estraneo alla sua vita.
La rimetta in cassaforte, baster la sua a difenderci. Stasera lasci
giacca e cravatta e indossi stivali di gomma e impermeabile. Dovremo
attraversare qualche corso d'acqua. Informi anche Pieretti.
Poi guard il suo assistente con un'aria strana, gli costava dirlo, ma
lo fece ugualmente: E non si dimentichi di portare il suo coltellino
svizzero. Potrebbe essere pi utile della mia pistola.
Non si preoccupi, ce l'ho sempre con me, proprio qui, nella
tasca sul cuore. Kristal guard con ammirazione Santoni. Scart
un Pocket Coffee che diffuse nell'aria un profumo allegro, con
un ripieno d'ottimismo. Vedr, ispettore: presto faremo il bagno
nella fonte della luna.
...
Capitolo 44.

Il capanno era fatto di alberi snudati, coperto di zolle, la parte
erbosa rivolta verso l'interno, cos che esternamente pareva di
fango. Sul tetto spiovente era stata applicata la carta incatramata
e poi sopra un intreccio di ginestre. L'interno era semplice, una
lampada fioca, un tavolino, poche stoviglie, tre brandine, una accanto
all'altra. Il materasso era fatto di foglie di castagno e come
coperte si usavano sacchi di ginestra. Un paiolo penzolava sul
fuoco di legna acceso davanti al capanno. Boris Osmanovich detto
Gorbaciov, si faceva la barba davanti a uno specchio attaccato a un
tronco di castagno. Quella mattina l'atmosfera era pi tranquilla,
accadeva sempre quando c'era il ricambio dei turisti a fine settimana.
La sera precedente il bosniaco aveva accompagnato i clienti
a dorso dei muli e degli asini fino a Feronia, ciascuno con il suo
sacco di carbone prodotto con le proprie mani. Finalmente un po'
di calma, un silenzio piacevole: non doveva preparare la colazione,
pulire i cinque capanni, accudire i clienti. Era felice di vivere nella
natura, nei boschi, la sua casa era tra gli alberi, il cibo era quello
antico: polenta, rigatino, cacciagione, aringhe affumicate, castagne
fresche e secche, pecorino, lardo, vino. E finalmente si sentiva in
pace con se stesso.
Per questa settimana non ho prenotazioni perch il carbone lo
faremo solo per noi. Dovr essere della migliore qualit. Tra poco
andiamo a segnare gli alberi da tagliare. Adesso fatti un bagno,
che puzzi.
Il Capo - si faceva chiamare in quel modo - era un gigante dalla
forza eccezionale: da solo riusciva ad alzare un tronco di abete.
Aveva gli occhi celesti chiari, era di poche parole. Nessuna domanda
da parte di Boris, se non strettamente necessaria, e per
questo andavano d'accordo. Il lavoro era ben retribuito, faticoso
ma interessante. Era stata Carlina, l'amica di sempre, a trovarglielo,
era lei che gli aveva presentato il Capo. Tra s e s, Gorbaciov lo
definiva con un nomignolo pi appropriato: l'Uomo nero, perch
era sempre sporco di carbone. Boris lo ammirava perch aveva
avuto una grande idea. Recentemente si era inventato un progetto
di vacanza alternativa: La settimana del carbone, la definiva.
Sette giorni a vivere come selvaggi, impegnati per costruire una
carbonaia come cento anni fa, dormire in un capanno, lavarsi nel
fiume, trascorrere serate intorno al fal, tagliare con l'accetta la
legna, produrre un sacco di bio-carbone che ciascun ospite si sarebbe
riportato a casa. L'iniziativa aveva avuto successo, nonostante
il soggiorno fosse molto costoso. Manager, amanti dell'avventura,
qualche borghese annoiato erano i clienti-tipo: gente che voleva
fare un tuffo nel passato, senza concessioni alle comodit, niente
telefonini o Internet. Boris era l'unico inserviente della carbonaia.
Addestrava i turisti a tagliare la legna, cucinava, seguiva con perizia
tutte le fasi della combustione del legno fino a farlo diventare
carbone, curava la piccionaia, muli e asini erano l'unico mezzo
di trasporto, e ogni tanto si scopava pure qualche signora ospite.
Quel giorno, raggiunse il fiume attraverso un sentiero scosceso,
si spogli come faceva ogni mattina, s'immerse nella pozza che
sembrava un laghetto naturale, l'acqua era fredda ma quella scossa
gelata gli dava l'energia, era meglio di una droga. Boris era muscoloso
e ben fatto, e ne aveva conquistate di turiste durante il bagno
mattutino nel fiume. La primavera, arrivata all'improvviso, era
stata di nuovo sopraffatta da un'ondata di freddo. Boris lo capiva
dai nuvoloni neri che sostavano da giorni sul Passo d'Annibale.
In pi, il vento soffiava gelido, c'era nell'aria un profumo di neve.
Finito il bagno e asciugatosi al fuoco, inizi a pulire a fondo la
"piazza", la piattaforma della vecchia carbonaia. L'Uomo nero lo
osservava in silenzio. La sua presenza era imponente. Aveva un'energia
nervosa che Boris si sentiva addosso, come se fosse trasmessa
dai fili dell'alta tensione. Sulle sue spalle stava diventando quasi
una radiazione molesta e per questo il bosniaco si volt. Il Capo
sembrava perplesso.
Voglio provare a fare una "piazza" in un posto speciale, seguimi.
Porta la roncola, l'ascia, i ramponi, il coltello a petto e la vernice
rossa.
S'incamminarono costeggiando la gola dove scorreva il fiume
Argentero. Raggiunsero un altipiano coperto da arbusti di mirtilli,
castagni, faggi e abeti bianchi. Uno splendido colpo d'occhio da cui
si ammirava l'orizzonte. Forse, pens Boris, quella striscia lontana
luccicante poteva anche essere il mare o un lago. Il Capo si ferm
al centro di una radura, dove sbucava un abete bianco molto alto.
Come era sua abitudine, tir fuori la sua macchina fotografica
digitale Canon e scatt una foto. Sembrava che amasse solo riprendere
gli alberi e Gorbaciov non ne aveva mai capito il perch.
Da quando lavorava per lui, l'uomo nero aveva catalogato tutte
le piante che erano state tagliate o utilizzate come appoggio per i
capanni. Il Capo si rivolse a lui, indicandogli le radici dell'abete:
Ecco, facciamo qui la piazza della nuova carbonaia.
Boris stava per tirare il primo colpo d'ascia sul tronco, aveva capito
di dover buttar gi l'albero.
Frmati, coglione!. Il Capo era davvero incazzato, ogni tanto
perdeva le staffe senza motivo. I suoi occhi celesti, tondi e profondi,
diventavano quasi neri per il ciclone che si agitava dentro la sua
testa. Per fortuna la rabbia gli spariva dopo poco tempo. Cosa
hai capito? Non voglio che tagli l'abete: costruiamo la carbonaia
intorno al tronco ma senza buttarlo gi. Voglio solo che lo scuoi e
gli togli la corteccia. Lasciagli solo i rami sulla cima.
Boris era bravo a fare quell'operazione. Sal come un gorilla sulla
punta dell'abete, da l inizi a tagliare tutti i rami con l'accetta
arrivando fino a terra, poi risal con i ramponi e infine con il coltello a
petto scuoi rapidamente l'abete. Era raro che si facesse quell'operazione
di pulizia della corteccia su un tronco ancora radicato, pi
spesso le piante venivano abbattute e poi pulite a terra. Boris non
ci mise pi di venti minuti. Faceva una certa impressione quell'albero
nudo in mezzo alla radura. Dava i brividi, anche perch la
temperatura stava scendendo rapidamente.
Adesso raccogli tutti i rami dell'abete, ci serviranno per coprire
la carbonaia.
Il Capo aveva chiarissimo in mente il suo piano. Si allontan pochi
metri dall'abete e con tono imperioso ordin a Boris, segnando
sulla terra la circonferenza con la punta di un ramo: Esattamente
qui ci facciamo il nuovo capanno.
Gorbaciov pens che quel dannato lavoro non finiva mai, aveva
sperato in una settimana pi tranquilla, e invece... comunque non
c'era tempo per discutere. L'uomo nero l'osservava con un'aria
decisamente aggressiva.
Adesso andiamo a segnare le piante che dobbiamo tagliare,
gli intim.
Era un'operazione molto delicata. Il Capo controllava ogni albero
con cura, quando riteneva che fosse quello giusto, lo fotografava, poi
a Boris, che lo seguiva con un barattolo di vernice rossa, ordinava
con una voce secca, quasi isterica: Marchialo!.
Lui inzuppava il pennello e sul tronco lasciava una striscia vermiglia.
La scelta pareva laboriosa. Si vedeva che l'uomo nero era
intenzionato a produrre un carbone speciale.
Andiamo laggi. Quel faggio mi sembra ottimo,  abbastanza
vecchio per fare una buona legna. Sbrgati!.
Era un'immagine strana vedere quell'uomo gigantesco, nervoso,
scattante, seguito da Boris, leggermente curvo come un orso, con il
suo barattolo di vernice in mano. Sembrava la pagina di una fiaba.
Il Capo osserv il faggio da una certa distanza per esaminare bene
tutto il tronco. Poi lo fotograf.
Ok,  perfetto. Vai!.
Boris si avvicin al faggio, si mise davanti al tronco. Quando stava
per inzuppare il pennello nella vernice, per, accadde qualcosa
di straordinario. Scatt da sotto le foglie, esattamente dove aveva
appoggiato i piedi, con un violentissimo rumore di ferraglia, una
bocca dentata che sembrava uscita dall'inferno. Si serr sulle gambe
di Gorbaciov. E le maciull. Lui url con tutto il fiato che aveva in
corpo. Era finito in una tagliola per cinghiali.
Aiuto, aiuto!. Pens che almeno nella disgrazia non era solo,
aveva accanto il suo Capo, che l'avrebbe aiutato. Il dolore era
terribile, non riusciva a liberare le gambe dalla morsa di ferro, il
sangue zampillava ormai confuso con la vernice rossa caduta a
terra. Cazzo, aiutami!, url con tutto il fiato che aveva in corpo.
Poi pens che fosse un effetto del dolore, non poteva essere vero:
il Capo non solo non lo stava soccorrendo ma non si era schiodato
di un passo. Osservava la scena impassibile con i suoi occhi limpidi
e celesti. Quasi si gustasse la sua agonia. Aiutami, liberami, ti
prego!. Boris non riusciva pi a comprendere la realt: com'era
possibile che qualcuno commettesse una simile atrocit e restasse
cos tranquillo? Gli sembr di vedere un sorrisetto spuntare come
un fungo sulle labbra del Capo.
Quello alz contro di lui la sua macchina fotografica. Boris comprese
che era caduto nella trappola: era stato quel dannato uomo
nero a piazzare la tagliola e lui ci era finito dentro come un coglione.
Sentiva sparire le forze, come se insieme al sangue che continuava a
fuoriuscire, svaporasse anche la sua anima. Il Capo pareva appagato,
si volt e si incammin verso l'abete scuoiato. Inizi a ripulire la
"piazza" come se niente fosse. Raccolse l'ascia e si mise ad abbattere
un albero su cui spiccava la striscia della vernice rossa.
...
Capitolo 45.

Pieretti alz il telone cerato verde, sotto la torcia di Santoni apparve
una splendida slitta da neve, decorata come un carretto siciliano.
Potrebbe essere quella con cui l'assassino ha trasportato il cadavere
della Sarti fino alla Verginetta. Dovremmo consegnarla al
laboratorio per vedere se ci sono tracce identificative della vittima.
Santoni fu colpito dall'identico odore di varechina che aveva
trovato sul corpo della libraia. Ma una pista olfattiva non era sufficiente
per affermare che fosse la stessa slitta. Kristal armeggiava
con il suo coltellino svizzero sulla serratura della porta del casotto
di Ettore Sarno. Si appoggi per forzare ulteriormente ed il portone
di metallo si apr cigolando. Beretta disse deluso: Diavolo! Ho
fatto tutto questo casino e la porta era gi aperta.
Difficile che fosse una dimenticanza. Entrarono con cautela, le
torce davano, insieme, una luce molto forte ed illuminarono per
bene l'interno del capannone. Sulla destra c'era la famosa lavatrice
che aveva aggiustato Fidelio. Kristal cerc di trovare la fattura che
l'idraulico sosteneva di aver lasciato sull'elettrodomestico, ma non
vide nulla. Qualcuno l'aveva presa, quindi una o pi persone potevano
benissimo essere entrate in quel magazzino nell'ultimo mese.
Accanto alla lavabiancheria c'erano appoggiate due racchette da
sci. Pieretti le verific: Sono rosa e sul lacciolo di pelle c' scritto
Noleggio di Boris.
Kristal era entusiasta: Sono quelle di Orsa. Gli sci forse erano
appoggiati qui. Il Mitraglia  stato in questo capannone ed all'interno
deve aver trovato anche il sacchetto delle chiavi di Leni.
L'indagine stava correndo troppo, bisognava mantenere la calma.
Santoni continu ad analizzare l'ambiente, con uno stile molto
pacato. A terra si allungava un letto, forse era pi giusto definirlo
un giaciglio provvisorio, un vecchio pagliericcio con una coperta
sporca e mangiata dai topi. Un materasso cos lungo confermava il
fatto che potesse essere di Ettore Sarno. Il cuscino era fatto con un
sacco pieno di foglie secche di castagno. Unico arredo domestico:
una cassetta su cui era appoggiato un frammento di specchio e una
ciotola con dentro un vecchio pennello... con ogni probabilit, lo
usava per farsi la barba.
Kristal annot: Manca il rasoio, perch quest'uomo sicuramente
si rade usando il coltello.
Pieretti aggiunse: Come facevano i pastori, i viandanti e i carbonai.
Sar sicuramente un coltello a serramanico Pattada, ci
scommetto!.
Quel nome suscitava in Lupo l'orrore del sangue, della morte, del
taglio brutale. L'oltraggio su chi era inerme. Sulla sua lama lucente
si specchiava la freddezza di chi non aveva alcun rispetto per la
vita. Quel coltello affilato era spuntato in ogni luogo dell'indagine,
testimone di un mondo violento e primitivo. Al centro del capannone
risultarono numerosi sacchi vuoti e tute da lavoro stese ad
asciugare su un filo che attraversava tutto l'ambiente. Forse anche
il sacco sporco di sangue su cui era stato fotografato il lembo della
lingua di Orsa, era l appeso, dopo il passaggio in lavatrice. Pieretti
fu attirato da qualcosa che penzolava vicino alla parete. La stacc
dal canapo, per controllarla sotto il fascio della luce.
 una pelliccia.
Lupo si avvicin e la odor.
Dovrebbe essere stata conciata da poco,  piena di sale, come
si faceva in passato.
Non mi sembra di un cinghiale.
...Pi di un animale domestico, non c' sentore di selvatico.
Il pelo  folto e duro. Sembra quello di un bassotto, ma la pelliccia
 pi grande, probabilmente....
Kristal s'infil tra le considerazioni di Santoni e Pieretti: ...di
uno spinone italiano?.
I tre annuirono desolati. Lupo ebbe un momento di tristezza ripensando
a Terry. Il povero cane del Mitraglia era stato scuoiato in
quell'ambiente e l'assassino, con inaudita crudelt, ne aveva perfino
conciato la pelliccia, magari per usarla in futuro come scendiletto.
Una traccia raccapricciante, ma che dava loro un'altra conferma
importante. Al di l del filo steso, videro appoggiati sulla parete
decine di sacchetti pieni di carbone. Pieretti li controll.
Mi sembrano realizzati con il cordame di ginestra. Ne avremo
la certezza solo dopo gli esami di laboratorio. Ci sar da fare un
gran lavoro per recuperare tutti i reperti.
Santoni sentiva un forte odore di carbone misto a polvere, fieno
bagnato, detersivo, concia e sporcizia. Si fermarono di fronte a
una parete di alluminio che chiudeva tutto lo spazio, bast poco a
Kristal per spostarla perch era appoggiata su rotelle. Davanti ai
loro occhi apparve una specie di piccolo laboratorio artigianale di
filatura: un telaio, alcuni fusi, l'arcolaio, rotoli di cordame, matasse
di filo, una tela appena iniziata. Pieretti si avvicin a un sacco che
sembrava pieno di cotone e ne controll il contenuto.
 la fibra lavata e asciugata, ancora mista a scorie legnose. Prima
che si proceda alla cardatura.
Kristal indic una catasta di rami tagliati e appoggiati al muro.
Sono ginestre, non ci sar bisogno di fare delle analisi per certificarlo.
Hanno ancora i fiorellini gialli. Questo  il luogo dove si
realizzano i sacchi uguali a quelli che abbiamo trovato in casa di
Orsa.
Si capiva che i tre poliziotti, a ogni passo in avanti, accumulavano
un po' di fiducia nelle loro capacit investigative. Tutto il lavoro
fatto finora non era stato inutile, ma bisognava sempre stare attenti
agli abbagli.
Kristal, la prego, sia pi cauto. Questo potrebbe essere il luogo....
Pieretti, con la solita pacatezza, interruppe Santoni: Anch'io mi
sbilancerei di pi. Non bisogna dimenticare che c' un legame tra
i sacchi e la prima vittima: nel cordame sono stati trovati residui
della stessa composizione chimica dell'acqua in cui era affogata la
libraia. Faremo senz'altro le analisi per confermarlo, ma  quasi
impossibile che in qualsiasi altro luogo nei dintorni si usi la filatura
di ginestra. Penso di poter affermare con buona approssimazione
che questi sacchi hanno la stessa origine di quelli trovati in casa
della Sarti.
Lupo aveva cercato di trattenere l'entusiasmo dei colleghi, ma
effettivamente si poteva incominciare a essere ottimisti.
Quindi saremmo molto vicini al luogo dove Leni  stata affogata,
la cosiddetta fonte della luna, e dove sarebbero state messe a
macerare le fibre della ginestra?
Secondo me, non ci sono dubbi, dobbiamo solo trovarla.
Santoni, osservando il telaio, fu preso da una fitta di nostalgia:
si ricord che sua madre ne aveva uno in cantina. Sembravano
passati dei secoli. La rivide con i capelli bianchi, il suo vestito blu
a pallini, mentre lavorava e filava con il fuso. Una specie di brivido
lo attravers. A quel punto la sua mente continu a procedere,
riempiendo il vuoto di fronte a s. Immagin il fuso in azione tra
le mani sapienti di Egle. Forse avrebbe potuto conoscere Ettore
Sarno. Magari era di questo che la povera vecchietta avrebbe voluto
parlare con lui?
Sul fondo del capannone c'era un'altra porta, piccola e bassa, sulla
maniglia ciondolava un grosso lucchetto che era stato chiaramente
spezzato.
Pieretti osserv con un pizzico di ironia: Kristal, non abbiamo
bisogno del tuo coltellino, qualcuno  gi passato prima di noi!.
A Lupo quella situazione non piaceva, e nemmeno agli altri.
Beretta tir fuori la pistola e Santoni spalanc la porta. Ci fu un
trambusto forte, improvviso, come se stessero precipitando degli
oggetti addosso ai tre poliziotti. Ciascuno prese una posizione
di difesa: Kristal allung l'arma per prendere la mira, Marzio si
accucci, Pieretti si gett addirittura per terra dietro un carrello.
Un grande spavento, ma erano solo piccioni che avevano spiccato
il volo, impauriti dalla loro presenza. Scomparvero infilandosi
all'interno del capannone. Segu uno strano silenzio, la tensione
era alle stelle. Nessuno si sentiva tranquillo. Come se un occhio
fosse puntato contro di loro. Uscirono di corsa dal casotto. Fuori la
luna era sorta e illuminava il torrente Marti, punteggiato da ciottoli
bianchi ed enormi pietre, sul fondo il bosco sembrava argentato.
Spensero le torce che non servivano pi. Lupo, per evitare qualsiasi
tentazione verso l'immaginifico - soprattutto di Kristal che
sembrava il pi suggestionato - riport tutto sul piano della realt.
E questo carrello a che serve?.
Pieretti rispose con la solita precisione:  per il trasporto di
materiali, tipo quelli che si usavano nelle miniere.
Kristal aggiunse, girandosi con aria guardinga: Servir per i
sacchi di carbone.
Il collega della Scientifica controll con la sua torcia il fondo del
carrello.
Non mi pare, non  sporco di carbone. Guardate quanto 
arrugginito, di sicuro  di quelli che pi di un secolo fa servivano
per trasportare il ghiaccio.
Dove andranno quei binari?, chiese Beretta.
A qualche deposito dove si conservava il ghiaccio. Non ci dimentichiamo
che la Valbrina ne era piena, rispose Santoni.
Pieretti osserv a lungo le ruote appoggiate sui binari. Bast una
spinta per muovere su e gi il carrello: Strano, sono state ingrassate
da poco, quindi viene ancora utilizzato.
Kristal si chin sui binari per osservarli da vicino.
Non sembrano troppo arrugginiti. Forse serve per trasportare
le ginestre?.
Lupo intervenne come sempre in maniera decisa: O per spostare
un cadavere. Quello di Orsa, ad esempio.
Kristal addent un Mon Chrie al volo e, spinto da nuova carica,
aggiunse: Se seguiamo i binari potremmo arrivare alla fonte della
luna!.
Subito i tre si lanciarono con una certa emozione sul tracciato
ferroviario. I binari costeggiavano il fiume Marti, dopo pochi metri
s'infilarono in una gola molto stretta, piena di alberi. I poliziotti
precipitarono nel buio pesto. La foresta in alto era cos folta e
intrecciata che a malapena arrivava la luce della luna, sembrava
di camminare dentro una galleria. Dovettero riaccendere le torce.
In quel passaggio angusto - tra rocce, e corone di abeti che
s'incrociavano nel cielo, nel silenzio interrotto solo dal suono di
qualche civetta - aument la sensazione che qualcuno li osservasse
di nascosto. Santoni ricord le parole del padre Alfonso: ripeteva
sempre che gli alberi commentavano tra loro la presenza degli umani.
I binari erano, in alcuni tratti, coperti d'erba. I tre uscirono da
quella specie di galleria vegetale ed il cielo si riapr con l'apparizione
della luna. Erano giunti a un bivio: la linea ferroviaria procedeva
a sinistra, ma di fronte a loro c'era un viottolo, disegnato sull'erba
da qualcuno che l'aveva calpestata. Quel sentiero scompariva in
una pozza d'acqua circondata da muschio verde cupo, poi riappariva
sull'altra sponda in maniera evidente. Il percorso sembrava
si concludesse su un precipizio. Lupo non ebbe dubbi: Prima
verifichiamo questo sentiero, poi continueremo a percorrere la
vecchia ferrovia.
I poliziotti s'infilarono con gli stivali di gomma nella pozza.
Ebbero la prima sorpresa. Si aspettavano di sentire i piedi gelare
come quando avevano attraversato il fiume Marti. Invece... Kristal
s'inchin e prese un po' d'acqua nella mano.
 tiepida, incredibile!.
Pieretti riemp subito una provetta per le analisi. Era da tanto che
aspettava quel momento. All'interno dell'acqua giacevano immersi
molti rami che non potevano che essere di ginestra. A macerare.
Beretta domand con una certa delusione: E questa sarebbe la
famosa fonte della luna?.
Lupo super la polla e continu ad andare avanti, poi si ferm.
Venite a vedere.
Il viottolo finiva di fronte a un ponte fatto di corde e tavole,
sospeso su una gola che tranciava in due la roccia. I tre poliziotti
l'osservarono con timore. Sotto c'era un burrone di almeno trecento
metri e le corde si agitavano per il vento che giungeva dal basso. La
distanza era breve, ma faceva comunque paura l'idea di camminarci
sopra. Finalmente avevano sotto gli occhi il ponte sospeso che Aiko
aveva disegnato tante volte sulle unghie di Orsa. Pi in alto, c'era
un arco di roccia che lo copriva alla luna. Ecco perch era invisibile
anche alla telecamera del drone di Carlo Nardello.
Il primo a passarci sopra fu Santoni. Poi la traversata tocc a
Kristal e a Pieretti. Fu meno pauroso di quanto si immaginassero,
perch il desiderio di andare avanti, di scoprire la verit, ormai
era pi impellente di qualsiasi altro istinto. Quando raggiunsero
l'altra sponda, i tre poliziotti s'incamminarono su un sentiero di
rocce spigolose e lucenti. Macigni minacciosi che sembravano nascondere
oscuri tranelli. I tre riaccesero le torce e sotto quei fasci
di luce, apparve come un sogno, adagiato sotto un boschetto di
abeti e faggi che si ammassavano sul crinale, il tronco scuoiato di
un abete bianco. Aveva solo il ciuffo sulla cima. Nudo, spogliato
dai suoi rami. Il vento sembrava arrivare da pi direzioni. Le guglie,
le rocce, un odore forte di zolfo, lo facevano sembrare un luogo
maledetto. Accanto all'abete scuoiato c'era un sasso molto grande,
squadrato, non sembrava naturale ma sbozzato da uno scalpello.
Era appoggiato contro la parete di muschio verde. Poche gocce
d'acqua scaturivano da una piccola sorgente che bagnava il suolo.
Guardi, ispettore, ci sono segni di terra smossa. Le tre torce
colpirono sullo stesso punto. Si vedevano impronte di scarpe
impresse sulla polvere umida. Kristal era veramente agitato. Le
orme spariscono contro il masso....
Pieretti esplor la vegetazione intorno alla pietra, rovist, gratt
tra le piantine di mirtilli, licheni, felci e radici aeree di abeti, finch
non individu un varco, tanto che il braccio vi scomparve all'interno.
Vedi, Kristal, gli spiriti mi hanno mangiato la mano, cerc
di scherzare per stemperare un po' la tensione.
Ma l'assistente non aveva voglia di scherzare. A quel punto fu lui
che anticip la mossa: Entriamo.
I poliziotti spostarono il muschio e le piante che coprivano un
pertugio ricavato accanto alla lastra di pietra. Pieretti not altri
segni a terra: Vedete questi solchi? Sono stati fatti dal masso...
evidentemente  stato sistemato qui per nascondere l'ingresso,
come si faceva nelle tombe etrusche.
Intanto Santoni e Beretta cercavano a fatica di smuoverlo. L'assistente,
consider: Ci vuole una bella forza a spingerlo anche di
pochi centimetri.
Pieretti continu nella sua osservazione: Ci sono orme che
sembrano di pi persone, e ci sono anche le zampate di un cane.
Santoni entr per primo. Si ritrov improvvisamente in uno spazio
enorme. La luce della luna, attraverso uno spiraglio sulla volta,
cadeva a fendere la caverna, e luccicava sulle rocce cristalline e sulla
pietra chiara, fino a immergersi dentro un cratere colmo d'acqua.
 la stessa immagine dell'unghia di Leni.
Ecco la fonte della luna, disse ammirato Kristal.
Lupo si avvicin all'acqua. Ci immerse una mano. Era molto calda
ed emetteva un vapore sottile che sembrava solidificare quel raggio
di luna. Poi lanci una frase oscura, che non era da lui: Non c'
pi tempo da perdere. Quando domani quest'acqua si tinger di
rosso, il caso dovr essere chiuso.
Kristal lo guard preoccupato e chiese: Rossa di sangue,
ispettore?
No, rossa per la luce del tramonto.
...
Capitolo 46.

Lupo Bianco non riusciva a dormire. Non poteva permettersi il
sonno. Aveva bisogno di sapori forti, si vest al volo, mise altri
croccantini nella ciotola, ormai i due facevano coppia, riccio Arturo sbuc
dalla catasta di legno, il topo Mignolino dal buchetto nel muro e si
misero a sgranocchiare rumorosamente. Le formiche non annunciavano
niente di buono. Neanche a gennaio le aveva viste formare
dei cerchi sul tronco e scontrarsi in maniera disordinata: stava per
arrivare una nevicata copiosa. Lupo scese in strada, era ancora buio
e gi nevischiava. Accese la Vespa, segu la via che lo conduceva alla
Verginetta. Nella sua mente si stavano formando tanti pensieri, ma la
stanchezza mista all'eccitazione di essere quasi alla fine dell'indagine
lo mandavano in subbuglio, quasi che non riuscisse pi a vedere
la realt. Raggiunse il lago Turchino. Si tolse il maglione di lana, i
pantaloni di velluto, si spogli completamente. Il gesto selvaggio di
privare il corpo dei vestiti gli dette subito un senso di benessere. I pori
della pelle si dilatarono, divennero sensori che lo ricollocarono nel
registro dell'universo. Il suo orologio era andato fuori fase ed in quel
bagno, sotto gli occhi del vento, del cielo, degli alberi, degli uccelli,
dei tritoni alpini, torn a essere regolare, in sincrono con la luna e il
sole. S'infil nell'acqua del lago: era fredda, ma non gelata. S'immerse
fino a sentire una scossa. Finalmente distese nella sua mente tutta
l'indagine. Con chiarezza. C'era solo un tassello che mancava, ma lo
avrebbe sicuramente collocato al posto giusto, nelle prossime ore.
Usc dall'acqua. Le linee dei crinali sorgevano dalla notte. Lupo si
rivest dopo essersi asciugato a malapena, si sentiva tonico e pronto
a conquistare il mondo. Accese la Vespa. Doveva raggiungere
Kristal, che lo stava aspettando di fronte al posto di polizia. Prima
per decise di passare dal benzinaio. Il Dogana, proprio in quel
momento stava aprendo la stazione di servizio.
Ispettore, benvenuto. Come mai ha i capelli bagnati? Ha trovato
la fonte della luna e non ha resistito?.
Lupo non rispose, sapeva che Paride avrebbe parlato, senza alcuna
sollecitazione. Di prima mattina il Dogana era pi strano del solito,
puzzava gi di Ginpin, doveva aver trascorso la notte a ubriacarsi.
In pi, fece un gesto che non aveva mai fatto: si tolse il cappello,
intriso di morchia e benzina, per salutare Santoni, mostrando una
testa arruffata dai capelli sporchi. Assomigliava ad un gatto spelacchiato
e un po' rognoso. Osservava Lupo Bianco con devozione.
Ispettore, aspetti un attimo. Ho una cosa per lei.
Il benzinaio raggiunse il suo casotto e torn con una busta di plastica
che conteneva un foglio giallo. Lupo pens con orrore: ancora qualche
giornalaccio con la sua Ingrid seminuda? Invece il Dogana apr il
cellophan e tir fuori uno di quei panni che servono a pulire i vetri.
Si asciughi i capelli con questo, altrimenti rischia una
broncopolmonite.
Lupo lo fece, era per molto preoccupato per quelle strane affettuosit
da parte di Paride. C'era qualcosa che non tornava. Non
era un uomo che agiva senza un motivo preciso. Il benzinaio intu
cosa stesse pensando Santoni.
Ispettore, mi volevo congratulare con lei.  il pi bravo detective
del mondo. Sappiamo tutti a che punto  arrivato....
Marzio lo interruppe: Sputa il rospo: cosa vuoi?
Fare uno scambio: io le do una notizia e lei mi toglie dalle palle
questi della finanza che mi stanno perseguitando con la storia
dell'iVA non pagata.
Non posso.
Il Dogana s'imbronci.
Allora, non posso nemmeno io.
Lupo sapeva che quell'uomo conosceva dettagli che avrebbero
accelerato l'indagine. Il primo istinto fu di dire di no, ma il tempo
stringeva e non poteva permettersi troppi dilemmi morali. In quel
frangente era meglio essere realisti pi del re.
Ok, te lo prometto.
Il benzinaio non ebbe alcun dubbio: la parola di Marzio Santoni
valeva quanto un contratto sottoscritto dal notaio. Si appoggi al
manubrio della Vespa, poi si accost all'orecchio di Lupo Bianco.
Aveva l'aria circospetta, nonostante fossero soli.
Quando Ettore Sarno ha scoperto di essere stato tradito da Orsa
ha perso quel poco di cervello che aveva. Tutta colpa di Carlina,
che gli ha fatto la spia.
Lo sguardo del Dogana gironzol sull'orizzonte, come se cercasse
la forza per non proseguire, ma era difficile nascondersi agli occhi
di Santoni, che lo tallonavano implacabili.
Non mi devi dire altro?
Niente che lei non sappia gi.
Certo, l'informazione che aveva avuto era interessante ed illuminava
il ruolo di Carlina, la presidente delle mirtillaie. E per la prima
volta il Dogana faceva nome e cognome del serial killer, ma non
era ancora abbastanza.
Con chi lo tradiva? Con Boris e Paolo Sormi?.
Il benzinaio era immobile, pietrificato. Lupo lo incalz: Non
penserai che le poche cose che mi hai detto siano sufficienti per
compensare un mio intervento con la finanza....
Ispettore, lei ha saputo abbastanza per capire. E io non voglio
morire sgozzato.
Lupo riaccese la Vespa. Era inutile aspettarsi di pi. Ingran la
prima e il Dogana gli url dietro: Stia attento! Quello ha venduto
l'anima al diavolo e lei rischia di rimanerci stecchito come tutti
quelli che hanno incrociato la sua strada.

Non si capiva se Kristal era vestito da citt o da montagna: giacca
grigia spinata, cravatta gialla, pantaloni marroni pesanti, solo un
k-way blu per coprirsi le spalle dal freddo. Per fortuna aveva rinunciato
ai suoi mocassini neri per un paio di scarponcini da trekking.
Era dentro la sua Suzuki rossa con il motore acceso. Lupo non
fece considerazioni sul suo abbigliamento, ormai ci era abituato.
Forse il suo assistente non sentiva freddo perch mangiava tanta
cioccolata. Dentro il piccolo fuoristrada aleggiava un gran profumo
di Pocket Coffee.
Nardello  partito con il suo furgoncino stanotte e sta gi esplorando
con il drone la zona di Feronia. Purtroppo il tempo non 
granch ed il meteo ha preannunciato una tempesta di neve.
Speriamo che la fortuna ci assista.
Carlo ha aggiunto sul drone un sensore che rileva le fonti di calore
nel bosco, lo stesso che viene normalmente usato per scoprire
i focolai degli incendi. Appena trover qualcosa che ci possa interessare,
tipo una carbonaia o un luogo simile, mi invier il video e
la posizione esatta. Avremo cos tutte le coordinate per raggiungere
il posto, seguendo il navigatore.
Mi pare complicato: dovremo percorrere dei sentieri nel bosco
che non saranno segnalati.
Ho scaricato un programma che racchiude tutti i tragitti possibili
e immaginabili, anche i viottoli e le mulattiere.
Santoni avrebbe potuto convocare decine di poliziotti, elicotteri,
jeep, mettere a ferro e fuoco i boschi di Feronia, ma in quel momento
si fidava solo di se stesso e dei suoi collaboratori pi stretti: Beretta,
Pieretti e Nardello. Tutto il piano era stato concordato con il responsabile
della polizia Luigi Vallesi, che si era ripreso dalla brutta
operazione e seguiva telefonicamente le indagini dalla sua stanzetta
d'ospedale. Come sempre, aveva ribadito la sua massima fiducia a
Lupo Bianco, ponendo solo una condizione: Nel primo pomeriggio
cinquanta poliziotti si schiereranno sotto i boschi di Feronia. Se
dopo il tramonto non darete vostre notizie, interverremo in forze....
Per arrestare Ettore Sarno si doveva agire veloci. Dalle poche notizie
raccolte, assomigliava pi a una belva che a un essere umano:
bisognava braccarlo nel suo stesso territorio.
Lupo guard verso il cielo. Era bianco. Si lasci andare a un pensiero:
che fine aveva fatto il falco Trogolo? Gli mancava quella virgola
in cielo che sembrava lo seguisse sempre. Alla fine di tutte le indagini
avrebbe affrontato anche quel problema. Costeggiarono il grande
bosco. I nuvoloni che minacciavano tempesta incominciarono a scaricare
una grandine che saltava sul parabrezza. I vetri si appannarono.
Arriv il primo messaggio di Pieretti. Kristal si ferm per leggerlo:

Ho ricevuto il referto: Egle Lemmi  deceduta per cause naturali. Confermo
che la composizione dell'acqua della fonte della luna ha gli stessi residui
minerali trovati nei polmoni di Leni Sarti.

Sulle unghie di Orsa erano state raccontate due scene che ancora
non si erano realizzate: un uomo bruciato dentro un vulcano e uno
buttato gi da una roccia, nel baratro. Due persone mancavano
all'appello: Boris e il Mitraglia. Uno strano presentimento agitava
Santoni: il bosniaco era scomparso da tempo e l'eccessiva animosit
dello spazzino poteva averlo compromesso. Soprattutto perch il
serial killer aveva una mente desta, complessa, e non sarebbe stato
semplice sorprenderlo.
Dietro una curva incrociarono un gruppo di cacciatori schierati
accanto a un cinghiale appena ucciso. Un animale molto grosso,
almeno centottanta chili.
Kristal, non  chiusa la caccia?
S, ma la Provincia consente alcuni abbattimenti per ridurre la
presenza dei cinghiali in aree agricole dove procurano molti danni.
Fermiamoci.
Lupo voleva garantirsi qualche informazione in pi, chiedendo
alle persone della zona, come si faceva un tempo. Scese senza
farsi identificare come poliziotto. Si avvicin ai cacciatori con aria
prudente, fumavano e discorrevano eccitati, di fronte a un piccolo
fal sull'erba, con i coltelli e i fucili che luccicavano di bruma, i
volti inzaccherati, le barbe malfatte. Uno gir il cinghiale a pancia
all'ins, forse per immortalare il momento o per stupire lo "straniero".
Affond la lama, inizi a squartarlo. Lupo prov a rompere il
ghiaccio: Bell'animale!. Nessuno gli rispose, il cacciatore continu
nella sua operazione. Santoni continu a insistere: Qualcuno
di voi ha visto o sentito parlare di una carbonaia in questi boschi?
La domanda li sorprese. All'inizio rimasero in silenzio, poi uno,
il pi giovane di loro, disse: Caro amico, sei in ritardo di almeno
cinquant'anni....
I cacciatori risero di gusto. Un altro, sempre con quell'ironia
brutale, da montanaro, aggiunse: Prima di Feronia c' il cimitero,
l potete trovarne quanti ne volete, di carbonai.
Lupo e Kristal pensarono che non valeva la pena di gelare le risate
di quei cacciatori, mostrando loro il tesserino di poliziotti. Meglio
andarsene. Anche l in quel cerchio di uomini vigeva l'omert, un
modo arcaico per demonizzare l'eterna paura dello "straniero".
Santoni li osserv prima che scomparissero dietro la curva. C'era
una densit di sangue in quel crocchio di uomini da farli sembrare
appesi alla bestia come tanti sanguinacci.
Le immagini del drone inviate da Carlo Nardello erano piuttosto
imprecise: la perturbazione ed il nevischio avevano ostacolato la
ricerca. Si vedeva solo un altopiano con un capanno addossato a
un albero, un bosco retrostante, un fuoco acceso di fronte all'ingresso,
poco pi in l una struttura conica che sicuramente era la
carbonaia in funzione. Il sensore del drone aveva individuato su quel
punto una fonte di calore molto decisa. A circa cinquecento metri
di distanza c'era una specie di accampamento con altri capanni.
La ricognizione del drone non aveva portato altro, ma gi era un
risultato clamoroso. Kristal era eccitatissimo: Ispettore, ci siamo.
Tra quaranta minuti di cammino raggiungeremo quel capanno.
La posizione  su 4408'46''N e 1039'55''E. Localit Pianaccio.
Prendiamo il sentiero dell'acquedotto.
Stava nevicando intensamente e le nuvole nere, abbarbicate sul
Passo d'Annibale, sembravano vecchie streghe in attesa di scatenare
i loro malefci.
...
Capitolo 47.

Quando Kristal e Lupo uscirono dal bosco, fu come togliersi di
dosso un pastrano. In alto, l'aria era mossa dalla neve, schizzavano
intorno i fiocchi. Costeggiarono un laghetto, sembrava colmo d'inchiostro
azzurro, la densit delle cose era rafforzata dall'ossigeno
che si rarefaceva con l'altezza, spumeggiava nel cervello e accentuava
i colori. La neve stava lentamente coprendo ogni cosa ed era
diventata cos fitta che si sentiva quasi ronzare. Kristal seguiva il
percorso sul suo smartphone, ma a un certo punto si ferm, inizi
a muoverlo, lo scosse, come se stesse cercando di acchiappare
qualcosa.
Non c' una tacca. Ispettore, siamo senza segnale. Veda se magari
sul suo.... Lupo verific, effettivamente era anche lui senza
campo. Santoni ebbe un sussulto di eccitazione, mentre Beretta
pareva disperato: Siamo soli, non possiamo comunicare con
nessuno. Questa tempesta di neve ci ha tolto anche il segnale GPS.
Comunque non dovremmo essere lontani dalla localit Pianaccio,
forse un chilometro.
Purtroppo la neve aveva ricoperto il terreno e per qualche istante
Kristal e Lupo ebbero la certezza di essersi persi. Le nuvole
erano calate facendo quasi buio, la situazione stava diventando
preoccupante. Santoni cerc di trovare dentro di s l'energia per
sopravvivere. Ripens a un avvenimento che aveva cambiato la sua
vita. Da bambino, a sei anni, durante una furiosa tempesta di neve,
aveva aperto l'uscio ed era scappato da casa, cos, senza un motivo.
Sembrava un piccolo gnomo, con la giacca a vento e il cappello
con il pompon rosso. Ovviamente si era perso. Dopo due giorni di
inutile attesa, la madre Elisa e il padre Alfonso, disperati, si erano
rassegnati di non vedere pi il loro Marzio. Invece nel pomeriggio
del terzo giorno, quando ancora infuriava la tempesta, la squadra
dello sci club di Valdiluce aveva ritrovato Marzio dentro una specie
di igloo, un tempietto di ghiaccio. Immobile come una statua, ma
tutti capirono che era ancora vivo dai suoi occhi azzurri. Luccicavano
di eccitazione, di febbre d'avventura. Si grid al miracolo.
Solo un lupo poteva sopravvivere a quei tre giorni di gelo. Per
questa straordinaria impresa Marzio si era meritato il soprannome
di Lupo Bianco.
Adesso doveva ritrovare il coraggio dell'infanzia. Svegli la forza
dell'animale che viveva in lui. Cerc nel bosco un elemento che lo
guidasse. Accentu tutti i sensi. Con lo sguardo tent di trovare
un punto sull'orizzonte, ma era troppo confuso dalla neve e dalla
nebbia. Allora Lupo ricorse alla dote che lo aveva sempre aiutato
nella vita: l'olfatto. Si concentr. Kristal lo osservava con attenzione,
intu cosa stesse facendo l'ispettore. Santoni individu un filo
sottile che si confondeva nei fiocchi di neve e nel vento, si aggrapp
a quello, era un cenno di fumo. Inizi a seguirlo come Pollicino.
Si infilarono in un fitto bosco di faggi, abeti e qualche castagno:
un luogo a prima vista ancor pi sconsigliabile perch sul terreno
non c'erano segni di percorsi tracciati. La strada odorosa divent
sempre pi palese: era sicuramente l'odore di un fuoco che stava
bruciando, un fal. La tempesta di neve aumentava con una violenza
inaudita, il sentore di fumo andava e veniva. Mentre avanzavano, si
aggiunse anche una fragranza pi aromatica, qualcosa che poteva
essere prodotta solo da una carbonaia accesa. Dove il bosco si
fece pi rado s'imbatterono in una serie di pedate sulla neve. Una
strana sorpresa. Kristal le guard e disse: Sono fresche, fatte da
non pi di un'ora, altrimenti la nevicata le avrebbe coperte
completamente. Le orme giungevano da sinistra, continuavano fino a
un certo punto davanti a loro, poi tornavano indietro rinfilandosi
nel bosco da dove erano arrivate. Sono scarponcini da caccia, di
misura grande. E anche l'altezza dell'uomo sembra elevata: il piede
 sprofondato nella neve. Vuole che le segua?
No, Kristal, abbiamo la nostra strada da fare. Sento che il fuoco 
sempre pi vicino. Non bisogna perdere la traccia, disse Santoni,
concentratissimo e continu il suo cammino nel bosco: l'odore
stava diventando pi intenso. Beretta fece un gesto improvviso, lo
placc rischiando quasi di farlo cadere per terra.
Fermo, ispettore, non passi di l. Li vede quegli spunzoni di
ferro?
Diavolo, una tagliola!.
Marzio spolver la trappola con una frasca. Sotto c'erano molte
macchie di sangue, e qualche brandello di carne. Dev'essere la
tagliola di un bracconiere e quelli sono i resti di un cinghiale.
Kristal non sembrava affatto convinto della spiegazione ed era
sempre pi agitato. Il bosco, la tempesta di neve, le unghie di
Leni, le orme dei fantasmi, le streghe, la mancanza di segnale. Un
occhio misterioso che sembrava li stesse seguendo da giorni. In
quale terribile tunnel si stavano infilando? Beretta si era incantato
di fronte alla tagliola.
Lupo si inquiet: Forza. Dobbiamo andare avanti, abbiamo
solo un obbiettivo da raggiungere. Al pi presto.
Il cielo si era riaperto e i fiocchi avevano smesso di cadere. Santoni
sentiva sempre pi forte l'odore di legna bruciata.
Kristal, attraverso le foglie del bosco, intravide un capanno e un
fal. Disse sottovoce: Siamo arrivati.
Poi tir fuori la pistola. Santoni lo trattenne.
Non c' bisogno di andare armati. Se  lui, ci star aspettando.
Ha lasciato troppe tracce in giro per noi. Se avesse voluto, sarebbe
fuggito o ci avrebbe ammazzato in qualsiasi altro momento.
...
Capitolo 48.

Ettore Sarno?
In persona.
La dichiaro in arresto per la morte di Leni Sarti e di Paolo Sormi.
Kristal si avvicin per mettergli le manette, ma Santoni gli fece
cenno di non procedere. Ormai il killer non poteva pi fuggire e
poi, se ingabbiato, probabilmente avrebbe reagito con il silenzio.
Invece era importante che parlasse: solo lui sapeva esattamente
cosa aveva fatto e soprattutto il perch.
L'uomo parve apprezzare quel gesto.
Ettore Sarno stava seduto di fronte al capanno, sul fal bolliva
un paiolo di polenta, pi in l c'era la carbonaia coperta di neve,
usciva dal cono una fragranza di fumo. La sua magrezza prendeva
il sopravvento anche sulla faccia, un volto minaccioso e ossuto, con
gli occhi illuminati da una luce obliqua, di morbido e abbondante
c'era solo un grande ciuffo di capelli neri. Sapeva di legna appena
tagliata. L'uomo tir fuori le cartine e una scatola metallica contenente
del tabacco scurissimo, quasi nero. Quindi, senza fretta,
cominci ad arrotolarsi una sigaretta. Kristal si era posizionato
su un masso che dominava il capanno, con la mano sulla pistola.
Invece Lupo si era accostato al fuoco e lo stava osservando a pochi
metri di distanza.
La voce di Ettore Sarno era quasi melodiosa, dal tono educato:
Vi aspettavo. So che stanotte avete trovato la fonte della luna.
Lupo ne aveva di cose da chiedergli, ma doveva seguire le regole
che il killer in qualche modo gli stava dettando. Era lui che teneva
in mano il bandolo della matassa, almeno finch si dimostrava
disponibile a parlare.
Perch allora non  fuggito?
Volevo farvi un'ultima sorpresa, ispettore.
 lei che ha ucciso Leni Sarti?
Certo, ammise senza scomporsi.
Ha ucciso anche Paolo Sormi?
Certo.
Ci fu un lungo silenzio. Era una strana atmosfera. Lupo non capiva
cosa nascondesse ancora Ettore Sarno. La facilit con cui rispondeva
alle domande, questa sua confessione spontanea, non poteva
solo dipendere dal fatto che non gli avevano messo le manette.
Ormai il gioco era partito, al serial killer spettava l'ultima mossa e
Santoni non poteva che accontentarlo. L'importante era giungere
alla conclusione di tutto, anche a rischio della propria incolumit.
Sarno sblocc quel momento di pausa: Mi scuso di essere cos
sporco di fuliggine, ma sto sorvegliando la carbonaia. Comunque
si sa che niente  pi nero del buco del culo di un carbonaio. Rise
con un certo contegno.
Leni era la sua amante?
Per chi vede solo il bianco e nero, s. Per me era la cosa pi
importante del mondo. L'avrei sposata, le avrei dato dei figli, ma
la sua natura ribelle non l'ha mai consentito.
Si alz e si avvicin al paiolo che stava sul fuoco. Gir a lungo con
il mestolo. Tra poco la polenta  pronta.
E allora perch l'ha uccisa?
Avevamo un posto segreto, un patto di sangue stabilito fin da
ragazzini: la fonte della luna. Siamo diventati grandi giocando
sempre in quel luogo. Nella notte della luna piena leggevamo le
immagini del futuro scritte sulle sue unghie. L con Orsa ci siamo
spogliati la prima volta, abbiamo fatto all'amore. E abbiamo stretto
un giuramento che valeva per sempre: non dirlo a nessuno, pena
il taglio della lingua.
Cosa  successo invece?.
Ettore si scosse, prese un'espressione dolente, quel fatto gli faceva
ancora male.
Orsa ha voluto contaminare con quei due maiali l'acqua sacra
della fonte della luna.
Chi sarebbero?
Paolo Sormi e Boris il croato. Orsa li ha condotti l, mi ha giurato
di non averci fatto all'amore, ma non  quello che conta... gli
occhi e il corpo di quei due esseri immondi hanno violato ci che
apparteneva solo a noi.
Il killer si alz. Kristal seguiva ogni suo movimento con la pistola
in pugno, tenuta nascosta nella tasca del k-way. Ettore prese il
paiolo e scodell fumante la polenta sul tavolaccio di legno. Lupo
ormai cominciava ad avere un'altra certezza: Quindi lei ha ucciso
anche Boris?
Lei, ispettore, vorrebbe tutto scodellato come questa polenta,
eh? Dov' Boris? Ci deve arrivare da solo.
Ettore si mise a mangiare.
Volete favorire?.
Lupo doveva arrivare al dunque: No, non ha risposto alla mia
domanda.
Sapesse a quante domande anche io non sono riuscito a dare una
risposta. Perch Orsa ha tradito il nostro patto? Era una femmina
curiosa. Io le lasciavo fare tutto quello che voleva, ma perch cazzo
ha voluto distruggere in un colpo solo la cosa pi preziosa che avevamo?
Voleva chiudere per sempre con me? Lo sapeva benissimo
che a Carlina non sfuggiva niente e che mi avrebbe subito informato,
se avesse portato qualche maiale nella fonte della luna.
Quindi Orsa era davvero la sua amante?.
Vede che non capisce? Nell'ultimo periodo Orsa non si spogliava
pi, non voleva fare all'amore con me, indossava sempre il
suo bikini celeste. Ma era fantastico comunque, perch l'amicizia
tenuta segreta era pura come l'acqua di quella fonte.
Ettore si stava agitando, era molto commosso. Santoni pens
che fosse quello il territorio da esplorare. Quando pronunciava il
soprannome della vittima gli tremava la voce.
Cosa  accaduto la sera del 15 febbraio, quando Orsa  venuta
da lei per quell'incontro nella fonte della luna?
Carlina mi aveva gi avvisato che Orsa era andata l con Boris e
il fotografo, qualche giorno prima. Ero furioso.
E cosa  successo?
Orsa non sapeva che io era a conoscenza di tutto. Ho fatto finta
di nulla, le ho chiesto solo di precipitarsi da me perch avevo un
problema. Quella sera mi ha mostrato le decorazioni sulle unghie.
Il mio regalo esclusivo, un rito che celebravamo ogni mese. Le
immagini erano le pi belle che avesse mai avuto da quando ci
incontravamo nella notte della luna piena....
Ormai Lupo iniziava a capire ogni dettaglio dell'indagine,
purtroppo non c'era niente di magico, come aveva creduto Kristal, ma
era solo il frutto della mente deviata di Ettore Sarno.
Perch nei suoi omicidi ha messo in atto ci che era stato disegnato
sulle unghie di Orsa?
Ettore accenn un timido sorriso.
Vede, io mi dovevo vendicare. E quei disegni mi hanno dato la
via da seguire. Sapevo che in quella mano c'era scritto il futuro....
Lo disse con emozione, quasi piangendo. ...Ma l'ho fatto anche
per onorare la sua memoria.
Lupo intervenne brusco, cambiando registro: E mentre facevate
il bagno l'ha uccisa, le ha tagliato la lingua e poi l'ha trasportata con
la slitta alla Verginetta e l ha messo in piedi ci che era descritto
sul pollice di Leni. Ma perch ha scelto quel luogo? Perch da quel
punto partiva il sentiero per il Dente della Vecchia? Per confonderci,
per far sembrare che l'assassino fosse qualcuno che voleva
eliminare Leni perch era una contestatrice del centro radar?.
Lupo lo disse tutto d'un fiato, con la rabbia accumulata in pi di un
mese di ricerche forsennate, di indagini estenuanti e di false piste.
Niente di tutto questo. Il lago Turchino era il posto che Orsa
amava di pi e ho voluto ricostruire lass il disegno che aveva
nelle unghie. Siete voi poliziotti che mi ci avete infilato dentro. Io
quell'affare del radar non l'ho mai seguito.
E l'abete completamente scuoiato, che significato aveva?
Per avere abbastanza rami con cui coprire la montagnola, si
doveva lisciare tutto l'abete. L'ho fatto solo per quello.
Ettore si alz, si avvi verso la carbonaia, ormai sotto uno strato
di neve. Kristal era sempre vigile.
Con questa maledetta nevicata c' un vento forte che rischia di
ossigenare il fuoco, appena si aprono bocche o fessure, bisogna
tamponarle, altrimenti la legna brucia. Dev'essere tutto perfetto.
Questo carbone l'ho fatto in onore vostro.  il mio regalo per voi.
Dopo che Ettore era intervenuto sulla copertura, usc dalla carbonaia
un odore pi intenso. Inconfondibile. Santoni l'aveva incontrato
spesso. Carne umana bruciata. Lupo fino ad allora aveva
immaginato cosa potesse nascondere la carbonaia, ma sperava
che non fosse vero, che quell'uomo gigantesco, dall'aria fredda e
sicura, non fosse arrivato a tanto. Cap, dalla leggerezza con cui
Ettore Sarno parlava dei delitti, che non provava alcun senso di
colpa, come tutti i serial killer.
Santoni scatt verso la carbonaia, afferr un bastone ed inizi a
demolirla, con una violenza che sorprese perfino Beretta. La catasta
si sgonfi come un fungo marcio. Lupo smosse il fuoco e tra i rami
incandescenti, sbuc una gamba mozzata, senza i piedi, ormai era
un tizzone annerito. Intorno altri resti di un corpo carbonizzato
e luccicava una medaglietta d'oro con le stelle in campo giallo: lo
stemma nazionale della Bosnia! Non poteva che essere di Boris.
Lupo pens che non c'era pi spazio per temporeggiamenti, prima
che accadesse qualcosa di irreparabile, url a Beretta: Gli metta
le manette, presto!.
Ma le parole di Lupo, urlate con la voce strinata dalla foga, furono
abbattute da un colpo di fucile sparato in aria e da un grido che
sembr spaccare la roccia: Fermo o ti ammazzo!.
Il Mitraglia, grosso e forte come un cinghiale, era sbucato dal
bosco. Sfregiato da un'espressione feroce. Puntava il fucile verso
Ettore Sarno. Da giorni pedinava Kristal e Santoni per seguire l'evoluzione
delle indagini, ma adesso era giunto il momento di avere
la scena tutta per s. Prima che i poliziotti se lo portassero via.
Lupo url: Alvaro, ti ordino di buttare a terra il fucile. Lascia
fare a noi.
Mai. Lo scuoier vivo come ha fatto al mio Terry.
Kristal era impietrito, perch aveva proprio dietro di s le canne del
Benelli del Mitraglia. Ettore Sarno ebbe una reazione sorprendente,
assolutamente folle di fronte a due poliziotti e a un uomo che lo
minacciava con il fucile. Si alz in piedi e inizi a scappare come
una lepre. Sarnesi lanci il fucile per terra e si mise a rincorrerlo.
 inutile che scappi. Ti prendo e ti scuoio, gli grid dietro.
Lo spazzino era fuori di s: la collera, la voglia di vendicarsi lo
stavano facendo impazzire. Beretta punt la pistola verso il serial
killer. Santoni gli url: No, Kristal, ci serve vivo.
Lupo ritrov l'istinto di sempre, scatt verso il Mitraglia, lo placc
da dietro, lo immobilizz trattenendogli le gambe. Lo spazzino
Sernesi aveva una forza incredibile, si divincolava, non era un duello
facile, per fortuna Beretta sopraggiunse ed a quel punto gli punt
la pistola alla nuca.
Fermo cos. Non ti muovere, Mitraglia. Alvaro croll in ginocchio,
rimase a terra, con Kristal che lo teneva sotto tiro.
Adesso, per, toccava all'ispettore Santoni braccare il serial killer.
Una fuga che poteva nascondere altre brutte sorprese. Ma Lupo
non aveva alternative: doveva rischiare per non lasciare libero
quell'assassino cos pericoloso. Ettore Sarno era una gazzella,
velocissimo, ma anche Lupo non era da meno. Il terreno era pieno
di foglie, sterpi, erba alta, radici, un percorso strappato alla natura
del luogo. Ettore divent sempre pi raggiungibile, anche perch il
pianoro finiva su uno strapiombo. Santoni ebbe in quel momento
la folgorazione di ci che stava per succedere, solo quando fu a
pochi metri dal baratro cap che era caduto come un pivello in
un'altra trappola di Ettore Sarno. L'ultima clamorosa mossa del
serial killer. Quella pi astuta.
L'uomo nero voleva vincere fino alla fine, lasciando dietro di s
tanti segreti irrisolti. Ettore Sarno non indugi neppure un istante:
appena arriv sul precipizio, si lanci nel vuoto, sbracciando come
la figurina disegnata sul mignolo di Orsa. Per sfracellarsi nel fiume
Argentero e raggiungere la sua amata.
L'ultima profezia di Leni Sarti si era avverata, come avrebbe detto
Kristal.
Il sole aveva gi fatto la sua giornata e stava tramontando rosso
fuoco. Una coppia di falchi volteggiava nel cielo.
...
Capitolo 49.

L'immagine di Boris, sanguinante e prigioniero nella tagliola,
rinvenuta nella macchina fotografica di Ettore Sarno, chiuse definitivamente
l'indagine.
Carlina, presidente delle mirtillaie, era stata arrestata per complicit
nei due omicidi e per aver consegnato Gorbaciov nelle mani
del suo sicario.
Mitraglia, sotto l'occhio vigile di Kristal, aveva bruciato nell'inceneritore
tutti i sacchetti dove negli anni aveva catalogato e conservato
centinaia di documenti privati.
La fonte della luna era diventata la meta preferita dei turisti.
Il Grand Hotel Regina era tornato agli antichi splendori, mentre
Alessandro Poltronieri aveva avuto una condanna a trent'anni,
che scontava comodamente nella sua lussuosa residenza a Vissone
sul mare.
A Valdiluce, dopo tanti anni, erano riapparse le lucciole. Mano
nella mano, Ingrid e Marzio custodivano il segreto di una notte
d'amore. Visti dall'alto, sotto il sole di Feronia che si faceva sempre
pi caldo, avevano proprio l'aria di una coppia felice. Camminavano
nella valle del Pianaccio, dove lui era convinto di aver riconosciuto
il falco Trogolo, alla fine del tragico inseguimento di Ettore Sarno.
Ormai da qualche tempo Ingrid si era trasferita da lui. E la convivenza
non era niente male. La lavatrice nuova brillava di luce
elettronica in cucina, stava per arrivare il nuovo apparecchio TV
a colori Sony e il riccio Arturo era diventato il cucciolo di Ingrid.
Certo, il topo Mignolino evitava di farsi vedere, ma partecipava
comunque di soppiatto alla nuova vita di Santoni. Nel formicaio
era apparsa la formica regina per onorare la presenza della nuova
principessa della casa. Nel giardino la vecchia lavatrice Ignis aveva il
cestello pieno di piantine di fragoline di bosco e di mirtilli. Mancava
solo un amico all'appello. Non ci volle molto per vedere apparire
nel cielo di Feronia la virgola nera del falco. La sua sagoma era
diversa dal solito. Aveva tra gli artigli un fardello, forse una preda.
Il falco si abbass. Ingrid e Lupo assistettero a qualcosa di speciale.
Trogolo stava insegnando a volare al suo piccolo. Ecco perch da
alcuni mesi era scomparso: aveva covato la sua prole in un posto
pi tranquillo, l a Feronia. Trogolo port in alto il suo falchetto e
lo sganci nel vuoto. Il piccolo cerc di afferrare l'aria, sbracciava
con le ali, si avvitava, ma il falco lo seguiva con attenzione, pronto
a raccoglierlo prima che cadesse troppo velocemente sul terreno.
Trogolo non era un maschio come avevano sempre immaginato,
ma una mamma. Ingrid colse al balzo quel messaggio d'amore:
Lupo, e se facessimo anche noi... un falchetto?.
Marzio si irrigid, devi lo sguardo altrove, verso l'orizzonte che
stava diventando per lui sempre pi angusto. Cercava le parole
giuste. Ingrid gli mise la mano che profumava di rosa bianca sulle
sue labbra. Era un momento troppo aereo per appesantirlo con
considerazioni maldestre. Ingrid lo baci, tra i profumi dell'estate
in arrivo.
...
FINE.